sábado, 26 de febrero de 2011

Chávez difende la sovranità della Libia


Ecuador e Nicaragua si schierano contro l'interventismo occidentale 
Il presidente venezuelano Hugo Chávez  ha espresso il rammarico per quel che sta accadendo in Libia, denunciando la manipolazione mediatica e la doppia morale della comunità internazionale. “Quelli che hanno condannato immediatamente la Libia rimangono sempre muti per i bombardamenti di Israele su Gaza e per la morte di migliaia di persone…rimangono con la bocca chiusa per i bombardamenti e i massacri in Iraq e Afganistan, perciò non hanno morale per condannare a nessuno” ha detto Chávez in una
apparizione in televisione. “Noi condanniamo la violenza, l’imperialismo e le ingerenze esterne contro un Paese sovrano”.
Chávez ha ricordato che nel 2002, quando venne brevemente espulso dal potere con un colpo di stato, fu oggetto di una campagna di denigrazione internazionale, e anche lui venne come idipinto come un “assassino” del suo popolo, allo stesso modo di Gheddafi oggi. Il presidente del Venezuela ha ricordato come quell’11 aprile del 2002 fu accusato dai mezzi di comunicazione -e da alcuni Paesi- di aver ordinato un massacro nel centro di Caracas. Però, dopo approfondite indagini, è stato accertato che quel giorno, dai tetti di vari edifici agirono vari  franchi tiratori, alcuni di loro erano stranieri.

Chávez ha ribadito l’amicizia che lo lega a Gheddafi, “…non posso dire che sono favorevole a qualsiasi decisione prenda un mio amico in qualsiasi parte del mondo. Noi appoggiamo il governo della Libia, siamo a favore della sua indipendenza, desideriamo la pace della Libia, la pace per tutti i popoli del mondo e ci opponiamo con forza ad ogni tentativa di intervensionismo esterno”

Chávez rechaza intervencionismo en Libia 

El presidente de Venezuela, Hugo Chávez, lamentó este viernes la situación que atraviesa Libia y denunció la manipulación mediática y la doble moral de la comunidad internacional .
“Los que condenan de inmediato a Libia hacen mutis con los bombardeos del Estado de Israel sobre Gaza, y los miles y miles de muertos incluyendo niños, mujeres, familias enteras; se quedan callados con el bombardeo y las masacres en Irak, en Afganistán, no tienen moral entonces para condenar a nadie”, dijo Chávez. “Condenamos la violencia, el imperialismo, el intervencionismo”.
Recordó que así en 2002, cuando fue derrocado brevemente por un golpe de Estado, también él fue señalado de “asesino” de su pueblo, como hoy Gaddafi.
Chávez, recordó que el 11 de abril de 2002 fue acusado por los medios de comunicación y algunos países de perpetrar una masacre en el centro de la capital Caracas. Tras rigurosas investigaciones quedó demostrado que ese día en edificios cercanos al lugar actuaron francotiradores, algunos de ellos foráneos.


Chávez reiteró la amistad que lo une con Gaddafi, dijo que no puede decir que apoya “o estoy a favor o aplaudo cualquier decisión que tome un amigo mío en cualquier parte del mundo. No”.
“Nosotros sí apoyamos al Gobierno de Libia, a la independencia de Libia, queremos la paz para Libia, la paz para todos los pueblos del mundo y nos tenemos que oponer rotundamente a las pretensiones intervencionistas”, enfatizó.

4 comentarios:

Anónimo dijo...

Non essendo riusciti a far cadere il "genocida" nè ad assasinarlo o sequestrarlo, sono entrati in azione i vari gruppi commandos inglesi. Ufficialmente per proteggere e salvare cittadini britannici, in realtà da vari giorni stanno attuando in appoggio ai separatisti di Bengasi, con attentati e sabotaggi. Ne parla apertamente il Daily Mail ed anche alcuni portavoce ufficiali.

Martin Iglesias dijo...

Non ho davvero avuto tempo di seguire e verificare tutti i commenti e le parole pubbliche di Chavez in questi giorni e per questa occasione, anche se il Venezuela è stato tirato in ballo da politici del Lara (oltre che dalla "diplomazia" inglese) su possibili esili della famiglia Geddafi. Spero che il presidente venezuelano non si sia limitato a queste suggistive tesi "di lana caprina" e "prodomo sua". Sono convinto che il paragone con lo stato assassino di Israele che bombarda i palestinesi, e non certo gli israeliani sia fuori luogo. Come anche ricordare lapalissiani interventi armati fuorilegge e sanguinari che speculano sulla morte e il caos in Iraq come Afganistan.
Ne tanto meno affrontare il paragone del golpe in Venezuela che tentava allontanare Chavez da una vittoria popolare legittima e senza precedenti per numerosi motivi nelle Americhe.
Insomma, la Libia di Geddafi è difendibile tanto quanto la giunta militare birmana che ammazza e sacrifica il suo popolo dietro presunte tesi di sovranità nazionale. La Sovranità è lecita quando è il popolo a chiederla e non certo la stirpe che con i piedi del suo trono schiaccia i propri fratelli.
Sono convinto, che come succede per la setta berlusconiana, non sia più possibile trovare scuse ammissibili alle amicizie mantenute per anni (o decenni nel caso italiano) con repressori di tale calibro, motivandole solo con il fattore economico. Di conseguenza Emirati, Cina, Russia e Stati Uniti potrebbero essere i prossimi amici ricchi e scomodi.
Forse bisogna iniziare a parlare di Umanità e non di real-politik,

...che tanto la guerra fredda è finita, ...ma non tutti gli ideali, por favor!

titus dijo...

Vedi video con riproduzione (parziale) della dichiarazione in TV di Chávez, dove ha largamente trattato le esagerate, inverosimili e -a posteriori- false sparate propagandistiche sulle "fosse comuni", o "aerei che bombardano folla".
Per disperdere un assembramento non c'è bisogno affatto di aerei; quando questi si usano contro civili, sarebbe come a Gaza dopo "piombo fuso" e i raid notturni dell'aviazione. Finora, non vi è traccia documentale di tutto ciò, e sono entrati già molti corrispondenti esteri.

Non c'è dubbio che vi è stata una instensa disinformazione, ossia guerra psicologica, che è uno dei tratti salienti delle guerre contemporanee, dette di "IV generazione".

Come mai, la grande stampa e TV che schifano i materiali amatoriali dei circuiti alternativi, questa volta li hanno sparati direttamente in prima pagina o nei Tg?

E' doveroso differenziare tra un Paese e la sua classe dirigente; tra una nazione e un suo leader; tra un popolo e i suoi dirigenti. Non si tratta di una difesa di Gheddafi, bensì difesa della sovranità nazionale.Scudo contro la "esportazione di democrazia".
Saddam era quel che sappiamo tutti, ma il milione e oltre di morti sofferti dai civili dopo l'arrivo degli invasori, NON SI GIUSTIFICANO, in NESSUN MODO.

E l'unica difesa possibile dei civili è ribadire l'inviolabilià della sovranità.Queste sono ancora le leggi internazionali in vigore. Quante vite varrebbe la eliminazione di Ghedafi? E chi lo decide? Gli anglosassoni? la NATO? O la BP che vuole recuperare per sè i giacimenti, e buttare a mare l'ENI?

Le ribellioni popolari del Cairo e di Tunisi hanno visto le masse in strada sotto la loro bandiera nazionale, con una protesta pacifica e disarmata.
In Libia attaccano basi militari sotto la vecchia bandiera della monarchia: si tratta di fenomeni differenti.
In un caso è ribellione popolare, nell'altro si tratta di una secessione.
Dell'ennesimo episodio di un'atavico separatismo: è il terzo negli ultimi 15 anni!

Non credo che un intervento della NATO odei commandos inglesi apriranno più possibilità ai movimeni sociali o alla democrazia.
In Iraq non è stato così, in Aganistan nemmeno. Loro si muovono per il petrolio, non per i diritti umani, individuali o sociali.

Per finire: ieri Gli USA hanno ribadito il loro appoggio alla monarchia del Bahrein, nonostante in piazza ci sia ormai tutta la popolazione di questo emirato.
Obama, la NATO, l'occidente difendono lo status quo e la sede operativa della Quinta Flotta.

Anónimo dijo...

OK. Per il suo interesse, la Libia dovrebbe trovare una soluzione tra le due fazioni opposte, perchè se metteranno piede lì forze esterne occidentali, hanno tutto da perdere.
Devono fare una negoziato, e ridisegnare un nuovo patto sociale che salvi l'integrità del territorio e la salute dell'economia.

Il nuovo patto sociale significherebbe l'uscita di scena di Gheddafi, la salvezza della nazione e dell'invidiabile reddito pro-capite annuale di 14000 dollari. Se la situazione rimane congelata -opeggio se arrivano truppe "democratiche"- cioè con i pozzi in mano alla Cirenaica, e i terminali marittimi di imbarco in mano alla Tripolitania, significa ZERO esportazioni!

Questo significa perdere 10 miliardi di euro in quattro mesi....

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