sábado 10 de mayo de 2008

Petrolio,dollaro,sicurezza brasiliana

Intervista a Luís Alberto Moniz Bandeira sulla Bolivia, Cuba e la sicurezza del Brasile

........
Le autorità militari brasiliane intendono ampliare e modernizzare l’esercito. Perché il Brasile sente la necessità di avere Forze Armate più grandi e meglio equipaggiate?

Il Brasile, con l’immenso territorio che possiede, con ricchezze minerali, alle quali si aggiunge ora la scoperta di grandi riserve di petrolio, non può rinunciare a possedere Forze Armate meglio equipaggiate. Le ipotesi di guerra esistono e sono sempre oggetto di studio nelle Scuole di comando e negli Stati maggiori di tutte le Forze armate.
La principale ipotesi di guerra delle Forze armate brasiliane è relativa al confronto, con una “potenza tecnologicamente superiore”, in Amazzonia. Adesso, probabilmente, dovrà essere inclusa anche l’ipotesi di guerra per la difesa delle riserve di petrolio sul litorale. A tal fine, è fondamentale la costruzione del sottomarino nucleare, insieme con la riattivazione dell’industria bellica nazionale.

La restaurazione della IV Flotta degli Stati Uniti nell’Atlantico del sud ne impone l’estrema necessità. Il Brasile non può restare disarmato. Gli USA seguitano a finanziare la Colombia, il cui esercito è diventato il più importante e meglio equipaggiato fra quelli sudamericani.
Con una popolazione di 44 milioni di abitanti, la Colombia detiene un contingente militare di circa 208.600 effettivi, mentre il Brasile, con 8,5 milioni di kmq e più di 190 milioni di abitanti, dispone di un contingente di solo 287.870 soldati, e l’Argentina, con 40 milioni di abitanti e un territorio di 2,7 milioni di kmq, conta appena 71.655 effettivi.

La Colombia, con un PIL di 320.4 miliardi di dollari (stima 2007), secondo il metodo della parità del potere di acquisto, destina il 3,8% alle spese militari, mentre il Brasile, il cui PIL è di 1.838 miliardi di dollari (stima 2007), ne impegna appena l’1,5 %, e l’Argentina, con un PIL pari a 523.7 miliardi di dollari, l’1,1 %.
La Colombia, e non il Venezuela, costituisce una eventuale minaccia nella regione, in virtù dell’appoggio che riceve dagli USA. Lo ha dimostrato invadendo il territorio dell’Ecuador.

Ritiene che possano esserci cambiamenti significativi nella politica USA riguardo al Sudamerica, qualora le prossime lezioni nordamericane siano vinte dai Democratici?

Non credo in cambiamenti fondamentalmente significativi negli USA, chiunque sia il futuro presidente, repubblicano o democratico. L’America del Sud è molto importante per il rifornimento energetico degli USA, in particolare ora, con le scoperte degli enormi giacimenti di petrolio nel litorale del Brasile.
Ci troviamo di fronte a due paesi con le maggiori masse territoriali, le maggiori masse demografiche e, malgrado la asimmetria, le maggiori economie dell’emisfero. Tenderanno a mantenere le migliori relazioni, tra gli eventuali disaccordi commerciali e politici.

Il prezzo del petrolio aumenta in tutto il mondo e pregiudica i paesi che sono esclusivamente consumatori, come l’Uruguay. Di chi è la responsabilità di tali aumenti?

Il dollaro è la moneta fiduciaria, con la quale il prezzo del petrolio fino ad oggi è stato determinato. Giacché solo gli USA possono emettere dollari, e lo fanno come meglio desiderano, essi erano anche i proprietari gratuiti del petrolio mondiale, nel senso che potevano acquistarlo con moneta senza un reale controvalore, con semplici pezzi di carta.

Tuttavia, queste continue emissioni, senza un reale controvalore, eseguite per conseguire le necessità del consumo e delle spese per l’apparato bellico e le relative azioni, aumentano sempre di più il deficit fiscale, che coniugandosi a quello commerciale, hanno provocato la svalutazione del dollaro.
Ciò si è riflesso sull’aumento del prezzo del petrolio. Così, la svalutazione di questa divisa, con la quale si fissava la quasi totalità dei contratti commerciali di petrolio, fino al novembre del 2000, erose il potere d’acquisto dei produttori che, per compensare le perdite, incrementarono, inevitabilmente, il prezzo del petrolio.

Ciò si verificò, per la prima volta nel 1971. Il dollaro svalutato provocò un immediato aumento del 5% del prezzo del greggio, con la previsione di altri aumenti al fine di compensare nuove ulteriori svalutazioni.
Alla fine del 1972, l’OPEC fu praticamente autorizzata a effettuare significati aumenti del prezzo del petrolio, per compensare il deprezzamento del dollaro, che perdette quasi il 40% in rapporto al marco tedesco, tra il febbraio e il marzo del 1973. Fu il primo choc del petrolio.

Attualmente la crisi è infinitamente più grave. Saddam Hussein lo percepì nel 2000, e, nei contratti petroliferi, d iniziò a sostituire il dollaro con l’euro. Ciò costituì uno degli elementi dell’intervento degli USA in Iraq.
L’Iran, a metà del 2003, cominciò ad accettare eurodollari come pagamento per le sue esportazioni di petrolio all’Unione Europea (UE) ed ai paesi asiatici. A partire dal maggio 2008, iniziò a firmare contratti con i prezzi fissati soltanto in euro. Questo è uno dei motivi per il quale gli USA desiderano attaccare l’Iran.

Anche la Russia firma contratti con i prezzi fissati in euro. Ci sono anche altri paesi dell’OPEC, tra i quali, il Venezuela, che esaminano la questione di effettuare la vendita di petrolio in cambio di euri. Un cambio completo nel commercio internazionale del petrolio che si basi sull’euro, sarebbe un gran colpo sferrato all’egemonia del dollaro e di conseguenza agli Stati Uniti.

I paesi che acquistano o producono petrolio, cercheranno di convertire in euri i dollari dei propri fondi di riserva, nelle banche centrali europee; la Cina, il Giappone e tutti gli altri paesi, compresi quelli dell’America Latina.
Questo fatto produrrebbe nell’economia degli USA un’inflazione che, secondo alcuni calcoli, sarebbe superiore al 100%, congiuntamente ad un collasso bancario simile a quello del 1929-1930. Con la conseguenza che i fondi stranieri possano essere allontanati dai mercati borsistici degli Stati Uniti.

La caduta del dollaro è irreversibile?

Nel lungo periodo è irreversibile. Tuttavia non si può pensare che il suo declino, che riflette quello degli USA, sarà lineare. Ci saranno congiunture di recupero ed altre di stabilità. Alti e bassi. Nonostante l'eruzione delle crisi periodiche, la tendenza è, ogni volta più profonda, sempre nel senso di caduta.

Gli USA non sono più un sole di prima grandezza, come lo furono dopo la seconda guerra mondiale, tra gli anni ‘50 e ’60. Coloro che non percepiscono che i suoi raggi diminuiscono d’intensità sempre di più, non conoscono la storia.
Il declino dell’impero britannico si è accentuato quando la Gran Bretagna si indebitò a causa delle guerre 1914-1918 e 1939-1945 e divenne dipendente dalle risorse finanziarie degli USA.

Oggi gli USA sono una potenza indebitata. Il suo debito pubblico è salito dai 5.600 miliardi di dollari, nel 2000, ai 9.000 miliardi nel 2007, l’equivalente, più o meno, dei due terzi del PIL, stimato in 13.800 miliardi (2007), secondo il metodo della parità del potere d’acquisto.

Accade che gli USA emettono dollari senza un controvalore effettivo. Con questi dollari acquistano energia, servizi e manufatti dall’Arabia Saudita, dalla Cina, dall’Unione Europa e da altri paesi, e questi paesi, con gli stessi dollari, acquistano i buoni del Tesoro americano. In tal modo finanziano i debiti militari che gli Stati Uniti fanno per mantenere l’industria bellica e consumare la sua produzione nella guerra in Iraq, Afghanistan e in altre regioni del mondo.

Venerdì 2 maggio, il presidente George W. Bush ha chiesto formalmente al Congresso di approvare la spesa di oltre 70 miliardi di dollari per le campagne militari in Iraq e Afghanistan del 2009. Per finanziare le due guerre ci sono altre richieste per spese di 108 miliardi di dollari, attualmente in corso d’approvazione dal Congresso, ora controllato dal Partito democratico.

Il deficit fiscale, incrementato sempre di più a causa delle spese militari, è il più grande della storia degli USA. E’ una bolla che esploderà e minaccerà tutta l’economia mondiale, molto più dell’esplosione della bolla dei prestiti subprime, di cui hanno sofferto recentemente le banche e le istituzioni finanziarie negli USA ed in altri paesi. Questa crisi è solamente un leggero maremoto in confronto allo tsunami che potrà avvenire nell’economia mondiale come conseguenza di un collasso provocato dai deficit gemelli (commerciale e fiscale) sui quali l’economia degli Stati Uniti si sostiene.
......

http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/articoli/EkEpFulFkABXdLyxiP.shtml

viernes 9 de mayo de 2008

Brasil:Más militares en el Amazona

El ministro de Defensa de Brasil, Nelson Jobim, reiteró este jueves que su país reforzará la presencia militar permanente en sus fronteras y en las reservas indígenas de la Amazonía, donde se han agravado los maltratos a indígenas por la posesión de la tierra

"En los próximos meses habrá crecimiento exponencial de la presencia de las Fuerzas Armadas en la región amazónica", señaló Jobim, al reiterar el anuncio hecho a comienzos de la semana.
El ministro explicó que el decreto sobre el refuerzo militar, ya autorizado por el presidente Luiz Inácio Lula da Silva, será promulgado en los próximos días y entrará en vigencia en el segundo semestre.

El decreto es una respuesta a "manifestaciones públicas de que las Fuerzas Armadas no podrían estar dentro de tierras indígenas", dijo.Explicó que las tierras indígenas son propiedad del Estado brasileño y afectas al usufructo indígena, lo cual es "compatible con la soberanía nacional". Nuevas unidades militares serán instaladas en tierras indígenas, incluyendo la reserva Raposa Serra do Sol, en el extremo noreste del estado de Roraima y fronteriza con Venezuela y Guayana.
www.telesurtv.net

Evo:Acepto referendum revocatorio

El presidente de la República, Evo Morales Ayma, saludó la noche de este jueves la sanción, por parte del Senado Nacional, de la Ley de Revocatoria de Mandato Popular, por la cual aseguró se le devolverá al pueblo boliviano la decisión de pronunciarse por el proceso de cambio y la justicia, o por el retorno al pasado.

Muchísimas gracias al pueblo de Bolivia:
Esta tarde nos hemos informado con enorme satisfacción la aprobación del Senado Nacional para el Referéndum Revocatorio de mandato del Presidente, Vicepresidente, los prefectos de los nueve departamentos.
Esta iniciativa ha sido del Gobierno Nacional, he esperado tanto tiempo al Senado para que pueda aprobar el referéndum revocatorio. Esta es una forma de cómo profundizar la democracia en nuestro país, si bien los políticos no podemos acordar fácilmente, qué mejor que el pueblo decida el destino del país, el destino de los presidentes, Vicepresidente, el destino de los prefectos y después de escuchar me he quedado muy satisfecho, muy conforme por esta aprobación.

Yo estoy esperando y he esperado hasta este momento para que el Senado, el Congreso Nacional lo que sancionaron me envíen para promulgarlo rápidamente, de esta manera ir al Referéndum Revocatorio. Ir al Referéndum Revocatorio todo por la unidad del país, ir al Referéndum Revocatorio de Mandato todo por respeto a la legalidad, respeto al estado de derecho y sobre todo respeto al Congreso Nacional.

Este Referéndum Revocatorio que planteamos el año pasado, justamente está orientado a que en Bolivia se profundice la democracia. El Referéndum Revocatorio de Mandato está orientado a definir en las urnas y no con violencia, definir las diferencias de autoridades en el marco de la legalidad, en el marco de la constitucionalidad y no ir mediante algunos referendos en los que no se respeta a las instituciones y a las normas vigentes en el país.

Desde la dirección sindical cuantas veces dijimos sí a las urnas, no a las armas y quiero reiterar nuestra posición democrática, nuestra posición de someternos al pueblo, el pueblo que nos diga quien sirve y quien no sirve para gobernar, para servir al pueblo boliviano.

Esperamos después de este llamado, el Congreso Nacional puede mandarme de manera inmediata lo sancionado en el Senado, en Diputados para promulgar de esta manera y ganar tiempo.
Quiero que sepa el pueblo boliviano y la comunidad internacional, somos un Gobierno que respeta al pueblo, que respeta la legalidad, que respeta al Congreso Nacional, pero también respetamos las decisiones de la conciencia, sobre todo de ese pueblo que apuesta por el cambio, por las transformaciones profundas, pero en democracia.

A quienes apostaron para hacer Presidente al Evo Morales, quiero decirles a esos compañeros, a esos hermanos, hermanas del campo o la ciudad, hasta ahora con seguridad, con muchas deficiencias, problemas, hemos servido al país y con seguridad, con esta pequeña experiencia de dos años de Presidente queremos seguir sirviendo mejor todavía, pero el pueblo nos juzgará por lo que hemos hecho hasta ahora, ¡ojalá! esa sabiduría del pueblo, la conciencia del pueblo obligue, más bien al Congreso, a acelerar los cambios.

Si bien después de mucho tiempo, el Senado aprobó esta propuesta del Poder Ejecutivo que es el Referéndum Revocatorio de mandatos de Presidente, Vicepresidente y los prefectos, qué bueno sería que aprueben otras normas, por ejemplo la lucha contra la corrupción, hay un proyecto de ley que duerme en el Congreso Nacional, tantas normas que duermen en el Senado especialmente aprobados, de esta manera que el servicio al pueblo sea mejor todavía desde el Poder Legislativo, desde el Poder Ejecutivo y desde todas las instituciones del Estado.

Nuevamente decirles amigos de la prensa, mediante ustedes al pueblo boliviano, muy contento muy satisfecho, algo que deseaba se va a cumplir, sólo someternos al pueblo boliviano.Muchísimas gracias.
Evo Morales -

BOLOGNA:Corsi di formazione x volontari

Stiamo organizzando corsi di formazione per volontari internazionali interessati a collaborare con IPO (International Peace Observatory ) sul campo, in Colombia. Un’ esperienza formativa fondamentale per chiunque sia interessato a sperimentarsi e conoscere il mondo del volontariato internazionale attraverso la cooperazione da basso.

Il periodo dei corsi di formazione è previsto per :
– 9-10-11 MAGGIO per le partenze di APR-MAG-GIU– fine GIUGNO per le partenze LUG-AGO-SET– fine SETTEMBRE per le partenze SET-OTT-NOV

In corso è gratuito, la durata è di 3 giorni (full-time) e vi si accede previa iscrizione ( alla mail ipoitalia@anche.no), compilazione del questionario e selezione.
La prima sessione di corso si tiene a Bologna, presso il centro sociale XM24, via Fioravanti n.24 (dietro la stazione).

Alla base della formazione c’è l’interattività, per questo è fondamentale assicurare che i volontari arrivino già preparati su alcuni aspetti, o cmq non totalmente ignoranti.Per questo motivo vi invitiamo a consultare il sito di IPO e il suo nuovo strumento di formazione:

L’ IPOWIKI uno spazio per lo scambio delle informazioni sulla storia della Colombia attraverso un lavoro collettivo e condiviso. Uno spazio utile ai volontari dove incontrare dati per la formazione e scambiare le proprie conoscienze.Se sei interessato leggi il materiale che sta sul sito e clicca questo link e contattaci subito.

ROMA:Crisi del cibo e Sin Tierra

Venerdi 16 maggio ore 17
Basilica di San Marcello,
Piazza San Marcello 5 (via del Corso, vicino a Piazza Venezia)
ROMA


CRISI ALIMENTARE, AGROCOMBUSTIBILI, DISTRUZIONE DELL'AMAZZONIA

Ne discutiamo con ANA HANAUER, della Direzione del Movimento Senza Terra del Brasile.
Promuovono Amig@s MST-Italia,
Rete Radiè Resch,
Aifo- Roma Sud

jueves 8 de mayo de 2008

Alimentos: + escasos +caros

"La época de los alimentos baratos quizás se acabó", señaló el presidente del Banco de Desarrollo asiatico (BAD), Haruhiko Kuroda, en el comienzo de la asamblea anual de la institución, que se celebra en Madrid, España.
Kuroda agregó que ante la difícil situación es de crucial importancia financiar proyectos de desarrollo en zonas rurales.

En ese sentido, el presidente del BAD agradeció a los países donantes de la institución la aprobación de más de US$11.000 millones para los habitantes más pobres de Asia.
Mientras tanto, el Banco Africano de Desarrollo anunció en Túnez que otorgará US$1.000 millones adicionales, sobre un fondo inicial de US$3.800, para enfrentar las crisis alimentaria en los países africanos.

El editor de la BBC para la región sur de Asia, Alan Johnston, subraya que los precios de los alimentos son el tema clave en la agenda de los miles de funcionarios gubernamentales y representantes empresariales reunidos en Madrid.

Menos producción de alimentos y un aumento en la demanda son factores detrás de la crisis.
Al respecto Kuroda señaló que el aumento de los precios está haciendo subir la inflación que, según cifras del banco, alcanzará más de 5% en Asia este año, su nivel más alto desde la crisis financiera asiática de hace una década.
El costo del arroz, por ejemplo, se triplicó desde la última vez que se reunió el banco hace un año.
Malas cosechas, el calentamiento global y el aumento en las inversiones en los biocombustibles son factores que han contribuido al encarecimiento de los alimentos.
Algunos productores principales de arroz como Vietnam e India están limitando las exportaciones para asegurar el suministro interno.

En Asia viven dos terceras partes de los pobres de todo el mundo. Cerca de de US$1.700 millones de personas ganan US$2 al día o menos.
El mes pasado el secretario general de las Naciones Unidas, Ban Ki-moon, anunció la creación de un equipo de trabajo para contrarrestar la crisis global de alimentos básicos.
Ban indicó que el mundo se expone a una "hambruna generalizada, desnutrición y tensiones sociales en una escala sin precedentes", debido al incremento en los precios de la comida.
El secretario general de la ONU dijo que la prioridad era alimentar a los que padecen de hambre a través de la reducción de un déficit de fondos que, por el orden de los US$755 millones, enfrenta el Programa Mundial de Alimentos (PMA) este año.
http://www.malvinense.com.ar/

Managua:Cumbre alimentaria

En la declaración final de la Cumbre Presidencial Soberanía y Seguridad Alimentaria realizada en Managua, capital de Nicaragua, se reconoció y respaldó la propuesta concreta del Gobierno de Venezuela basada en una fórmula que combina la seguridad energética con la de los alimentos.

Entre las siete propuestas realizadas por el Gobierno Bolivariano destaca un plan especial dentro de Petrocaribe para financiar la producción agrícola y facilitar el combustible que se necesite a precios accesibles.

Uno de los puntos suscritos dentro de la declaración final de la referida reunión presidencial es asistir a la Reunión Técnica de Alto Nivel que realizará el Gobierno de México a finales de mayo para abordar la transferencia de tecnología en el sector agropecuario.

La incorporación del tema de la Soberanía y Seguridad Alimentaria en la V Cumbre de Jefes de Estado y de Gobierno de América Latina y Unión Europea a celebrarse en la ciudad de Lima Perú el próximo de 16 de mayo y en la agenda de la 63 Asamblea General de la ONU, es otro aspecto relevante que contiene la declaración.

En el referido documento se rechazaron las prácticas de subsidios agrícolas y ayudas internas ejercidas por los países industrializados del mundo por cuanto impactan la agricultura de los países empobrecidos y distorsionan el comercio. Además se acordó priorizar el uso de productos agropecuarios para la obtención de alimentos frente a la producción de combustibles.

Se propuso subsidiar la producción agrícola nacional a través de los pequeños productores que no tienen acceso al crédito mediante la banca privada o estatal y apoyar a los demás productores con créditos a bajos intereses con la banca estatal.

Asimismo, el documento contempla promover que la banca privada o el sector privado destinen por lo menos el 10 por ciento de su cartera total al financiamiento de la producción agrícola

miércoles 7 de mayo de 2008

Italia: Popolazione studentesca latinoamericana

Dossier Caritas-Migrantes.
STUDENTI LATAM IN ITALIA

A partire dall’anno 2000 fino al 2006 i nuovi nati stranieri in Italia sono stati secondo le stime dell’Istat circa 280 mila, di cui latinoamericani quasi 15 mila (stima del “Dossier”). In questo arco di anni, infatti, le nascite di bimbi latinoamericani sono passate dalle 1.125 del 2000 alle oltre 3.300 del 2006, registrando una crescente incidenza sulle nuove nascite avvenute in Italia, ormai superiore al 5%.

Dei 15 mila bimbi latinoamericani nati in Italia tra il 2000 e il 2006 un terzo esatto è rappresentato da bimbi ecuadoriani, un altro terzo da quelli peruviani; il restante terzo riguarda tutti i rimanenti paesi latinoamericani, guidati da Repubblica Dominicana, Brasile, Colombia ed El Salvador a una quota inferiore compresa tra i mille e i cinquecento neonati.

Le donne sudamericane si collocano al di sotto della media delle donne straniere, che viene tenuta alta soprattutto dalle donne del Nord Africa (più di 4 figli) e asiatiche (intorno a 3 figli si collocano le donne di Bangladesh, India Pakistan e Cina) e nello stesso tempo molto al di sopra della media delle donne presenti in Italia: si va dalla media di 1,58 bimbi per ogni donna brasiliana a 1,72 delle donne ecuadoriane o al 2,03 di quelle peruviane.

In termini generali, l’incidenza dei minori latinoamericani è pari ad un quarto del totale dei soggiornanti (24,3%). I dati sui minori disaggregati per paesi di provenienza non sono attualmente disponibili, tuttavia è possibile predisporre una stima verosimile partendo dal dato complessivo dei minori stranieri presenti in Italia, pari nel 2006 a 665.625.

Andando più nello specifico, uno su 4 vive a Milano, uno su 10 a Roma e Genova e uno su 20 a Torino. I due terzi dei minori latinoamericani vivono nel Nord Ovest: 28 mila in Lombardia, 8 mila in Liguria e quasi 7 mila in Piemonte.

Anche il Lazio raggiunge le 8 mila presenze di minori latinoamericani, seguito a quota 4 mila da Veneto, Emilia Romagna e Toscana.La distribuzione degli alunni nei vari gradi del sistema scolastico porta in evidenza il gran numero di iscritti nelle scuole di secondo grado, cioè quelle frequentate da allievi con una età più matura (29,8% vs il 20,1% relativo al totale degli alunni stranieri).

Nell’anno accademico 2005/2006 erano infatti 2.828 gli studenti universitari latinoamericani su un totale di 41.589 stranieri iscritti nelle Università italiane, con una incidenza sul totale pari al 6,8%.
Gli atenei di Roma (28,4%) e di Milano (19,3%) soddisfano almeno la metà delle iscrizioni universitarie da parte di studenti latinoamericani.
A questi fanno seguito poi gli atenei delle grandi città settentrionali dove è maggiore la presenza di latinoamericani come Torino, Genova e Bologna, a conferma che gli studenti universitari latinoamericani non sono tanto giovani che partono dal proprio paese per venirsi espressamente a formare in Italia, quanto piuttosto membri di famiglie da tanti anni residenti in Italia.
Le facoltà preferite sono senz’altro le più prestigiose e quelle che possono garantire le maggiori possibilità di ascesa sociale, come Medicina (20,5%) e Ingegneria (13,5%).

Bolivia:Separatismo y geopolítica

Las "autonomías"

El pretexto para derrocar al gobierno de Evo entonces, es el tema de las "autonomías", que quiere decir: no dejarse gobernar por los indios de occidente. Si el país ya no es más de nosotros -analizan- nos separamos y constituimos nuestro propio país; para los indios el occidente, el altiplano pobre; para nosotros el oriente rico y pujante.

Esta idea es apuntalada permanentemente desde la embajada de los Estados Unidos y la Confederación Internacional por la Libertad y Autonomía Regional, CONFILAR suerte de internacional latinoamericana que nuclea a los máximos exponentes de las oligarquías zuliana Venezuela), guayaquileña (Ecuador) y santacruceña (Bolivia).

Por lo tanto el tema de las "autonomías" no es una cuestión de carácter político administrativo; sino profundamente político. Lo que se está discutiendo es el tema del poder, o mejor dicho de quien ejerce el poder en Bolivia.

El actual "empate"

Varios analistas e intelectuales el momento actual como un empate entre la revolución y la contrarrevolución. La puja entonces es por el desequilibrio de uno de los actores en juego.
La oligarquía pretende entonces desequilibrar esta situación buscando la ventaja para sus intereses, voltear al "indio Evo" y negociar con sectores más "potables" y conciliadores.

La extorsión permanente es la posibilidad de dividir el país apelando a un supuesto derecho de "autodeterminación de los pueblos" que le daría una fachada "democrática", cuando realmente es una excusa para la desestabilización del gobierno democrático y popular. La maniobra de la contrarrevolución es excesivamente peligrosa para ambas partes.

Separatismo y geopolítica

Asimismo se suma un nuevo elemento que podrían acelerar los tiempos de la intentona separatista. Las elecciones del 20 de abril en Paraguay dieron el triunfo a Fernando Lugo. Es pública la simpatía del sacerdote paraguayo con el presidente Evo Morales y eso más que preocupa al gobierno estadounidense.
Una importante frontera común hace que dos gobiernos progresistas puedan avanzar en un proceso de integración y complementación de inédita potencialidad. Quienes justamente limitan con el oeste paraguayo son los departamentos de la "Media Luna" boliviana.

La doctrina del "Estado Tapón", manejada por el imperialismo en varias oportunidades (caso Uruguay) vuelve a aparecer en el horizonte de la geopolítica imperialista, así como pudimos verlo con la reciente separación de Kosovo.
No es casual que el actual embajador estadounidense en Bolivia fue uno de los artífices de la "independencia" de Kosovo
....
Fernando Bossi
* Secretario del Congreso Bolivariano de los Pueblos

Fiscales-EEUU:Jefe-FARC no es narco

Tres años después de que las autoridades anunciaron el arresto del guerrillero Simón Trinidad como una victoria en el combate a las drogas, el Gobierno estadounidense pidió ayer a un juez federal que desestime los cargos de tráfico de cocaína en su contra.

En el 2005, Ricardo Palmera, cuyo alias es Simón Trinidad, se convirtió en el primer miembro de las Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (Farc) en ser extraditado para ser juzgado en Estados Unidos.Pero hallar culpable a Palmera resultó ser más difícil de lo esperado, pues sus dos juicios fueron anulados por falta de veredicto.

El vocero del Departamento de Justicia Paul Bresson dijo en marzo que el juicio podría “ayudar a consolidar la responsabilidad de amplio alcance del departamento para proteger la seguridad pública al retener a aquellos que son responsables de sus delitos”.
Un mes después, los jurados volvieron a fracasar en lograr un veredicto. Ayer, los fiscales presentaron un documento judicial breve solicitando que se retirara el caso “en interés de la justicia”. Esos pedidos son concedidos rutinariamente.

martes 6 de mayo de 2008

Bolivia:Calma dopo nazionalizzazioni

lettera dalla Bolivia

Calma in tutto il paese dopo l'annuncio delle nazionalizzazioni di varie societa petrolifere e in particolare della nazionalizzazione totale di ENTEL di precedente proprietà di Telecom Italia e il cui direttore generale era Franco Bertone.

In effetti polizia e esercito avevano preso il controllo di tutte le istallazioni petrolifere per paura di reazioni, in particolare a Santa Cruz, ma fortunatamente non ci sono state reazioni.
Sole reazioni sono di fatto venute dall'esterno, una reazione dal governo peruviano che minaccia reazioni visto che una delle società nazionalizzate riforniva in petrolio il Peru.

La reazione più importante é venuta dal governo italiano che ha definito espropriazione la misura del governo boliviano. L'ambasciata boliviana in Italia ha reagito affermando che la nazionalizzazione era un diritto del governo boliviano e che faceva seguito a due anni di trattative infruttuose. Telecom aveva verso il fisco boliviano un debito di 43 milioni di dollari.

Violenta egualmente la reazione della CNN che ha dato la notizia delle nazionalizzazioni, con un giorno di ritardo. Il giornalista della CNN era vicino a me durante il miting del primo maggio e a meta del discorso di Evo Morales, stufo ha detto al suo tecnico "ce ne andiamo tanto non c'é più niente d'interessante".
15 minuti dopo Morales annunciava la seconda ondata di nazionalizzazioni e firmava sulla piazza i decreti.

Paraguay:Nacionalismo hidroeléctrico?

Por: Alejandro Guerrero

La presa Yacyretá genera una energía de 14.500 gigawatts/h. De la mitad que le corresponde, Paraguay sólo utiliza entre el 2 y el 5 por ciento. El resto lo vende a la Argentina, que obtiene de esa compra el 16 por ciento de toda la energía que consume.

Argentina paga 30 dólares por megawatt, precio muy por debajo del vigente en el mercado mundial. Como se recordará, el año pasado Argentina importó electricidad de Brasil a 240 dólares el megawatt, de acuerdo con la cotización internacional.
Pero los ingresos por la venta de esa energía no van al Estado paraguayo sino al ente binacional Yacyretá SA, que lo destina al pago de su deuda con el Estado argentino por la construcción de la obra. Es decir, vuelven a la Argentina.

Como la deuda es enorme (11.000 millones de dólares) y el precio de venta muy bajo, el dinero recibido por el Paraguay 'no alcanza a pagar la amortización y la deuda sigue subiendo (...) sólo un megawatt a 80 dólares habría permitido pagar los costos de operación y mantenimiento y parte de la amortización' (La Nación, 22/4).

Lugo buscará renegociar el precio de venta y, también, el fondo de reparación por las inundaciones que produzca la presa. 'Pero si quiere renegociar, deberá ceder algo', adelantó el ex secretario de Energía Carlos Bastos (ídem).
Algo similar sucede con la energía producida por la presa Itaipú, que Paraguay comparte con Brasil. De las veinte turbinas instaladas allí, a Paraguay le corresponden diez, pero apenas emplea la energía producida por una de ellas.
El producto de las otras nueve lo vende a la brasileña Electrobras por cien millones de dólares anuales.

Electrobras revende esa electricidad al parque industrial de San Pablo en dos mil millones de dólares por año. El lunes 21 de abril, a horas de la victoria de Lugo, el diario ABC Color, de Asunción, puso en tapa un título en tamaño catástrofe: 'Brasil explota a Paraguay' (por la compra de energía) y añadió en la bajada: 'Esa es la primera tarea del nuevo gobierno'.
Así se ve que franjas decisivas de la burguesía paraguaya presionan a Lugo para que aborde, con la mayor energía, una renegociación de los contratos energéticos con Brasilia (también con Buenos Aires), cosa que en modo alguno podía hacer el Partido Colorado, metido hasta el tuétano en ese entramado corrupto…

La diferencia entre los 'precios políticos' que Paraguay recibe por la venta de electricidad al Brasil y a la Argentina, y los precios de mercado, ronda los 1.800 millones de dólares anuales, monto gigantesco para la economía paraguaya (tiene un PBI de 2.000 millones y una deuda externa de 3.000 millones).

Con ese dinero, especula Lugo, podría abordar un plan económico - obras públicas, por ejemplo- que le permitiría reducir la desocupación y atemperar los conflictos de clases.
Mientras tanto, Estados Unidos sigue los acontecimientos de un país que considera estratégico, un Estado 'tapón' entre Brasil y la Argentina, asentado además sobre el Acuífero Guaraní, una enorme reserva que podría proveer agua dulce a 360 millones de personas durante cien años, a razón de 300 litros por persona y por día. Y el agua, se sabe, empieza a ser un recurso casi tan sensible como el petróleo.
****************************************************

lunes 5 de mayo de 2008

Santa Cruz:35% de abstenciónes

La consulta separatista en Santa Cruz del 4 de mayo se caracterizó por un alto abstencionismo ciudadano que superaría el 35 por ciento en las provincias y en la ciudad capital del departamento, según sondeos preliminares de la cadena de radio Fides y la red de televisión ATB. A lo largo del día, los reportes de televisión mostraron recintos electorales casi vacíos.

ATB informó que en el padrón electoral de Santa Cruz están inscritas 933 mil personas, de las cuales votaron 569 mil. Se habrían abstenido de participar en la consulta 364 mil personas, es decir el 39%.
Radio Fides difundió un conteo parcial de 168 mesas escrutadas en la ciudad de Santa Cruz, el 12 por ciento del total de mesas que suman más de 5 mil en todo el departamento. Un número significativo de mesas no funcionaron.

El cardenal Julio Terrazas, representante máximo de la Iglesia Católica en Bolivia, participó en la consulta de Santa Cruz, apoyando de esta manera un acto anticonstitucional e ilegal.

Mitad de S. Cruz contra separatismo

Fracasó rotundamente la consulta ilegal y anticonstitucional para aprobar el estatuto autonómico de Santa Cruz, aseveró el Presidente Evo Morales, ya que se evidenció que al menos la mitad de los ciudadanos cruceños no apoya el modelo autonómico impulsado por algunas familias. Las dirigencias políticas y empresariales del departamento aseguran que más del 80 por ciento los votantes aprobó su estatuto.

Los datos que ofrecen algunos medios de comunicación, muchos de los cuales comparten y apoyan la consulta ilegal, deberían preocupar a quienes apostaron por una consulta ilegal, comentó Morales, ya que si suma el porcentaje de abstención más los votos por el no y los votos nulos se concluye que por lo menos 50% de los cruceños no apoya la autonomía de los empresarios.

“Si quisiéramos decir la verdad, estoy seguro que es mucho más (…) Que más habrá detrás de los datos de los medios de comunicación (…) Que bueno sería que las autoridades y dirigentes digan la verdad”, enfatizó el Mandatario.

Fueron multitudinarias movilizaciones de este domingo en El Alto, La Paz y Cochabamba “contra el estatuto de los terratenientes cruceños”. En Cochabamba pidieron la renuncia del prefecto Manfred Reyes Villa y en El Alto apedrearon el canal de televisión del prefecto José Luis Paredes, ambos aliados de los autonomistas cruceños.

El Presidente dijo que el pueblo no se moviliza con prebendas ni recursos económicos. “Por eso mi admiración por esas movilizaciones espontáneas en defensa de la legalidad y por la igualdad entre los bolivianos”.

www.bolpress.com

domingo 4 de mayo de 2008

Bolivia:Enlace-internet con Radios comunitarias

Para informarse en linea directa con las radios comunitarias bolivianas, unidas en un esfuerzo mancomunado para cubrir todo el territorio y los desenlaces de la operación separatista de Santa Cruz y las respuesta que estan dando los movimientos sociales.

Esta es la conexion en internet:

http://radios.imd.com.bo:7791/listen.pls