jueves, 22 de abril de 2010

Ecuador:Santos vuole trasformare il Sudamerica in un nuovo Medio oriente

Il presidente dell’Ecuador Correa, in una intervista a teleSUR ha assicurato che il suo Paese risponderebbe militarmente nel caso avvenisse una nuova aggressione della Colombia. Correa si riferiva alle dichiarazioni di Manuel Santos, ex ministro della difesa di Uribe, attualmente candidato presidenziale. Costui manifestò di essere favorevole ad ordinare un nuovo bombardamento contro accampamenti guerriglieri, senza curarsi di rispettare la sovranità territoriale di altri Paesi.

Manuel Santos è invischiato nello scandalo dei "falsos positivos": più di duemila giovani innocenti, scomparsi dai loro domicili, sequestrati e poi rinvenuti uccisi con armi da fuoco, travestititi da guerriglieri. Poi gli ufficiali del candidato Santos incassavano le taglie e i meriti della "lotta alla sovversione".

”Che vergogna danno quelli che giocano a fare i piccoli imperatori e vogliono trasformare l’America latina in un nuevo Medio oriente” ha ribattuto il presidente dell’Ecuador. “Se saremo aggrediti, o nuovamente bombardati, dovremo rispondere. Siamo un Paese pacifico però abbiamo dignità”.

Correa assicurò che chiunque pretende attaccare l’Ecuador troverà un Paese meglio preparato e attrezzato che nel marzo 2008 quando la Colombia bombardò. Le relazioni diplomatiche rimarranno congelate fino a quando il governo di Bogotà non fornirà spegazioni convincente e non rivelerà il contenuto della famosa laptop del guerrigliero Raúl Reyes.

“Le nostre richieste non dipendono dalle persone, dipendono da principi. Abbiamo richiesto informazioni sul più grave bombardamento della storia dell’America latina, senza precedenti, con bombe “intelligenti”, senza una dichiarazione di guerra, senza nulla..abbiamo richiesto spiegazioni minuziose su questo terribile bombardamento” ha detto Correa.

“Per esempio, ci sono versioni sull’impossibilità che gli aerei colombiani possano lanciare queste bombe intelligenti di origine USA. Vogliamo sapere che conteneva la famosa laptop miracolosamente sopravvissuta ad un bombardamento… Vogliamo la verità. E questo non dipende da chi sta governando la Colombia; noi ci muoviamo in base a dei principi. Fino a quando ci negano queste informazioni non potremo ristabilire relazioni diplomatiche normali tra i due Paesi”

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