Il recente sciopero della fame del vescovo dom Luiz Flavio Cappio contro la deviazione del Rio São Francisco (terminato lo scorso 20 dicembre) racchiude, e al tempo stesso delinea, le sfide che dovrà affrontare la sinistra sociale durante tutto il 2008. La contrapposizione tra il vescovo del sertão brasiliano e Lula infatti non è limitata soltanto ad un contrasto personale, e nemmeno può essere ridotta ad un semplice conflitto di carattere prevalentemente locale, ma riguarda due modi completamente diversi di concepire un'idea di sviluppo del paese, di tutela dei beni comuni, dell'ambiente, della questione agraria e indigena.
«I movimenti sociali ambientalisti», spiega João Alfredo, «hanno un ruolo fondamentale nella lotta per lo sviluppo sostenibile del paese e l'alleanza tra di loro sarà decisiva per la costruzione di una nuova società socialmente giusta e ambientalmente equilibrata, in una parola ecosocialista».
Aderente alla campagna "Per un Brasile libero dagli Ogm", João Alfredo ha ribadito l'imprescindibile presenza dei movimenti indigeni, contadini e dei piccoli agricoltori nella battaglia per un Brasile in cui gli aspetti sociali, culturali, ambientali, etici ed etnici siano messi realmente al centro della politica da parte del governo Lula.
Le sue dichiarazioni, rilasciate appena prima che la mobilitazione per il Rio São Francisco entrasse nella sua fase più aspra, fotografano esattamente la distanza tra la sinistra antagonista brasiliana e i palazzi.Questa lontananza abissale è emersa in occasione della Conferenza sull'Ambiente promossa lo scorso 8 Dicembre a Fortaleza dalla società civile e dalle organizzazioni non governative.
Sono sorte proposte per un nuovo modello di educazione ambientale, indicazioni alternative alla transposição per irrigare il sempre più arido Nord-Est, infine è finito sotto accusa il famigerato Programa de Aceleraçao do Crescimento (Pac), all'interno del quale Lula ha inserito l'opera di deviazione del Rio São Francisco: si tratta di tutta una serie di nodi che verranno al pettine in occasione del seminario previsto in Brasile per il Maggio 2008 dal titolo "Cambiamenti climatici" e di cui la riunione di Fortaleza rappresentava soltanto uno degli incontri preparatori.
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