domingo, 20 de septiembre de 2015

La Russia nell’OPEC?


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Verso il vertice dei "Paesi produttori di petrolio OPEC e non-OPEC"
 
Coriolanis In un’intervista al Financial Times di Londra, il più importante petroliere russo, Igor Sechin, CEO della Rosneft statale, confermava le voci che la monarchia dell’Arabia Saudita cerca un accordo formale sui mercati con la Russia, anche arrivando ad offrire l’adesione della Russia all’OPEC per stabilizzare i mercati mondiali del petrolio. Nell’intervista Sechin, considerato uno dei più stretti alleati del Presidente Vladimir Putin, ha
confermato l’offerta saudita. Il Financial Times (FT) è un media influente di proprietà fino a luglio del Gruppo Pearson, legato alla famiglia Rothschild, che storicamente domina la Royal Dutch Shell.

La recente visita a Caracas di una delegazione di alto livello  dell'Arabia Saudita e l'incontro con il Presidente Maduro conferma che qualcosa si sta muovendo in questo senso. E' stato dato gran risalto all'incontro tra il Paese fondatore dell'OPEC e la maggiore delle petromonarchie. C'e' l'accordo per indire un vertice straordinario dei "Paesi produttori di petrolio OPEC e non-OPEC"

E' stato messa in risalto l'importanza di garantire gli investimenti per le infrastrutture e la tecnologia necessaria alla stabilità dei rifornimenti per il prossimo decennio. Gli attuali 35 dollari a barile sono pregiuziali anche per le grandi multinazionali private, e risultano letali per la continuità dell'estrazione dell'anti-ecologico petrolio du scisto.

Sullo sfondo aleggia il superamento del patto firmato nel 2014 tra John Kerry e il re saudita Abdullah per assestare un colpo decisivo alla Russia con il basso costo petrolifero provocato dalla produzione senza limiti dei sauditi. Dietro le quinte si intravede un epilogo della questione della Siria differente da quello perseguito dalla NATO, per il quale Riyhad si è svenato con generosità e incoscienza.

L'idrocarburo di scisto non sarà l'unico fattore ad avere la parola finale sulla quotazione del petrolio e sulla denominazione valutaria con cui sarà commercializzato. Questo è un tasto molto caro ai BRICS, su cui c'è molta sensibilità. Come pure la sedimentazione di un cartello dei grandi produttori di gas, assai simile all'OPEC (Russia, Venezuela, Iran). Il coordinamento tra l'OPEC la Russia riapre le danze.

 vedi OPEC, Russia e Nuovo Ordine Mondiale emergente QUI
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