In campagna elettorale la Bachelet aveva venduto una sorta di neoliberismo[1] dal volto umano. A quasi due anni di distanza, proprio educazione e salute sembrano rappresentare i due talloni d'Achille del governo. Con il programma AUGE (finanziato finora con un quinto della cifra promessa), non essendoci la volontà politica di garantire cure sanitarie gratuite ed opportune alla popolazione, che altrimenti smetterebbe di fare inenarrabili sacrifici per pagare la salute privata, sono state scelte dal mazzo una cinquantina di patologie, per le quali lo stato si fa carico ed escluse le altre.
Il presidente dell'Ordine dei Medici, Carlos Villarroel, definisce AUGE un progetto discriminatorio e largamente insufficiente. Di fronte a questi fatti, qual'è il motivo per il quale l'Università di Siena concede a Michelle Bachelet una laurea h.c. in medicina? Il ministro Fabio Mussi non ha nulla da obbiettare stavolta?
In questa sede è possibile fare solo brevi cenni ad alcuni dei nodi del perché il governo di Michelle non può non essere criticato. L'esercito, modernissimo, professionale, armato fino ai denti, continua a dragare il 4.5% del PIL. E' il triplo della media latinoamericana (1.5% in media anche per paesi fantasiosamente accusati di militarismo).
Secondo Washington il nemico strategico della macchina da guerra cilena sarebbero niente di meno che i movimenti indigeni boliviani (sic!), un paese pauperrimo con appena 20.000 soldatini di leva e un bilancio in difesa pari a 1/20 (un ventesimo, il 5%) di quello cileno.
All'estremo Sud, la più dimenticata guerra del mondo, quella che da 150 anni conduce il Cile contro gli indigeni mapuche, segna ogni giorno maggiori strette repressive e centinaia di prigionieri politici. Cinque di loro, e venti familiari, sono in questo momento in sciopero della fame, nell'indifferenza della Bachelet, dei media e di chi la descrive e la premia come "la sinistra responsabile latinoamericana". La Bachelet non ha in programma alcuna conferenza stampa in Italia; che sia per non rispondere a scomode domande su cosa abbia fatto davvero il suo governo per i diritti umani in Cile?
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