lunes, 19 de enero de 2015

VENEZUELA: SCARSITA' PROGRAMMATA, NUOVA FASE della GUERRA ECONOMICA

Attualizzano la scarsità programmata che ebbe successo in Cile contro Allende

Tito Pulsinelli La decennale aggressione sistematica, sconfinata nel terrorismo mediatico contro il governo di Caracas, si è ormai trasformata in attacco deliberato contro le genti del Venezuela. Se si esclude l'accusa di cannibalismo, tutto il resto del repertorio dei veleni e degli anatemi è stato profusamente cosparso e irrigato nelle menti dal latifondo mediatico, facente capo al triangolo Miami-New York-Madrid. Senza ritegno, con sprezzo assoluto del senso del ridicolo, per tacere del rispetto formale del reale o almeno del “verosimile”.
La chiusura per ferie di una famosa gelateria di una città delle Ande venezuelane è stata sparata in prima pagina dal quotidiano El Paìs di Madrid, che l'ha attribuita alla carestia di latte. A fine novembre, gli epigoni della gazzetta iberica scrissero che il governo di Caracas aveva venduto per un pugno di dollari un isolotto dei
Caraibi alla Cina. Perchè? Per evitare un imminente crollo dell'economia e la proclamazione urbi et orbi del sospirato “default”. Divenuto paradossalmente la torre di Pisa degli “analisti” un tanto al pezzo.

La loquacità a bischero sciolto dei media occidentali, però, a volte diventa silenzio sepolcrale e poi omertà, quando ci sono fatti che disvelano il carattere propagandistico del panorama che tracciano del Venezuela. Ora sono arrivati agli effetti speciali e usano le tinte forti: manca latte, scarseggiano alimenti, code chilometriche per la carta igienica, deficienza calorica, e a breve parleranno di....sottoalimentazione (sic). Si tratta di scarsità programmata, opera artificiale della grande distribuzione commerciale privata. E' il frutto deliberatamente bacato dalla rete conformata da concessionari esclusivi aggruppati in poche strutture monopoliste.

Le autorità hanno rinvenuto mercanzie della multinazionale Procter&Gamble immagazzinata nei capannoni della Herrera AC in otto regioni, distributore (1) in esclusiva su tutto il territorio nazionale dei prodotti di igiene personale e domestica. In pratica, un monopolio privato che commercializza la produzione di un altro monopolio privato internazionale, entrambi interessati alla massima speculazione fisiologicamente tollerabile, persino con la farina di mais. Nei capannoni era stivata tutta la produzione dal mese di settembre in poi. Da cinque mesi non riforniscono con regolarità il mercato. Persino i pannolini per i bimbi e vari medicinali erano introvabili, se non a prezzi esorbitanti e code fuori del comune.

Nel consiglio di amministrazione di Herrera CA siede un'alta esponente del partito golpista Voluntad Popular dell'incarcerato Leopoldo Lopez, imputato per i disordini del febbraio-giugno dell'anno scorso che costarono la vita a 43 persone. Dal carcere continua a dirigere le 72 imprese di distribuzione con carattere di esclusività concesse dai nordamericani, di cui lui e famiglia sono soci.

Evidenzia il vincolo di interessi oscuri e incoffessabili tra multinazionali USA e una borghesia “compradora” accattona, senza volontà o capacità di produrre, sempre subalterna e ridotta a formare “cartelli”. Mai protagonisti di qualche tipo di industrializzazione, sempre ignari di ogni tipo di rivoluzione tecnologica. Preferiscono stringere patti con le multinazionali che sono in realtà alleanze politiche ed economiche, e finiscono per agire sempre più da quinta colonna consapevole. Prima di Chàvez, questi yes-man genetici si erano fatti gabbare dagli “amici” del nord quando stabilirono che il petrolio della maggior riserva del mondo era “bituminoso”, quasi un catrame di scarsissimo valore.

Alla stregua di concubine svalutate si piegano alle loro esigenze geopolitiche immediatiste, e mettono senza scrupolo a soqquadro la rete logistica e l'ordine dei rifornimenti alla popolazione.
Pìù speculano più arricchiscono e più si sentono “liberali”, ricevendo gli applausi di CNN, El Paìs, la coorte di ONG finanziate da Soros o consociate con Washington. Paladini immaginari della libertà nei paesii che non possono controllare a piacimento. E' in corso un piano per riattualizzare la scarsità programmata che ebbe successo in Cile. Provocò il colpo di Stato contro Allende, e in questa fase punta alla deliberata nevrotizzazione dei venezuelani. Prendere le distanze dal governo, mettere a un lato la rivoluzione bolivariana, o soffrire conseguenze più severe

 Nel 2014 è morto il mito del libero commercio, liquidato dagli Stati Uniti che hanno imboccato con decisione la strada della guerra economica come arma geopolitica d'assalto. Boicottaggio, sanzioni, controsanzioni, blocco commerciale, braccio di ferro monetario, rappresaglie commerciali sono il corollario di questo inasprimento della guerra (non-ancora militare) tra occidente e l'area BRICS.

Il Sudamerica non fa eccezione, tutti ricordano l'attacco frontale contro l'Argentina decretato da un giudice della Corta suprema degli Stati Uniti, che ingiunse al governo di Buenos Aires la resa incondizionale agli usurai dei “fondi avvoltoio”; in pratica consegnare la sua riserva monetaria. Fece seguito immediato l'ingiunzione di stile mafioso da parte della Exxon Mobil al Venezuela, che pretendeva ben 12 miliardi di dollari come “prezzo giusto” per la nazionalizzazione subita e risarcita. Entrambi gli assalti fallirono, però lo scontro continua, ora con il decisivo sostegno finanziario della Cina. Ha dato un credito per 250 miliardi di dollari alla regione, 20 miliardi al Venezuela e 4 all'Ecuador.
Si fa irta e incerta la meta del default forzoso desiderato a New York e sostenuto da tutti i guardaspalle mediatici.

(1)
Kellog’s, Nestlé, General Mills, Avelcasa y  Pfizer,  


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