martes, 22 de febrero de 2011

Rincaro dei prezzi alimentari vera emergenza dell'economia globale

Il rincaro dei prezzi dei generi alimentari sta per raggiungere un livello allarmante e potrebbe avere pesanti ripercussioni sociali e politiche. Lo ha reso noto la Banca mondiale, nel corso di un incontro a margine del G20 parigino. Il presidente dell'istituto di Washington, Robert Zoellick, ha chiesto ai leader mondiali di considerare l'emergenza alimentare come la priorità dell'agenda del 2011. L'aumento dei prezzi porterà a un aumento dell'offerta agricola, ma nei prossimi due anni "potrebbero anche scoppiare agitazioni, Governi potrebbero cadere e intere società subire disordini".
 In un recente studio, la Banca mondiale ha reso noto che la tendenza al rialzo dei prezzi degli alimenti ha spinto negli ultimi mesi nella povertà 44 milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo.  Il problema è talmente serio che anche l'agenzia alimentare delle Nazioni Unite (Fao) ha lanciato di recente l'allarme sul raccolto di grano per quest'anno, anticipando il rischio di una grave penuria.
 La situazione è critica soprattutto in Cina, dove, se la mancanza di piogge dovesse proseguire, potrebbero esserci conseguenze disastrose sui prezzi mondiali di grano e granturco. L'allarme della Fao ha spinto i prezzi del frumento ai massimi da quasi tre anni a quota 8,76 dollari per bushel. La Cina è il primo produttore di grano al mondo. Il suo raccolto è destinato quasi esclusivamente al consumo interno e dopo una violenta carestia negli anni Sessanta, che ha fatto milioni di morti per denutrizione, Pechino aveva deciso di essere autonoma dal punto di vista alimentare. Il raccolto di grano cinese è circa il doppio rispetto a quello americano e a quello russo.
L'Osservatore Romano

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