martes, 12 de noviembre de 2019

BOLIVIA: La profezia di Túpac Katari


ABEL PRIETO - Nel 1781 il leader aymara Túpac Katari costituì un esercito di quarantamila uomini per affrontare le forze colonialiste della Spagna riuscendo ad assediare la città di La Paz. A novembre dello stesso anno, tradito da alcuni dei suoi seguaci, fu catturato dalle truppe spagnole.
Un giudice lo condannò ad essere “squartato” con lo stesso metodo barbaro usato per l’esecuzione di Túpac Amaru II, cioè, legato alle estremità a quattro cavalli in corsa fino a squartarlo.

Venezuela: Liberi e originali (video)

    
Libres y Originales

lunes, 11 de noviembre de 2019

BOLIVIA: GOLPE ANDATO A SEGNO – SALVARE la VITA del PRESIDENTE EVO – IMPEDIRE la GUERRA CIVILE

Morales anunció que tras consignar la renuncia ante la Asamblea Legislativa se dirigirá a Oruro
Tito Pulsinelli - Un golpe ha messo fine alla presidenza del primo cittadino indigeno nella storia della Bolivia e di un governo di inclusione sociale che faceva crescere l'economia al ritmo del 4% annuale, secondo il Banco Mondiale. Dopo il recente trionfo elettorale, la reazione dell'oligarchia e dell'imperialismo e' stata feroce. Lo schianto dell'elicottero da cui usci' indenne il presidente Evo, aveva indotto Noam Chomsky a lanciare un SOS: vogliono la testa di Evo

sábado, 2 de noviembre de 2019

Intervista a Raúl Zibechi sulle RIBELLIONI POPOLARI IN CILE, ECUADOR e HAITI ecc.


Gloria Muñoz Ramírez Delle attuali rivolte latinoamericane, del ruolo dei popoli indigeni, i giovani e le donne, del ruolo degli Stati Uniti, delle elezioni in Bolivia e in Argentina, della congiuntura in Messico, dell’ultradestra e di quello che continua per coloro che cercano un mondo più degno, parla in un’intervista Raúl Zibechi, giornalista e scrittore uruguayano, conoscitore, camminatore e accompagnatore di diverse lotte dell’America Latina.

miércoles, 30 de octubre de 2019

Stati Uniti: Arrestato il giornalista Max Blumenthal con false accuse dei golpisti venezuelani



Max Blumenthal, direttore del sito di notizie The Grayzone, è stato arrestato venerdì scorso, accusato pretestuosamente per fatti del maggio riguardanti la difesa dell'ambasciata del Venezuela a Washington. Un manipolo di poliziotti ha fatto irruzione nella casa di Blumenthal, e l'hanno portato via con catena alle mani e ai piedi.

I was arrested on Friday on a COMPLETELY FALSE charge manufactured by the Venezuelan opposition related to their siege of the embassy in DC. I spent 2 days in jail, was shackled for extended periods & was denied my right to call a lawyer. Here's the facts: https://thegrayzone.com/2019/10/28/this-charge-is-one-hundred-percent-false-grayzone-editor-max-blumenthal-arrested-months-after-reporting-on-venezuelan-opposition-violence/ 

Facebook oscura L'AntiDiplomatico

Facebook limita l'informazione dell'AntiDiplomatico sull'America Latina  
Continua l'offensiva censoria contro le voci antiegemoniche o fortemente critiche della politica di liberismo militarizzato degli Stati Uniti. Stavolta, Facebook ha chiuso lo spazio d'espressione della web italiana L'AntiDiplomatico, colpevole di denunciare troppo sistematicamente i delitti perpetrati troppo disinvoltamente in America latina. Da chi? Dai figuri che raccolgono i favori, emolumenti e spalleggiamento diplomatico della Casa Bianca e -ovviamente- dell'eurocrazia di Bruxelles. Facebook ha sospeso L'Antidiplomatico perche' tenta di limitare

La storia di Internet


Charley Kline (29/10/2011)
Attilio Folliero Alcuni considerano il 2 settembre 1969 la data di nascita di Internet. Quel giorno 2 computer dell'Università di Los Angeles (UCLA), a 4 metri di distanza l'uno dall'altro, furono messi in comunicazione fra di loro.
Per altri ed anche per lo scrivente, Internet nasce il 29 di ottobre del 1969, quando da un computer SDS Sigma, situato nell'Università di Los Angeles (UCLA) viene inviato un messaggio ad un computer SDS 940 dello "Stanford Research Institute" (oggi SRI Internationala Menlo Park, ad oltre 500 Km di distanza. Quel primo messaggio venne inviato da Charley Kline,

martes, 29 de octubre de 2019

ADOBE RINUNCIA A CHIUDERE al VENEZUELA


ADOBE ha comunicato che revoca la sospensione dei suoi servizi agli utenti del Venezuela. La societa' informatica degli Stati Uniti aveva comunicato con una lettera che dal 28 ottobre avrebbe chiuso al Venezuela, e che non avrebbe neppure rimborsato le quote gia' pagate dai suoi clienti venezuelani. La giustificazione era che dovevano ubbidire una legge federale nordamericana, approvata da Trump come parte del
"kit" di misure restrittive o rappresaglie economiche volte a mettere in ginocchio l'economia del paese sudamericano.

Perché non sono in fiamme Cuba, Venezuela, la Bolivia, la Cina, ma il Cile, l’Argentina e simili neoliberal?

Un total de 43 menores resultaron heridos o maltratados por parte de personal militar o policial, al tiempo que otros 240 menores han sido detenidos


PINO ARLACCHI Non è autunno caldo globale. E non è una generica richiesta di partecipazione via hashtag, come tentano di far credere i media dell’ establishment neoliberal. E’ vero che i milioni di individui scesi in piazza in questi giorni sono sparsi in molti paesi, ma per capire cosa succede le assenze contano quanto le presenze.Quasi tutta l’ Asia orientale – dalla Cina al Giappone, alla Corea, al Vietnam, all’ Indonesia e ad altri paesi – spicca per la sua assenza dalla mappa delle proteste. Queste sono esplose soprattutto nelle nazioni neoliberal dell’ America Latina – Cile, Perù, Ecuador, Argentina

Jorge Arreaza Montserrat – Sistema mediatico accetta un ordine editoriale anti-Venezuela


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Ministro degli Esteri punta il dito contro il monopolio mediatico "occidentale"


Jorge Arreaza - Nei mezzi d’informazione europei molti sono i titoli, le informazioni, i miti e le leggende sul Venezuela. In quasi tutti i casi, sembra esserci un ordine editoriale molto chiaro: ogni giorno bisogna dire qualcosa sul Venezuela, su Nicolás Maduro. Nei mezzi d’informazione più conservatori, inoltre, l’ordine deve essere

viernes, 25 de octubre de 2019

CILE: DOPO MEZZO SECOLO di NEOLIBERISMO, TORNA la RIBELLIONE CONTRO le ELITES


JOSÉ AMESTY L’attuazione del neoliberismo in Cile è vecchia, almeno dagli anni ’70, e da quel momento ha preso possesso di tutte le aree della vita del popolo cileno. Questo modello è stato consolidato con la complicità della dittatura di Augusto Pinochet, che aveva permesso l’introduzione delle sue politiche economiche neoliberiste e attraverso un gruppo di economisti (i “Chicago Boys”),

Solidarietà al popolo curdo! Allearsi con gli Stati Uniti non va mai bene!



Il Campo Antimperialista esprime la propria solidarietà alla popolazione curda colpita dall'attacco turco. L'iniziativa presa da Erdogan, con l'esplicito avallo dell'amministrazione americana, costituisce l'ennesimo colpo ad ogni prospettiva di pace in Siria, la cui sovranità nazionale viene così ulteriormente calpestata.
Mentre condanniamo fermamente l'azione turca, non possiamo al tempo stesso sottacere le gravi responsabilità politiche

CILE - ECCO GLI EFFETTI del NEOLIBERISMO (video)

Bolivia: Rieletto Presidente Evo Morales (con 642 mila voti in più del candidato dell'oligarchia)


Il rappresentante del Movimento per il socialismo (MAS), Evo Morales è stato rieletto presidente dello stato plurinazionale della Bolivia nel primo turno, con il 47,04% dei voti. Il quarto mandato inizia in gennaio 2020 e termina in dicembre 2025.Il conteggio manuale, iniziato domenica (20), giorno delle elezioni, è durato cinque giorni.  Carlos Mesa, della “Comunità Cittadina” (CC) si è classificato secondo. Per vincere le elezioni già al primo turno, Morales aveva bisogno di un vantaggio di 10 punti percentuali sul suo rivale.  Dopo il 99,9% dei voti scrutinati, la differenza su Mesa era di 10,5 punti percentuali, circa 642.000 voti

martes, 22 de octubre de 2019

CILE - PIU' di 10 ASSASSINATI NELLE PROTESTE POPOLARI, nonostante il coprifuoco (+FOTO)

 
Juan Trujillo Limones
Dopo 3 intensi giorni di protesta e l’imposizione da parte del governo dello “stato d’emergenza” nella zona metropolitana della capitale del Cile, la intendente della città, Karla Rubiliar Barahona, ha comunicato l’elenco di 11 morti. Alcune ore dopo, il governo centrale ha ridotto la cifra a 8 morti. Ci sono almeno 819 persone arrestate e 8700 agenti militari delle forze armate sono dispiegati nelle strade
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