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lunes, 3 de febrero de 2020

AMERICA LATINA - CRONISTORIA GRAFICA delle RIBELLIONI ANTILIBERISTE

América contra el neoliberalismo    Dall'ottobre 2019 e' esplosa la fase offensiva, che e' diventata visibile anche in altri paesi, ed ha messo in luce il ritorno dell'iniziativa di movimenti sociali dispiegati. Formano ua rete composita e complementare, con almeno due denominatori comuni: la critica pratica del FMI e il neoliberismo al cloroformio + il contrasto aperto alla proclamata ri-colonizzazione con annessa l'antidiluviana "dottrina Monroe", con la forza. Cosi' dice ed urla l'attuale inquilino della Casa Bianca. Il ritorno della lotta dei movimenti sociali, completa il trionfo  in due paesi determinanti come il Messico e Argentina,con i voti. Con elezioni che non hanno potuto evitare o anticipare con manovre di palazzo o mene "sovversive", partorite ai vertici di istituzione infiltrate dalle oligarchie finanziarie. L'intresecato potere mediatico, giudiziario e poliziesco non hanno funzionato nel paralizzare la volonta' elettorale degli argentini e messicani.
Ne da' conto questo servizio di infografica approntato da Utopix.cc, una comunita' della comunicazione di base che si propone di andare oltre e sconfinare nei territori dell'agonismo anti-egemonico. 

sábado, 2 de noviembre de 2019

Intervista a Raúl Zibechi sulle RIBELLIONI POPOLARI IN CILE, ECUADOR e HAITI ecc.


Gloria Muñoz Ramírez Delle attuali rivolte latinoamericane, del ruolo dei popoli indigeni, i giovani e le donne, del ruolo degli Stati Uniti, delle elezioni in Bolivia e in Argentina, della congiuntura in Messico, dell’ultradestra e di quello che continua per coloro che cercano un mondo più degno, parla in un’intervista Raúl Zibechi, giornalista e scrittore uruguayano, conoscitore, camminatore e accompagnatore di diverse lotte dell’America Latina.

lunes, 4 de junio de 2018

COLOMBIA ENTRA nella NATO, PERICOLO PER l'AMERICA LATINA



SUDAMERICA-CARAIBI NON E' PIU' ZONA DI PACE DE-NUCLEARIZZATA  Il Foro di Comunicazioni per l’Integrazione della Nostra-America dichiara che:
L’annunciato ingresso della Colombia nella NATO minaccia la pace in America Latina. Provoca una rottura con la Dichiarazione dell’America Latina e del Caribe come zona di pace e con i progressi che ha significato per la regione la creazione del Consiglio di Difesa dell’UNASUR. Rende possibile l’intervento  della NATO sulle frontiere colombiane di Venezuela, Brasile, Ecuador e Panama e

sábado, 21 de abril de 2018

Trump esige a 15 Paesi: Zero medicinali e zero alimenti al Venezuela - Maduro deve cadere


..tra cui l'Italia - Obiettivo: fomentare violenze e sommosse prima di fine maggio

Trump ha chiamato all'appello 15 Paesi ed ha ingiunto una linea d'azione: proibito commerciare medicinali e prodotti alimentari con il Venezuela. La parola d'ordine é: agire immediatamente, senza pretesti e dilazioni perché il "dittatore" Maduro deve cadere prima di fine maggio. La Casa Bianca ha riunito i rappresentanti dell'Argentina, Brasile, Canadá, Francia, Germania, Italia, Guatemala, Giappone, Messico, Panama, Paraguay, Perú e Regno Unito per esigere azioni concrete, e per bloccare qualsiasi

martes, 20 de febrero de 2018

Por qué Venezuela está así


1829: Simón Bolívar decreta la propiedad nacional sobre las minas de cualquier clase

Antonio Gershenson  Lo que sucede hoy en Venezuela no ocurre ni por casualidad, ni por la decisión de alguien de otra nación. Es el resultado de toda una historia, que podrá ser ignorada por gobernantes de un país u otros, incluso del nuestro, pero es conveniente que quien lea esto lo tome en cuenta. La independencia de Venezuela, el 19 de abril de 1810, se

martes, 13 de febrero de 2018

L’aggressione al Venezuela. E’ imminente l’invasione militare dalla Colombia?

Eleazar Díaz Rangel (*) Ùltimas noticias Mai prima d’ora il pericolo di un’aggressione militare al Venezuela è stato così vicino; una possibilità reale della politica attuale di Washington, anche se ricordiamo altre epoche di tensioni, avvertimenti e sanzioni contro l’economia del paese, a partire dal maggio 2001 quando, poco dopo l’arrivo di Hugo Chávez al governo, un funzionario dell’intelligence militare scoprì il Plan

viernes, 29 de septiembre de 2017

INTERVISTA a F. W. ENGDAHL: L’impero statunitense, la CIA e le ONG

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Paolo di Remigio apelloalpopolo - La CIA ingaggiò la Fratellanza Musulmana per combattere in Afghanistan una guerra per procura contro l’Unione Sovietica, che portò al ritiro dei Sovietici dall’Hindu Kush. Da allora la CIA ha utilizzato mercenari per combattere più guerre per procura nei Balcani, in Cecenia e in Azerbaigian. Per le guerre di aggressione all’Iraq, alla Libia, alla Siria e allo Yemen, gli Stati Uniti e i loro Stati vassalli hanno generato

lunes, 4 de julio de 2016

Venezuela: "Tenemos claro que la guerra es mediática, pero a veces fallamos"

Entrevista con Roy Chaderton, ex canciller, ex embajador de Venezuela ante la Organización de Estados Americanos y diplomático de larga trayectoria

-Aunque la palabra “objetividad” está muy desprestigiada, quisiera pedirle un balance objetivo de lo que se logró y lo que no se logró en el escenario de la Organización de Estados Americanos. La

lunes, 11 de abril de 2016

"Panama Papers": Una coproduzione di Soros-Dipartimento di Stato - Soggetti e interpreti


 ICIJ supporters
"Panama Papers", una coproduzione tra il Dipartimento di Stato USA e George Soros, ovvero tra la fondazione Open Society e USAID. Il Centro per l’Integrità Pubblica (CFPI), autrice dello scoop sostiene di essere un’organizzazione senza scopo di lucro -più o meno come una ONG- però non dichiara chi sono i suoi finanziatori-mecenati, sui quali stende un velo di silenzio. Come dice il proverbio, dimmi chi ti paga e so per chi lavori. I finanziatori del CFPI sono il Fondo per la Democrazia, il Fondo dei fratelli Rockefeller, il Fondo

martes, 28 de abril de 2015

USA: Inguaribile complesso di superioritá

Vertice delle Americhe: Obama se ne va, dice che non ama la storia né le ideologie

Tito Pulsinelli Gli USA hanno sbattuto contro la realtá nel VII Vertice  delle Americhe di Panama. La loro influenza sul continente é diminuita a vista d'occhio. Obama non ha resistito alle arringhe degli ex vassalli che a muso duro -Venezuela, Bolivia, Argentina, Ecuador, Bolivia e Nicaragua- hanno parlato con chiarezza. Siamo liberi di stringere relazioni con chi ci pare e piace; commerceremo con chiunque se ci é conveniente; avremo vincoli finanziari con chi offre condizioni piú vantaggiose del FMI e BM, e se non impongono

domingo, 4 de mayo de 2014

Banco Mundial: Uruguay y Venezuela, naciones con mayor ingreso real en América Latina

El ingreso real por habitante subió en Uruguay a 17 mil 343 dólares; el de Venezuela se ubicó en 16 mil 965 dólares
Roberto González Amador Uruguay y Venezuela, dos países cuyos gobiernos emprendieron en la última década políticas económicas alternativas a las que imperaron en América Latina después de la crisis de la deuda de los años 80, se colocaron como las naciones con el mayor ingreso real por habitante en la región, revelaron los resultados de un programa de comparación estadística internacional del Banco Mundial.
Ambas naciones superaron a México, la segunda economía en tamaño de la región, que se ubicó en el tercer sitio de América Latina en cuanto al producto interno bruto (PIB) por habitante, medido en términos de paridad de poder de compra, 
 vea:
Banque Mondiale : le Venezuela et l’Uruguay ont le plus haut pouvoir d’achat d’Amérique Latine

miércoles, 26 de marzo de 2014

Venezuela: Eletta ambasciatrice del Panama, perde l'immunità parlamentare

 
L'incredibile storia di una leader golpista assuefatta alla pubblicità
La fazione golpista più radicale ha perso un altro pezzo pregiato. Maria Corina Machado non è più deputata del parlamento poichè svolge la mansione di "ambasciatrice alterna" del Panama. I suoi sponsors del Dipartimento di Stato degli USA, per rilanciare internazionalmente sul terreno mediatico il golpismo e rafforzare il profilo della Machado, aveva ingiunto al Panama di nominarla "ambasciatrice" presso l'organizzazione panamericana (OEA). Con questo sotterfugio speravano che potesse parlare da una tribuna internazionale per implorare sanzioni

miércoles, 19 de marzo de 2014

GUATEMALA: ROMPER RELACIONES DIPLOMATICAS con TAIWAN

Taiwàn soborna a varios  presidentes de la región centroamericana

Miguel Ángel Sandoval Sin duda es un hecho que merece análisis serio, con fondo. Por la información que proporcionan diversos  medios, el ex presidente guatemalteco Alfonso Portillo, habría negociado su declaración de culpabilidad en un juzgado de EEUU  a cambio de su libertad en unos meses y pronto lo tendríamos entre nosotros. Golpeado por los años de prisión, por el denostamiento y la responsabilidad asumida en su declaración ante el juez. Esa es apenas la parte mediática de la historia.

sábado, 8 de marzo de 2014

Continente Americano difende il Venezuela (tranne USA, Canada e Panama)

 L'Organizzazione degli  Stati Americani (OSA) ha votato una dichiarazione di solidarietà con il governo del Venezuela nella difesa della legalità democratica, appoggiando il Dialogo per la Pace promosso dal presidente Maduro. Tutti i Paesi del continente americano, ad eccezione degli USA, Panama y Canada, hanno condannato le minoranze che si sono rese protagoniste di gravi azioni vandaliche.

jueves, 6 de marzo de 2014

VENEZUELA ROMPE RELAZIONI CON PANAMA

ROTTE LE RELAZIONI COMMERCIALI E DIPLOMATICHE
Il governo di Caracas ha richiamato il proprio ambasciatore dal Panama ed ha interrotto le relazioni diplomatiche. Il presidente Maduro ha reso nota la decisione alla presenza dei capi di Stato della Bolivia, Cuba, Nicaragua, Surinam, Giamaica, del vice-presidente dell'Argentina, del ministro degli esteri dell'Ecuador, e degli ambasciatori di numerosi paesi.

jueves, 27 de febrero de 2014

¡Qué fallo! Respuesta de Silvio Rodriguez a Rubén Blades.

RUBEN BLADE BIEN OLVIDADIZO, 
Una cosa es cantar y otra vivir lo que se canta

 G. Rodríguez Rivera,Las verdaderas revoluciones son siempre difíciles. Che Guevara sabía algo de eso y decía que, en las verdaderas, se vence o se muere, porque una revolución no es una tranquila, pacífica obra de beneficencia, como cuando las encopetadas damas de la alta sociedad salen a hacerle


martes, 13 de julio de 2010

Panama: El Espejo de Noriega

Arranca formalmente la Huelga Nacional
Cuatro muertos, más de cien heridos y decenas de detenidos es el saldo de los enfrentamientos el pasado 8 de julio, entre trabajadores bananeros y la policía antimotines en la provincia de Bocas del Toro en la región occidental de Panamá.

Lo que vivimos hoy día en Panamá sólo puede ser comparado con lo sucedido en los aciagos días de la dictadura militar, en especial los que siguieron inmediatamente aquel 11 de octubre de 1968.

En aquella ocasión, a punta de pistola y bayoneta, sin mediar orden o causa judicial alguna, reconocidos patriotas y revolucionarios fueron arrestados, arrebatados de sus hogares, en medio del llanto y del dolor de sus seres queridos. La gran mayoría de ellos nunca volvieron.

Hoy, víspera de las grandes movilizaciones, de la convocatoria a la huelga nacional y en medio de la brutal represión contra el pueblo bocatoreño con su desgarrador saldo de muertos, heridos, desaparecidos y detenidos, las hordas asesinas de Ricardo Martinelli han arremetido contra la dirigencia sindical honesta y combativa, allanando sus hogares, produciendo arrestos y obligando a la clandestinidad a algunos de ellos como es el caso de los compañeros del SUNTRACS y FRENADESO, Genaro López y Saúl Méndez. La verdadera intención de Martinelli contra estos luchadores sociales es recluirlos en los centros penitenciarios de La Joya y La Joyita para que allí sean asesinados por delincuentes comunes al servicio de los organismos de seguridad de Estado, responsabilizar al bajo mundo de estos crìmenes e incluirlos en la lista de los tantos que acontecen en nuestro país, para así enmascarar la responsabilidad del Gobierno, tal como aconteció con el asesinato del abogado Javier Justiniani.

No sería de extrañar actuaciones de este tipo en un Gobierno donde algunos funcionarios, incluido el propio Presidente, han sido vinculados con la mafia internacional del narcotráfico y del tráfico de armas.

A los arrestados, Jaime Caballero, Ronaldo Ortiz y Alexis Garibaldi no se les permitió conocer las causas de su detención ni los cargos que se les imputa; no se les ha permitido ser asistidos por sus abogados, se han violado el debido proceso y las garantías fundamentales.

En su cacería sin precedentes, arrestaron a casi 300 personas tras concluir el Encuentro Nacional de Dirigentes del pasado sábado 10 de julio. Al Hotel Soloy, lugar donde se celebró el evento, la Policía entró a revisar oficinas y habitaciones sin contar con orden de allanamiento alguna.

Ante turistas aterrorizados pretendieron llevarse presos a dirigentes populares y hasta a ciudadanos que ni siquiera habían participado del Encuentro.

Tuvo que contarse con la presencia de representantes de la Igesia Católica, organismos de derechos humanos y abogados para impedir las injustas detenciones y lograr la liberación de los 300 presos.

Fue un 10 de julio, como el 10 de julio de 1987, el tristemente célebre Viernes Negro de Noriega.

Sin embargo, en horas de la noche y el domingo continuaron los allanamientos y los arrestos selectivos de dirigentes del SUNTRACS y FRENADESO.

La Policía considera que si Martinelli mediante la Ley 30 les dio impunidad y licencia para matar a ciudadanos, entonces porqué no realizar allanamientos y arrestos sin mediar orden judicial alguna.

Pero se supone que las garantías fundamentales están vigentes y afortunadamente hay ciudadanos, panameños decentes y honestos, panameños humildes pero dignos: obreros, campesinos, indígenas, estudiantes, educadores, jóvenes, artistas, mujeres, ambientalistas, defensores de los derechos humanos, pobladores, desempleados y profesionales, que lucharemos por hacerlas valer, como haremos valer nuestro derecho a desarrollar todas las acciones que estén a nuestro alcance para derogar leyes tan salvajes, inconsultas y atroces como son la Ley 30 (Ley Chorizo) y la Ley Carcelazo.

Martinelli no ha aprendido de las lecciones de la historia. El sigue creyendo que es el dueño de esta franja de territorio y que los panameños somos sus mansas ovejas.

Es hora que despierte de ese sueño, de esas alucinaciones y comience a mirarse en el espejo de Noriega.

martes, 10 de noviembre de 2009

Panama concede 4 basi militari agli USA

Omar Torrijos

Procede senza sosta la controffensiva del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti in America latina.

Antonio Mazzeo
Dopo aver firmato un accordo con il governo colombiano per l’utilizzo di sette basi aeree, Washington ha ottenuto dalle autorità panamensi l’autorizzazione a reinstallare proprie unità militari in quattro stazioni navali di fondamentale importanza per il controllo del Canale di Panama e dei Caraibi.

Lo ha denunciato il diplomatico Julio Yao, presidente del Servicio de Paz y Justicia, durante il discorso ufficiale pronunciato il 3 novembre scorso in occasione dell’annuale festa di commemorazione del “padre dell’indipendenza” panamense, Manuel Amador Guerrero. Alla presenza del presidente Ricardo Martinelli e delle maggiori autorità civili e militari del paese, Julio Yao ha lanciato parole durissime nei confronti del governo, stigmatizzando la decisione che “viola apertamente la sovranità nazionale”.

Le basi aereonavali e della polizia panamensi messe segretamente a disposizione degli Stati Uniti per lanciare possibili operazioni in tutta la regione – ha dichiarato il diplomatico – accentuano la militarizzazione di un ampio spazio territoriale e sono una franca cospirazione contro la pacifica convivenza tra i popoli e la soluzione pacifica dei conflitti”.

La cessione di infrastrutture militari alle forze armate USA era trapelata già a fine settembre, dopo la visita a Panama della Segretaria di Stato, Hillary Clinton. Allora, il ministro alla Giustizia, Jose Raúl Mulino, aveva però ammesso solo la firma di un accordo di cooperazione bilaterale per rafforzare la presenza delle forze di sicurezza panamensi in due basi navali, a Bahía de Piña nella provincia del Darién, al confine con la Colombia, e a Punta Coca (Veraguas), nella parte sud-occidentale del paese.

“Si tratterà esclusivamente di stazioni interforze panamensi, a disposizione dei Servizi di Frontiera e Aeronavali e della Polizia Nazionale, per rispondere all’esigenza di maggiori controlli delle coste panamensi contro il traffico di stupefacenti”, dichiarava il rappresentante dell’esecutivo. Un mese dopo le basi militari sono divenute quattro e il loro uso è stato concesso alle forze armate statunitensi.

“Si sono pure moltiplicate le finalità di queste installazioni militari”, commenta Marco Gandásegui, docente dell’Università di Panama e ricercatore del Centro di Studi Latinoamericani (CELA) “Justo Arosemena”. “Accanto alla “lotta al traffico di droga”, compare il riferimento all’obiettivo di “frenare il traffico di persone illegali” e il “terrorismo”, eufemismo che i funzionari nordamericani possono interpretare come vogliono”.

Oltre alle due basi navali di Bahía de Piña e Punta Coca, le forze armate USA potranno contare sull’utilizzo di un’infrastruttura aeronavale che sorge nell’isola di Chapera, nell’arcipelago de “Las Perlas”, e della base di Rambala, nella provincia di Bocas del Toro.

Con l’accordo sottoscritto con il governo panamense, le forze armate statunitensi tornano ad assumere il controllo di Panama, dieci anni dopo aver abbandonato le 14 basi e stazioni radar che detenevano nel paese da tempo immemorabile.

L’articolo V del Trattato di Neutralità firmato nel 1977 dagli allora presidenti Omar Torrijos (Panama) e Jimmy Carter (USA) aveva stabilito che Panama avrebbe riacquisito il pieno controllo del Canale a partire dell’1 gennaio 2000 e che solo le autorità di questo paese avrebbero potuto mantenere forze e installazioni militari di difesa all’interno del territorio nazionale.

Nel 2002, però, un accordo tra il governo di Panama e l’ambasciatore James Becker, aveva disposto che i porti e gli aeroporti del paese centroamericano potessero essere utilizzati dalle forze armate statunitensi per esercitazioni militari o trasferimenti transitori di truppe e armamenti.

“Un accordo senza alcun fondamento costituzionale che consente pure agli Stati Uniti d’America d’invitare paesi terzi a fare ingresso nel nostro territorio con il proposito di cooperare nella guerra contro il terrorismo, il narcotraffico e altri delitti internazionali”, spiega il diplomatico Julio Yao. “Secondo questo accordo, Panama è pure costretta a non poter esercitare alcuna giurisdizione sui funzionari civili e militari USA accusati di crimini di guerra, né può sottometterli a giudizio del Tribunale Penale Internazionale”.

Nell’ultimo triennio, la presenza di unità navali USA si è fatta sempre più frequente nelle acque territoriali e nei porti panamensi, in particolare quello di Vasco Nuñez de Balboa, all’interno del Canale, confinante con una (ex) stazione di trasmissione dell’US Navy utilizzata per le comunicazioni con i sottomarini in transito negli oceani.

Panama, in particolare, è sede fissa delle operazioni della IV Flotta USA e della “Southern Partnership Station”, la missione navale attivata periodicamente nei Carabi e in America latina dall’US Southern Command (il Comando Sud delle forze armate USA) con finalità di addestramento e cooperazione militare per la “sicurezza di teatro” e l’interdizione del narcotraffico e delle migrazioni.

Dall’11 al 22 settembre scorso, il Canale di Panama ha ospitato una delle più grandi esercitazioni aeree e navali mai realizzate a livello internazionale, Panamax 2009, a cui hanno partecipato 4,500 militari, 30 navi da guerra e decine di cacciabombardieri di 20 nazioni straniere. “Con l’esercitazione sono state sperimentate tutta una serie di risposte alla richiesta di protezione e assicurazione della libertà di transito attraverso il Canale”, si legge in una nota diffusa dall’US Southern Command, che ha pure enfatizzato l’importanza strategica di questo corridoio interoceanico per l’economia e il commercio USA e mondiale.

Gli Stati Uniti rappresentano oggi il maggior partner economico di Panama; si tratta però di un rapporto fortemente sbilanciato a favore di Washington. Nel 2008 il surplus degli scambi con il paese centroamericano è stato infatti di 4,3 miliardi di dollari, l’ottavo in ordine di grandezza a livello mondiale degli Stati Uniti. La concessione delle quattro basi panamensi alle forze armate USA viene considerata proprio in funzione del rafforzamento del controllo economico di Washington sul paese e sul Canale.

Parallelamente al nuovo patto militare, la nuova amministrazione Obama e il governo di Panama hanno concluso un importante accordo di libero commercio (Free Trade agreement – FTA). “Il nuovo trattato di libero commercio incoraggerà l’espansione e la diversificazione del commercio USA con Panama eliminando le barriere doganali e facilitando la movimentazione di beni e servizi a favore delle imprese statunitensi”, ha commentato James M. Roberts, ricercatore in “Libertà economiche e Sviluppo” del Centro per il Commercio Internazionale della ultraconservatrice Heritage Foundation.

“L’FTA USA-Panama offrirà un insieme di regole chiare e vincolanti che favoriranno stabilità e prevedibilità. Le regole dell’accordo di libero commercio per servizi, attività, investimenti, commesse governative, diritti di proprietà intellettuale e risoluzione di dispute saranno maggiori di quelle previste dagli standard dell’Organizzazione per il Commercio Mondiale. L’FTA garantisce un trattamento non discriminatorio per i capitali stranieri e legittima la preparazione di ulteriori trasferimenti di tecnologie e migliori pratiche tra i paesi partner”.

Sempre secondo il ricercatore dell’Heritage Foundation, il nuovo accordo di libero commercio dovrebbe permettere alle imprese USA di recuperare lo “svantaggio competitivo” nella gestione del traffico attraverso il Canale, dopo che “la società cinese con sede a Hong Kong, Hutchison Whampoa, Ltd., ha firmato accordi di affitto a lungo termine con il governo panamense per operare nei porti commerciali strategici di Cristobal sull’Atlantico e Balboa sul Pacifico”. Washington punta inoltre a spostare a proprio favore l’esito negativo della gara per i lavori di ampliamento del Canale di Panama (costo stimato 5,25 miliardi di dollari), gara appena aggiudicata ad un consorzio europeo che vede capofila l’italiana Impregilo.

“Assicurato l’FTA, le compagnie USA potrebbero posizionarsi meglio per i lucrativi appalti di costruzione”, scrive ancora James M. Roberts. “La maggior parte delle attrezzature che saranno utilizzate per costruire il nuovo sistema di chiuse, ad esempio, potrebbero essere prodotte negli Stati Uniti”.

Immancabili, infine, le considerazioni di ordine geo-strategico, finalizzate all’isolamento e alla sconfitta dei nuovi “nemici” di Washington negli scenari latinoamericani. “L’accordo di libero commercio con Panama – conclude il ricercatore – aiuterà a contrarrestare la crescente corrente rappresentata dal Chavismo che ha fortemente circondato la Colombia e provocato l’odierna crisi in Honduras, e che minaccia di minare gli interessi emisferici USA”.

lunes, 29 de junio de 2009

Honduras: Paro general, fogadas y barricadas alrededor de Casa Presidencial


Este lunes, pese al toque de queda de 48 horas decretado por el usurpador "Goriletti" Micheletti, se desarrolla el paro convocado por diversos sectores sociales del país. Los manifestantes han hecho una vigilia por toda la noche. El grupo -cada vez mayor- intenta dialogar con los militares que se encuentran en las afueras de la Casa Presidencial, armados y apuntando hacia ellos al decirles que no traicionen a su patria.

Los militares se mantienen armados en los tanques frente a un pueblo que lucha. Esto, mientras se acata un paro general en Honduras convocado por diversos sectores sociales.

Se mantiene una fogata activa a unos 500 metros del palacio de gobierno, en tanto jóvenes del Partido Unificación Democrática y de otras organizaciones opuestas al golpe levantaron barricadas en los principales accesos al área de las protestas.

"Queremos a Mel", "No al golpe de Estado", son algunas de las frases que brotan de los parlantes y llegan hasta la casa de gobierno.
Ayer, organizaciones políticas y sociales crearon el Frente de Resistencia Popular, el cual convocó a la ciudadanía a un paro cívico, en el cual participarán desde este lunes centrales sindicales, organizaciones campesinas y estudiantiles.

La Central Obrera de Bolivia (COB) se reunirá este lunes en La Paz para organizar movilizaciones en diversas ciudades del país.

Panamá se adhiere a las manifestaciones en contra al golpe de Estado, y programó actividades en solidaridad al país, que se ejecutarán en la capital. El Partido Alternativa Popular (PAP) y la Unión de Lucha Integral del Pueblo (ULIP) realizarán este lunes una concentración frente a la embajada de Honduras en favor de la restitución de la democracia en ese país.

Asimismo, el Frente Nacional por la Defensa de los Derechos Económicos y Sociales (FRENADESO) adelantará una medida de protesta en Plaza Catedral, además de anunciar otras acciones de solidaridad. FRENADESO sostiene que las personas que apoyan el golpe militar no le perdonan a Zelaya ser parte de la Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra Américas (ALBA), así como haberle dado la oportunidad al pueblo de ser protagonista de su propia historia.

Desde el gobierno de Panama, un reporte de la Secretaría de Comunicación del Estado reflejó el rechazo a la acción contra Zelaya y recordó que el golpe militar en Honduras pone a prueba el sistema interamericano al cual pertenece Panama.

Martin Torrijos, exhortó a cumplir "con la inmediata reinstalación del presidente Zelaya en el pleno ejercicio de sus funciones, como condición básica para este fin".





martes, 23 de junio de 2009

Panama: CIDH ordena suspensión de planta hidroelèctrica

La Comisión Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) solicitó al gobierno de Panamá suspender la construcción de una hidroeléctrica perteneciente a la empresa estadunidense AES.
La CIDH pidió al gobierno “adoptar medidas cautelares para evitar daños irreparables al derecho de la propiedad y la seguridad de los indígena Ngöbe-Buglé”, en la occidental provincia de Bocas del Toro.

Los pobladores indígenas denunciaron un desalojo ilegal de parte de la empresa norteamericana AES para iniciar la construcción de la obra. El organismo además precisó que las medidas cautelares a favor de los indígenas deben permanecer hasta que el sistema interamericano de derechos humanos adopte una decisión final sobre el caso.
Asimismo, el gobierno está en la obligación de presentar un informe explicativo en un plazo máximo de 20 días.
Diversas organizaciones ambientalistas y entidades internacionales emplazaron al gobierno a cumplir con las obligaciones que esta decisión conlleva.
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