viernes, 18 de enero de 2008

Guardo la vita come un poeta: Stella Calloni

Guardo la vita come un poeta: Stella Calloni

Di Isaac Zamora*

“Guardo la vita come un poeta e scrivo come una militante”, disse a Prensa Latina la giornalista e scrittrice argentina Stella Calloni, poco dopo la presentazione del suo libro “Operazione Condor, patto criminale”.
Con la sua abituale loquacità, affermò di essere innamorata della semplicità ed odiare con la stessa forza la superbia “molto in auge in questi tempi in cui il neoliberalismo ha distrutto molta gente nella parte culturale”.
Seduti in una delle grotte della fortezza di San Carlos della Cabaña, sede della XVI Fiera Internazionale del Libro di Cuba 2007, conversiamo sull'orrore che ancora risveglia la rete sanguinaria dell'Operazione Condor.
Questa rete armata tra i servizi segreti dell'Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay ed Uruguay, si dedicava ad inseguire ed eliminare avversari politici indipendentemente dalle frontiere nazionali e godeva dell'appoggio della CIA.

La Calloni denunciò al mondo tale orrore attraverso il suo libro “Operazione Condor, patto criminale”, una profonda investigazione incominciata all'apparizione dei chiamati “Archivi del Terrore”, in Paraguay.
“Credo che la trascendenza di questo libro (Operazione Condor) sia nella storia che si racconta a partire dai documenti e dalle vittime sopravvissute; come unico merito mi attribuisco di avere messo in forma leggibile questo labirinto di sangue”, affermò.
Chiunque potrebbe pensare che la Calloni è una giornalista che ebbe la fortuna di conoscere questi fatti, ma in realtà arrivò a loro per il suo spirito di lotta e la sua ansia di investigatrice.
“In principio sono stata nella guerra sandinista contro Somoza, in Nicaragua, e dopo ho seguito in tutta la regione i massacri che succedevano, perché esisteva una vera multinazionale del crimine”, riferì la Calloni.

Quello che spinge questo perspicace reporter ad addentrarsi definitivamente nell'Operazione Condor furono le rivelazioni sugli assassini politici accaduti durante la dittatura nel suo paese ed altri, come il caso di monsignore Oscar Arnulfo Romero, in Salvador.
“Questo crimine si attribuisce, come ci contò un sergente che non volle rivelare la sua identità, a due cubani di Miami che avevano partecipato all’omicidio e che sembravano essere Virgilio Paz e Dionisio Suaez”, segnalò.
Il fatto la spinge ad approfondire le sue investigazioni. In modo che quando, nel 1992, si scoprono gli Archivi del Terrore, in Paraguay, ebbi accesso a molti di questi documenti, che magari altri giornalisti non avrebbero notato ed io sì, perché già io avevo incominciato a scrivere su questa vecenda.
Per quell'epoca -aggiunge - si era letto già il libro di Valentin Mas, soprattutto l’accaduto in Messico nel 1983 ed i lavori di Manuel Buendia, il messicano che ammazzarono nel 1984.
I primi lavori della Calloni, che trattano di questa insolita tragedia, furono pubblicati negli Stati Uniti e dopo nel quotidiano La Jornada, del Messico.
La giornalista ha ricevuto l'appoggio che doveva avere per proseguire un’investigazione tanto pericolosa quando il suo lavoro sull'Operazione Condor fu selezionato tra i quattro più rilevanti che trattavano temi taciuti dagli Stati Uniti da un'università statunitense.

Nel 1998 decide di pubblicare in forma di libro i rivelatori documenti ed attestazioni sugli atroci crimini e sequestri in America. Ciò nonostante, al contrario di quello che molti pensano, tutto non è stato ancora detto nel libro “Operazione Condor”.
“Devo ancora chiudere il processo di questo libro, riassumerlo, perché dispongo di un mucchio di materiali inediti. Con l'alito che mi ha infuso personalmente il presidente cubano, Fidel Castro, a chi dedicherò il libro, penso di concluderlo con successo.
Possiede anche un archivio con interviste che raggrupperà in un libro dove appariranno figure leggendarie come Yasser Arafat, Evo Morales, Hugo Chavez, Luiz Inacio Lula Da Silva, il generale Omar Torrijos, Maurice Bishop e Gabriel Garcia Marquez, tra gli altri.

“Finché avrò lucidità, continuerò a scrivere”, conclude con un sorriso.

*L’autore è giornalista della redazione nazionale di Prensa Latina

No hay comentarios:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...