martes, 30 de noviembre de 2010

PUTIN: Creare un mercato unico da Lisbona a Vladivostok

Il premier russo si incontra con Angela Merkel. Sul tavolo un accordo in cinque punti per i prossimi 50 anni per un'alleanza strategica tra Mosca e l’Unione Europa che porti a un'unica zona di libero scambio
http://eurasia.splinder.com/
In vista dell'incontro di venerdì con Angela Merkel, Vladimir Putin ha scritto una lunga lettera al quotidiano tedesco Sueddetusche Zeitung in cui lancia la proposta per un'alleanza economica strategica tra la Russia e l'Unione Europa. Questa crisi, scrive il premier russo, ha dimostrato quando l'Europa e Mosca siano dipendenti l'uno dall'altro. Per poter affrontare le sfide di un economia mondiale che si va sempre più polarizzando attorno a grandi centri, Putin propone alla Ue la creazione di un piano congiunto che possa portare "alla creazione di un mercato unico che vada da Lisbona a Vladivostok". Centrale per dare l'avvio di questa collaborazione, però, è l'ingresso della Russia nel Wto, una richiesta che è partita da Mosca già nel 1993 e che forse, si realizzerà nel 2011. Un mercato unico dal valore di bilioni di euro - la proposta di Putin si articola su cinque punti.

lunes, 29 de noviembre de 2010

Diplomáticos de EU sirven de espías, prueba Wikileaks



Armando G. Tejeda
La Jornada- México

La secretaria del Departamento de Estado de Estados Unidos, Hillary Clinton, ordenó a sus diplomáticos ante la Organización de Naciones Unidas (ONU) espiar y recabar información, incluso privada, de los más altos funcionarios del organismo mundial y de los representantes de varios países, entre ellos México, por considerar de interés el evaluar lo que realizaban en Consejo de Seguridad, según se desprende de casi un cuarto de millón de documentos secretos divulgados hoy por Wikileaks.
Se incluyen 2 mil 836 cables emitidos desde la embajada de Estados Unidos en México, que forman parte de lo que representa la primera gran filtración masiva de comunicaciones secretas del Departamento de Estado y comenzaron a ser divulgados por The New York TimesThe GuardianLe MondeEl País y Der Spiegel.
Espiar y conocer detalles de la vida privada de funcionarios de la ONU, obtener desde el escáner del iris de los ojos, las huellas dactilares y el ADN de los cuatro aspirantes al gobierno de Paraguay

domingo, 28 de noviembre de 2010

Pensionare l'élite che ha distrutto il polo europeo e lo Stato sociale

Tito Pulsinelli
Il canovaccio che ispira la narrazione del latifondo mediatico si riduce ad uno scarno slogan manicheo: non importa chi verrà dopo, bisogna voltare pagina. Poco importa qual’è la pagina seguente, nè la credibilità del nuovo racconto in via di elaborazione, le cui bozze –tese a diventare trama credibile- sono sparse in vari meandri del potere romano. Nazionale ed internazionale, republicano e monarchico, europeo ed imperiale, italiano e anglosax. C’è un frontismo strisciante e rampante che chiama a pigiarsi in un unico contenitore: da Draghi a Montezuma, agli esangui frammenti “nano-partitici” che mendicano comparsate alla greppia mediatica.


E’ la fronda di chi ha fretta di incolonnare in un unico fronte banchieri e pensionati, confindustriali ed artigiani, casta e disoccupati, parassiti della rendita e salariati. E’ il grido della jungla già rimbombato ad Atene, Madrid, Dublino, Lisbona, Parigi, dove varia il colore della livrea dei valletti al governo, ma è identico lo spartito che

sábado, 27 de noviembre de 2010

G-20: IL DECLINO DELL'OCCIDENTE


L’ultimo G20 ha dimostrato che siamo lontani da una governance mondiale. E’ evidente che gli interessi nazionali, anche se interdipendenti, hanno priorità differenti e che è già passata l’era nella quale l’Occidente poteva imporre la sua volontà ai paesi emergenti. Piuttosto bisognerebbe riflettere su un paradosso che sorge: la globalizzazione può ridurre il peso dell’Occidente più del previsto.

Roberto Savio

Come ha espresso il direttore dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, oggi è più caro inviare un container da Marsiglia ad Avignon che da Bangok a Marsiglia. E ad ogni modo, in Occidente ormai non sono i governi gli attori principali, ma le finanze, che ogni giorno insegnano interessi totalmente diversi a quelli dell’economia reale.


I governi hanno un certo controllo sull’economia reale. Invece le finanze, sia a livello locale che globale, nessuno le controlla. Il simbolo di questa situazione potrebbe essere il presidente statunitense Barak Obama.
Obama ha avuto un momento difficile a Seul. Non è riuscito a raggiungere un accordo di libero commercio con la Corea del Sud, perché non può fare nessuna concessione sapendo che il nuovo Congresso non accetterà nulla che non rappresenti un trionfo per gli USA, condizione che non aiuta ad ottenere accordi internazionali. 

Estados Unidos busca una excusa para lanzar una campaña contra NordCorea (entrevista)


"Estados Unidos comete un error si cree que Corea del Norte no puede responder de una manera contundente"
Alejandro Cao de Benós, funcionario diplomático de Corea del Norte, advierte que si atacan a su país, misiles nucleares norcoreanos alcanzarán territorio de EE UU



VIOLETA (video)

jueves, 25 de noviembre de 2010

Italia: Uribe, ospite non grato

Dove sono i difensori della democrazia  e della libertà? Dove sono le conigliette pom-pom dei diritti umani versione exporting? Dove sono quelli che si batterono per la libertà di Donna Ingrid Betancourt? Perchè tacciono? 


Ci sono 600 sindacalisti uccisi, 
1200 cittadini sequestrati, travestiti da "guerriglieri", e poi sterminati, 
17000 cittadini "desaparecidos", scomparsi nel nulla.

Il responsabile principale di questo orrore visita l'Italia, si chiama Uribe, era indicato come il "narco 82" nel bollettino dell'agenzia nord-americana DEA. Era, oggi è un utile alleato degli USA, e di quelli che lo riceveranno e festeggeranno in Italia. I diritti umani sono estensibili ed informi come la gomma da masticare?
L'attuale presidente Santos ha dato istruzione al suo ministro degli Esteri di informare altri Paesi che Bogotà riceverebbe con profonda preoccupazione la concessione dell'asilo politico ad ex alti funzionari di Uribe, oggi fuggiaschi e processati per gravi delitti comuni. Tra questi, spicca l'ultimo ambasciatore colombiano a Roma, oltre a Maria del Pilar Hurtado a cui il Panama ha dato generosa protezione e rifugio.

Día internacional de la Eliminación de la Violencia contra la Mujer (video)

El 17 de diciembre de 1999, a través de la resolución 54/134, la Asamblea General de la ONU declaró el 25 de noviembre como el Día Internacional de la Eliminación de la Violencia contra la Mujer, e invitó a los gobiernos, las organizaciones internacionales y las organizaciones no gubernamentales a que organicen en ese día actividades dirigidas a sensibilizar a la opinión pública respecto al problema de la violencia contra la mujer. Esta fecha ya se celebraba desde 1981 y fue elegida como conmemoración del brutal asesinato en 1960 de las tres hermanas Mirabal, activistas políticas de la República Dominicana, por orden del dictador dominicano Rafael Trujillo (1930-1961). 

Nord Corea: Comunicato del Comando militare

Comunicato del Comando supremo dell'Esercito Popolare Nordcoreano
Il governo fantoccio della Corea del Sud ha insistito con la sua sconsiderata provocazione militare, con colpi di proiettile sparati nelle acque territoriali della Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC) intorno a Yeonpyeong, un isola nel Mare Occidentale della Corea. Dalle 13.00 del 23 Novembre, nonostante i ripetuti avvertimenti della RPDC contro tale messa in scena di una guerra di aggressione, dal nome in codice  "Hoguk", si è scatenata la tensione in tutta la penisola coreana.


Queste provocazioni militari sono parte di un piano posto in essere dalla Corea del Sud in difesa della “linea di confine settentrionale”, come le continue infiltrazioni nelle acque territoriali nordcoreane, giustificate con il pretesto di intercettare i pescherecci. Le forze rivoluzionari armate della Repubblica Popolare Democratica di Corea che fedelmente  sono di guardia alle inviolabili acque territoriali del Paese hanno preso oggi una decisione militare forte, in risposta alle provocazioni militari del governo fantoccio, con un potente contrattacco.

Si tratta a tutti gli effetti della tradizionale risposta dell’esercito nordcoreano, che respinge così ogni attacco dei provocatori. Ogni volta che il governo sudcoreano sfiderà le acque territoriali della Repubblica Popolare Democratica di Corea anche solo per 0,001 mm., le forze armate rivoluzionarie della RPDC non esiteranno a sferrare un contrattacco.
Sia ben chiaro che questo solenne avvertimento delle  forze armate nordcoreane rappresenta una chiara dichiarazione e che queste parole non sono dette invano. Nel Mare Occidentale di Corea esiste solo una linea di demarcazione della marina militare, la marina della Repubblica Popolare Democratica di Corea.

SANTOS SACRIFICARÁ A URIBE

Fernando Dorado
La reacción del gobierno frente al asilo de María del Pilar Hurtado en Panamá confirma que la tarea de Santos es recuperar la legitimidad internacional del Estado colombiano. Si es necesario, la oligarquía y el imperio sacrificarán a Uribe. Es desechable. La alianza con la mafia ya cumplió su cometido, lo cual no significa que vayan a acabar con la economía ilegal del narcotráfico.

Los EE.UU necesitan un líder del eje México-Colombia-Perú-Chile como parte de la política de contención de los procesos de cambio que avanzan en América Latina. “La lucha contra el terrorismo y el narcotráfico” - médula de la estrategia gringa -, les exige un mínimo de legalidad institucional. Coincide con los sueños de Santos quien ha sido el principal opositor de la revolución bolivariana. A pesar de los acercamientos con Chávez, Colombia está destinada a ser herramienta del imperio para legitimar su intervención armada en el continente. La crisis económica mundial y el agotamiento de los recursos energéticos los obliga a provocar nuevas guerras y enfrentamientos (caso de las Coreas). 

miércoles, 24 de noviembre de 2010

Gli Stati Uniti verso la bancarotta

Attilio Folliero, Cecilia Laya
1) Il passato ed il presente del debito pubblico USA
Il debito pubblico degli Stati Uniti, al 30 settembre scorso, giorno di chiusura dell’anno fiscale, ha raggiunto i 13.561,62 miliardi di dollari. Al 19 di ottobre è già salito a 13.676,11 (1). Il debito USA ha superato per la prima volta i 13.000 miliardi lo scroso primo giugno. Se consideriamo il tempo necessario per accrescersi di mille miliardi di dollari (Tabella n. 1), ci rendiamo conto che il debito USA ha subito una forte accellerazione negli ultimi anni. 

Come si evince dalla Tabella n. 1, il debito USA è arrivato a 5.000 miliardi di dollari il 23/02/1996; per crescere di mille miliardi e quindi arrivare a 6.000 sono stati necessari 2.195 giorni; infatti, ha toccato i 6.000 miliardi il 26/02/2002. In questo periodo il debito è mediamente cresciuto di circa mezzo miliardo di dollari al giorno.

Successivamente, per crescere di altri mille miliardi ed arrivare a 7.000 sono stati necessari 688 giorni; per arrivare a 8.000 miliardi sono stati necessari 642 giorni e per arrivare a 9.000 miliardi, altri 682 giorni. Quindi constatiamo la forte accellerata nella crescita del debito ed infatti siamo nel periodo della presidenza di Bush, sotto il quale si sviluppa una política di invasioni militari che appunto si riflettono nella crescita del debito. Fra il 2002 ed il 2007 il debito cresce mediamente di circa 1,5 miliardi di dollari al giorno. Nell’ultimo anno della presidenza di Bush la crescita arriva a 2,5 miliardi al giorno. Il debito tocca i 10.000 miliardi di dollari il 30 settembre del 2008 e per passare da 9.000 a 10.000 impiega 396 giorni.

Con l’avvento di Barack Obama, la situazione letteralmente precipita e sembra diventare incontrollabile. Il debito Usa passa da 10.000 a 11.000 miliardi in soli 167 giorni, ossia si accresce di quasi 6 miliardi al giorno nel periodo degli ultimi 3 mesi di presidenza Bush ed i prmi 3 dell’era Obama.

Obama prosegue la política intrapresa da Bush dei forti aiuti di stato alle imprese in crisi; ma rispetto a Bush, il presidente Obama aumenta fortemente le spese militari. Per la cronaca, il bilancio di quest’anno 2010, relativo solamente al ministero della difesa prevede oltre 700 miliardi di dollari.


In questo primo periodo di presidenza, Barack Obama ha fortemente incrementato la presenza militare statunitense.. 

Evo Morales llama a acabar con golpes de Estado

Estados Unidos abandona la Conferencia de Defensa de la OEA por declaraciones de Evo Morales: "Estados Unidos es un país de golpistas ..."


Evo Morales, llamó a acabar con los golpes de Estado en Latinoamérica y el mundo, en su mayoría propiciados por Estados Unidos. Morales recordó que en 2008 su gobierno fue víctima de esos planes, organizados por el representante de Washington, Philip Goldberg, a quien expulsó del país. También la Agencia Antidrogas de Estados Unidos (DEA), agregó, respaldó a los grupos conspiradores, por lo que también cesaron sus operaciones en el país andino.
Morales rememoró que fueron registradas esas asonadas en Venezuela (2002), Bolivia (2008), Honduras (2009) y recientemente en Ecuador. Sólo en Tegucigalpa, aclaró, tuvieron éxito, 

Iran: Tres preguntas para los occidentales

lunes, 22 de noviembre de 2010

Eric Cantona: StopBanche, ritiriamo i nostri soldi

Cantona guida la rivolta contro le banche: ritiriamo i risparmi il 7 dicembre.
ilsole24ore.com
L'ex stella del Manchester United Eric Cantona, che i tifosi inglesi chiamavano «Dio», si ritrova in Francia alla testa di un movimento di protesta contro le banche, che ha già raccolto migliaia di simpatizzanti. Tutto è iniziato - ricostruisce il Guardian - con una intervista al quotidiano Presse Ocean di Nantes, l'8 ottobre scorso.

Rispondendo a una domanda sulle dimostrazioni contro la riforma delle pensioni in Francia, Cantona, che indossava una maglietta rosso fuoco, ha criticato gli episodi di violenza spiegando che i dimostranti farebbero meglio a far nascere un movimento economico rivoluzionario, «iniziando a ritirare i propri soldi dalle banche» (vedi qui).
«Che senso ha scendere in piazza? Per dimostrare?Non è più questa la strada - ha detto Cantona -. La rivoluzione è veramente facile oggi: il sistema è costruito sulle banche, quindi deve essere distrutto attraverso le banche. Se i tre milioni di persone che hanno dimostrato andassero in banca e ritirassero i propri soldi le banche collasserebbero».
Il video è finito su Youtube (qui): 40.000 i clic in poche ore, con il movimento francese "StopBanque" pronto a concretizzare l'iniziativa, fissando al prossimo 7 dicembre il «D-day», il giorno in cui gli aderenti andranno in banca a ritirare i propri risparmi.


E sarebbero già 14.000 quelli pronti a farlo, aderendo al manifesto di StopBanque firmato da una regista belga, Geraldine Feullein, e da uno francese, Yann Sarfati. Il movimento si è propagato velocemente in tutta Europa, grazie ai social network, arrivando fino in Corea del Sud. Interesse anche in Italia: quasi 20.000 i clic sulla versione con sottotitoli in italiano e numerose pagine Facebook che invitano, il prossimo 7 dicembre, a ritirare i propri soldi dalle banche.

Un responsabile della federazione bancaria francese ha liquidato l'iniziativa con una risata, «è una cosa stupida», e ricordato con ironia che se Cantona, che nel '95 venne condannato a due settimane di carcere per aver colpito un tifoso avversario con un calcio stile Kung fu, vuole veramente ritirare i propri soldi «avrebbe bisogno di molte valigie».


La 'revolución' de Eric Cantona se hace fuerte en las redes sociales


El ex futbolista francés, Eric Cantona se ha convertido en el nuevo oráculo de la revolución que los franceses están llevando a cabo en su país en contra de la smedidas económicas. El francés propone colapsar el sistema retirando el dinero de los bancos

El ex del Manchester ha hecho un llamamiento a los manifestantes en contra de los recortes y las reformas de pensiones en Francia y les ha animado a dar un paso más en esta lucha sugiriendo que retiren el dinero de los bancos.
Cantona, que siempre se ha manifestado a favor de los movimientos de protesta originados en su país, (continuar qui)

G20: La declinación de Occidente

Vladi
“Sabemos todo lo que tenemos que hacer, pero si lo hacemos perdemos las próximas elecciones” - Obama la pasó mal en Seúl - Lotería monetaria
Roberto Savio http://licpereyramele.blogspot.com/ 
El último G20 demostró que estamos lejos de una gobernabilidad global. Es evidente que los intereses nacionales, aunque interdependientes, tienen prioridades diferentes y que ya pasó la era en la cual Occidente podía imponer su voluntad a los países emergentes. Más bien habría que reflexionar sobre una paradoja que surge: la globalización puede reducir el peso de Occidente más de lo previsto.

Como expresó el director de la Organización Mundial del Comercio, hoy es más caro enviar un container de Marsella a Avignon que de Bangkok a Marsella. Y de todas maneras,  en Occidente ya no son los gobiernos los actores principales, sino las finanzas, que cada día...continua qui

L’Europa rinuncia agli F35. L’Italia no!

Fabio Pipinato www.unimondo.org
Ed è notizia. Pur nelle ristrettezze delle diverse finanziarie l’Europa aumenta agli aiuti allo sviluppo. Come abbiamo già riportato Inghilterra, Francia e Spagna aumentano gli aiuti della cooperazione internazionale consci che se il pane non va alla fame sarà la fame ad andare al pane. Ove trovare i soldi? Coerentemente taglia sui costosissimi e sofisticatissimi super-caccia F35 – Jsf. L’Italia? In netta controtendenza. Secondo un reportage di Repubblica il premier britannico David Cameron ha annunciato un taglio al bilancio militare dell'8 per cento in quattro anni.
L’Inghilterra rinuncerà alla sua unica portaerei, la Ark Royal, in attesa di due che sono in costruzione; taglierà drasticamente gli ordini del nuovo caccia Jsf.   Continua qui
vedi anche La “guerra” ai bombardieri passa su Facebook

viernes, 19 de noviembre de 2010

Pechino Chiama la Fed: Il dott. Bernanke è desiderato al telefono

Gli USA stampano 600 miliardi di banconote? la Cina vende altrettanti dollari della sua riserva monetaria - ABC della guerra valutaria
Gary North
www.stampalibera.com
Zhou Xiaochuan è il Governatore della Banca Popolare cinese. Immaginiamo una telefonata tra i due.
Zhou: Pronto. Dott. Bernanke?
Bernanke: Sì.
Zhou: Volevo metterla al corrente della decisione presa dal nostro comitato direttivo, su parere del primo Ministro e del Comitato del Politburo. Spero che lei sia seduto.
Bernanke: Mi siedo. Un po’ di umorismo orientale…
Zhou: Può ben dirlo.
Bernanke: Che posso fare per lei?
Zhou: Può abbandonare il suo progetto di comprare 600 miliardi di $ di titoli del Tesoro.
Bernanke: Il Federal Open Market Committee ha votato dieci a 1 su questa linea politica. Non posso cambiarla ora.
Zhou: Noi la riteniamo una linea politica imprudente. Abbasserà il valore del dollaro. Gli americani compreranno meno merci da Cina.
Bernanke: Noi non la vediamo così. Pensiamo che questa politica sia necessaria per riportare l’occupazione in America. Compreremo più merci dalla Cina e dagli altri paesi quando si ricomincerà a lavorare.
Zhou: Lei aumenterà la provvista di dollari, il che abbasserà il prezzo del dollaro a livello internazionale. Le merci importate costeranno di più agli americani. Una maggiore provvista di dollari significherà un minor valore del dollaro. È la legge della domanda e dell’offerta. continua qui

Honduras: ¡Alto a la maquinaria de la barbarie!



Juan Almendares (*)
Tegucigalpa, desde el golpe militar el 28 de junio 2009, la “maquinaria de la barbarie” no ha dejado de operar. Masacrar y torturar a las poblaciones desarmadas ha sido su principal tarea.
 La infraestructura militar de la “maquinaria de la barbarie” esta constituida por las bases militares del Pentágono (1500 a 5000); ejército y policía hondureña, (20000 y 9000); seguridad privada (+ de 60000) y policía, ejército y sicarios colombianos (el número se desconoce). El fundamento jurídico de la Maquinaria de la Barbarie es el “Estado de Derecho” cuya esencia es la ley impuesta en forma violenta por la oligarquía articulada al capital agroindustrial y financiero. continua aqui 

NATO: Le atomiche in casa nostra



Tra due giorni il vertice NATO di Lisbona deciderà dove dislocare le circa 200 testate nucleari tattiche attualmente sul suolo europeo, sparse tra Belgio, Italia, Germania, Olanda e Turchia.
Dislocare dove, visto che Belgio, Olanda, Germania e altri avevano dichiarato di non volerle più sui loro territori? Resterebbero, dunque Turchia e Italia. Ma la Turchia di Erdoğan negli ultimi tempi è diventata un alleato assai scomodo.

Haiti: E gli "aiuti" internazionali? Manco l'acqua...


Tito Pulsinelli
Dopo le promesse e gli aiuti -esibite e gridati urbi et orbi- è arrivato il colera. Dopo il via vai di star, preminobel, ong, ministri, celebrità, autorità, bellimbusti, filibusta internazionale e rockstar, nell'incantevole e tragica isola è scoppiata con virulenza la peggiore delle epidemie. Censurato il numero delle vittime. Erano promesse di marinaio, lunghe liste di impegni subito dimenticati, cinico protagonismo della buona coscienza internazionale, abilissima a sfruttare mediaticamente tutte le disgrazie, però notoriamente incapace di sborsare mediamente più dell'1% di quel che promette.

Haiti è la tragica riprova della criminale condotta "occidentale" e degli organismi internazionali che domina e rivolta come calzettini, come e quando vuole: non hanno garantito nemmeno l'acqua potabile. Per questo Bill Clinton è il boss unico dell'assistenza? Gli haitiani continuano a sopravvivere nelle tende, sottoalimentati, senza lavoro, con un livello immunologico troppo basso, dove persino l'emigrazione è loro preclusa. E la cosiddetta "comunità internazionale" non garantisce neppure l'acqua potabile o impianti per purificarla. continua qui

vedi qui: 4 anni di missione dell'ONU, 4 anni di stragi

jueves, 18 de noviembre de 2010

Economia e schiavitù finanziaria (video)

Il ritorno al potere delle elites assolutiste

miércoles, 17 de noviembre de 2010

Revuelta popular en Haití

Jonatan Garrido  
La emisora de televisión Al Jazeera informa de enfrentamientos entre la población haitiana y las fuerzas de orden de las Naciones Unidas (Minustah), a los que califica de levantamiento popular. Las protestas han surgido como resultado de la indignación popular ante la sospecha de que la epidemia, que ya ha ocasionado más de 1000 muertos en el país caribeño, haya tenido su origen en la filtración de aguas fecales procedentes del campamento de soldados nepalíes de la o nU. Los enfrentamientos han causado ya dos muertos entre la población civil y nás de 30 heridos mientras que, según informaciones no confirmadas, se habla de soldados de la Minustah muertos por disparos de armas de fuego.
La o nU ha negado que la epidemia haya surgido en la base de los soldados nepalíes. Por otra parte, según la reportera de Al Jazeera en Haití Cath turner, la situación “estaba fermentando ya desde tiempo atrás” a causa de las extremas tensiones entre los soldados de la Minustah y la población, las cuales se habían agudizado desde que en agosto fuese encontrado ahorcado en un árbol un adolescente de 16 años (vea aqui).
Aunque la ONU adujo que se trataba de un suicidio, Lea aqui


in italiano: HATI: RIVOLTA POPOLARE

martes, 16 de noviembre de 2010

Haití:Nuevas protestas contra soldados de la ONU acusados de traer cólera



PL
Las protestas populares contra el batallón nepalés de la ONU, considerado culpable de introducir el cólera en Haití, continúan hoy en ese país tras dejar dos muertos y al menos 16 heridos, algunos reportados graves. Medios de prensa informan que las manifestaciones mantienen paralizadas las actividades de las escuelas, negocios e instituciones públicas de la ciudad de Cabo Haitiano (Norte), la segunda ciudad más grande de la nación caribeña.

Según esos reportes, las tensiones se extendieron a varios caminos y poblados como Hinche y Gonaives (Centro). Este último ubicado entre las zonas más afectadas por la epidemia que cobró las vidas a cerca de un millar de personas y contagió a casi 15 mil. .. Lea aqui
Haiti, manifestanti contro caschi blu: due morti  http://eliotroporosa.blogspot.com/

C'era una volta l'Italia...

L’Italia in zugzwang - Fine della sovranità limitata, ritorno ad "espressione geografica" dominata dal Pentagono e dai banchieri d'Europa - Liquidazione dell'ENI e Fincantieri, privatizzazione dell'INPS - Tuoni fulminanti dei Draghi - Libertà di licenziare senza limite come in Spagna - Riduzione drastica del bilancio publico come in Gran Bretagna - 
Fabio Falchi
C’era una volta l’Italia. Un Paese europeo, non una grande potenza, ma una terra antica, ricca di cultura e di tradizioni; una “terra di mezzo”, bagnata da tre lati dal Mediterraneo, che unisce l’Europa, l’Asia e l’Africa. Certo non un Paese modello; anzi un Paese afflitto da mali secolari: pressappochismo, particolarismo, scarso senso civico e dello Stato. Insomma un Paese in cui era più facile che prevalessero i “furbi” piuttosto che i meritevoli. Inoltre un Paese scarsamente industrializzato, con un’economia ancora basata in gran parte sul settore primario sino alla metà del Novecento, ma che nel giro di qualche decennio, si trasformò in un Paese industriale avanzato, con una migrazione interna (quasi completamente ignorata dalle forze politiche cui era affidato il compito di governare il Paese) che vide spostarsi milioni di italiani dal Sud verso il triangolo industriale (Genova-Torino-Milano). 
Le conseguenze di tali profondi e rapidi cambiamenti sociali, in un quadro geopolitico caratterizzato da tensioni politiche e ideologiche fortissime, sono note: da un lato, la scomparsa di una civiltà contadina millenaria, l’affermarsi di modelli di consumo volgari, il dissesto idrogeologico, la cementificazione selvaggia e ogni genere di scempio urbanistico, anche per favorire la cosiddetta “civiltà dell’automobile” (ossia la Fiat), infischiandosene del patrimonio artistico nazionale e di città “a dimensione d’uomo”... Leggi  qui

lunes, 15 de noviembre de 2010

Que la comunicación fluya por todo el continente


Eduardo Tamayo G. - ALAI/Minga Informativa de Movimientos Sociales 
Los que tienen el poder económico están dominando la información, las informaciones indígenas no son prioritarias para ellos, hacemos noticia cuando hay desastres y muertos, pero cuando pasa todo eso dejamos de ser noticia, por eso es importante la información y la comunicación”, manifiesta Nelson de León Kantule, comunicador indígena panameño, quien participa en la Cumbre Continental de Comunicación Indígena del Abya Yala, que se realiza en el Territorio Indígena de la María, departamento del Cauca, Colombia.
Más de 1000 delegados/as de 26 países del continente debaten en paneles y mesas de trabajo sobre los problemas relacionados con las prácticas de los medios dominantes, la cultura, la identidad, los procesos de resistencia y los desafíos y estrategias de la comunicación. Las deliberaciones se prolongarán hasta el 12 de noviembre.
Un primer elemento que se señala es que la resistencia de más de 500 años de los pueblos indígenas también se da en el campo de la  comunicación,  misma que está articulada a las luchas, a los procesos organizativos, a las cosmovisiones, a la defensa de las lenguas y  a sus vidas cotidianas.
Este evento continental, que fue resuelto en la IV Cumbre de pueblos indígenas llevada a cabo en mayo de 2009 en Puno, Perú, culminará con la adopción de un mandato.
Las incidencias de la Cumbre se transmiten en vivo y en directo por una red de emisoras indígenas de diversos países y por decenas de comunicadores a través de Internet. Braulio Vásquez, de radio Janpoj de Oaxaca, Méjico,  señaló que los medios comunitarios están jugando un papel estratégico en las luchas indígenas. “La radio hecha palabra comunica y hermana los elementos de nuestras culturas cosmogónicas, la relación de los pueblos, los hombres y la naturaleza, el trabajo y el servicio comunitario que es gratuito, la palabra como resistencia y la radio como instrumento de comunicación permiten nuestro desarrollo con un enfoque autonómico”, señaló Vásquez.
El radialista y escritor cubano José Ignacio López Vigil, al intervenir en un panel, dijo que al llegar los españoles nos robaron el oro, la plata y los diamantes, pero sobre todo nos robaron la palabra ...  Lea aqui

domingo, 14 de noviembre de 2010

UNA NUOVA MAPPA del MONDO

Sette anni fa, quando si parlava della necessità di cambiamenti nella geografia economica globale e si diceva che il Brasile ed altri paesi dovrebbero svolgere un ruolo maggiore nell' Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) o di integrarsi in modo permanente al Consiglio di Sicurezza del Commercio, molti hanno reagito con scetticismo.

Celso Amorim, ministro degli Esteri del Brasile
www.amersur.org.ar/ 
Da allora, il mondo e il Brasile sono cambiati ad un ritmo accelerato, ed alcune presunte "verità" del passato stanno cedendo di fronte all'evidenza dei fatti. Le differenze nel ritmo di crescita economica rispetto ai paesi sviluppati hanno trasformato i paesi in via di sviluppo in attori centrali dell'economia globale.

La maggior capacità d’articolazione Sud-Sud nell’OMC, nel FMI nell’ONU e in nuove coalizioni, come il BRIC, alza la voce dei paesi che prima erano relegati ad una posizione secondaria. Quanto più parlano e cooperano tra di essi i paesi in via di sviluppo, più vengono ascoltati dai ricchi. La recente crisi finanziaria ha rivelato ancor più chiaramente il fatto che il mondo non può più essere governato da un consorzio di pochi. Leggi qui

sábado, 13 de noviembre de 2010

Idiotas latinoamericanos

 Andrés Soliz Rada
Como si se tratara de la ley de gravedad, los pocos latinoamericanos que se enteraron que el Tratado de Lisboa, suscrito por la Unión Europea (UE), entró en vigencia el primero de enero de 2009, se resignaron o mantuvieron, con escasas excepciones, un silencio cómplice. El Tratado sostiene que la UE es dueña de los países y territorios de ultramar ocupados por Gran Bretaña, Francia, Holanda y Dinamarca, entre los que se hallan el territorio antártico británico, las islas Malvinas, Georgias del Sur y Sándwich del Sur, las islas Caimán y el archipiélago Bermudas. Holanda, por su parte, mantendrá en las Antillas la ocupación por las armas de Curazao, Bonaire y Aruba, ubicadas a pocos kilómetros de las costas de Brasil y Venezuela. Lea aqui

viernes, 12 de noviembre de 2010

Un nuevo mapa del mundo

Celso Amorim, Ministro de Relaciones Exteriores del Brasil.
Hace siete años, cuando se hablaba de la necesidad de cambios en la geografía económica mundial o se decía que el Brasil y otros países deberían desempeñar un papel más relevante en la OMC o integrar de un modo permanente el Consejo de Seguridad de la ONU, muchos reaccionaban con escepticismo. El mundo y el Brasil han cambiado a una velocidad acelerada, y algunas supuestas “verdades” del pasado se van rindiendo ante la evidencia de los hechos. Las diferencias en el ritmo de su crecimiento económico con relación a los países desarrollados convirtieron a los países en vías de desarrollo en actores centrales de la economía mundial.
La mayor capacidad de articulación Sur-Sur –en la OMC, en el FMI, en la ONU y en nuevas coaliciones, como el BRIC– eleva la voz de países que antes estaban relegados a una posición secundaria. Cuanto más hablan y cooperan entre sí los países en desarrollo, más son escuchados por los ricos. La reciente crisis financiera puso de manifiesto de manera aún más evidente el hecho de que el mundo Lea aqui

lunes, 8 de noviembre de 2010

Venezuela ai ferri corti con la Spagna

..a causa di un "ETArra" deportato 30 anni fa, che ora Madrid rivuole perché "terrorista" - Parola di un generale golpista, ricercato dalla giustizia venezuelana

Tito Pulsinelli
E' in corso una furibonda campagna contro il governo del Venezuela, accusato di complicità con il gruppo clandestino dell'ETA e -per rincarare la dose- di addestrare militarmente i suoi militanti. Quello che era un noto ritornello degli anni di Aznar (PP) è stato fatto proprio anche dal partito dirimpettaio di Zapatero. Quando? Dopo che un giudice ha dato fuoco alle polveri mediatiche, chiamando in causa ufficialmente le autorità venezuelane per complicità con il terrorismo. La propaganda reazionaria del neofalangismo del PP diventa verità istituzionale, quasi una salvifica dottrina di Stato in tempi di vacche magre e di crollo manifesto dell'economia iberica, gonfia di  troppi venefici "derivati".

Com'è stato possibile? Semplice, il buon giudice ha ottenuto la quadratura del cerchio con la prova-regina di una testimonianza ad hoc. Di chi? Naturalmente un testimone di grosso calibro mediatico, ma di scarsa statura morale e di nessuna imparzialità. Un generale venezuelano, latitante, ricercato con un mandato di cattura internazionale per aver organizzato il colpo di Stato dell'11 marzo del 2002 contro Chávez. Leggere/Leer

domingo, 7 de noviembre de 2010

Cómo los diarios españoles inventaron nexos entre Venezuela y ETA

Guerra mediática contra Venezuela sin ningún tipo de escrúpulo, donde grupos financieros dueños del latifundio informativo, coaligados con partidos políticos y sus jueces de referencia intentan desviar hacia el "enemigo externo" la protesta contra el derrumbe económico que fermenta en la sociedad española. Vergonzosa confluencia del gobierno zapaterista con el revanchismo neocolonial de los huérfanos del franquismo. Aparecen una enorme cantidad de artículos sobre este tema en los diarios españoles ABC, El Mundo y El País: hasta un total de 150 publicaciones en cuatro semanas.
Un inextricable amasijo de retóricas de fachada, astucias tácticas, de códigos, estereotipos, símbolos, tipificaciones latentes, representaciones de roles, rituales: condimentos tradicionales de la manipulación y de la guerra psicológica en curso. Como se expone a lo largo de este trabajo, muchos de estos artículos muestran como hechos probados la “colaboración” del gobierno de Venezuela con ETA y FARC, tomando como base de tales acusaciones precisamente el auto de la Audiencia Nacional.
Vea esta investigación de Iñaki Gutierrez en formato PDF aqui:

Come i media spagnoli hanno creato i collegamenti tra il Venezuela e l'ETA.
Una guerra mediatica contro il Venezuela, senza scrupoli, dove gruppi finanziari proprietari dei media, alleati dei partiti politici e giudici cercano di dirottare verso un "nemico esterno" le colpe del crollo economico che fermenta nella società spagnola.
Vergognosa convergenza del governo di Zapatero e del revanscismo neo-coloniale orfano del franchismo.
La pubblicazione di un'enorme numero di articoli su questo argomento sui giornali spagnolo ABC, El Mundo e El Pais, per un totale di 150 pubblicazioni in quattro settimane.
Un groviglio inestricabile di retorica di facciata, astuzie, tattiche, stereotipi e simboli, latenti standardizzazioni, giochi di ruolo, rituali: ingredienti tradizionali della manipolazione e della guerra psicologica in corso. 
Come esposto nel lavoro che segue, molti di questi articoli dimostrano come fatto provato "la collaborazione" del governo del Venezuela con l'ETA e il FARC, prendendo come base di tali accuse precisamente l'ordinanza della Audiencia Nacional.
Vedere questa inchiesta di Iñaki Gutierrez in formato PDF (in spagnolo):