lunes, 31 de enero de 2011

Egitto: Ricomincia - Io accuso!


RICOMINCIA
TP
Dopo Israele, l'Egitto e' il Paese più finanziato dagli Stati Uniti e Mubarak è stato sempre un loro uomo, diligente esecutore, sposato agli interessi dell' "occidente". Ora che la corda s'e' rotta, Washington e Bruxelles salgono sulla cattedra della loro presunta "superiorita' etica e democratica"  e spandono ipocrite direttive. Cercano di minimizzare i danni, sbarazzarsi  della loro ormai inservibile creatura, prima che faccia danni maggiori. Insomma, salvare capre e cavoli, con un'improbabile operazione di cosmetica miracolistica, che possa far dimenticare passato e presente. E che consenta di continuare imperterriti lo stesso andazzo. E' una tardiva illusione, ma che si può sperare da chi non aveva usmato che i Ben Alí e i Mubarak erano degli odiati cadaveri ambulanti?
Dopo la nazionalizzazione del Canale di Suez decretata da Nasser e l'invasione franco-britannica, "l'occidente" non ha mai cessato di interferire pesantemente nelle questioni interne dell'Egitto. Con Mubarak stanno perdendo il più fedele ed incondizionale dei vassalli. A cui era facile imporre dall'esterno qualsiasi cosa decidesse Washington. Non solo scelte geopolitiche, alleanze internazionali, ma pure le politiche economiche coniate dal Fondo Monetario o dalle mafie finanziarie internazionali, che hanno portato la fame nelle campagne egiziane.

La ribellione non attiene solo alla "rappresentanza politica", ma anche all'occupazione, al reddito diffuso ed alle calorie consumate. Crolla un regime e la sua politica sociale. Su questo, Washington e Bruxelles non hanno niente di nuovo da dire, nè da fare. Il vento che sta soffiando con forza sull'intero spazio sociale nord-africano e del Medioriente marca la fine del ciclo di aggressioni dall'esterno e del dispotismo antipopolare di "presidenti vitalizi" a libro paga di Washington e Bruxelles. Crollano i satrapi devoti all'importazione intensiva dI dognatica liberista, incapaci di fornire soluzioni alla crisi alimentaria. Il vento che prende forza riporta all'ordine del giorno il panorama e le soluzioni endogene che presero corpo dopo il ciclo anticoloniale con le rivoluzioni democratico-nazionali ed il "socialismo" pan-arabo. Di questo si tratta, e l'evocazione dei fantasmi fondamentalisti o la reiterazione del miraggio "occidentalista" non riescono a deformare i tratti emergenti di una ribellione sociale trans-nazionale. La storia non era finita. Ricomincia, 
 
Mi verrebbe da riprendere la parola che da anni gira per le strade del Cairo. Kifaya. Basta. Ne ho abbastanza. Sono giorni che leggo la stampa italiana sull’Egitto, e giorni che m’imbatto in articoli catastrofisti. Di quelli: se cade Mubarak sono guai per noi. O meglio, per l’Occidente. O meglio, per quell’ambiente artificiale che avevamo creato: una specie di resort, di albergo a cinque stelle politico, in cui gli altri sono solo i camerieri che ci devono servire cocktail a bordo piscina. Senza nome, senza faccia. Invisibili. Ops, ma i camerieri si sono ribellati! Quel dommage. Ma come… Ops, sono esseri pensanti, e magari hanno anche pensieri politici. Parlano di libertà, democrazia, dignità. Ops, ma allora non hanno solo fame perché lì, in quegli alberghi a cinque stelle gli danno uno stipendio da fame. E allora, ora, che succede? Ho letto che Hosni Mubarak è un moderato. Anzi, è il campione dei moderati. Ho letto che

Se cade Mubarak, addio gas per Israele?

SE CADE MUBARAK METTE A RISCHIO LE FORNITURE DI GAS D’ISRAELE[1]
Egitto fornisce circa il 40% del consumo di gas di Israele.
Le ipotesi su un possibile cambio di regime in Egitto hanno estremamente preoccupato Israele per le sue forniture di gas, che potrebbero essere interrotte in caso di rivoluzione nel paese nordafricano.
Secondo un articolo pubblicato dal quotidiano israeliano Yediot Achronot, una rivoluzione islamica in Egitto creerebbe in Israele una baraonda economica.

De Túnez a Egipto, un viento de libertad

Nasser  -  Che
Alain Gresh
Le Monde diplomatique
La tensión está a tope en Egipto, donde el presidente Hosni Mubarak decretó el toque de queda el viernes por la noche. El presidente de la Comisión de Asuntos Extranjeros de la Asamblea, miembro del Partido Nacional Demócrata (PND) en el poder, ha hecho un llamamiento al presidente a «reformas sin precedentes» para evitar «una revolución». Mustafá Al-Fekki, en sus declaraciones en Al-Yazira el 28 de enero, añadió: «La opción de la seguridad sola no es suficiente y el presidente es el único que puede hacer que paren los sucesos». Las informaciones dan cuenta de la confraternización entre policías y manifestantes. ¿Estas primeras fisuras anuncian fracturas más importantes? ¿Qué hará el ejército, el pilar del poder?



Es imposible responder mientras este 28 de enero, por cuarto día consecutivo, decenas de miles de egipcios se manifiestan en El Cairo, Alejandría, Suez y en las grandes ciudades del país. Por todas partes se enfrentan a la policía y el poder ha tomado medidas excepcionales para aislar a este país de 80 millones de habitantes del resto del mundo –el corte de Internet es una «primicia mundial», titulaba un despacho de la agencia France Presse (AF)-. Sin embargo las imágenes, transmitidas por teléfono móvil o por las cadenas vía satélite, impiden la cuarentena del país.
Al mismo tiempo en Jordania y Yemen miles de personas salen a la calle y llaman a seguir el ejemplo de Túnez. En cada caso

domingo, 30 de enero de 2011

Guerra batte pace 692 a 61

ANSA L’Aula della Camera ha approvato il decreto legge che proroga per altri 6 mesi la partecipazione dell’Italia a missioni all’estero, tra cui quella in Afghanistan. I voti a favore sono stati 479, 19 quelli contrari. Un deputato si è astenuto. Solo l’IdV ha votato contro. Il testo ora passa al Senato.

Stanziati 754,3 mln di euro, di cui 61,95 mln serviranno alle operazioni di ricostruzione civile, mentre i restanti 692,346 mln di euro sono destinati a coprire le spese per le missioni militari.

Battisti resta in Brasile

La Presidente Dilma Roussef si e'pronuciata sul caso di Cesare Battisti, da tre anni in galera in Brasile,  di cui l'Italia ha chiesto pressantemente, a voce gridata, l'estradizione. Sono state parole pacate, con cui viene riconfermata la decisione presa da Lula negli ultimi giorni del suo mandato. Dilma non smentisce Lula, ribadisce la validita' della decisione sovrana del suo Paese; non si pronuncia ne' qualifica la natura delle istituzioni penali italiane, ma oppone un diniego alle insistenze (non solo diplomatiche) inoltrate dall'Italia.

jueves, 27 de enero de 2011

COLOMBIA: IMPULSAR UNA OFENSIVA DEMOCRÁTICA Y POPULAR


Diego Pombo
Fernando Dorado
La tarea del momento es llegarle a amplios sectores de la sociedad que rechazan la acción política. Las mayorías se abstienen al no encontrar propuestas y actitudes dignas de apoyar. Terminan identificando “la política” con corrupción.  
Si no interpretamos las aspiraciones de más del 55% de la población que no participa en las elecciones, estaremos perdidos. La disputa por el “pastel clientelista” no tiene sentido para quienes luchamos por cambios sustanciales. Por ahí no hay salida. Pero la abstención tampoco resuelve el problema. Lo acrecienta.
Los avances democráticos que protagonizan algunos los pueblos de Suramérica nos enseñan que los dirigentes populares deben hacer máximos esfuerzos por “descifrar” el “estado del alma de sus pueblos” y

miércoles, 26 de enero de 2011

Peru' riconosce lo Stato Palestinese

Nazioni con relazioni diplomatiche con la Plaestina


Il capo della diplomazia peruviana Josè Antonio Belaunde ha annunciato il sí alla Palestina.
Sono ormai sette i paesi dell'America Latina che hanno riconosciuto l'esistenza della Palestina con le frontiere del 1967, precedenti quindi alla guerra dei sei giorni e alle annessioni israeliane di Gerusalemme Est, della Cisgiordania e di Gaza. I paesi sudamericani che che hanno gia' riconosciuto lo Stato palestinese sono: Brasile, Argentina, Bolivia, Ecuador, Cile e Guyana. Perú entra a far parte del movimento internazionale che appoggia la strategia dall'ANP di proclamare la nascita dello stato entro l'anno. .

martes, 25 de enero de 2011

Washington ante la cólera del pueblo tunecino

Estados Unidos intenta detener la cólera del pueblo y conservar esa discreta base de retaguardia de la CIA y la OTAN. Pero el fenómeno insurreccional no ha terminado

ThierryMeyssan
A las grandes potencias no les agradan los acontecimientos políticos que no pueden controlar y que obstaculizan sus planes. Los acontecimientos que han venido conmocionando Túnez desde hace un mes no son ajenos a esa regla. Todo lo contrario.
Resulta entonces bastante sorprendente que los grandes medios internacionales de difusión, fieles aliados del sistema de dominación mundial, se entusiasmen de pronto por la «revolución de jazmín» y que publiquen investigaciones y reportajes sobre la fortuna de la familia Ben Ali, a la que anteriormente no prestaban atención a pesar de su escandaloso tren de vida.
Lo que sucede es que los occidentales están tratando de recuperar terreno en una situación que se les fue de las manos y en la que ahora quieren insertarse describiéndola según sus propios deseos.
Primero que todo, es importante recordar que el régimen de Ben Ali gozaba del apoyo de Estados Unidos y de Israel, de Francia y de Italia. 
Considerado por Washington como un Estado de importancia menor, Túnez estaba siendo más utilizado en materia de seguridad que en el plano económico. 
En 1987, un golpe de Estado derrocó al presidente Habib Bourguiba

Irlanda:E' peggiore la cura o la malattia?

 In arrivo la privatizzazione dell'acqua
“L’Irlanda poteva semplicemente dichiarare il fallimento, rinegoziare il suo debito e far capire ai suoi creditori che l’alternativa era prendere o lasciare un’offerta unilaterale del governo di Dublino. Ma il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la UE hanno intuito questa via d’uscita e hanno inserito nei termini per il ‘salvataggio’ dell’Irlanda la pretesa che il suo governo si giocasse come garanzia per gli investitori i soldi del Fondo di Riserva delle Pensioni Nazionali Irlandesi… detto in parole povere, la sopravvivenza dei pensionati d’Irlanda sarà ostaggio di questo accordo.”
E poi: “Non deve sorprendere venire a sapere che fra le condizioni del medesimo accordo di ‘salvataggio’ d’Irlanda ci siano dettagli inspiegabili come l’obbligo per le famiglie di dotare ogni casa di un contatore dell’acqua a unità separate, precondizione essenziale per la privatizzazione del servizio. O la riduzione dei già miseri stipendi minimi. Cos’hanno a che fare i contatori dell’acqua e gli stipendi minimi con le frodi bancarie, le deregulation, e la condotta folle del governo che hanno creato e nutrito questa crisi?

domingo, 23 de enero de 2011

La volevano in Iran, è esplosa in Tunisia

Fadwa Nassar Moqawama
Essi, sono gli stati occidentali che hanno continuato, dopo l’elezione del presidente Ahmadinejad in Iran, a fomentare disordini, a inviare spie, inventando fatti e commettendo atti terroristici, per causare la caduta del regime islamico e popolare in Iran. Hanno parlato di democrazia, di popolo, di libertà di espressione. Hanno manifestato o lasciato manifestare nelle loro capitali, pretendendo di sostenere il popolo iraniano, che sarebbe stato in rivolta contro il governo. Essi hanno mobilitato i loro media, i loro intellettuali, i loro scrittori, le voci dei loro padroni, per far credere che il popolo iraniano, infelice, sarebbe stato pronto a ribellarsi e a conquistare il potere. E poi hanno trasformato le loro ambasciate in centri di spionaggio o in stati maggiori per guidare i “ribelli“.

Ma la rivolta è scoppiata in Tunisia, da un gesto disperato di un giovane che si è immolato a Sidi Bouzid, il 18 dicembre 2010, per protestare contro lo stato di umiliazione in cui il governo tunisino mantiene il popolo.

viernes, 21 de enero de 2011

La Russia riconosce la Palestina

La Russia riconosce lo stato palestinese, ha dichiarato il presidente russo Medvedev a Gerico assieme al presidente palestinese Mahmoud Abbas. «Abbiamo preso la decisione allora e non l'abbiamo cambiata», ha detto il leader del Cremlino, riferendosi al passo compiuto dall'Urss nel 1988. 

E la dichiarazione di Medvedev giunge in un momento di difficoltà nel processo di pace, fermo da fine settembre, con la leadership dell'Anp che ora chiede alla comunità internazionale di riconoscere lo stato palestinese e far pressione su Israele. All'appello avevano finora risposto vari paesi latinoamericani, tra cui il Brasile, Argentina, Ecuador, Bolivia. Il Venezuela interruppe le relazioni diplomatiche con Tel Aviv dopo l'operazione "Piombo fuso" e i bombardamenti di Gaza. Medevev aveva in programma una visita anche in Israele, ma ha poi l'ha limitata ai soli territori palestinesi a causa dello sciopero dei diplomatici dello stato ebraico che dura da tre settimane. Il ministero degli Esteri israeliano è stato colto di sorpresa. Fonti del ministero hanno ammesso che eranno all'oscuro di questa iniziativa.

Haití: Militares duvalieristas preparan golpe de estado

Las corporaciones mediáticas españolas empiezan a crear las condiciones para justificar el retorno del exdictador Duvalier al poder. El sanguinario Baby Doc, quien desvió fondos públicos haitianos por millones de dólares a cuentas en Europa, que es responsable de la masacre de más de 60 mil personas, que gobernó con control absoluto sobre los medios y con el uso indiscriminado de sus fuerzas represivas, pasó a ser un actor político de peso en los medios españoles, que no ocultan que un golpe de estado se mueve tras el retorno del carnicero. Según una nota de ABC, el ex militar Jean Wellovert, quien reside en la ciudad haitiana de Ouanaminthe, declaró a periodistas de la provincia dominicana de Dajabón, fronteriza con Haití, que tanto él como varios de sus ex compañeros de armas están listos para apoyar a Duvalier en la recomposición de un gobierno que “imponga el orden y el respeto en el pueblo haitiano”.

Bolivia: Buen Vivir pone en discusión la base conceptual del desarrollo occidental.

Consideraciones sobre la década integracionista (2)
...se exige poner el centro de atención en la calidad de vida de las personas, y no en el aumento del PBI
Eduardo Gudynas 

La idea del Buen Vivir ganó amplia difusión en los últimos años. Representa tanto la disconformidad con la marcha del desarrollo convencional, como la búsqueda de cambios sustantivos bajo nuevos compromisos con la calidad de vida y la protección de la Naturaleza.Antes que un concepto acabado, el Buen Vivir expresa un proceso, una construcción paulatina donde intervienen una amplia variedad de voces. Por lo tanto existen distintas versiones, cada una de ellas con sus énfasis y respondiendo a coyunturas específicas. Nadie puede reclamar obediencia a un decálogo, y todavía hay mucho camino para recorrer. Esta diversidad no es necesariamente un aspecto negativo, ya que permite nutrirse de los mejores aportes de cada corriente, y a la vez revitaliza el debate sobre las políticas en desarrollo. Además, estos primeros pasos han tenido efectos positivos concretos

jueves, 20 de enero de 2011

Marchionne santo subito!

Tito Pulsinelli
Detroit ingurgita la FIAT grazie ad un robusto finanziamento statale degli Stati Uniti, ma la congerie di "rivoluzionari liberali" di antica e recente conversione intona imperturbabile i salmi d'una fede contraddittoria: zero Stato in libero mercato. L'insistita litania è divenuta un'acrobatica e schizofrenica incoerenza, protesa a conciliare l'assoluto assenteismo dello Stato italiano -dileguatosi dalla questione FIAT dopo averla finanziata per mezzo secolo- con l'interventismo statale di Obama. Quel che non sarebbe lecito a Roma sfocia nell'apologia di Washington che mette il becco nell'economia e ne diventa un protagonista. 
Lo strabismo schizofrenico dei tardi "rivoluzionari liberali" può avallare simultaneamente la versione romana di "Stato minimo" e quella da verace "capitalismo di Stato" di Washington.

miércoles, 19 de enero de 2011

“Es preciso un Núremberg de los especuladores"

 Entrevista a Jean Ziegler, Diplomático internacional en la ONU y autor del ensayo "El odio a Occidente"  

Guillaume Fourmont 

¿Tan mal va el mundo. Jamás en la historia un emperador o un rey ha tenido tanto poder como el que posee la oligarquía del poder financiero en la actualidad. Son las bolsas que deciden quién vive y quién muere. Pueden comer 12.000 millones de personas, el doble de la población mundial. Pero cada cinco segundos un niño menor de 10 años muere de hambre. ¡Es un asesinato!

Honduras, il reality show e la dittatura

L'Isola dei famosi torna in Honduras a venti mesi dal Colpo di Stato, mentre il Paese centroamericano soffre la repressione di un governo non democratico. La rivista Altreconomia promuove un appello in vista dell'inizio della trasmissione, con l'obiettivo di portare in prima serata su Rai2 la realtà che vive la popolazione honduregna, una realtà che rischia di venir distorta dalle immagini di cartolina che entreranno nelle nostre casa dai teleschermi. “Da lunedì 14 febbraio le isole dei Cayos Cochinos, al largo della costa del Paese centroamericano, tornano ad ospitare 'l'Isola dei famosi'.

lunes, 17 de enero de 2011

E' tornato il dittatore Duvalier, nubi nere su Haiti

T.P.
Proveniente da Parigi, e' arrivato all'areoporto di Port au Prince il dittatore Duvalier, fuggito 25 anni fa da Haiti, dopo che alla sua dinastia di depredadotori feroci era venuto meno il sostegno degli "occidentali". Il lugubre figuro a cui le autoritá francesi hanno permesso di tornare in patria, portó al culmine il flagello iniziato dal padre contro il suo stesso popolo, caratterizzandosi come la dittatura piú feroce e sanguinaria delle Americhe.
La dittatura dei Duvalier rimase a lungo in sella, nonostante l'odio degli haitiani, nutrendosi degli appoggi vitali degli Stati Uniti e della Francia. E della passivita' assoluta degli europei che a lavarsi le mani dei diritti umani e dei popoli. Ieri ed oggi.

domingo, 16 de enero de 2011

FIAT-Italia: Una derrota victoriosa, una victoria precaria

Referendum en FIAT Turín

Gorka Larrabeiti
Por poco, pero ganó el estómago al corazón y el cerebro. Se celebró un referéndum en las instalaciones de FIAT en Mirafiori (Turín): el 54% dijo “Sí” al nuevo contrato, el 45% dijo "No", y eso que la campaña mediática a favor del "Sí" fue bien intensa. Votaron 5.139 personas -el 94,6%- y ganó el "Sí" por algo más de 400 votos, y aunque ganara, es difícil de creer que quienes votaron a favor del acuerdo, lo defiendan como tal. 
El nuevo contrato de FIAT Mirafiori prevé, por un lado, un endurecimiento drástico de las condiciones de trabajo (18 turnos, sólo tres pausas de 10 minutos, pausa para comer sólo a final del turno, o sea, 8 horas en la cadena sin comer, 120 horas extraordinarias obligatorias

viernes, 14 de enero de 2011

Colombia: O inventamos o perecemos!

Tarsila do Amaral
Nuevo tipo de organizaciones productivas para la Hegemonía Social Popular 
Fernando Dorado
Los pueblos de América Latina deben romper con paradigmas heredados. Sólo así podrán enfrentar con eficacia los momentos de cambio que vivimos. Si queremos derrotar el poder y la política imperial capitalista hay que repensarlo todo. Sin temor.
En ese ejercicio tenemos que cuidarnos de dos actitudes con las que los pueblos ya se han enfrentado y no han salido bien librados: Una, creer en fórmulas mágicas sacadas de la manga (socialistas, comunistas, anarquistas, humanistas, “de-colonizadoras”, colectivistas, etc.). Otra, pensar que vamos a derrotar al capitalismo usando sus propias herramientas (capitalismo de Estado, desarrollismo, terceras vías y otras). No me detendré en esta discusión. Trataré de desarrollar la idea para luego volver. 
 En América Latina los pueblos y comunidades construyen formas económicas para sobrevivir. Estas iniciativas forjadas en la resistencia son invisibilizadas y/o aplastadas por los Estados oligárquicos o, - en el mejor de los casos -, cooptadas, subordinadas y puestas al servicio del gran capital. En el libro “El Gobierno de los Bienes Comunes” Elinor Ostrom nos muestra

jueves, 13 de enero de 2011

Messico: Ricomincia il femminicidio

Susana Chávez, uccisa lo scorso 6 gennaio. È la prima vittima di femminicidio a Ciudad Juárez del 2011
Sanjuana Martínez
"Ni una más". L’autrice di questa frase è stata assassinata. Si chiamava Susana Chávez e, oltre ad essere attivista contro i femminicidi a Ciudad Juárez, era poeta. Aveva 36 anni. Hanno gettato il suo corpo seminudo per strada. La testa era avvolta in un sacchetto di plastica nero. Le mancava la mano sinistra.
A Susana piaceva scrivere. Iniziò verso gli 11 anni. Era sul punto di finire un poemario. Dedicò la sua vita a denunciare le ingiustizie contro le donne. Offriva letture delle sue poesie durante le manifestazioni per le donne scomparse e assassinate.
Verónica Leitón realizzò una performance basata sulla sua poesia

miércoles, 12 de enero de 2011

Cio' che non si racconta sul massacro di Tucson - Arizona


giudice John McCarthy Roll
Durante la sparatoria è morto un giudice dell’Arizona , John McCarthy Roll che qualche giorno prima aveva emesso il verdetto sul caso “United States of America v. $333,520,00 in United States Currency et al” con il quale paralizzava un decreto legge di Obama per intervenire sui conti bancari di qualunque nordamericano.

Dictatura Global

Poco o nulla è stato detto circa l'identità delle vittime della sparatoria accaduta in Arizona durante una manifestazione della congressista democratica Gabrielle Giffords. Il massacro perpetrato da un "terrorista solitario", nuova figura emergente per Falsimedia, di nome Jared Lee Loughner, un uomo di 22 anni, concluso con almeno 5 morti, tra di essi una bambina, un giudice federale e vari feriti.
Gabrielle Giffords resta in condizioni critiche in un ospedale di Tucson, dove è stata operata da un gruppo di chirurghi a causa di una pallottola che le ha attraversato il cervello. Nonostante la gravità, i medici sono ottimisti riguardo all' evoluzione.
La visione che la stampa sta dando di questa notizia, messa a fuoco come un attentato contro la vita della congressista democratica, è quanto meno, incompleta.
Bisogna sottolineare che l’apparizione del cadavere, la settimana scorsa, in una discarica di John Wheeler III- laureato a West Point, Harvard e Yale, distinto assessore di molteplici presidenti degli USA (Reagan e i due Bush), uno dei maggiori esperti degli USA in armi biologiche e chimiche- ed il suo presunto legame con la moria degli uccelli in Arkansas, unito all’evento avvenuto ieri in Arizona, dimostra che qualcosa di molto inquietante sta succedendo nelle fogne della Casa Bianca.

martes, 11 de enero de 2011

FIAT verso il Sudamerica






Le nuove Pomigliano e Mirafiori si chiamano Sete Lagoas, Betim, Toluca, Contagem ecc - Ieri prendeva finanziamenti statali dall'Italia, oggi se ne va - Adesso riceve aiuti dal Brasile e da Obama, domani se ne andrà - Marchionne andrà via comunque dall'Italia


Angelo D'Addesio
C’era una volta la Fiat, simbolo italiano, che volava in Brasile, Argentina, America Latina dove moltissimi emigranti italiani lavoravano insieme con argentini e brasiliani e ne erano orgogliosi. C’è oggi la Fiat “americana” che i discendenti di quegli emigranti, che oggi sono argentini e brasiliani a tutti gli effetti, considerano paradossalmente un’ancora di salvezza, che investe in America Latina, ma contemporaneamente uccide le sperenze della terra da cui nacque tutto. Ma l'industria non funziona con il cuore, ma con macchine e soldi e di questo parleremo.
Ciò che va detto agli italiani è che Marchionne andrà via dall’Italia comunque, oggi o fra tre anni o poco più. “L’Italia ha molto da imparare dal Brasile, dalla sua volontà di adattarsi e mutare rapidamente”, ha detto il capo Fiat

lunes, 10 de enero de 2011

Stati Uniti: La ballata di Oliver North (video)

Suramérica: Consideraciones sobre la década integracionista

Guayasamín
En el subcontinente hubo un viraje, comenzó la búsqueda de un rumbo distinto al que habían diseñado los fundamentalistas del declinante verbo liberalista. Ya van 10 años de la reaparición en la escena pública de la sociedad civil y movimientos sociales. Prematuramente “enterrados” por las elites continentales y sus articulaciones mediáticas. El ritmo cerrado adquirido por el proceso de cambio en Venezuela, Bolivia, Ecuador y Brasil es intenso, ha determinado otra correlacione de fuerzas interna y la desvinculación creciente de la ex potencia hegemónica. Es tiempo de reflexión para evaluar el camino recorrido y vislumbrar el rumbo esencial, sin doctrinarismo, mientras a Cuba llega el “trabajo por cuenta propia”, y casi un millón de trabajadores tendrá que encontrar una solución laboral externa o distinta a la que el estado ha garantizado hasta el presente. Publicaremos materiales y notas sobre estos temas.
Tito Pulsinelli
1. Los “gobiernos nacionalistas” o integracionistas se dividen en dos grupos: los que pasaron por una Constituyente, y aquellos que tuvieron que conformarse con precarias mayorías, ensambladas con juegos políticos acrobáticos y soportar el factor más limitante para el avance de los procesos de cambio: el marco legal del Estado minimalista labrado por los adalides del “consenso de Washington”. Donde se lograron nuevas Constituciones se obtuvieron mejores resultados en la redistribución de la renta y participación de los sectores tradicionalmente excluidos del manejo del Estado.Argentina es una demostración. Allí ni siquiera se pudo aplicar un impuesto a la agro-exportación y los terratenientes estuvieron a punto de crear una gran conmoción social anti-gubernamental.

jueves, 6 de enero de 2011

PERCHE’ WASHINGTON ODIA HUGO CHAVEZ

Mike Whitney
A fine novembre, il Venezuela è stata colpito con violenza da piogge torrenziali ed inondazioni che hanno causato 35 morti e hanno lasciato circa 130.000 persone senza casa. Se George Bush fosse stato presidente, invece che Hugo Chavez, gli sfollati sarebbero stati spediti sottotiro in campi di prigionia improvvisati -- come il Superdome-- come è successo con l'uragano Katrina. Ma non è così che lavora Chavez. Il presidente venezuelano ha promulgato velocemente leggi "speciali" che gli hanno concesso poteri per garantire aiuti di emergenza e alloggi per le vittime dell'alluvione. Chavez ha poi sgomberato il palazzo presidenziale e lo ha trasformato in un alloggio per 60 persone, che sarebbe l'equivalente di convertire la Casa Bianca in un rifugio per senzatetto. Le vittime del disastro sono ora sfamati e accuditi dallo stato fino a quando non potranno ritornare alle loro case e a lavorare.
I dettagli degli sforzi di Chavez sono stati ampiamente omessi dai media statunitensi dove è invece regolarmente demonizzato come un "potente di sinistra"

miércoles, 5 de enero de 2011

Lula critica las políticas de EE.UU

foto Sill Scaroni
El presidente de Brasil, Lula da Silva, ha dicho que las políticas de los Estados Unidos hacia América Latina no han tenido "cambio" y lamentó que la relación del país norteño con América Latina "no haya cambiado nada" tras la asunción al poder de Barak Obama. "La relación (entre América Latina y Estados Unidos) cambió poco. La verdad es que no ha cambiado nada y veo eso con tristeza" declaró Lula

Intoccabili Stati Uniti. Quando il diritto cede di fronte al potere

24 agenti CIA rapirono un presunto terrorista islamico nel centro di Milano
Pino Arlacchi
La Corte di Cassazione italiana ha chiuso il caso Calipari invocando un “difetto di giurisdizione”. Il soldato americano che ha ucciso il dirigente del SISMI in Iraq era coperto, secondo la Corte, da immunita’ diplomatica. La verità è che l’unico difetto di giurisdizione in questo caso è stato quello dello Repubblica italiana nel suo complesso di fronte all’ Impero americano e alla sua pretesa di giurisdizione universale.

Il cable di Wikileaks ha messo a nudo una vecchia storia, che è oggi diventata intollerabile: il nostro servilismo, il nostro essere sudditi di un governo mondiale a stelle e strisce che ha preteso di dominare il mondo secondo le sue leggi, i suoi tribunali e le sue carceri nel più completo disprezzo di quelle altrui. Anche di quelle dei paesi democratici, amici ed alleati.

martes, 4 de enero de 2011

Argentina:Caceria de tierras fertiles



Arabia Saudita, China, Qatar y los Emiratos Árabes son fuertes compradores en Africa y Sudamérica 
Mientras que la Argentina carece de una política de protección de las tierras cultivables como patrimonio intransable del país y ha permitido, en los últimos años, que corporaciones extranjeras adquirieran enormes latifundios, en todo el planeta se registra una verdadera cacería de suelos fértiles. Y se lo hace con un doble sentido de previsión: primero, para afrontar desde posiciones más sólidas el desafío alimentario que se acentuará a partir del segundo cuarto de este siglo; el segundo, para reducir la dependencia de las importaciones alimentarias y contener la sangría económica que representa el constante encarecimiento de los productos primarios en los mercados.

Naturalmente, cuando se aborda este tema, se piensa en China y la India, cuyas necesidades de alimentos básicos crecen

Battisti&Cacciola: dei banqueiros e del terrore

Auto-boicottaggio di La Russa o estradare in Brasile un bancarottiere ricercato?
Leonardo Tondelli
....Salvatore Alberto Cacciola non è un terrorista, ma la sua storia è ugualmente interessante. È un banchiere fraudolento. Nato in Italia, cresciuto in Brasile, fuggito in Italia nel 2000, quando l'aria per lui cominciava a farsi pesante. Non lascia orfani e vedove, come ne lasciarono i Proletari Armati di Battisti, ma famiglie sul lastrico ne ha messe parecchie, e in questi dieci anni i brasiliani non si sono mai veramente scordati di lui. Questo è un dettaglio importante, che spesso si omette quando si parla di Battisti in Brasile. Perché prima che il nostro Proletario Armato fuggisse laggiù, era l'Italia che avrebbe dovuto estradare Cacciola in Brasile, e non lo fece. 
Fino al 2007, condannato in patria a tredici anni, Cacciola rimase a spassarsela dentro i confini della nostra rispettabile Repubblica

sábado, 1 de enero de 2011

Dilma Rousseff alla guida del Brasile

Tito Pulsinelli
La figlia di un recente emigrante bulgaro é la prima donna a diventare Presidente del Brasile, in uno dei momenti piu' sublimi della sua storia. E' alle spalle la parentesi buia dell'inflazione galoppante e del debito pubblico da record, come pure i rimedi imposti dal FMI simili a medicine che peggioravano la malattia. Oggi, il Brasile che Lula consegna alla militante del PT ha annullato il debito estero. Ha ritmi sostenuti di crescita inferiori solo a quelli della Cina, e si consolida come quinta economia effettiva del mondo.

Dilma Rousseff ha ribadito che continuerá e consolidera' le politiche sociali applicate con successo per otto anni da Lula, che hanno permesso a 27 milioni di brasiliani di abbandonare la miseria e fare ingresso nel ciclo del consumo. S'e'consolidata una domanda interna da cui ha tratto forza l'industria nazionale. La Presidente ha confermato la continuita': senza crescita non sono possibili gli investimenti sociali del governo, ma ha pure messo in chiaro che non ci sara' crescita senza una coerente politica da parte dello Stato.
Diplomazia del Cacao Meravigliao



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