Il risveglio dell’America indiolatina tra tensioni locali ed integrazione continentale
L’integrazione del Sudamerica è un antico progetto politico e geopolitico che ha sempre stentato a realizzarsi a causa, principalmente, delle ingerenze extracontinentali e dell’egoismo delle oligarchie locali.
La coscienza, infatti, delle strette relazioni che intercorrono tra indipendenza nazionale, sovranità subcontinentale e giustizia sociale è sempre stata viva nelle dirigenze autenticamente sudamericane.
A tale coscienza, tuttavia, non è stata mai associata una pratica politica conseguente, giacché lo strabismo ideologico e gli interessi nazionalisti e classisti hanno continuamente inficiato tutte le opportunità d’integrazione subcontinentale ed anzi sono stati strumentalizzati, prima dalla Gran Bretagna poi, nel corso del XX secolo, dagli USA, proprio al fine di mantenere lo spazio sudamericano gepoliticamente frammentato.
Nel passato, in particolare, le incomprensioni tra alcuni Paesi come il Brasile, l’Argentina e il Cile, nonché la loro concorrenza nell’assumere un ruolo egemonico nell’intera regione, hanno a lungo allontanato la prospettiva d’integrazione continentale.
Oggi, dopo le dittature degli anni ‘70 e l’ubriacatura liberista degli anni ‘80 e ‘90, fenomeni che trovano una delle proprie ragioni d’essere nel confronto geopolitico mondiale tra USA e URSS, per i Paesi del Sudamerica sembra riaprirsi lo scenario di un’integrazione regionale su base non soltanto economica, ma soprattutto politica.
Ne sono un esempio i grandi progetti di infrastrutture continentali, gli otto Assi di sviluppo e integrazione dell’Iniciativa para la Integración de la Infraestructura Regional Suramericana (IIRSA), tra cui i quattro importanti assi “bi-oceanici”: l’Asse delle Amazzoni, che metterà in contatto i porti di Tumaco (Colombia), Esmeraldas (Ecuador), Paita (Perú) con quelli brasiliani di Manaos, Belén e Manapá; l’Asse Interoceanico Centrale che collegherà Brasile, Perù e Cile passando per la Bolivia ed il Paraguay ed infine l’Asse del Capricorno e quello Mercosur-Cile.
Questi assi permetteranno alla nuova America indiolatina di proiettarsi contemporaneamente sui mercati asiatici, europei e africani. Le nuove infrastrutture bi-oceaniche, la nazionalizzazione delle risorse strategiche e un’equa ridistribuzione delle ricchezze nazionali sono gli elementi che renderanno il Grossraum sudamericano una vera unità geopolitica ed un protagonista del nuovo sistema multipolare.
Affinché ciò avvenga, tuttavia, occorre che le personalità più lucide dei vari governi nazionali e le forze più autenticamente sudamericane sappiano bilanciare le forze centripete e quelle centrifughe che determinano la politica interna e quella estera dei propri Paesi, sappiano cioè resistere alle tentazioni localistiche e, contemporaneamente, ai tentativi statunitensi di coinvolgerli in un raggruppamento regionale panamericano, subordinato agli interessi mondiali di Washington.
Se così sarà, Simon Bolivar non avrà inutilmente “arado en el mar”.Se così sarà, l’indipendenza continentale sarà assicurata e il sacrificio degli antichi abitanti riscattato.
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