domingo, 31 de marzo de 2013

55% dei Venezuelani voterà per la continuità bolivariana

Con Maduro il 55% - Al neoliberista Capriles 35%
Il più recente studio realizato dall'Instituto Venezolano de Análisis de Datos (Ivad) rivela che il candidato socialista ha un vantaggio del 23% sul neoliberista Henrique Capriles, per le prossime elezioni presidenziali del 14 di aprile. Il sondaggio di Ivad è stato realizato nel periodo dal 19 al 23 marzo. Il 53,8% della gente contattata ha espresso che voterà per Maduro -succesore designato da Chávez- mentre il 30,8% voterà per
l'oppositore. Quest'ultimo, è anche il candidato di Obama, come risulta da una dichiarazione pubblica della sottosegretaria R. Jacobson. L'altro dato significativo è che, a prescindere dalle preferenze politiche rispettive, il 64,4% dei cittadini pensa che Maduro otterrá la vittoria, mentre solo il 22,9% ritiene che vincerà Capriles. La differenza a favore del delfino di Chávez è del 41,5%.

Da un altro sondaggio effettuato da Hinterlaces, con 1.133 inteviste dirette, conclusa il 23 de marzo, a favore di Maduro voterà il 55% degli intervistati, solo il 35% voterà per mandare alla presidenza il rappresentante della elites interna e della banca internazionale. Inoltre, il 61% ritiene che le presidenziali saranno vinte da Maduro, contro un 21% che crede nella possibilità di Capriles. 
Entrambi i sondaggi, confermano una ritmo di crescita costante dell'attuale presidente pro-tempore Nicolás Maduro, e non ci sono intravedono inversioni di tendenza o rallentamento del trend sfavorevole all'impresario sionista Capriles. Vari osservatori, addirittura prevedono che potrebbero diminuire i 6 milioni di voti ottenuti da Capriles nell'ottobre scorso, quando Chávez superò gli 8 milioni. 
Questo sarebbe lo scenario peggiore per Capriles, e ciò spiega perchè prende corpo l'ipotesi che abbandonerà l'agonismo elettorale, ritirando la candidatura poco prima del 14 aprile. Alla consueta tattica di discredito antistituzionale sistematico (utile soprattutto per la platea mediatica internazionale) si abbinerebbe l'urgenza di camuffare un sensibile calo di consensi dell'ex assaltante dell'ambasciata di Cuba, oggi riciclato come "socialdemocratico di mercato"
 Per Capriles sarebbe difficile gestire altrimenti uno scenario che -nell'arco d'un semestre- l'ha visto perdente con Chávez e sconfitto dal suo delfino, perdendo per strada quote di elettorato acquisite da tempo. 

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