martes 2 de octubre de 2007

Colombia- Uribe nega legami con il narco Pablo Escobar

"Non sono stato amico di Pablo Escobar nemmeno quando era di moda" ha dichiarato il Presidente Uribe. Ha negato le accuse contenute in un libro dell'ex presentatrice televisiva Virginia Vallejo. L'ex amante del mitico capo del narcotraffico Pablo Escobar, riferisce vari episodi relativi al periodo in cui Alvaro Uribe era sindaco di Medellin.

"Pablo mi presenta l'ex sindaco di Medellin, la cui madre è cugina degli Ochoa; questi lo chiama "dottor Alvarito", a me era simpatico perchè è uno dei pochi amici di Pablo con una faccia perbene, l'unico con occhiali di intellettuale" scrive la Vallejo. Più avanti specifica che secondo Pablo Escobar "..è un bravo ragazzo, e con l'aiuto del vicedirettore dell'Areonautica (Cesar Villegas) ci concesse decine di licenze per le piste ed arerei..."

Il Presidente Uribe ha smentito tutti questi episodi che risalgono al 1982. Nega la relazione con il narcos Pablo Escobar e con Vallejo, e ribadisce che non ha conosciuto l'ex amante del capo del cartel de Medellin, ma ammette di averla vista "una volta, in un aereo di Avianca nel volo da Bogotà a Medellin".

Ecuador - 75% a favore del nuovo Patto sociale

E' il terzo successo elettorale dal novembre del 2006, il più clamoroso: 75% degli elettori hanno risposto in modo affermativo alla proposta di Rafael Correa e del movimento di rifondazione dell'Ecuador.
Non c'è alcun dubbio che si è trattato di una valanga che ha sepolto definitivamente i partiti tradizionali, trinceratisi nel Congreso come se si trattasse di un corpo separato ed estraneo alla società.

Rafael Correa ha anticipato che chiederà la dissoluzione immediata del Congresso, che dovrà rimettere il suo potere alla nuova Assemblea costituente eletta in maniera plebiscitaria domenica. Correa metterà anche il suo mandato presidenziale a disposizione della Costituente.
Giunge così al traguardo più importante quel movimento profondo che -dal basso e senza violenza- ha dapprima costretto a fuggire vari Presidenti, ed ora si apresta a riscrivere le nuove regole del gioco. Il potere politico sarà separato dal potere economico, e l'oligarchia non avrà più lo Stato al proprio esclusivo servizio.

Correa ha anticipato che verrà ridotto lo strapotere della Banca centrale che -nascondendosi dietro l'alibi della "autonomia"- ha finora avallato tutte le politiche monetarie ed economiche più sadiche imposte dal FMI. "Abbiamo riserve monetarie di circa 3 miliardi di $....ma sono depositate nel sistema bancario degli Stati Uniti" ha detto Correa "queste risorse devono essere utili al Paese per finanziare nuovi progetti...e il resto lo trasferiremo al Banco del sur".

Italia: Venezuela Socialismo XXI Secolo

incontro dibattito

- Venezuela e Socialismo XXI secolo
IL VENEZUELA VERSO IL SOCIALISMO DEL XXI SECOLO
QUALI RIFORME COSTITUZIONALI?


MILANO – MERCOLEDI' 10 OTTOBRE 2007 ore 18.30-21
PUNTO ROSSO – VIA G. PEPE 14 (angolo Via Carmagnola – MM2 Garibaldi)

seminario di approfondimento con
JULIO VIVAS (Director General Académico della Università Bolivariana del Venezuela, Caracas)

Saranno presenti Josè Luiz Del Roio (senatore Prc-Sinistra Europea), Vittorio Agnoletto (europarlamentare Prc-Sinistra Europea) e Miriam Castellanos (Console Repubblica Bolivariana del Venezuela).

Dopo solo sette anni la Costituzione bolivariana sarà modificata. Si è attivato un profondo processo che coinvolge non solo studiosi ed esperti nazionali e internazionali, ma anche tutti i cittadini con assemblee nei luoghi di lavoro, nei quartieri, nei territori, nelle università, nelle piazze. Nel dicembre 2006, il presidente Hugo Chávez è stato eletto con più del 60% dei consensi con la proposta di approfondire il carattere socialista della Rivoluzione venezuelana. Oggi in Parlamento e nella società il processo di riforma è in discussione per arrivare ad un altro referendum costituzionale alla fine di quest'anno o all'inizio del 2008.

Pur essendo un incontro pubblico, e quindi aperto a tutti, quest'ultimo ha anche carattere seminariale di approfondimento e quindi preghiamo chi intendesse partecipare di segnalarsi ai seguenti recapiti:

email: info@puntorosso.it
Tel. 02-874324 e 02-875045 (Eleonora o Roberta)

organizzano: Associazione Culturale Punto Rosso, NuestrAmerica, Forum Sinistra Europea-Socialismo XXI
in collaborazione con il Consolato Generale Repubblica Bolivariana del Venezuela

Associazione Culturale Punto Rosso
Via Guglielmo Pepe 14 (angolo Via Carmagnola – MM2 Garibaldi)
20159 Milano – tel. 02-874324 e 02-875045 – www.puntorosso.it

Italia: Colombia Vive! a Milano

Per far conoscere le esperienze di resistenza nonviolenta in Colombia ed individuare meccanismi effettivi di protezione della popolazione civile in contesti di conflitto armato.


Lunedì 8 ottobre
2007, ore 20:30
Casa della Cultura, via Borgogna 3, Milano

Introduce José Luiz Del Roio, membro della Commissione Affari Esteri del Senato e presidente di NuestrAmerica

Partecipano:
Ivan Cepeda, giornalista del settimanale El Espectador, direttore della Fondazione “Manuel Cepeda” e attivista e fondatore del Movimento Nazionale di Vittime dei crimini di Stato e del Movimento Figlie e Figli per la memoria contro l’impunità;

Maria Bertilda Tuberquia Quintero, una delle donne lìder della Comunità di Pace di San José de Apartadò, della quale fa parte sin dal giorno della sua costituzione. Madre di cinque figli, ha assistito ai due massacri a La Union, fronteggiando i paramilitari in ambedue le occasione in veste di portavoce della comunità.

Luis Fernando Giraldo, difensore di diritti umani con la Commissione Intercongregazionale di Giustizia e Pace, è attualmente impegnato al fianco delle comunità del Cauca nella resistenza nonviolenta alla guerra e allo sfollamento forzato.

Vittorio Agnoletto, membro delle Commissioni Affari Esteri e Diritti Umani del Parlamento Europeo.

Organizzano: Associazione culturale Punto Rosso, Rete Italiana di Solidarietà Colombia Vive!, Associazione Prima Persone, Selvas.org, NuestrAmerica.

Tel. 02 87395155

Peru - Candamo, maravilla natural del mundo, sería vulnerado por gobierno peruano para permitir explotación de gas y petróleo

Parque Nacional, donde se ubica Candamo, fue declarado por la National
Geographic Society como uno de los siete santuarios más emblemáticos del
mundo.

Ministro de Agricultura cesa a Intendente de Áreas Naturales
Protegidas, Luis Alfaro, por oponerse a reducción de parque. Firma del TLC
podría peligrar.

Instituciones nacionales e internacionales han manifestado su preocupación respecto de una propuesta de ley que se presentó ayer en el Consejo de Ministros, mediante la cual se propone recortar en más de 209,000 hectáreas el Parque Nacional Bahuaja Sonene, en el área correspondiente a Candamo, para el establecimiento de un nuevo lote de hidrocarburos, todo esto en contra de la opinión técnica de la Intendencia de Areas Naturales Protegidas del INRENA. Esta oposición motivó que el Ministro de Agricultura, Ismael Benavides, cese de su cargo el día de ayer al Intendente de Áreas Naturales Protegidas, Luis Alfaro.
De aprobarse esta propuesta de ley en el Congreso, se estaría atentando no solo contra una de las fuentes de biodiversidad más importantes del mundo sino que, paradójicamente, se pondría en riesgo los avances en la firma del TLC con los EEUU.
Candamo, de belleza y riqueza natural mundialmente reconocida, es un área del parque que ha sido clasificada como zona de protección estricta por ser el espacio más vulnerable del mismo. y sin el cual, el parque perdería razón de ser, al perderse definitivamente los objetos de conservación.
El parque protege la cuenca media del río Tambopata, del que dependen más de cincuenta mil habitantes de Puerto Maldonado. El recorte del Candamo afectaría a la fuente de mayor pureza de agua del Tambopata, pues se trata de una cuenca no habitada. Por ello, la cuenca del Candamo ha sido categorizada como zona intangible. (Oilwatch.org)

Italia: Honduras Movimenti Popolari

Dal 2 al 7 ottobre 2007

Per il terzo anno consecutivo il Collettivo Italia Centro America (www.puchica.org) organizza la visita in Italia di un rappresentante dei movimenti popolari honduregni.
Quest'anno, nell'ambito della campagna di denuncia contro il progetto turistico "Los Micos Beach & Resort Centre", nella Bahia de Tela (lisolaeilmattone.blogspot.com), sarà in Italia Alfredo Lopez, leader dell’Organizzazione fraterna dei popoli negri dell'Honduras (Ofraneh) che rappresenta le 46 comunità di etnia afro-indigena garifuna disseminate lungo tutta la costa caraibica del Paese.
La Laguna de los Micos è minacciata dalla costruzione del megaprogetto turistico “Los Micos Beach & Resort Centre”. Il complesso verrà realizzato nella Bahia de Tela, sulla costa caraibica dell’Honduras, a pochi chilometri dalle isole dei Cayos Cochinos, dove il 20 settembre è iniziata la nuova serie del reality show “L’isola dei famosi”. La regione è abitata dai garifuna, che vivono di pesca in comunità lungo la costa e teme l’impatto sociale e ambientale del turismo di massa.
Oggi la Laguna de los Micos è un paradiso di mangrovie, una striscia vergine di spiaggia e vegetazione di oltre 3 km. Il progetto nella Bahia de Tela prevede la realizzazione di quattro hotel di lusso, 256 ville, un campo di golf, un club ippico e un centro commerciale -su una superficie complessiva di oltre 300 ettari.
Il tutto verrà realizzato all'interno del Parco nazionale intitolato a Jeanette Kawas (Pnjk) e di una laguna registrata (con il numero 722) nell'elenco delle paludi protette dalla Convezione internazionale di protezione delle paludi (conosciuta come Ramsar). Perciò il riempimento di gran parte della palude per la realizzazione del campo da golf è illegale. Non ci sono state nemmeno le consultazioni con le popolazioni locali, come vorrebbe l'Accordo n. 169 dell'Organizzazione internazionale del lavoro.

Chi è Alfredo Lopez
Leader comunitario e poi presidente del Patronato della comunità di Triunfo de la Cruz, Alfredo Lopez ha passato quasi sette anni di carcere, tra il 27 aprile del 1997 e l'ottobre del 2003. Colpevole di voler difendere la terra di Triunfo de la Cruz dalla speculazione turistica del progetto "Mar Bella".
Un incarceramento arbitrario e illegale, secondo quanto stabilito dalla Corte interamericana per i diritti umani(Cidh), che il primo marzo del 2006 ha condannato lo Stato di Honduras per il trattamento ricevuto da Alfredo mentre questi era in carcere.
Un incarceramento preventivo: Alfredo non è mai stato condannato (anzi: l'accusa di detenzione e traffico di sostanze stupefacenti a suo carico, montata ad hoc, era decaduta già un anno dopo il suo ingresso in prigione).

Il Collettivo Italia Centro America
È un collettivo di base che opera sia in Italia che in vari paesi del Centro America a diretto contatto con le realtà di base locali.

PROGRAMMA:


* mercoledì 3 ottobre, h. 19.00: incontro pubblico organizzato dall'Associazione culturale "Ex-Lavanderia" presso l’ex Manicomio di Roma Santa Maria della Pietà, Monte Mario, ROMA
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* giovedì 4 ottobre, h. 14.00: CONFERENZA STAMPA convocato presso il Senato della Repubblica, Sala delle conferenze stampa - Palazzo Madama, 2 ROMA
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* venerdì 5 ottobre, h. 20.00: Associazione XENA – la serata si terrà presso la sede di Missionari Comboniani, via San Giovanni di Verdare, 139- PADOVA- Zona stazione.
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* sabato 6 ottobre, h. 19.00: Csa BARAONDA, Via Amendola, 1 – Rovagnasco di Segrate MILANO
(come arrivarci su: http://www.ecn.org/baraonda/dovesiamo.html).

Sperando nel vostro interesse e mettendoci a disposizione attraverso honduras@puchica.org per maggiori dettagli, vi mandiamo un saluto fraterno. Ufficio stampa: Luca Martinelli; tel. 349-86.86.815

Collettivo Italia Centro America

Venezuela, gobierno impulsa proceso de reconversión monetaria

El gobierno de Venezuela inició este lunes el proceso de reconversión monetaria con un decreto que obliga a los comercios a exhibir los precios en la moneda actual y en el "bolivar fuerte", que circulará desde enero del 2008. La medida de presentar los dos precios busca familiarizar a los compradores con el nuevo signo monetario.
La reconversión monetaria eliminará tres ceros de la moneda con la aparición del "bolivar fuerte". El ministro de Finanzas venezolano, Rodrigo Cabezas, expresó que el cambio de moneda busca "abrir un ciclo histórico de estabilidad de precios".
"El objetivo es ensanchar el rango de la producción nacional. De esa manera, podremos tener el principal instrumento para combatir la inflación: crecimiento de la economía real y de la productividad", completó Cabezas.
El "bolivar fuerte" entrará en circulación con el año nuevo pero hasta junio de 2008 podrán utilizarse ambas monedas.(PULSAR)

lunes 1 de octubre de 2007

Ecuador - Maggioranza assoluta al Presidente Correa

Secondo molti exit-pol, il movimento Accordo Paese del Presidente Correa ha ottenuto una schiacciante vittoria nelle elezioni di ieri, e disporrà di almeno 70 dei 130 seggi dell' Assemblea Costituente.
Secondo la ONG "Participaciòn Ciudadana", il movimento politico del Presidente ecuadoriano ha ottenuto il 61% dei voti nell'88% dei seggi scrutati. Correa non ha nascosto il suo entusiasmo: "Siamo sempre stati molto ottimisti, ma i risultati superano le nostre aspettative".

Di fronte a migliaia di cittadini che si sono riversati per le strade a festeggiare la ampia vittoria, ha annunciato que il Congresso dei deputati è deleggitimato dal voto di ieri, e deve essere rimpiazzato dall'Assemblea costituente. Questa comincerà i lavori il 30 di ottobre e disporrà di 180 giorni per riscrivere le regole del gioco del nuovo patto sociale che si sta gestando in Ecuador.

Alcuni eurodeputati del PP e del PS spagnolo, hanno certificato la bontà del processo elettorale, ma non hanno potuto fare a meno di esternare le loro personali "preoccupazioni" politiche. Carlos Iturgaiz ed Emilio Menéndz, di fronte alla impressionante liquefazione di tutti i partiti tradizionali, temono che Rafael Correa sia un nuovo Chavez.

Costa Rica - Mega-manifestaciòn dice NO al TLC

La movilización fue calificada por sus organizadores como una de las concentraciones más grandes que recuerde la historia reciente del país centroamericano. Los opositores al Tratado de Libre Comercio (TLC) entre Costa Rica y Estados Unidos, cerraron la campaña en contra del controvertido tratado comercial.
El Movimiento Patriótico contra el TLC, que lidera el rector del Instituto Tecnológico Costarricense (ITEC) Eugenio Trejos, cerró con esta masiva movilización que colmó de punta a punta el Paseo Colón, la más larga y ancha avenida de la capital, la campaña en contra del TLC con EEUU.

Es una de las concentraciones más grandes que recuerde la historia reciente de Costa Rica, unas 150 mil personas dijeron este domingo "No" al tratado comercial. La manifestación se realizó en el 147 aniversario del fusilamiento del ex presidente Juanito Mora, quien lideró en 1856 y 1857 la Guerra nacional contra el invasor y esclavista estadounidense William Walker.
Si el "No" llegara a ganar el domingo, Costa Rica se convertiría en la primera nación del planeta en rechazar en las urnas un tratado con Estados Unidos.

Chile: acceso al mar a Bolivia

Bachelet analiza conceder acceso al mar a Bolivia

(PULSAR)La presidenta de Chile, Michelle Bachelet, afirmó este viernes que su gobierno trabaja "por la posibilidad de asegurar un mejor acceso al mar" para Bolivia. Sin embargo, advirtió que la concesión de acceso al mar no implica soberanía.

"Puede haber soluciones positivas que sean buenas para los dos países, pero obviamente cualquier solución tiene que ir en el interés de Chile y que sea útil a los bolivianos", expresó Bachelet.

La mandataria aseguró que Chile mantiene con Bolivia una agenda de trece puntos en la que se lograrán avances.

"En algunos se avanzará más rápido y en otros más lento, pero vamos a trabajar con fuerza porque queremos que a todos nuestros vecinos les vaya bien", explicó Bachelet sobre los trece puntos.

Bolivia perdió su litoral en la Guerra del Pacífico con Chile, entre 1879 y 1883, y desde entonces ha mantenido una demanda permanente para recuperar su acceso al Océano Pacífico.

Pese a que los dos países no mantienen relaciones diplomáticas a raíz de esa situación, en el último tiempo han sostenido conversaciones sobre una amplia agenda de temas.

viernes 28 de septiembre de 2007

Argentina- Vigencia de la tortura

Por Carlos del Frade (APe).-
La tortura se sigue aplicando en la Argentina. Una práctica que necesita de maestros dispuestos a enseñar y alumnos que se hagan responsables de multiplicar semejante conocimiento, de llevarlo a la práctica. Las nuevas generaciones de las policías provinciales, más allá de ciertos discursos que hablan del cierre histórico de la noche carnívora de 1976, vuelven a fichar en el oscuro río de las sectas de la picana y palizas descomunales contra los muchachos desesperados.

Continuidad del sistema en lo económico, continuidad del sistema por abajo, con la mano siempre dura y disciplinada para domesticar a los díscolos y mostrarse alerta al servicio del orden de las minorías. En pleno tercer milenio, en la provincia de Córdoba, las noticias hablan de los apremios ilegales. Postales de otros tiempos que, sin embargo, son de estos días, de estos tiempos. Maximiliano tenía veintiún años.
Lo acusaron de intentar robar un quiosco. Fue detenido por integrantes de la comisaría 12, del barrio Colón, de la capital cordobesa. Lo molieron a golpes de borceguíes, según constató el médico del propio penal. Falleció el mismo día en que la provincia elegía su gobernador. Aunque sus padres denunciaron el caso ante los tribunales, ningún policía fue indagado por el fiscal Rubén Caro.

En la localidad de San Francisco, al noreste de la provincia de Córdoba, un pibe de solamente diecisiete años fue encontrado ahorcado en una de las rejas de la alcaidía de la departamental policial. El chico fue detenido por ser uno de los tantos miles de adictos que existen en la Argentina.
Adictos, aquellos que no pueden decir, aquellos que no pueden contar sus necesidades con sus propias palabras, aquellos desesperados que fueron invadidos por la soledad impuesta a fuerza de tanto saqueo impune. Los padres del muchacho contaron que se había fugado varias veces de un instituto que, supuestamente, tiene como objetivo la llamada “rehabilitación” de los consumidores consumidos.

Las fugas eran consecuencia de los malos tratos recibidos, cosa que denunciaron pero que nadie tomó en cuenta. -Yo pensaba que me lo iban a corregir en ese lugar y en cambio terminaron con su vida -dijo Mercedes de Roldán, la mamá del pibe que ya no está en el mundo de los vivos. Según la explicación policial, el adolescente usó la funda del colchón, la cortó en tiras y con ellas fabricó la soga del final.
El caso fue caratulado como “muerte de etiología dudosa” y según los testimonios recogidos por el periodismo, "el colchón no tenía la funda" como asegura la Policía y, por otro lado, “los familiares remarcaron que la celda estaba vacía y que ningún personal advirtió lo que estaba realizando su hijo cuando estaba encerrado”, señalaron las fuentes consultadas.

Lo que ya no hay dudas es que el castigo, los apremios ilegales y las torturas continúan siendo una práctica vigente en las mayorías de las fuerzas de seguridad provinciales en la Argentina del tercer milenio. ¿Quiénes son los maestros de semejante pedagogía?
http://www.pelotadetrapo.org.ar/

Multa a Pluspetrol por 17 millones de soles

El Ministerio de Energía y Minas y OSINERG confirmaron la contaminación del río Pastaza – Región Loreto, en la frontera con Ecuador, por bario, aceites y grasas y multaron a la empresa Pluspetrol Norte S. A. con 17 millones 31 mil 944 soles, de lo cual hasta el momento solo pagó seis millones 950 mil. Así se informó en la sesión del pasado martes de la Comisión de Pueblos Andinos, Amazónicos, Ambiente y Ecología, a la que fue invitado el Presidente de la Región Loreto, Yván Vásquez Valera, junto al Ministro de Energía y Minas, Juan Valdivia Romero y al Gerente General de OSINERG, Edwin Quintanilla.

En dicha reunión se explicó que la medida cautelar se aplicó en el lote 1 AB - Provincia de Alto Amazonas, lo que obligó al cierre de 12 pozos de ese lote durante cinco meses, y, por medida correctiva, se cerraron todos los pozos de la Batería 9 – Pavayacu, del lote 8, por espacio de un año. Esto obligó a la empresa minera, según OSINERG, a adoptar medidas inmediatas para desarrollar y aplicar procesos de reinyección.

Al respecto, el Gerente General de Pluspetrol, Jorge Lissetti, informó que su empresa invertirá 250 millones de dólares en los años 2008-2009, para descontaminar el río Pastaza y sus afluentes, habiendo destinado, hasta el momento 78 millones. En diciembre del 2008 se vence el plazo para la reinyección total de las aguas de producción que se vierte en el río Pastaza.
Asimismo, el Titular de la Región indicó que habría que buscar una fórmula que implique el compromiso de Pluspetrol para remediar lo más pronto posible, el problema de la contaminación, agregando que era importante que se convoque a otras compañías mineras, para que con algunas decenas de millones, de las grandes utilidades que perciben, remedien este problema que ya lleva 15 años sin solución. Dijo, finalmente, que era importante compartir la responsabilidad entre todos y propuso que se forme un grupo de trabajo que fiscalice la labor que se realiza con las comunidades.
http://www.proycontra.com.pe/1107.htm

América 12 octubre: Movilización Continental Pueblos Indígenas

América: 12 de octubre, Movilización Continental de los Pueblos Indígenas del Abya Yala

De la resistencia a a la construcción de estados plurinacionales
(http://www.servindi.org/archivo/2007/2643)

Nosotros, los Pueblos Indígenas del Abya Yala, hemos venido resistiendo desde hace 515 años la invasión de los que hoy son europeos. Hemos resistido desde todos los espacios de vida. Y hoy nos integramos en una sola fuerza para gritar al mundo que estamos vivos, para construir un mundo de todos y para todos. Para pasar de la resistencia a la propuesta y a participar en el ejercicio de nuestros derechos.

Nuestra resistencia ha tenido espacios históricos de levantamiento de movimientos indígenas en México, Ecuador, Bolivia; también una lucha permanente en países como Nicaragua, Ecuador, Colombia, Perú, Chile, Argentina, Paraguay, entre otros. Y es que los Estados-nación y sus consignas políticas que implementan modelos económicos neoliberales de pensamiento único y excluyente, para hacernos invisibles y negar nuestra existencia, ignorando nuestro derecho a existir bajo nuestras propias formas de organización y convivencia paritaria entre la madre naturaleza y el hombre.

En este proceso de resistencia y construcción de la unidad, en marzo del 2007, la III Cumbre de los Pueblos y Nacionalidades Indígenas del Abya Yala, realizada en Guatemala, acordó que cada 12 de octubre sea declarado el Día de la Resistencia de los Pueblos Indígenas con una Movilización Continental.

Movilización destinada a la reconstitución de nuestros territorios, nuestra organización política y nuestra identidad cultural, enmarcados en los valores de equilibrio con la madre naturaleza y el respeto de la diversidad plurinacional del Abya Yala; a partir del reconocimiento y ejercicio de nuestros derechos colectivos como pueblos; rescatando nuestras prácticas ancestrales de equidad, reciprocidad, complementariedad y solidaridad, para la transformación de los Estados Uni-nacionales hacia estados Pluri-nacionales y sociedades interculturales, y para la superación de toda forma de explotación, opresión y exclusión.

Los pueblos indígenas no somos folklore de la democracia ni complemento del paisaje. Somos actores políticos descendientes de una gran civilización y nos proponemos cambiar el sistema desde su concepción y estructura; por eso somos los actores de la transformación de los Estados .

El 12 de octubre, desde cada territorio, cada comunidad, cada pueblo de nuestro Abya Yala, un solo grito hará estremecer el mundo para decir. Estamos vivos y volvemos a construir nuestros destinos.

¡Kachkarinaqmi!

Rafael Correa "No ceno con Bush"

PRESIDENTE CORREA DE ECUADOR NO ASISTIO A CENA OFRECIDA POR PRESIDENTE BUSH, EN SEÑAL DE PROTESTA

Por David Chocair Herrera
Enviado especial de ECUAMEX


El martes en la noche estaba prevista la asistencia del presidente ecuatoriano Rafael Correa a la cena que su par estadounidense, George Bush, ofrecía a las altas autoridades asistentes a la 62° sesión de la Asamblea General de las Naciones Unidas, efectuada en Nueva York. Sin embargo, el jefe de Estado ecuatoriano decidió no ir como señal de protesta ante el discurso dado por Bush en la Asamblea, en donde criticó fuertemente a Cuba. Correa también se refirió a las relaciones comerciales a establecerse entre Ecuador y la República Islámica de Irán.

“No fui a la cena, pensaba ir, pero la suspendí en protesta a las barbaridades que dijo en su discurso; no hay derecho a que dé un discurso tan primario, tan retardatario ya en el siglo XXI. Yo iba a ir, porque yo no soy sectario, ni mucho menos: era el país anfitrión, nos había invitado a una cena e iba a ir, pero después de esas barbaridades hubiera sido honestar todas las simplezas que se hablaron”, declaró el presidente Correa en forma exclusiva para Ecuadorinmediato.com.

En otro ámbito internacional, confirmó la próxima apertura de una oficina comercial de la república iraní en Ecuador. “Yo no me voy a meter a juzgar a Irán su carrera armamentista; los gringos, que son tan pragmáticos, dirían ‘It’s not our business either’, (no es nuestro problema tampoco). Lo que sí es ‘nuestro problema’ es que Irán busca mayor intercambio con Ecuador, que le está comprando todo el arroz a Uruguay, que nos puede comprar banano, arroz, etc., que tiene 80 millones de habitantes, es un país petrolero: eso sí es ‘our business’ (nuestro negocio), y en consecuencia se va a abrir una oficina comercial de Irán en Ecuador”, anunció.
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Fonte: ECUADORINMEDIATO http://www.ecuadorinmediato.com

Bolivia-Iran: "Su identificacion, por favor..."

Comentario de un reporter: Mario R. Duran Chuquimia (*)

Con camara digital me encuentro en la av. Heroes del Kilometro siete que conecta el aoeropuerto internacional de El Alto, con la ciudad de La Paz, empiezo a tomar fotos... primero del derrame de pegamento a la altura de la Prefectura, voy caminando, una solitaria bandera boliviana flamea al viento.

Llego a la curva que esta a la salida del aeropuerto, veo gente reunida con carteles, la multicolor whipala que identifica a los pueblos indigenas, la tricolor boliviana y una bandera irani, las pancartas saludan al presidente de Iran Mahmud Ahmadinejad , empiezo a tomar fotos,escucho gritos: -¿ese que esta tomando fotos quien es?, del dicho al hecho se acerca un individuo quien con una mano me toma de la solapa de la campera de cuero con la otra va a la camara digital.- ¿Que te pasa, quien te crees? pregunto. Me dice que tienes que identificarte, tu credencial?, le pregunto: -¿quien eres vos para pedirme?. Silencio total, el individuo se aleja, despues de que le digo que las fotos serian publicadas en el internet en www.laconstituyente.org.
Al instante un individuo se me acerca me pide que me identifique, le muestro un anuncio fotocopiado de la pagina www.laconstituyente.org donde esta mi nombre, e-mail, celular, le pido que se identifique... saca dos credenciales del Ministerio de Gobierno boliviano, que señala que es el agente de apellido Jimenez, -es por seguridad- me dice, mientras anota mis datos.
Paso a la acera donde esta la gente, otra vez el individuo que intento quitarme la camara se me acerca, a una señal suya me veo rodeado de cinco personas, otra vez me pregunta con voz fuerte: -¿de que medio de prensa eres?, le obsequio el anuncio del blog sobre la Asamblea Constituyente y Autonomias de Bolivia, un coro de voces me dice: -prensa derechista-, acude salvador el agente Jimenez: - tranquilos muchachos, "se ha identificado". El alevoso grupo se retira.
Llegan las movilidades de las comitivas presidenciales, tomo las fotos... dentro el grupo de gente que portaba las banderas y gritaba ante la prensa, vivas a Iran y a Bolivia, mueras a USA y Tuto Quiroga, veo varios agentes de civil.

(*) El autor radica en la ciudad de El Alto.

(*)Fotos: http://www.laconstituyente.org/?q=node/1342
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Agradezco su atención,
Atentamente
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Mario Ronald Duran Chuquimia

jueves 27 de septiembre de 2007

Brasil- Movimientos exigen transparencia en concesiones a medios

El Seminario "La Mujer y los Medios" que tuvo lugar en Río de Janeiro los últimos domingo y lunes concluyó que el movimiento de mujeres tiene que reconocer la lucha por la democratización de los medios de comunicación como una reivindicación propia.
Durante el seminario, la Ministra de la Secretaría Especial de Políticas para las Mujeres, Nilcéa Freire, reforzó la importancia de entender la comunicación como estratégica en el combate a las desigualdades.

Bio Barbosa, del Colectivo Intervozes llamó la atención sobre el hecho de que radios y televisoras reciben una concesión pública, y por esto deberían someterse a un control social. Barbosa aclaró que el control social es algo que no tiene que ver con censura, "como quieren hacer pensar aquellos que quieren continuar ganando dinero sin preocuparse con las consecuencias de sus campañas publicitarias".

El colectivo Intervozes, otras entidades y grupos en defensa de la democratización en las comunicaciones reivindicaron la transparencia y la participación de la sociedad civil en el proceso de concesiones.Estos movimientos sociales reclamaron la realización de la Conferencia Nacional de Comunicación como un marco regulatorio para definir las nuevas políticas públicas.
Las organizaciones se encuentran organizando una movilización nacional para el 5 de octubre, fecha en que vencen las concesiones a empresa TV Globo y otras grandes emisoras.(PULSAR)

Cile- Bachelet per il continuismo neoliberista

La Presidente Bachelet, ha dichiarato che il Cile si manterrà alla larga da qualsiasi "populismo" e che il suo governo conferma la politica economica degli ultimi anni. Ha anche specificato che l'azione del suo governo punta a risultati positivi sul lungo periodo, per questa ragione non c'è spazio per misure estemporanee o demagociche.
"Il populismo non rientra nell'orizzonte della mia amministrazione; non promettiamo quel che non possiamo mantenere, specialmente sui salari e le pensioni".

Questa fede nel continuismo liberista è la risposta allo sciopero generale e alle forti proteste avvenute nelle ultime settimane, controllate con un saldo di oltre 1000 arresti.

AmLatina: 10mil mujeres año mueren de aborto

10 mil mujeres mueren cada año por abortos en América Latina y Caribe
Más de 10 mil mujeres mueren cada año en América Latina y el Caribe por abortos mal practicados. La mayoría de ellas pertenecen a los sectores de bajos recursos de la población.


Así lo reconoce la "Campaña 28 de septiembre. Día por la Despenalización del Aborto", iniciativa de grupos feministas y organizaciones sociales en Latinoamérica y el Caribe.

La Campaña señala que alrededor de 4 millones 140 mil abortos se practican cada año en estas regiones.

El 95 por ciento de estas intervenciones sobre los cuerpos de las mujeres se realizan en lugares clandestinos e inseguros.

La "Campaña 28 de septiembre" busca la construcción de una sociedad democrática donde las mujeres decidan sobre sus cuerpos y sobre sus proyectos de vida.

Las organizaciones que impulsan la campaña expresan que el aborto legal y seguro es un derecho reproductivo constitutivo de los derechos humanos, que se debe ejercer en un Estado laico y en un contexto de justicia social e igualdad de género.

Las estimaciones sobre las muertes por abortos mal realizadas son aproximativas pues se trata prácticas clandestinas.(PULSAR/REDADA)

Nobel: Apoyo a Evo Morales

Recibimos y publicamos

Estimados Hermanos,

Solicitamos su ayuda urgente e immediata para lograr el maximo apoyo
posible para la candidatura de Evo Morales Ayma, nuestro Presidente
para el Premio Nobel de la Paz 2007. Nos queda solamente unas 48
horas pues el resultado sera anunciado el Viernes 12 de Octubre, y los
primeros dias de Oct. son para la deliberacion.

Por favor vayan al sitio web; http://www.evonobel2007.org/ y al lado
derecho pulsen "ENVIAR FIRMAS". Tambien encontraran el boton que
dice "Materiales de campaña" y encontraran en varios idiomas material
sobre la vida y obra de nuestro Presidente.

Por favor, reenvien este mensaje a todos sus contactos y veremos
cuantas firmas logramos en las 48 horas que nos quedan. Juntos,
tejamos la red de apoyo de pueblos indigenas y hermanos en todo el
mundo.

Colombia: Encuentro Sudamericano por los Derechos de las Mujeres Indígenas

Las mujeres indígenas del sur del Abya Yala se reúnen desde el domingo 23 hasta el jueves 27 de setiembre en el Resguardo Indígena de Mayabangloma, ubicado en el departamento colombiano de La Guajira, en el Encuentro Sudamericano por los Derechos de las Mujeres Indígenas y Violencia contra la Mujer.


El Encuentro ha sido convocado por la Organización Nacional Indígena de Colombia (0NIC) y la Confederación de la Nacionalidad Kichwa del Ecuador (ECUARUNARI); a través de sus Escuelas de Formación Indígena Nacional (EFIN), la Escuela de Formación política "Dolores Cacuango" y las Áreas de la Mujer.


El objetivo central de la cita es intercambiar experiencias relacionadas con la violencia en contra de la mujer y sus múltiples dimensiones en los pueblos indígenas, para desarrollar y acordar mecanismos de participación e incidencia a nivel nacional e internacional.



El Encuentro cumple además las resoluciones de la III Cumbre Continental de los Pueblos Indígenas realizada en Guatemala en marzo pasado y es un evento preparatorio de la I Cumbre Continental de las Mujeres Indígenas que se realizará en el marco de la IV Cumbre Continental de los Pueblos Indígenas en el 2008 en Chile. Como tal, fortalece los procesos organizativos de los pueblos indígenas.


Los ejes temáticos son:



Participación de las Mujeres Indígenas en los procesos organizativos en América Latina (presentación por país).
Situación de los Derechos de las Mujeres Indígenas en los distintos espacios: familiares, comunitarios, organizativos, sociopolíticos y económicos en cada país.
Importancia de la formación política de las Mujeres Indígenas en los procesos organizativos (presentación de intercambio de experiencias de las Escuelas de Formación Política).
Procesos de articulación política de las mujeres indígenas a nivel nacional e internacional en los distintos espacios de los pueblos Indígenas.

Al Encuentro concurren delegaciones de organizaciones indígenas de Argentina, Bolivia, Brasil, Chile, Colombia, Ecuador, Guatemala, Nicaragua, México, Paraguay, Perú, Uruguay y Venezuela.


Lima, 24 de setiembre de 2007

Coordinación General de la CAOI

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Área de Comunicaciones
Coordinadora Andina de Organizaciones Indígenas - CAOI

Ecuador-Colombia-Perú-Bolivia-Chile-Argentina
Dirección: Jr. Carlos Arrieta # 1049 Santa Beatriz, Lima - Perú
Telefax: 0051-1-2651061
Sitio web: www.minkandina.org

miércoles 26 de septiembre de 2007

Costa Rica- Come siamo arrivati al referendum sul TLC

Mancano pochi giorni al referendum in cui i cittadini del Paese centro-americano decideranno se accettano o mostreranno il pollice verso al libero commercio con gli Stati Uniti.
Gerardo Cerdas Vega, sociologo che coordina per la regione centro americana il “Grito de los Excluidos", ci racconta com'è stato possibile arrivare alla consulta popolare.

Il Costa Rica è l'unico Paese dell'America Centrale a non aver ancora ratificato il Cafta. Como avete ottenuto questo risultato?

"Nel gennaio del 2003, quando iniziarono i negoziati del Cafta, ci trovammo in parte già organizzati: l'anno precedente ci eravamo riuniti e avevamo prodotto materiale informativo sull'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) e l'Area di libero commercio delle Americhe (Alca), perché il Costa Rica partecipava ai due negoziati.
Ci avvicinammo all'Alianza Social Continental e, con loro, iniziammo a documentarci su una tematica complessa come il libero commercio.Da questo nucleo è nato il movimento cittadino anti-Cafta, che oggi si è esteso a tutta la società ed è presente in modo trasversale in tutte le classi sociali.

In 5 anni abbiamo costruito la campagna casa per casa, quartiere per quartiere, sindacato per sindacato, scuola dopo scuola… quello che si chiama “un lavoro da formiche”, ossia un lavoro lento e apparentemente insignificante ma con un enorme potere sociale.Inoltre, già nel 2003 organizzammo le prime due mobilitazioni contro il Cafta, a gennaio e poi a febbraio.
Il movimento che vediamo oggi deve molto all'aver colto per tempo il tema e alla capacità di raccogliere progressivamente le organizzazioni popolari del Paese, le vere pioniere di questa lotta che oggi coinvolge politici, partiti, organizzazioni non governative, università pubbliche, personalità e moltissimi cittadini e cittadine che, pur non appartenendo a nessuna realtà organizzata, hanno compreso la necessità storica di mobilitarsi.

Un elemento che vorrei mettere in luce è la creatività del movimento per quel che riguarda la produzione di materiali e le forme di espressione, dal tradizionale “volantino” ai video (molti sono su YouTube, ndr), l'uso di internet (ci sono numerosi blog, ndr) e quello del teatro e della musica come strumenti del messaggio politico, la pressione sull'assemblea legislativa e altre istanze governative".
Gualanaka.blogspot.com

FSM - l'Amazzonia ospiterà il Foro Sociale Mondiale 2008

Il prossimo FSM si svolgerà a Belem de Pará, nella regione amazzonica, e porrà al centro dell'osservazione e della discussione il tema del cambiamento climatico, il surriscaldamento generale e l'importanza strategica della difesa degli eco-sistemi e della bio-diversità.

Dopo l'India e l'Africa, e appena dopo il primo Foro Sociale portato a termine in terra Nord-americana, il FSM ritorna in Brasile, non in una grande metropoli ma nel cuore verde dell'Amazzonia. Laddove si toccano le frontiere di molti Paesi sudamericani.
La questione vitale del cambio di modello economico globale e di un altro stile di vita più rispettoso della natura, verrà rimesso al centro del dibattito e dell'iniziativa dal basso dei movimenti, e delle loro articolazioni con i "nuovi governi" sudamericani.

Barrick ofrece U$S 10 millones al que recupere más plata

Barrick Gold, el mayor productor de oro del mundo, anunció que está ofreciendo U$S 10 millones a quien desarrolle el mejor método para recuperar más plata de un proyecto aurífero en la Argentina.
Científicos y académicos son invitados a presentar propuestas “económicamente viables” para extraer una mayor cantidad de los 180 millones de onzas (5 millones de kilos) de plata pura que contiene su mina de oro Veladero (San Juan), aseveró ayer el máximo responsable, Gregory Wilkins, a un grupo de científicos en Toronto.
En la actualidad, sólo el 6,7% de la plata contenida en el mineral de Veladero es recuperada. Eso se debe a que las partículas del metal precioso están encastradas en sílice duro, materia que resiste los métodos convencionales de procesamiento, explicó la compañía canadiense.
“El 93,3% de la plata que no recuperamos en ese mineral es simplemente una enorme pérdida de valor económico”, añadió luego Wilkins a los periodistas. “Se trata de encontrar valor en nuestros activos existentes”, agregó.
Barrick espera producir hasta 575.000 onzas de oro en Veladero este año, frente a 511.000 onzas del metal que extrajo en 2006, manifestó ayer Wilkins.
Barrick subió 52 centavos de dólares canadienses, o 1,2%, a U$S 39,79 canadienses en operaciones compuestas de la Bolsa de Toronto. El título avanzó un 23% durante el año pasado.
Este año, las mineras producirán en el país U$S 3.453 millones durante este año, con inversiones por U$S 2.900 millones. Además de Veladero, Barrick opera los yacimientos de Penélope y Pascua Lama en San Juan y tiene actividad en La Rioja.
Fuente: Cronista Comercial - www.seprin.com

Nicaragua: penalizzato l'aborto terapeutico

IL 13 DI SETTEMBRE IL PARLAMENTO NICARAGUENSE HA APPROVATO LA
PENALIZZAZIONE DELL'ABORTO TERAPEUTICO

I deputati della Asamblea
Nacional hanno abolito il Comma 3 dell'articolo 143 del nuovo Codice
Penale, confermando il divieto assoluto di qualsiasi forma di aborto in
Nicaragua ed eliminando di fatto la possibilità per i medici di
effettuare l'aborto terapeutico in caso di grave rischio per la vita
della madre, di gravi malformazioni del feto o di maternità a seguito
di violazione della futura madre.

Invitiamo le compagne e ogni
persona che condivida il rifiuto di questa disumana legge a firmare ed
inviare una mail alle autorità politiche e di governo del Nicaragua.

Basta collegarsi al sito di Italia-Nicaragua: www.itanica.org

COORDINAMENTO NAZIONALE ASSOCIAZIONE ITALIA-NICARAGUA
Via Varchi, 3 –
20158 Milano Tel/fax 02.33.22.00.22 e-mail: itanica@iol.it