martes, 4 de octubre de 2016

Ungheria: Nessuna vittoria di Bruxelles nel Referendum CONSULTIVO


SI SCRIVE MIGRAZIONE, SI LEGGE GUERRA USA-NATO  alla SIRIA

Coriolanis I falsari del conglomerato mediatico gridano ai quattro venti che l'Unione Europea (UE) avrebbe ottenuto una travolgente vittoria, e che la "discriminazione-razzismo" abbinata a"l'antidemocrazia-antiEuropa" dei governanti di Budapest è stato debellata. La narrativa monotematica della mediatica, ci dice che Bruxelles avrebbe finalmente vinto il suo primo referendum. Waw! E vero? Mmmmuhh....

voir Notes sur la question des immigrès ici 

Quello svoltosi domenica era un referendum CONSULTIVO -non abrogativo- e come tale non richiedeva di nessun quorum o numero minimo di votanti. Non essendo deliberativo, era una consulta -sicuramente più attendibile di un sondaggio d'opinione- in cui gli elettori non dovevano deliberare, solo esprimere un orientamento. Adesso la parola torna al parlamento.

Ha votato il  44% degli elettori, il 98% di chi ha votato ha detto no alle politiche migratorie imposte da Bruxelles.E l'altra metà che non è andata a votare è composta solo di entusiasti "europeisti" alla Junckers?

L'emigrazione-esodo  programmata a tavolino continua ad essere una trappola paradossale, in cui Bruxelles finanzia i "terroristi buoni" per la prosecuzione della distruzione della Siria. Aiuta economicamente, diplomaticamente, fornisce addestramento militare, con il risultato di auto-destabilizzarsi in nome degli  USA-NATO.

La divisione interna alle nazioni europee, l'evaporazione della coesione sociale si aggrava pericolosamente. Da un lato i ciechi che non voglion vedere che l'esodo migratorio prefabbicato è funzionale alla caduta del prezzo del lavoro e alla lotta fratricida tra poveri, per la maggior gloria del globalismo depredatore. Dall'altro sponda, invece, si scatenano i mestatori, quelli che fomentano lo "scontro di civiltà" e strillano con isteria contro "l'islam". Entrambi, i favorevoli e chi avversa il diktat sulla carne umana, rimangono tributari del tribalismo finanziario occidentale, e dei nemici d'ogni sorta di sovranità e del neoliberismo sul piede della guerra permanente.   

Che c'entra il pretesto della religione con sfollati e profughi di guerra? E' così complicato capire che la questione oltrepassa i confini dell'umana solidarietà e dell'amore del prossimo? Innalzare odi alle "primavere arabe" e fare da guardaspalle alla guerra irregolare in Medioriente, è ciò che non vogliono considerare e tacciono coloro che aizzano i bassi istinti contro una religione e  una cultura universali.

Ripetiamo, entrambe le fazioni -spettacolarmente contrapposte- sono tributarie della guerra, stadio supremo del globalismo.

Non si tratta di emigrazione economica, tipo quella che indusse vari milioni di italiani a amigrare in Argentina nel primo ventennio del secolo scorso.
Oggi, l'emigrazione-esodo è un sinonimo di militarismo, un suo derivato, e chi lo finanzia non può lamentarsi del terrorismo nè della fede religiosa dei migranti.

Nel frattempo, i geopolitici USA si fregano le mani per esser riusciti a paralizzare ancor di più la UE, e farne un ariete contro anti-Russia. Non c'è nessuna prospettiva e possibilità d'Europa reale e protagonista di alcunchè, senza recidere la fune della NATO.


 



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