George Soros, che si fece conoscere mondialmente quando diede sepoltura agli allora famosi "dragoni asiatici", e sbancò le loro rispettive banche centrali, oggi va dicendo che la crisi che ha portato all'agonia di Citygroup e di Merrill Lynch sarebbe una crisi della...."civiltà occidentale" (sic!).
Il pirata della Malesia cerca di confondere le carte e di appannare i riflessi dei critici pratici della tramontata globalizzazione. No, si tratta della crisi del capitalismo speculativo finanziario, quello che trascende la sfera della produzione materiale ed ha esasperato l'utopia del "denaro-che-crea-denaro". Senza pasare attraverso la produzione, solo alle magie usuraie e all'azzardo deliCasinò Globali, ancora impropriamente definite "Borsa".
Stanno scricchiolando le due maggiori banche degli Stati Uniti, non sono proprio bruscolini!
E stiamo assistendo alla bancarotta concettuale e materiale della globalizzazione finanziaria. I cantori del "zero Stato", quelli che lanciavano anatemi contro qualsiasi intervento dello Stato nell'economia....ora si aggrappano al salvagente dei fondi pubblici, generosamente elargiti a fondo perduto dalle "autonome" Banche centrali dell'Unione Europea e del Giappone.
Non solo. Il crollo verticale dell'economia basato sul cartaceo vidimato in Borsa, è stato differito grazie all'ingresso dei "fondi sovrani di ricchezza" della.....OPEC!!!! Nell'ultimo trimestre ammontano a 100 miliardi di $, prodotti dalle multinazionali petrolifere (statali!) della OPEC e della Cina. Incredibile, ma vero!!!!
L'egemonia finanziaria degli Stati Uniti e il potere del dollaro stanno tramontando perchè il mondo non è più quello di Bretton Wood. E' passata molta acqua sotto i ponti della storia.
L'unipolarismo è stato l'abbaglio fuggente di un attimo storico che non sopravvive all'effimero e patetico Bush. Il dollaro perde protagonismo ed è progressivamente relegato a circolare in aree sempre più ristrette. Il petrolio, gas, materie prime si svincolano dall'obligatoria quotazione in dollari.
Attualmente, le maggiori multinazionali del mondo non sono più le "7 sorelle", ma le compagnie statali della Russia, Cina, Arabia Saudita, Iran, Venezuela e Brasile. Un segno dei nuovi tempi.
E' finito il petro-dollaro, rimane solo il narco-dollaro. Wall street, per galleggiare, riuscirà ancora a captare 2 miliardi di indispensabili dollari al giorno?
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