A che cosa pensano i governanti?domingo, 31 de mayo de 2009
Eurodeputato? Un lavoro che vale dell'oro!
A che cosa pensano i governanti?La derecha afina su estrategia (I)
Fernando DoradoLa derecha latinoamericana está reunida en Caracas[1] revisando su estrategia. Temen al proyecto “populista”. Así denominan a los gobiernos democrático-populares y de izquierda socialista que constituyen la vanguardia de los pueblos en América Latina. La oligarquía regional está preocupada y alerta. Saben que está en peligro su hegemonía de clase. Mientras afinan los planes fascistas y golpistas intentan dividir y enfrentar. La elite derechista se reúne para complotar.
El gobierno colombiano es la punta de lanza de los “neoconservadores latinoamericanos”. Representa a los sectores más reaccionarios de las burguesías “nativas”, aliadas del gran capital estadounidense y europeo. Están al tanto que Uribe tiene graves problemas en el ámbito internacional.
Así como ellos examinan su estrategia es importante revisar la nuestra. Es evidente que la derecha internacional tiene un problema: Obama representa en este momento al interior de los EE.UU. una política de avance democrático (así sea formal), presionado por las contradicciones internas y externas, y por la fuerza de movimientos sociales que emergen dentro del imperio (inmigrantes, minorías étnicas, trabajadores, pequeños empresarios sometidos por el gran capital, ambientalistas, mujeres, jóvenes, y otros sectores afectados por la crisis económica).
El problema consiste en que el presidente gringo no tiene la suficiente fuerza interna para golpear los intereses de las corporaciones capitalistas que controlan el sector financiero y la industria guerrerista. Tampoco hay certeza de que tenga voluntad de enfrentarlos. En lo internacional, no parece que China, Europa, Rusia, India y otros bloques económicos estén interesados en agudizar la crisis, dado que los EE.UU. siguen siendo un factor importante de intervención económica y de control político.
[1] Encuentro internacional sobre ‘Libertad y Democracia, el Desafío Latinoamericano’, Caracas 28-30 de mayo/09
[2]
Ver: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=85704&titular=el-reencuentro-de-la-derecha-latinoamericana-en-caracas-
sábado, 30 de mayo de 2009
Vargas Llosa, edición 1967
Texto del discurso de Mario Vargas Llosa al recibir el Premio Internacional de Novela Rómulo Gallegos el 4 de Agosto de 1967, en Caracas: Oposición venezolana escurre el debate
.... y delega a Vargas Lllosa a representarla
Los organizadores del encuentro de la derecha bicontinental en Caracas, aceptaron el debate propuesto por el Presidente Chávez, pero con la condición que sea limitado a dos personas: Vargas Llosa y el Presidente de Venezuela.
Este rebuscado escape, elaborado por negarse a una discusión colectiva y pública con los intelectuales de izquierda, pone al descubierto dos evidencias.
1) la oposición venezolana necesita de un abogado defensor de origen peruano y, que despues de su estruendosa derrota electoral, se convirtió en un súbdito español. Asì confirman que en sus filas no hay nadie que pueda medirse con Chávez.
2) Vargas Llosa es un novelista otrora exitoso, pero no obstenta ningún cargo político, ni en Perú ni en el reino de España. La megalomanía suya y de sus patrocinantes locales es desmedida, si piensan que un Presidente de un país deba contribuir a resaltar su egocentrismo sin frontera.
Para el desmemorado Alvarito y su compadre E. Krauze
En 1990, el presidente Carlos Salinas de Gortari expulsó a Mario Vargas Llosa de México, por el hecho de haber afirmado , durante el Primer Encuentro Vuelta: la Experiencia de la Libertad, que en aquel país había una "dictadura perfecta". Aquel encuentro lo organizaron Octavio Paz y su fiel Enrique Krauze. Este señor, que hoy participa en el cónclave de Caracas, no fue el heroe de la democracia que se inmolò por el peruano.
¿Qué creen que hizo contra la expulsión? Nada, se quedó calladito porqué Salinas de Gortari era un campeon del neoliberalismo y de las privatizaciones, y no animaron ningun de los shows que estan protagonizando ahorita en Caracas.
En su Paìs, Krauze y el agente Castañeda saben muy bien que el gobierno azteca no tolera provocaciones como las que a diario exiben delante de las camaras televisivas en Carcas.
viernes, 29 de mayo de 2009
Chávez: Vargas Llosa & C. vengan a debatir en TV


"Como aquí no hay libertad de expresión, los invitamos a todos a un debate", puntualizó. "Aló, Presidente" abre sus portones a los intelectuales de derecha, que arribaron al país diciendo mentiras, diciendo que los retuvieron y se presentan como víctimas, parte de un show. Otros vienen a provocar, no a ofender, porque ofende quien puede ".
El conservador novelista peruano, junto a su hijo, al jefe de las tribus blancas de Bolivia -Tuto Quiroga- al ex ministro mexicano de relaciones Exteriores Castañeda y al capo político de los escuadrones de la muerte del Salvador, participaran a un gran evento mediatico sobre la falta de libertad de expresion en Venezuela.
Lo harán en un lujoso hotel de la propria capital suramericana y con la cobertura de todas las redes de TV nacionales e internacionales.
jueves, 28 de mayo de 2009
G-192 contro G-20
Il passato 16 aprile l'Assemblea generale delle Nazioni Unite adottava le modalità di attuazione dell’iniziativa del suo Presidente Miguel d'Escoto, ex ministro degli Esteri del Nicaragua, convocando per il 2 ed il 3 giugno prossimi una Conferenza di capi di Stato dei 192 paesi delle Nazioni Unite sulla crisi globale, che nata nei paesi del Nord colpisce gravemente quelli del Sud.
Alcune nazioni del G-20, fanno pressione affinché i capi di Stato non siano presenti alla conferenza di giugno e si facciano rappresentare da un ministro o da un ambasciatore. Ciò che è in gioco è molto importante. La crisi, non è solo finanziaria, ma anche alimentare, energetica (sarà necessario fare cambiamenti entro i prossimi 50 anni e ciò richiederà ingenti impegni finanziari), climatica (molto più grave di quanto si pensava) e, infine, sociale ed umanitaria (un miliardo di persone vivono al di sotto della soglia di povertà).
La Banca mondiale stima che i 129 paesi più poveri si troveranno ad affrontare nel 2009 un disavanzo di 700 miliardi di dollari. Il mancato finanziamento del settore finanziario è attualmente l'economia reale. Secondo l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), più di 50 milioni di lavoratori perderanno il posto di lavoro in meno di un anno.
Per affrontare la grave crisi globale è necessaria la partecipazione di tutta la comunità internazionale. Il G-20 si è auto proclamato arbitro mondiale, ma gli manca la legittimazione giuridica e morale per prendere decisioni che riguardino tutti i paesi del mondo.
Infatti, questo gruppo di nazioni rappresenta oltre l’80 per cento del peso economico globale, ma il suo potere decisionale comporta che le vittime - le popolazioni cioè che subiscono le conseguenze delle loro politiche - non hanno diritto di parola. Tuttavia, è tra di loro che si trovano i maggiori esperti in materia di povertà.
Per preparare la Conferenza dei Capi di Stato (G-192), è stata creata una Commissione per le Riforme del Sistema Finanziario e Monetario internazionale presieduta da Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’Economia ed ex vice-presidente della Banca mondiale. Questa commissione è composta di 20 membri, principalmente economisti, ex ministri delle finanze e direttori delle banche centrali sia dei paesi del nord che dei paesi del sud.
In effetti, il G-20 non si è mostrato all’altezza delle sfide di questo momento di grave crisi globale. In un editorial del New York Times, del 7 aprile scorso, riguardo all’aiuto ai paesi più periferici leggevamo: "Una parte del denaro era già stata assegnata, un’altra è il risultato di un doppio calcolo, ed un'altra parte sarà pagato in moneta di sintesi e non in contanti”.
D'altro canto, le misure riguardanti i paradisi fiscali sono incomplete e distorte. Le principali piazze anglosassoni non ne sono influenzate. L'attuazione delle misure politiche relative ai paesi del sud sono affidate al Fondo monetario internazionale (FMI), uno dei principali autori delle azioni attuate nella periferia.
Per quanto riguarda le riforme delle istituzioni finanziarie, sono ridotte a qualche voto extra per i paesi emergenti e si apre la possibilità di un loro indirizzo a rappresentanti di altri paesi e non solo a quelli provenienti dagli Stati Uniti e dall’Europa. La Commissione delle Nazioni Unite si spinge oltre. Si occupa con più fermezza dei paradisi fiscali e del segreto bancario. Fornisce norme più restrittive per il funzionamento (esigenze di più fondi e norme contabili armonizzate) per gli altri istituti finanziari e per le agenzie di servizi. Propone la fine del Monopolio del FMI sui Diritti Speciali di Prelievo (DSP) e la regionalizzazione del sistema attraverso, per esempio, la Banca del Sud in America Latina o l’iniziativa Chieng Mai in Asia. Inoltre suggerisce riforme più profonde delle istituzioni create da Bretton Woods (Banca Mondiale e FMI).
In ultima analisi raccomanda la costruzione di un Consiglio Mondiale di Coordinamento Economico, in parallelo al Consiglio di Sicurezza ed all'Assemblea Generale, che riunisca annualmente i capi di governo, al fine di valutare il contesto economico, sociale ed ecologico mondo. Per quanto riguarda l'attuazione di misure, essa ritiene necessario la messa in moto di due "autorità mondiali": una di regolamentazione finanziaria e l'altra di garanzia della concorrenza.
Regolamentare il sistema finanziario e monetario mondiale, ovviamente, è solo un passo in un processo più fondamentale. Far funzionare di nuovo il sistema economico va bene, ma con quali finalità? Se è per iniziare di nuovo come prima, con la stessa logica di saccheggio delle risorse naturali e di creazione di enormi disuguaglianze sociali, allora dovremo iniziare tutto da capo in meno di 20 anni.
Si dovrebbe riflettere quando si cambiano tanto i parametri del rapporto con la natura, come la definizione di economia, l’organizzazione politica mondiale e la concezione stessa di sviluppo e di crescita economica.
Questo vale sicuramente una riunione di capi di Stato. Ecco il motivo per cui la pressione dell'opinione pubblica, dei movimenti sociali, dei partiti politici, degli intellettuali, è fondamentale che all'interno di ciascun paese, la partecipazione alla conferenza di giugno (G-192) sia del più alto livello possibile.
*FRANCOIS HOUTART (7 de marzo de 1925, Bruselas)
Secretario Ejecutivo del Foro Mundial de Alternativas (FMA)
Profesor Emérito de la Université Catholique de Louvain
Dirección: Centre Tricontinental, Avenue Ste-Gertrude 5,
B-1348 Louvain-la Neuve.
Traduzione di Marisa Foraci- A-SUD
131 cacciabombardieri? Meglio 8 milioni di pannelli solari
F35In questi giorni il Governo italiano dopo aver chiesto ed ottenuto un parere al Parlamento in poco tempo e senza praticamente dibattito sta procedendo alla continuazione della produzione di 131 cacciabombardieri Joint Strike Fighters che impegneranno il nostro paese fino al 2026.
Tutti questi soldi potrebbero essere utilizzati per obiettivi migliori e più utili alla società: ad esempio si possono contemporaneamente costruire 3000 nuovi asili nido, installare 8 milioni di pannelli solari, dare a tutti i collaboratori a progetto la stessa indennità di disoccupazione dei lavoratori dipendenti, allargare la cassa integrazione a tutte le piccole imprese...
Anche tu puoi far sentire la tua voce!! Come? Sottoscrivendo l'appello online che trovi alla pagina http://www.disarmo.org/nof35 Puoi anche approfondire l'argomento e diffondere le notizie collegate scaricando il materiale informativo messo a disposizione sul sito http://www.sbilanciamoci.org/ Aspettiamo la tua voce per dire no a questa spesa militare folle ed insensata.
131 cacciabombardieri? NO! Meglio 3.000 nuovi asili, 1.000 scuole più sicure, la ristrutturazione del centro storico de l'Aquila.
Vargas Llosa sólo conoce el Perú de las oligarquías
El conservador novelista peruano Mario Vargas Llosa se ha convertido en uno de los personajes de sus libros, al confundir la realidad con la ficción, afirmó hoy el congresista opositor Isaac Mekler.El parlamentario, del Partido Nacionalista, respondió así a un comentario del escritor, en el sentido que una posible segunda vuelta entre el líder de ese partido, Ollanta Humala, y Keiko, la hija del ex presidente Alberto Fujimori, sería como escoger entre el Sida y el cáncer.
Según Mekler, esa declaración evidencia que Vargas Llosa no conoce su país pues habla desde la perspectiva de una nación próspera que no existe. El escritor, añadió, solamente conoce el país del dos por ciento de los peruanos que tienen poder y dinero, pero no el de las grandes mayorías desempleadas o sub ocupadas y con necesidades básicas insatisfechas, por las que lucha el Partido Nacionalista.
Con sus apreciaciones, Vargas Llosa se convierte en Pedro Camacho, personaje de su novela La Tía Julia y el Escribidor, que, por escribir varios guiones de radionovelas a la vez, termina desquiciado y confundiendo la ficción con la realidad, dijo el parlamentario.
Allegados del novelista, que viajará a Caracas para participar en una reunión organizada por la extrema derecha internacional empeñada en una campaña contra el gobierno del presidente Hugo Chávez.
PL
miércoles, 27 de mayo de 2009
Messico: Docente universitario deportato in Colombia
Questi venne ucciso durante un bombardamento colombiano in territorio ecuatoriano il primo marzo 2008, fatto che violò il diritto internazionale e, anzi, rappresentò un vero e proprio atto di guerra contro l’Ecuador che ruppe le relazioni diplomatiche....
(testo copleto in http://fabriziolorusso.wordpress.com/)
Comunicato degli studenti del dottorato in Studi Latinoamericani, UNAM
Deportano senza motivo un professore colombiano
“Vogliamo denunciare attraverso questo comunicato l’abuso cui è stato sottoposto il collega Miguel Angel Beltran Villegas che sta realizzando degli studi post-dottorali nel Centro Studi Latinoamericani nella Universidad Nacional Autonoma de Mexico.
Il Dott. Beltran è conosciuto nell’accademia colombiana dato che è stato ricercatore e professore delle principali università del paese, come quella di Antioquia, la Nacional de Colombia e quella del Cauca. A Beltran è stato negato il permesso di soggiorno (FM3) durante un anno, in cui s’è presentato periodicamente presso gli uffici dell’INM (Istituto Nazionale Migrazione) in Messico, mentre ieri (il 22 maggio) a mezzogiorno (anche se il giornale El Tiempo della Colombia aveva annunciato che è stato arrestato di notte) è stato trattenuto in modo arbitrario nell’INM mentre richiedeva nuovamente il permesso ed è stato immediatamente deportato.
E’ accusato di essere un membro delle FARC, fatto completamente falso; possiede una lunga carriera accademica e di ricerca che dimostra il suo lavoro come docente preoccupato per la storia politica e la violenza in Colombia.
Noi compagni del dottorato in Studi Latinoamericani, esigiamo al governo colombiano che rettifichi le accuse fatte contro il professor Miguel Angel Beltran e che venga fermata la catena di persecuzioni e stigmatizzazione politica contro quei docenti e studenti delle università pubbliche che contribuiscono alla costruzione di posizioni politche critiche e che non condividono il progetto guerrafondaio dell’attuale governo”.
Mexico deporta docente colombiano de la UNAM
Mexico ya no es la tierra noble donde los perseguidos de las dictaduras de dos continentes encuentraban refugio y solidaridad. La derecha neo-falangista del PAN ha acabado con una tradición antigua...desde el tiempo de Lazaro Cardenas que cobijó los republicanos españoles, hasta el asilo concedido a las victimas de las dictaduras militares sudamericanas. Hoy el presidente Calderon devolvería a los gorilas guatemaltecos los campesinos que encuentraron aliento y techo bajo el tricolor mexicano.. La deportación del Prof. colombiano de la UNAM, Miguel Ángel Beltrán, ratifica la alianza con Uribe y su regimen...
Deportan sin fundamento a docente colombiano
"Queremos denunciar por este medio la vejación a la que fue sometido el compañero Miguel Ángel Beltrán Villegas, quien se encuentra realizando estudios de posdoctorado en el Centro de Estudios Latinoamericanos, en la Universidad Nacional Autónoma de México.
El doctor Beltrán es conocido en el medio académico colombiano, puesto que ha sido investigador y docente de las principales universidades del país, como la de Antioquia, la Nacional de Colombia y la del Cauca.
Después de habérsele negado su condición migratoria (FM3) durante un año, en que se estuvo presentando de manera sistemática en las oficinas de Instituto Nacional de Migración (INM) en México, ayer, al mediodía (aunque el periódico El Tiempo de Colombia anunció que fue arrestado anteayer en la noche), fue detenido de manera arbitraria en el INM mientras solicitaba nuevamente respuesta a su condición migratoria e inmediatamente deportado.
Se le acusa de ser integrante de las Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia, lo cual es completamente falso, pues tiene una larga trayectoria académica y de investigación que demuestra su labor como maestro preocupado por la historia política y de la violencia en Colombia.
Compañeros del doctorado de Estudios Latinoamericanos exigimos al gobierno colombiano que rectifique las acusaciones hechas contra el profesor Miguel Ángel Beltrán, y que pare la cadena de persecución y estigmatización política adelantada contra docentes y estudiantes de las universidades públicas, que aportan en la construcción de posturas políticas críticas y que no comparten el proyecto guerrerista del actual gobierno".
http://www.rebelion.org/noticia.php?id=85869
Video:
Foto:
http://www.flickr.com/photos/37824754@N05/
otros link:
http://www.telesurtv.net/noticias/secciones/nota/50532-NN/beltran-comparecio-en-colombia-por-presunta-rebelion/
Corea del Nord: Ecco perchè facciamo test nucleari
PyongyangElecciones, pero ¿para cuál Europa?
V.N.Giap
En la víspera de las elecciones europeas, los electores no están mostrando interés en un Parlamento de funciones limitadas y confundidas.
Éste es el verdadero gobierno del bloque europeo, que ha sido reducido a la esencia demacrada de la utopía ultraliberal: mercado y moneda. Nada más.
Sin una defensa autónoma propia, porque eligió la sumisión a los Estados Unidos, cuando reforzó la camisa de fuerza de la OTAN, tras la implosión de la Unión Soviética y la desaparición del Pacto de Varsovia.
De esta forma, el utopismo de las elites, de la BCE y de Bruselas ha engendrado una entidad sin forma, un meta-Estado con un proceso decisorio contradictorio y paralizante, sobre todo en esta fase de deglobalización tra los cracks de la borrachera ultraliberal.
martes, 26 de mayo de 2009
Guatemala: OEA, en visita de medico
En menos de 24 horas, el secretario general de la OEA, el chileno José Miguel Insulza hizo un recorrido (mejor dicho recibió gentes) de las diversas instituciones del país y algunas que no lo son tanto como la Cicig, y también con algunos personajes políticos, de derecha en su mayoría, por lo cual parecería que el balance inicial nos dice que fue una visita insuficiente y por supuesto, el resultado es a todas luces turístico.
Al estilo consultor de malos recuerdos que el secretario de la OEA conoce bien. En las imágenes de TV se puede observar al secretario general en su sillón, como dando audiencia papal y la gente en desfile. Todo para decir lo que ya sabemos: unos acusando al gobierno y otros a la santísima trinidad, pero nada nuevo, y que la investigación debería seguir su curso dirigida, orientada y de seguro resuelta con paciencia por la Cicig.
En síntesis, la OEA vino al país, puso la cara más amable para escuchar, y se despidió con una foto para la prensa del secretario general y el presidente. Punto. Claro que se hizo una apuesta declarativa por la democracia, por la unidad nacional, por la reconciliación, por el dialogo, por el entendimiento.
Ni modo, es lo que estila decir cuando no hay nada que decir. Digo esto porque a nadie escapa que la actual crisis es porque el modelo político y económico ya toco fondo. Y además porque la única agenda posible, con sus ajustes si se quiere, es la de los Acuerdos de Paz, que no pueden ser metidos en una gaveta como pretenden algunos.
Pero de regreso al periplo diplomático, era obvio que no se podría avanzar más en la investigación del asesinato del abogado Rosemberg con esa visita, pues la Cicig dirigida por Carlos Castresana, ya tiene bien elaborada su ruta de trabajo que no se podía alterar con un visitante por distinguido que haya sido, y por si fuera poco, habida cuenta de que tiene un mandato de la ONU que es de nivel superior a la OEA. O sea pues…
En alguna ocasión se dijo, no recuerdo si fue en América del sur, que el secretario de la OEA no era Insulza sino insulso, como para subrayar que de este tipo de gestiones y de este tipo de organismo no se podía esperar muchas cosas. De todas maneras, en cierto círculo político, la visita si fue bien recibida y si es de algún reconocimiento. Pero si hablamos de lo mero principal, pues queda todavía mucha tela que cortar.
Como decía la canción, con OEA o sin OEA, seguimos en la pelea. De todas maneras ya el subsecretario de estado de los USA había dado su fallo, y ya le había jalado las orejas a más de algún político del cotarro chapín. En pocas palabras, luego de la reacción del gobierno de los EEUU, de las declaraciones de la Unión Europea, pues la verdad es que para la OEA había poco espacio, poco que hacer, y poco que decir, salvo los llamados al dialogo, a la unidad, a la concertación, a la apertura, a la reconciliación, pero nada más.
La solución del caso Rosemberg pero sobre todo de la crisis nacional, necesita, demanda, de otros ingredientes que no sean visitas de medico. Hace falta que el actual gobierno reoriente sus acciones, priorice políticas publicas de verdad, se decida a pedir cuentas a los poderes fácticos que están detrás de todo este montaje. Lo contrario es el desgaste, la rutina, la perdida de rumbo.
¡Una pequeña pandemia para instaurar a un gobierno mundial!
¡Una pequeña pandemia permitirá instaurar a un gobierno mundial!13 de mayo de 2009
En su rúbrica de la revista el Expreso del 3 de mayo, el antiguo sherpa de François Mitterrand revela algunos fantasmas íntimos del mundo oligárquico. Resumidamente: ¡allí o la quiebra financiera hasta ahora falló, una buena pequeña pandemia podría precipitar a nuestros dirigentes que deben aceptarse la instauración de un Gobierno mundial!
“La Historia se nos entera de que la humanidad no evoluciona significativamente hasta que tiene de verdad miedo: establece entonces en primer lugar mecanismos de defensa; a veces intolerables (de los cabezas de turco y los totalitarismos); a veces vanos (de la distracción); a veces eficaces (de las terapeúticas, descartando en caso necesario todos los principios morales previos). Luego, una vez la última crisis, transforma estos mecanismos para volverlos compatible con la libertad individual e inscribirlos en una política de salud democrática. ”
Para Attali, “la pandemia que comienza podría desencadenar una de estos miedos que estructuran”, ya que ella hará surgir mejor, “que ningún discurso humanitario o ecológico, la toma de conciencia de la necesidad de un altruismo, al menos interesado. ”
“Y, aunque, como es necesario obviamente esperarlo, esta crisis no es muy grave, no será necesario olvidar, como para la crisis económica, sacar conclusiones, para que antes la próxima - inevitable - se pongan en lugar mecanismos de prevención y control, así como procesos logísticos de distribución equitativa de los medicamentos y de vacunas.
Se deberán, para eso, establecer una policía mundial, un almacenamiento mundial y en consecuencia una fiscalidad mundial. Se vendrá entonces, mucho más rápidamente que lo habría permitido la única razón económica, a establecer las bases de un verdadero Gobierno mundial. ” “Es por otra parte por el hospital que fue a Francia, al XVII siglo, la instauración de un verdadero Estado”, avanza para concluir.
Sin embargo, con la ley Bachelot y otros “reformados” que impone su “amigo Nicolas” (Sarkozy, NdR), es el hospital precisamente que se desmonta.
Solidarité et Progres
lunes, 25 de mayo de 2009
Elezioni, ma per quale Europa?
eBoy - Venezia"Quando il nemico concentra le sue forze perde territorio"
V.N.Giap
Tito Pulsinelli
Alla vigilia delle elezioni europee gli elettori non stanno mostrando interesse per un Parlamento dalle funzioni limitate e confuse. Sovrastato da una “commissione” che funge da governo autocratico, i cui inamovibili rappresentanti sono designati dai governi. Nessun elettore ha mai scelto Solana o Barroso, ma è reale il rischio che i loro incarichi da vitalizi diventino... ereditari.
Il disinteresse è altresì rafforzato dalla tragicomica vicenda della Costituzione europea, due volte bocciata nelle urne dagli elettori, ma il responso è stato olimpicamente ignorato. Sarà approvata dai deputati nazionali, con raggiri e manovre di corridoi molto stretti. L’unica cosa chiara nell’Unione Europea (UE) alle prese con le raffiche gelide di una crollo del 5% della produzione, è l’indiscussa e totale autorità della Banca Centrale Europea: si impone ai parlamenti nazionali, a quello di Strasburgo e a tutti gli elettorati.
Questo è il veridico governo del blocco europeo, ridotto all’essenza scarnificata dell’utopia ultraliberista: mercato e moneta. Null’altro. Non ha una politica sociale, tantomeno una linea internazionale coerente perchè é privo di una visione geo-politica nitida.
Senza una difesa autonoma propria perchè ha scelto la subalternità agli Stati Uniti, quando rafforzò la camicia di forza della NATO, all'indomani dell’implosione dell’Unione sovietica e della scomparsa del Patto di Varsavia.
L’intregrazione europea, da quando è passata dalle mani dei pochi statisti di rilievo che la fondarono a quelle dei tecnocrati della finanza, si è svilita a mera applicazione di “5 macro-dogmi liberisti”, facendo un ardito salto acrobatico da 6 a 27 Paesi. Grandi quantità, statistiche, PIL, trionfalismi immotivati e zero visione strategica. Proprio nel momento in cui sta tramontando l'unipolarismo e -con esso- la supremazia "occidentale".
Il furore globalista ha imposto alle economie dell’est europeo, integralmente statalizzate, il passaggio a tappe forzate alla deregulation, de-nazionalizzazione, privatizzazioni a vantaggio delle multinazionali europee e nord-americane. Un elettroshoc dottrinario dal monopolismo statale a quello privato, senza preservativi ammortizzanti.
Oggi, l’area dell’est è una cavia per la re-ingegneria darwinista del FMI, che si appresta a mandarla in bancarrota irreversibile, con lo stesso modus operandi che affossò il Brasile, i piccoli e medi dragoni ecc. Ieri, il fulmineo e velleitario “allargamento” ad est aveva meritato gli applausi scalmanati dei falchi di Washington.
Ringalluzziti, brindavano alla “nuova Europa” con il piombo nelle ali, rimpolpata di vassalli con acute fobie antirusse e desiderosi di capitalizzare la loro vocazione di "cavalli di Troia".
L’utopismo delle elites, della BCE e di Bruxelles ha così generato una entità informe, un meta-Stato con un processo decisionale contradditorio e paralizzante, soprattutto in questa fase di deglobalizzazione, dopo i crack della sbornia ultraliberista.
L’Europa non ha materie prime e neppure l’energia. Per il petrolio dipende dai Paesi arabi e per il gas dalla Russia, ciononostante promuove una politica estera anti-araba ed agressivamente anti-russa.
La dipendenza energetica è un dato di fatto del blocco europeo, come pure la necessità della coperazione con i russi per le forniture di gas. Come si spiega allora il velleitarismo di incorporare l’Ucraina e la Georgia nella NATO? Come si giustificano le provocatorie manovre della NATO in corso nel Caucaso?
E’ una contraddizione schizofrenica tra obiettivi e strumenti per ottenerli, tra proiezione geo-politica ed iniziativa militare che -ahinoi- non è sovrana nè autonoma. L’UE è ostaggio delle fobie anti-russe non solo dei polacchi e dei cechi, ma persino delle micro-repubbliche del Baltico. Per di più, la versione osé dell'atlantismo è immutata dal tempo dei Bush.
E' come se non fosse acaduto nulla. Non hanno assimilato che lo scacco degli Stati Uniti in Iraq ha comportato la perdita definitiva del feudo sudamericano. Che perderá l'Ue con las barcollante avventura atlantista in Afganistan? Con ogni probabilitá, il ritorno della questione sociale al centro del dibattito pubblico e la ripresa della lotta di classe.
La “Commissione” di Bruxelles è ondivaga e non riesce a coniugare gli interessi concreti dell’Europa con quelli di un traballante egemonismo assoluto che gli Stati Uniti cercano di resuscitare con la NATO. Gli Stati Uniti Occidentali o "grande mercato trans-atlantico" sono una chimera da incubo.
C’è un conflitto di interessi tra il blocco europeo e quello anglo-sassone, rafforzato da un anacronistico processo decisionale basato sulla rotazione semestrale. Basti pensare che l’attuale manovratore della UE –il ceco Vaclav Klaus- è convinto che il crack finanziario è stato generato dalle troppe limitazioni imposte dagli Stati (sic) e dal troppo interventismo pubblico (sic-sic). Ed è un fervente partigiano dell’istallazione di armamento strategico degli Stati Uniti nella Repubblica Ceca.
L'Europa è in stato confusionale, si compiace delle amputazioni inferte dalle elites al suo peculiare stato-sociale, de-industrializzazione accelerata ed espatrio del sistema produttivo. Le sovvenzioni statali alla banca e alla borsa responsabile del disastro è l'ultima arrogante risposta dei "banchieri centrali".
Trincerati dietro la muraglia ideologica della loro "autonomia", esercitano il potere di disporre a proprio piacimento degli erari e delle risorse delle nazioni. Al pari della "Commissione" non sono stati eletti da nessuno, e si arrogano il diritto di imporre unilateralmente le terapie per curare le malattie da loro stessi create.
Curiosamente, però, i Paesi meglio attrezzati a fronteggiare l'inevitabile de-globalizzazione sono quelli in cui la"autonomia" delle banche centrali e della finanza non è un dogma. Tra tutti, valga l'esempio della Cina.
domingo, 24 de mayo de 2009
Piedad Cordoba encuentra sus secuestradores de AUC
El objetivo de la reunión es allanar caminos que permitan a los extraditados comandantes de las AUC seguir confesando sus crímenes mediante un mecanismo solicitado al Departamento de Estado y departamento de Justicia de los Estados Unidos.
Muy temprano en la mañana del viernes 22 de mayo y acompañada del también Senador Rodrigo Lara, de Iván Cepeda del Movimiento de víctimas de Crímenes de Estado (Movice), de Eduardo Carreño del colectivo de abogados José Alvear Restrepo y de Danilo Rueda de la comisión intereclesial llegó Piedad Córdoba a reunirse con quienes en el pasado habían ordenado su secuestro y posterior asesinato.
Sobre esta cita histórica para la paz de Colombia, cabe anotar que se logró debido a una solicitud expresa de los detenidos quienes pidieron mediante cartas públicas la visita de la lidereza a las cárceles norteamericanas para hablar de reparación a las víctimas y para seguir declarando en "justicia y paz".
Sobre el particular de la reunión manifestó la Senadora que "avanzar en el proceso de verdad, justicia y reparación permitirá al país conocer realmente quiénes? y porqué? financiaron las acciones de éste grupo irregular" y adicionalmente conseguirá "traer paz a miles de familias afectadas por éste fenómeno paramilitar".
La agenda en Washington de la comisión ha sido agitada, ya que han sostenido numerosas reuniones con miembros de la bancada demócrata del congreso, con funcionarios del gobierno estadinense y con activistas de organizaciones de derechos humanos.
Al finalizar la visita a la una de la tarde (hora de Washington) del día de hoy se realizará una rueda de prensa en inmediaciones de la cárcel CDF/DC Jail ubicada en el 1901 E Street Southeast, Washington DC.
Más informes al celular 3016134767 (en EEUU) y al 3126707269 (en Colombia)
La Senadora Piedad Córdoba ha insistido en que está dispuesta a hacer lo que sea necesario en la búsqueda de la paz y lograr la reconciliación nacional.
NOTA: Para ver las cartas de los extraditados comandantes de las AUC y más información entre a www.piedadcordoba.net y a www.colombianosporlapaz.com
sábado, 23 de mayo de 2009
Cina aumenta le riserve auree del 75%
Al di la del dato del forte aumento delle riserve auree va segnalato un altro elemento: negli ultimi dieci anni le riserve cinesi erano cresciute soprattutto in dollari, mentre l’accumulo di oro era rimasto praticamente fermo; alla fine del 1999 aveva riserve auree per 394 tonnellate; nel dicembre del 2001 passano a 500 ed arrivano a 600 nel dicembre del 2002. Da allora, ha smesso di accrescere le riserve auree, dedicandosi ad accumulare dollari.
Oggi, l’inversione di tendenza, con questa forte crescita del 75%. E’ evidente che la scelta di accumulare oro significa considerarlo un bene rifugio, di fronte alla possibile caduta della quotazione del dollaro. Alla data attuale non sono ancora disponibili i dati delle riserve internazionali in dollari per il mese di aprile, ma è presumibile che siano calate, a seguito di questo forte investimento in oro, così come è presumibile che siano continuati a crecere gli investimenti all’estero[ii].
Un’ultima annotazione: la Cina, con le sue 1.054 tonnellate di riserve auree ha superato il Giappone, che ne possiede solamente 765 tonnellate. Nel grafico: l’andamento delle riserve auree in Cina e in Giappone dal 1999.
[i] Fonte: Banco Popolare Cinese, Url: http://www.pbc.gov.cn/diaochatongji/tongjishuju/gofile.asp?file=2009S09.htm
[ii] Vedasi “Fino a quando la Cina continuerà a finanziare gli USA?”, intervista di Tito Pulsinelli ad Attilio Folliero sulle riserve internazionali cinesi, Url: http://selvasorg.blogspot.com/2009/05/fino-quando-la-cina-finanziera-gli-usa.html
Colombia: Limitaciones historicas de la izquierda
obra de Oswaldo GuayasaminQuienes no conocen la historia de las luchas campesinas de la segunda mitad del siglo XX, no pueden entender lo que ocurre en la actualidad..
Fernando Dorado
Una compañera me recuerda lo siguiente: “Cada momento y cada protagonista histórico tiene su valor y deja su aporte a la posteridad... depende de la grandeza, inteligencia y capacidad de la sociedad en general, y de los líderes (especialmente políticos) en particular, para que ese legado sea aprovechado y rinda frutos.”[2]
[1] http://www.kaosenlared.net/noticia/colombia-gaitan-esta-de-moda
[2] Aporte de Martha Eugenia Botero T. en correspondencia mutua.
[3] Ver columnas de Alfredo Molano Bravo en El Espectador. http://www.elespectador.com/feudo-inexpugnable.
[4] Jorge Eliécer Gaitán. “Discurso-programa de su candidatura presidencial” (1945).
Enrico Mattei, italiano "pericoloso"
Enrico Mattei aveva un obiettivo strategico: garantire la sovranità energertica dell'Italia ed affrancarla dal dominio delle "7 sorelle" anglo-sassoni. Quali erano?Qui vogliamo segnalare anche l’ottimo lavoro del documentarista Fabio Pellarin, “Potere & petrolio. La sfida di Enrico Mattei”, dvd coprodotto da Istituto Luce e Croce del Sud Cinematografica, con la consulenza storica di Simone Misiani (docente di Storia Economica presso l’Università di Teramo), Marcello Colitti (consulente petrolifero, già stretto collaboratore di Mattei) e Giuseppe Accorinti (Amministratore delegato Agip Petroli ed attualmente Presidente della scuola Mattei).
