martes, 24 de mayo de 2011

Strauss Kahn: Scandalosa simbiosi tra FMI e Partito Socialista

abiura dello Stato sociale, delle ragioni del lavoro e dei produttori - braccio  armato delle elites globaliste, che impongono la dittatura del mercato e delle Borse
Lo scandalo di Dominique Strauss Kahn é che anche un capo del Fondo Monetario Intarnazionale (FMI) puó essere candidato presidenziale per un Partito socialista. La "sinistra" etimologica -quella che é racchiusa nel contenitore "internazionale socialista"- ha la medesima essenza del FMI. vale a dire uno strumento creato a Bretton Woods dagli Stati Uniti. Sul finire della seconda guerra mondiale , quando la maggioranza delle merci consumate nel mondo erano "made in USA".

Dopo Berlino, l'etimologia delle forze politiche europee che avevano con piú vigore dato forma e sostanza allo Stato sociale, divorzia e abiura le ragioni del lavoro e dei produttori. Convola a bieche nozze con l'ideologia globalista, agisce come braccio culturale armato delle elites oscurantiste che impongono la dittatura del mercato e dei mercanti.
Abiura delle ragioni del lavoro produttivo, metamorfosi in protesi mimetizzate del capitalismo finanziario, croupiers delle sue Borse e -una volta fallite- entusiasti finanziatori dei banchieri con i denari delle riserve nazionali. Poi -addirittura- voluttuosi compratori coatti dei titoli del debito estero degli Stati Uniti, con denominazione in valuta ormai aleatoria.

Strauss Kahn emerge da questa trama criminogena che mette al bando il sussidio ai salariati, il sostegno del consumo dei beni nazionali per rafforzare la domanda e l'impresa produttiva endogena. Mette il tappeto rosso solo alle multinazionali e il capestro a tutti gli altri produttori. Moltiplica la disoccupazione giovanile e prolunga il ciclo lavorativo per la terza etá. La sinistra etimologica, e' oggi apertamente sfidata alla Porta del Sol, da gente ormai immune ai ricatti dell'ordinario spettacolo. Gli indignati dicono che non sono contro il sistema: é il sistema ad essere contro di loro. In primo luogo il sistema dei partiti, quelli che all'unanimitá privatizzano le risorse e i beni e socializzano le perdite.

L'Europa é sotto le grinfie di un'elite che ha in pugno tutti poteri decisivi: decide guerre e politiche economiche, sta al di sopra della volontá dei cittadini. La vera classe dirigente dell'UE che sta a Bruxelles e alla BCE -non i ventriloqui degli interscambiabili partiti, ridotti a questuanti dei media e TV- agisce fuori, sopra e contro il suffragio universale. Questo, e' l'ultimo residuale barlume di potere -ancora virtualmente esistente- alla portata della cittadinanza. I partiti sono facce della stessa moneta. Da Budapest a Lisbona, da Atene a Varsavia, da Madrid a Vilnius, il FMI e la BCE impongono i salasso del Terzo Stato. N on importa la tipologia merceologica dei govenanti che dicono all'unisono "signorsí".
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