miércoles, 7 de noviembre de 2007

ONU- Ziegler: L'etanolo affama

In una conferenza stampa nella sede Onu di New York, Ziegler ha chiesto una moratoria di 5 anni per la produzione di biocarburanti, questo sarebbe, secondo lui, il tempo necessario perché la ricerca trovi il modo di estrarre l’etanolo dai rifiuti agricoli, essenzialmente dalle parti non commestibili dei piante come il mais o il grano. «E’ legittimo – ha detto il rappresentante dell’Onu – di voler fabbricare biocarburanti ma il risultato si sta dimostrando disastroso nell’immediato».

Secondo Ziegler, un socialdemocratico svizzero abituato a combattere contro banche e multinazionali, quello dei biocarburanti è un «crimine contro l´umanità che è commesso al momento che si converte un suolo produttivo per l’alimentazione in terra per produrre biocarburanti».

Ziegler, davanti alla terza commissione Onu sulle questioni sociali, umanitarie e culturali aveva già detto di essere profondamente preoccupato per gli effetti sul diritto all’alimentazione dei progetti di trasformare 26 milioni di ettari a produzione di bioetanolo nel quadro di un accordi Usa-Brasile. «Questo trasferimento – sottolinea Ziegler – presenta seri rischi perché può condurre ad una battaglia tra alimentazione e carburante che lascerà i poveri e gli affamati dei Paesi in via di sviluppo alla mercé di un aumento rapido dei pezzi dei prodotti di base.

Il numero degli affamati aumenterà in una maniera spaventosa. Quando il presidente Da Silva del Brasile annuncia la sua intenzione di migliorare l’economia del Paese con nove iniziative coraggiose, questo è totalmente comprensibile, ma deve prendere decisioni che permettano alla gente di vivere. Il prezzo è raddoppiato in alcune regioni del mondo, il prezzo del mais è quadruplicato.
Molti Paesi non sono emancipati dal punto di vista dell’alimentazione e dipendono da altri Paesi per la loro sicurezza alimentare. Questa situazione non può più durare».Ziegler ha sottolineato che «quest’anno, in ragione dell’esplosione dei prezzi, gli Stati Uniti non potranno fornire al Programma alimentare mondiale (Pam) che la metà del volume di aiuto alimentare offerto l’anno scorso.
http://www.emigrazione-notizie.org/articles.asp?id=256

Questo vuol dire che migliaia di bambini, di donne e di uomini moriranno di fame e malnutrizione in Africa, Asia e America latina». Ziegler ha ricordato che i profitti delle multinazionali dell’agroetanolo sono enormi e che la comunità internazionale deve reagire. Citando il contratto sociale proposto da Jean-Jacques Rousseau 250 anni fa , ha detto: «tra il debole e il forte, è la libertà che opprime è la legge che libera. Occorre imporre un diritto superiore a tutti gli altri, ed è il diritto all’alimentazione».
Jean Ziegler ha messo in causa in particolare le sovvenzioni agricole europee che permettono di inondare il mercato africano a prezzi che comportano la rovina degli agricoltori locali: «L’Unione europea crea la fame in Africa con il suo dumping agricolo».

Biocarburanti, prezzi, cambiamenti climatici stanno creando i “rifugiati della fame” che tentano di raggiungere l’Europa e l’America del nord e spariscono, sconosciuti e dimenticati, in naufragi disperati e, dice Ziegler, «sono considerati come delinquenti quando arrivano a destinazione, quando hanno la fortuna di non morire in cammino».

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