lunes, 12 de noviembre de 2007

Il Re e lo scudiero

Il teorema enunciato a Santiago del Cile dallo scudiero rosso, scandisce che è esecrabile definire “fascista” qualsiasi suo ex collega, purchè sia stato unto dal voto elettorale. Questa risibile pretesa nasconde malamente l’orgoglio nazionalista ferito dall’insolenza ribelle degli autoctoni. Lo scudiero rosso non arrosisce a difendere a spada tratta il falangista che lo precedette accanto al re Borbon y Borbon.

Eppure… Aznar ha diramato numerosi editti e proclami non apocrifi, con cui si fa promotore della crociata per salvare gli ex possedimenti coloniali del nuovo mondo dal sommo pericolo rappresentato dalla… “esplosiva miscela di populismo e indigenismo”. Il cinismo l’ha spinto ad accusare Evo Morales di….razzismo (doppio sic).

E’ lui medesimo a proclamare altezzoso, “urbi et orbi”, il suo viscerale neo-colonialismo razzista, oltre ad un bellicismo gregario.
Ma agli “altri” non è concesso dirlo, perchè è "politicamente scorretto.Zapatero non è d’accordo e preferisce compiacere la platea elettorale domestica: solidarietà al confesso nano falangista. A volte, riuscire a mettere freno allo sciovinismo nazionalista -vivo e vegeto sotto la labile pellicola di vernice rossa-eviterebbe di dire sciocchezze a vanvera.

Anche il signor Adolf Hiler scaturì da una elezione doc. La legittimità e il rispetto derivano dalla condotta quotidiana , e non solo dei presidenti o ex. Questa, il grottesco Aznar –sebbene spagnolo- non l’ha mai avuta. Il re Borbon y Borbon, è tale perchè fu designato dal dittatore Francisco Franco, non dagli elettori.

In America latina, le regine sono solo quelle dei concorsi di bellezza e delle fiere del caffè o patronali, e tutti i Presidenti sono stati eletti. Il signor Borbon y Borbon non ha titoli (morali) per zittire a nessuno di loro.
L’arroganza del Re e del suo scudiero sfida la legge del tempo e pretende proibire le critiche non solo all’infelice ultras Aznar, ma addirittura ai re Felipes. Hanno lasciato trapelare che concederanno “aiuti” per un ammontare di 1 miliardo e mezzo di euri. Nell’anno in corso, il Venezuela ne ha elargiti 5 miliardi, senza clausole politiche e con interessi molto soft. I tempi sono decisamente cambiati.

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