miércoles, 16 de mayo de 2012

America Latina dal basso


Dal 19 al 22 luglio si svolgerà a Cortona il IV Seminario “America Latina dal basso”, che si è svolto annualmente a partire dal 2008, e che ha come obiettivo l’approfondimento della conoscenza dei movimenti sociali e indigeni dell’America Latina impegnati nella ricerca di un'alternativa al neoliberismo capitalista e nella costruzione di “un mondo capace di contenere molti mondi”. Il Seminario quest'anno è organizzato da un gruppo autogestito che si è formato alla conclusione del seminario del 2011. 

Nel panorama mondiale l'America Latina è senza dubbio il continente dove l’impegno per la costruzione di un altro mondo possibile da parte dei movimenti di base è più attivo e multiforme, basta pensare alla lunga lotta dei Sem
Terra in Brasile, a tutto quello che sono riusciti incredibilmente a creare gli Zapatisti in Chiapas, dell' Ecuador, alla Comunità di Comunità nel Cauca colombiano, ai Mapuche della Patagonia cilena ed argentina, alle lotte contro le grandi multinazionali minerarie e petrolifere dei popoli originari peruviani e Aymara boliviani che cercano coraggiosamente di difendere territori e un senso altro della vita dal non senso degli invasori vecchi e nuovi, fino ai movimenti nati negli spazi delle sterminate metropoli latinoamericane come, per citare solo uno dei casi più noti, quello dei piqueteros argentini, dei “sin techo” e delle fabbriche recuperate e autogestite.

Con noi saranno presenti Neka Jara esponente del Movimento Lavoratori Disoccupati (M.T.D.) di Solano (Buenos Aires) che animò le lotte dei piqueteros durante la crisi economica argentina di dodicianni fa, e Hugo Blanco Galdos peruviano, dirigente storico della sinistra rivoluzionaria latinoamericana e della grande insurrezione dei contadini poveri nella valli di La Convención e Lares che impose negli anni sessanta una riforma agraria nata dal basso; oggi è presidente onorario della Confederazione Contadina del Perù e direttore del mensile Lucha Indigena. Manuel Rozental, educatore popolare e militante colombiano fondatore del Tejido de Comunicacion dell'ACIN, aiuterà nel coordinare i lavori.

La riflessione si concentrerà, tra le altre cose, sull'autonomia e l'emancipazione di questi processi, ma anche sul rapporto che i movimenti sociali hanno con i governi progressisti dell'area, ai quali spesso chiedono una seria riflessione e, in qualche caso, un'autocritica e un ripensamento riguardo ad alcune delle loro scelte, soprattutto per quello che concerne il tipo di sviluppo da perseguire.

Ampio spazio sarà dato alla riflessione su cosa le esperienze e le modalità di lotta dei movimenti latinoamericani potrebbero suggerire alla realtà italiana, troppe volte impegnata in una solidarietà generica che sottovaluta il fermento politico presente. Tra gli interrogativi che ci porremo ci sarà quello sul modello attuale di sviluppo neoliberista che, ad esempio, in Italia vuole portare alla distruzione di un intero territorio come la Val di Susa e, nel continente latinoamericano (e non solo) sta portando ad una distruzione ambientale senza ritorno, all'accentuarsi delle già enormi disuguaglianze sociali e allo sgretolamento di millenarie culture comunitarie, con la costruzione di dighe, centrali idroelettriche, con il mega sfruttamento minerario, l'agroindustria e via dicendo, o, come accade nei territori zapatisti, con grandi opere che trasformeranno irreversibilmente l'ecosistema e la vita delle comunità in cambio di spazi per il turismo ed altri investimenti a scopo di lucro.

L'iscrizione al seminario è prevista entro il 19 maggio e prevede il versamento di una quota di 60 euro, il resto dei costi riguarderanno la pensione completa dei giorni residenziali, che avrà comunque costi contenuti. Per qualsiasi informazione potete scrivere a seminarioal1@gmail.com
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