miércoles, 14 de julio de 2010

Marina israeliana intercetta la nave libica in acque internazionali


Vittorio Arrigoni. La nave libica carica di aiuti umanitari destinati alla popolazione civile di Gaza è stata intercettata e circondata da navi guerra israeliane a circa 100 miglia dalla sua meta. I militari israeliani minacciano un attacco se la nave non cambierà direzione e volgerà verso l’Egitto. I libici continuano a puntare dritto su Gaza. Li aspettiamo. Jamal al-Khudari, presidente del Comitato popolare per rompere l'assedio su Gaza ha informato che, da poche ore, la Marina israeliana ha intercettato 'Amal (Speranza), la nave umanitaria libica battente bandiera moldava.

L'intercettazione è avvenuta a 100 km dalle coste della Striscia di Gaza assediata e - anche questa volta- in acque internazionali. Nelle ultime comunicazioni satellitari, il portavoce della Fondazione libica che ha finanziato la nave, Mashalla Zoei, aveva invitato i militari israeliani a salire a bordo della nave per accertarsi dell'inesistenza di armi e di lasciarla proseguire a destinazione. La nave libica porta generi alimentari, generatori elettrici, medicinali ed attrezzature ospedaliere.

La Marina israeliana invece aveva già fatto sapere di essere intenzionata ad ricorrere alla forza pur di impedire alla nave libica di raggiungere Gaza. Tramite la radio militare israeliana, il ministro della Difesa Ehud Barak aveva affermato: "La nave libica può scegliere di farsi scortare dalla nostra Marina nel porto israeliano di Ashdod oppure di fermarsi in quello egiziano di al-'Arish".

Un ufficiale egiziano, aveva, infatti, rivelato di aver ricevuto una sollecitazione in tal senso nella notte scorsa. Jamal al-Khudari e Ahmed at-Tibi, deputato palestinese alla Knesset ammoniscono: "Siamo di fronte un pericolo reale ed imminente che Israele compia un altro crimine sanguinario come quello consumato il 31 maggio scorso, in acque internazionali contro la Gaza Freedom Flottilla".

Il Comitato libico di solidarietà annuncia per la prossima settimana la partenza - verso Gaza - di un convoglio umanitario via terra, composto da 20 camion.

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