miércoles, 28 de julio de 2010

“Il fatto quotidiano” e le banche (venezuelane e italiane)


Attilio Folliero
Chi sono Andrea Barolini e Matteo Cavallito, firmatari di un articolo, zeppo di falsità, sul quotidiano “Il Fatto”, diretto da Antonio Padellaro (1)?

Costoro ignorano il loro destino e sono ignari del destino dell’Italia. Forse vivono nella contrada dei balocchi addormentati nel bosco. Ogni tanto un sussulto, e vetrioleggiano qualcosa contro qualche altro Paese, di cui segnalano tare che affliggono in misura ben maggiore l’Italia. Miopia della pagliuzza più grande della trave o schizofrenia?

Questi due dovrebbero guadagnare attorno ai 1.500/2.000 euro al mese, non si sono ancora resi che l’Europa è malata, e patisce i mali di cui sono abituati ad accusare Paesi terzi da cui -ora- stanno uscendo. La coppia Barolini-Cavallito indulge nel torpore che deriva da un vecchio status, che ora sta scemando. Si sentono ricchi, credono di vivere ancora in un Paese del G7, con un diffuso welfare, full assistenza sociale e sanitaria garantita, col diritto di andare in pensione a 60 anni. Credono che le loro mogli andranno in pensione a 55 anni; per i loro figli sognano il diritto di formarsi e di studiare gratuitamente fino all’università ed oltre.

Vivono nel presente? Sti due ed il loro direttore ricordano quei patrizi romani, che mentre Roma era invasa da ondate di “barbari”, non si avvedevano di nulla e continuavano a trastullarsi con i gladiatori, i circenses ed altre bizzarre credenze. Poi ebbero un duro risveglio.

Sti due, si sveglieranno il giorno del loro sessantesimo compleanno e scopriranno che non c’è più nessuna pensione, perchè fra due anni anche le donne andranno in pensione a 65 anni. Ogni triennio – a quanto pare – l’età pensionabile sarà dilatata di un anno. Andrea Barolini e Matteo Cavallito la pensione la vedranno con il binocolo, perchè fra 20/30 anni, l’età per andare in pensione sarà arrivata a 75/80.

E i loro figli? Sarà svanito ogni diritto allo studio, difficilmente potranno pagare le rette presso le università privatizzate. Così come sarà durissimo affrontare una malattia perchè la sanità, anch’essa in via di privatizzazione, sarà un lusso persino per i giornalisti.

Ma Barolini e Cavallito preferiscono preoccuparsi della triste sorte dei cittadini del Venezuela, dove le pensioni sono state equiparate al salario minimo e tre milioni di giovani -su una popolazione di 28- studiano nel ciclo universitario o superiore. Pubblicano sul “Il Fatto”, un articolo dal titolo: “Venezuela, il presidente Chavez verso il controllo statale del sistema bancario” (1). Sono mossi dallo sdegno per l’amaro destino di un mariuolo finito in galera, nonostante fosse banchiere, per aver truffato lo Stato e i cittadini. Nutrono una acida avversione per il controllo statale del sistema bancario perchè -loro- sono sempre a favore delle privatizzazioni. “A prescindere” direbbe Totò.

Zero intervento statale nell’economia, e poi lo stato deve lasciare liberi i banchieri di fare quel che gli pare e piace. Quando va male, naturalmente, lo Stato deve metter il proprio pecunio per salvarli. A costo zero per i truffatori, per dio!

Io preferisco che lo stato intervenga nell’economia e attui un ferreo controllo sul sistema bancario, possedendone una parte, esattamente come succedeva in Italia fino agli anni novanta. Ai fini pratici debbo dire a sti filo liberisti, ai firmatari dell’articolo ed al loro direttore, che vivendo in Venezuela mi trovo molto meglio ad avere il conto in una banca statale.

Da quando il governo venezuelano ha cominciato ad intervenire nel settore e controllare un pò le banche, la mia situazione finanziaria è migliorata. Infatti, prima, avevo un conto in una banca privata ed ero costretto a pagare fior di commissioni, perfino quando ritiravo il denaro col bancomat, presso la mia stessa banca!

Da quando lo stato venezuelano è diventato propietario del 40% delle banche, io ho aperto il conto presso il Banco del Tesoro, banco statale, dove non solo non pago commissioni per ritirare i miei soldi, ma non pago nessun tipo di commisisone e gli interessi passivi per i prestiti, sono più bassi di quelli delle banche prívate. A voi liberisti piace essere spennati dai banchieri, a me non piace e lo confesso ad alta voce.

Sappiate, signori Barolini, Cavallito e Padellaro che negli USA stanno introducendo una tassa dell’1% per il ritiro dei propri soldi attraverso il Bancomat (2). E se passa negli USA, state pur certi che sta legge arriverà in Italia. Era la stessa tassa che esisteva in Venezuela e che il governo di Chavez ha provveduto a sopprimere. A voi piace essere spennati, quindi continuate pure ad appoggiare le privatizzazioni ed i governi liberisti. Avete il diritto di fare l’apologia del neoliberismo, ma non potete pretendere che tutti siano masochisti e vi battino le mani. Quel che è inaccettabile è che sputate livore contro realtà sociali che disconoscete.

Nell’articolo apparso sul quotidiano di Padellaro, vogliono far passarse il propietario del Banco Federal, tale Nelson Mezerhane, per un povero angioletto indifeso e perseguitato dal regime scellerato a antiumano di Hugo Chávez.

Bastava ascoltare le dichiarazioni del presidente dell’Associazione Bancaria Venezuelana, ossia il banchiere Juan Carlos Escotet (3), presidente di Banesco Venezuela, per rendersi conto che razza di delinquente è il figuro di cui fate la difesa d’ufficio d'ordinanza. Escotet, ha elogiato l’operato del governo venezuelano e delle autorità statali, per aver attuato con fermezza e prontezza, eliminando una mela marcia.

Lei invece, signor Padellaro, ha difeso un malfattore come Mezerhane, propietario del Federal che -più che banca- era diventata una associazione a delinquere, specializzata nell’assalto all’erario. Il vostro difeso Mezerhane obbligó tutti i suoi dipendenti -migliaia di persone- a comprare presunti buoni statali, poi risultati falsi. I soldi incassati erano veri e se li è portati all’estero. E’ difendibile un simile truffatore? Bastava una semplice ricerca su Internet per conoscere queste magagne.

Tra l’altro, c’e’ da aggiungere che il “banchiere” latitante è indagato anche come mandante dell’omicidio del giudice Danilo Anderson, fatto saltare in aria, come i giudici italiani Falcone e Borsellino.

Quel giudice assassinato era il PM delle indagini sul colpo di stato che ci fu in Venezuela nell’aprile del 2002, e stava indagando sui legami tra media e golpe. Gli esecutori materiali di questo delitto sono in carcere, mentre come mandanti i giudici segnalano il Mezeherane.

E che dire dell’altro latitante strenuamente difeso? Guillermo Zuloaga, socio del Mezerhane -come tale sarebbe un’altra “vittima della libertà d’espressione”- è un usuraio di vocazione e di professione. In un’intervista rilasciata davanti a centinaia di giornalisti e ripresa da tutti i media del mondo (sfuggita al Padellaro e ai due articolisti), candidamente confessa di essere uno speculatore: “Si, può essere vero che io sia uno speculatore, però grazie a questa mia attività creo posti di lavoro”(sic!) (4).

Zuloaga aveva il monopolio dell’importazione di auto e le immetteva sul mercato ad un prezzo tre/quattro/cinque volte il loro valore reale (reato punito anche dal codice penale italiano), ma addirittura chiedeva una tangente al povero compratore. Al malcapitato compratore imponeva una estorsione aggiuntiva: pagare un’auto per esempio del valore di 10.000 euro, ben 50.000 euro. I Zuloaga, padre e figlio, facevano credere che non c’erano auto nel mercato e per poterne avere una dovevano sborsare una certa quota extra, ossia una tangente. (5).

La liquidazione del banco Federal è intervenuta a tutela dei risparmiatori; lo Stato ha restituito ai risparmiatori che avevano fino a 30.000 bolivares, l’intero ammontare del deposito; quindi il 95% dei risparmiatori non hanno perso nulla. Lo stato è dunque prontamente intervenuto a tutelare il risparmio coi soldi pubblici e -come dice la legge- ha congelato i beni del banchiere-mariuolo: immobili, auto di lusso, barche, aerei sono finiti sotto sequestro e si venderanno per pagare i debiti accumulati.

Tra i beni del Mezerhane vi è un pacchetto azionario minoritario della società proprietaria della TV Globovision. Ben presto metà di questa TV passerà nelle mani dello stato e sicuramente lei ed il suo giornale, dall’alto dell’ignoranza dei fatti venezuelani, si affretterà a scrivere che lo Stato ha fatto fuori una Tv di opposizone. Verba volant, scripta manent.

Nessuna “persecuzione”, ma una politica tendente a proteggere il mercato finanziario nazionale, cercando di spezzare la pericolosa distorsione dei monopoli, in primo luogo quelli appartenenti a gruppi stranieri. L’anno scorso lo Stato ha nazionalizzato l’importante Banco Venezuela, appartenente all’iberico Gruppo Santander. Non si è trattato di confisca o espropriazione a costo zero. Lo Stato ha usato la sua liquidità per indennizzare e controllare il 40% del circuito bancario.

In tutti gli altri casi, a fronte di situazioni abnormi e illegali, gli organi competetenti sono intervenuti in difesa dei risparmiatori e degli interessi nazionali, e le proprietà di questi banchieri sono entrate a far parte del patrimonio pubblico come rivalsa per il pagamento dei debiti lasciati. Poi le ha accorpate, creando un nuovo banco denominato “Banco Bicentenaio”.

Ognuno difende quel che ama, nel vostro caso vi spendete per questa tipologia di “banchieri”. Non domi, con sprezzo del ridicolo, v’azzardate a insinuare che il Venezuela è la nazione a maggior rischio di fallimento del mondo (doppio-sic).

Il Venezuela galleggia letteralmente sulla maggior riserva mondiale di petrolio ed è il quarto detentore di gas. I titoli e bond venezuelani sono inoltre garantiti con miniere d’oro, alluminio, coltran, ecc.

Pochi mesi fa l’ENI ha firmato in Venezuela un accordo ed investirà 7 miliardi. I due scrivani de “Il fatto” praticamente dicono che i dirigenti del più importante gruppo capitalistico italiano sono dei fresconi e buttan via ben 7 miliardi in un Paese sull’orlo del baratro. Gli imbecilli, però, non sono i dirigenti della parastatale ma quelli che dirigono questa gazzetta sbarazzina. L’ENI non è stata privatizzata al 100%, e lo Stato italiano è ancora propietario di una parte consistente dell’Ente Nazionale Idrocarburi. Stanno buttando denaro pubblico o “Il fatto” ha già buttato via la sua credibilità?

L’ENI è in buona compagnia visto che è andata ad investire nella regione dell’Orinoco assieme alla Russia, Cina, Stati Uniti, Spagna, Giappone, Portogallo, Iran, Brasile, India ecc.. Sono tutti “sprovveduti” che investiranno -nel giro di pochi anni- qualcosa come 100 miliardi di dollari? Inoltre, il governo di Caracas non ha debiti, vanta forti riserve monetarie, ha messo alla porta il FMI da tempo e condivide sostanziosi “fondi sovrani” binazionali con la Cina, Russia e Iran.

Parliamo di Borse. Quella italiana, da ottobre del 2007 allo scorso giugno ha perso il 53,0%; nel 2008 ha perso il 49.5%, nel 2009 ha guadagnato il 19,5% e nel 2010, a metà anno, sta perdendo il 16,9%. La borsa del Venezuela nello stesso periodo sta guadagnando il 69,4%. Nel 2008 ha perso il 7,9%. Nel 2009 la borsa venezuelana ha guadagnato il 57,7%, Nel 2010, alla fine del primo semestre, sta guadagnando il 18.3% (9).

Dunque, nello stesso periodo, quella venezuelana è aumentata del 69.4% -quarta miglior borsa in assoluto al mondo- quella italiana ha perso il 53%! Chi starebbe tracollando, please? Per evitare di diffondere corbellerie o disinformazione economica, sarebbe opportuno documentarsi meglio. E’ d’uopo evitare di ignorare che il Venezuela ha al suo attivo la prima riserva mondiale certificata di petrolio estraibile, qualcosa come l’equivalente di circa 10 volte il PIL mondiale di un anno, vale a dire il PIL del pianeta terra di un decennio.

1) L’articolo è leggibile al seguente url: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/03/venezuela-il-presidente-chavez-e-la-sua-guerra-alle-banche/

2) La notizia del disegno di legge, tendente a tassare negli USA il prelievo del soldi al Bancomat è leggibile a questo Url: http://www.redstate.com/erick/2010/07/08/democrats-want-to-tax-your-atm-withdrawals/

3) Leggasi le dichiarazioni di Juan Carlos Escotet, Url:http://www.enfoques365.net/N13164-consejo-bancario-y-asociacin-bancaria-de-venezuela-ratificaron-solidez-de-la-banca.html;

4) Vedasi la dichiarazione di Zuloaga, alla fine di questo filmato pubblicato in You Tube, url: http://www.youtube.com/watch?v=I-Z3Vm1MI4E. In questo video Zulouga dopo essersi dichiarato a favore del golpe in Honduras, parla delle accuse contro di lui da parte della magistratura ed appunto dichiara che può anche essere vero che sia uno speculatore, però lo fa al fine di creare posti di lavoro.

5) Per approfondire il tema dei reati commessi da Zuloaga e famiglia consiglio il video all’url: http://www.youtube.com/watch_popup?v=G9xjplbe0Q4&vq=medium#t=504

9 comentarios:

Anónimo dijo...

Se io fossi il proprietario di un un giornale, il cui direttore mi fa perdere lettori/clienti pubblicando articoli pieni di menzogne come quello pubblicato da Padellaro, io lo caccerei, lo licenzierei immediatamente. Non pago un direttore per farmi perdere i clienti. E' gia' successo a Liberazione di Sansonetti/Nocioni che a forza di scrivere cavolate contro il socialismo, contro chavez, contro il venezuela, contro cuba si è ritrovato senza lettori. Evidentemente Padellaro vuol far fare la stessa fine al suo giornale. Ad padellaro, ma ti rendi conto che hai difeso l'indagato per l'assassinio del giudice Amdreson, il Falcone o il Borsellino venezuelano? Ma ti rendi conto? Dimettiti! Fai fai piu' bella figura. Sandro

Anónimo dijo...

Mamma mia ma ce l'hai almeno la terza media ?

Anónimo dijo...

Chavez statalizza le banche?

MAGARI lo facessimo anche in Italia!

Forza Hugo!

Anónimo dijo...

Articolo stupendo! Faccio i compliemnti all'autore, Attilio Folliero, ed a Selvas che l'ha pubblicato! Purtoppo la stampa italiana è tutta schierata con il grande capitale (ne sono i padroni!) e gli italiani (tutti) ne sono succubi. Luigi

Anónimo dijo...

Peccato che il Presidente che viene elogiato nell articolo ha provato a cambiare con le armi un Presidente eletto dal popolo, peccato che una volta al potere ha tentato di cambiare due volte la costituzione per poter rimanere in carica a vita, e riuscendoci al secondo tentativo. Peccato che per votare in Venezuela l attuale Presidente ha fatto introdurre un sistema di votazione elettronico dove prima di votare l elettore deve mettere il pollice su uno scanner di impronte digitali e dopo averlo riconosciuto può effettuare il suo voto segreto sempre in modo elettronico. Peccato che la delinquenza da quando e in carica l attuale Presidente e' aumentata tanto che ogni giorno ci sono più di dieci morti uccisi in modo violento , senza contare il numero di sequestri e di persone che pagano il cosiddetto vaccino per nom soffrire di uno dei mali peggiori del mondo. Peccato che la corruzione all interno della pubblica amministrazione e' aumentata in modo inverosimile, peccato che l esproprio anche se giustificato non segue il giusto indennizzo visto che come afferma il precedente commentatore lo stato ha i soldi per pagarlo. Peccato che molti soldi dello stato non si sa che fine abbiamo fatto, vedi valigetta confiscata in argentina. Peccato che le frontiere con il Colombia non vengano protette sempre. E peccato ad altri mille problemi che sono sorti con questo Governo e che non sono stati affrontati come si doveva

titus dijo...

Peccato -per te- che stai parlando dell'unica Costituzione approvata dal popolo nel corso di un referendum. L'unica!
Peccato che NON è un reato modificare la Costituzione, sempre e quando avviene rispettando la legalità e la volontà popolare.
Peccato -per te- che è avvenuto proprio così, e il Presidente del Venezuela riconobbe la sua sconfitta (di stretta misura).

Quanto al resto delle tue valutazioni soggettive, è un peccato che non siano condivise dalla maggioranza degli elettori che -chissa perchè- continuano a sostenere l'autore di tutti quei "peccati" da te segnalati...

Se non sbaglio, l'articolo ha un tema delimitato ed apporta delle cifre, non altrettanto fai lei....che sciorina una massa di opinioni ed umori che echeggiano certa stampa ed agenzie, tv, ecc.
Lei ritiene idioti gli elettori venezuelani, o degli handicappati incapaci di cogliere tutte le sue certezze insistite.

Non le viene il dubbio che -forse- qualcuno dei "peccati" della sua lista sia opinabile?

Anónimo dijo...

Peccato che le cifre dei morti per morte violenta sono riportate anche dallo stesso Governo, e il numero anche se alto fa paura e riempie di dolore qualsiasi persona , per me purtroppo anche una sola persona uccisa mi provoca del dolore, per quanto riguarda i sequestri purtroppo non puoi dire che sono inventati, e anche il pizzo o vacuna come preferisci tu e' un prassi consolidata a cui il governo non ha mai posto rimedio. Inoltre solo nei paesi in cui c ' e ' una dittatura vi e una costituzione in cui un presidente può essere rieletto a vita, per carità io non dico che l attuale Governo sia un GOverno violento e disposto a qualsiasi cosa per rimanere incollato alla poltrona pero ha molti sbagli uno fra tutti festeggiare un colpo di stato andato male.

Anónimo dijo...

Sbagli perchè la Spagna e la Germania non saranno dittature -come dici tu- ma verifica QUANTI anni è durata la permanenza come capi di governo di Felipe Gonzalez e Helmut Koelher.
Sono rimasti una ventina d'anni....però non c'era nessuno a fargli le pulci o ad arrischiarsi a scrivere che quei due Paesi non erano democratici. Perchè?

E poi...come la mettiamo con quelle "democrazie" europee comandate da teste corononate? Facile fare gli schizzinosi con l'ex Terzo mondo. Come la metti con l'Olanda, Gran Bretagna, Spagna, Danimarca, Norvegia ecc ecc?
Please.....

Anónimo dijo...

Scusami ti premetto che sono un Venezuelano che ha avuto La fortuna/ sfortuna di rifarsi una vita fuori dal Venezuela, ma per questo non attento a quello che succede li, inoltre sono una persona che fin da piccolo e pertanto visto in malo modo dagli stessi miei coetani e non che professava una giustizia sociale che poteva passare solo attraverso un buon governo che si allontanasse da quella influenza americana che tanto poteva far male ad un Paese che aveva vissuto solo di dittature inoltre quest azione di governo per portar un aumento dei benefici che un Paese tanto ricco di beni e di bellezze naturali come il Venezuela poteva avvenire solo con l aiuto e il supporto Dell esercito che doveva controllare e vigilare le scelte di tale governo in quanto l esercito o la guardia nazionale e l unica entità tanto vasta e radicata sul territorio di nessun altro organo statale. Idee che forse erano alla base del progetto Dell attuale leader ma che ben presto sono state abbandonate, l unico forse che sembrerebbe attaccato a tali
Idee e l ex generale Baduel che adesso e in prigione , basti ricordare che e il generale che ha fatto giustamente tornare a dirigere il Venezuela il presidente eletto dal popolo e deposto da un golpe , anche se tra il suoi scheletri bisogna ricordare che fu uno dei militari che tentarono il golpe contro Perez , e che fu tenuto nascosto. Pertanto ritengo appropiato ricordare una vecchia frase che spesso mi ripeteva un mio vecchio professore rosso rossissimo quasi nero per dire che le ideologie sono come un cerchio da una parte si va a destra e dall altra a sinistra ma se si va verso gli esterni si combaciano o sI sfocia nell altra parte. Tutto questo per dirti che sono abbastanza obbiettivo e le mie teorie non sono così tanto strampalate e opinabili

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...