sábado, 28 de julio de 2012

Venezuela si ritira dalla CIDH

Il Venezuela abbandona la Corte Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) nel giorno stesso in cui questa si schiera dalla parte di Raúl Daza, processato e condannato da un tribunale venezuelano per due attentati contro i consolati generali della Spagna e della Colombia. Nel 2008, gli autori ricevettero una condanna a 9 anni e quattro mesi di reclusione.Raúl Daza ha scontato poco più
d'un terzo della pena, trasformata in arresto domiciliario, poi si diede alla fuga ed approdò nehli Stati Uniti dove le autorità lo accolsero come un perseguitato politico. Nonostante la sentenza di condanna e la natura terrorista del delitto in cui è stato condannato, anche la CIDH interviene con una risoluzione in cui fa proprie le ragioni invocate del fugiasco che continua ad atteggiarsi come perseguitato politico.

Il Venezuela era da tempo ai ferri corti con la CIDH perchè dopo più di 10 anni non si è ancora pronunciata sul caso del sequestro del presidente Chávez avvenuto durante il fallito colpo di Stato del 2002. Inoltre non ha mai dato una spiegazione all'immediato riconoscimento che concesse a quell'effimero governo golpista. La misura era colma e l'ultima trovata del controverso organismo continetale dei "diritti umani" ha portato alla rottura definitiva. L'inamovibile dirigenza della CIDH risponde smaccatamente agli interessi nordamericani, è un suo aperto strumento intervenzionista nel settore della politica estera, tant'è che non si è mai pronunciata sulla salute dei diritti umani dei prigionieri nella base di Guantanamo.
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