lunes, 7 de marzo de 2016

Grecia: Sull’orlo del collasso finanziario ed invasione di profughi sospinti dalla Turchia


Proteste in Grecia
I creditori del paese ellenico, pur non avendo trovato ancora una posizione comune, insistono per una linea dura nei confronti del Governo di Atene, simile a quella tracciata da Poul Thomsen, responsabile del FMI, il quale ha chiesto nuove misure di austerità calcolate in 7,5-9 miliardi di euro entro il 2018 ,insieme al taglio alle pensioni. Nel frattempo  l’inflessibile ministro delle finanze tedesco Schaeuble ha accusato il
Governo greco di aver creato un “diversivo” con la crisi dei profughi profughi per non rispettare gli impegni che sono stati assunti per il superamento della crisi dell’Eurozona”.

In pratica i tedeschi accusano il governo di Atene di approfittare dei profughi per “distrarre” i creditori e dilazionare i propri obblighi di pagamento adducendo scuse. Naturalmente queste accuse hanno ulteriormente incrementato la rabbia e la ripulsa verso la Germania e le politiche dell’Unione Europea da parte della popolazione greca.

Il portavoce del FMI ha insistito nel richiedere al Governo greco un ulteriore taglio di 9 miliardi di euro con misure che siano destinate al taglio delle pensioni e dell’assistenza sociale, quale coronamento degli impegni presi, se queste misure porteranno alla fame la popolazione anziana e le famiglie già fortemente in difficoltà non è questione che interessi ai funzionari del FMI che hanno grande attenzione ai conti finanziari ed al recupero dei crediti concessi, costi quello che costi.

 Il dibattito e le polemiche sono molto forti nel Governo, lo stesso che ha tradito le istanze richieste dalla popolazione nelle ultime elezioni, e si è inchinato alle direttive dei potentati finanziari internazionali. Il ministro delle Finanze greco, Euclide Tsakalotos, parlando in Parlamento, ha fortemente criticato il Fmi per la posizione dura espressa verso la Grecia, con la richiesta di ulteriori misure di austerita’. D’altra parte “le nostre posizioni sono molto vicine” con quelle del Mes, della Bce e della Commissione europea mentre le differenze esistenti rientrano nel quadro dei negoziati e potranno essere discusse”, ha detto Tsakalotos.

Lo stesso ministro ha espresso la sua preoccupazione per il fatto che i rappresentanti degli organismi finanziari stiano tardando nel venire in Grecia a discutere con il Governo greco circa le ulteriori misure da far approvare, oltre a quelle già approvate, ed ha contestato che l’applicazione di queste stia determinando un ulteriore avvitamento dei conti finanziari, come viene rilevato dagli organismi finanziari e dal ministro delle finanze tedesco.

Il Governo greco sostiene di essere a posto con i propri conti e di aver fatto “tutti i compiti a casa” che gli sono stati dettati dalla Troika e manifesta qualche debole resistenza alla possibilità di ulterirori tagli alle spese sociali , nel fondato timore che la rabbia della popolazione strabocchi in ulteriori scioperi e manifestazioni di piazza che stanno agitando il paese da diverse settimane.

“Le pensioni in Grecia sono state tagliate 11 volte da quando il Paese ha firmato il suo primo piano di salvataggio nel 2010 e Atene non è possibile procedere ulteriormente”, ha sottolineato Tsakalotos.

Si è fatto sentire anche il ministro del Lavoro George Katrougalos il quale ha dichiarato che “la votazione sul disegno di legge per la riforma delle pensioni e’ stato notevolmente ritardato a causa della posizione del Fmi e per le sue richieste irragionevoli”. Lo stesso ha sottolineato le difficoltà della situazione in cui si trova il paese ed ha “implorato” i creditori di avere pazienza e di cercare un possibile accordo che in pratica significherebbe una dilazione del debito superando la posizione intransigente del FMI.

La prossima settimana è prevista una riunione dell’Eurogruppo per discutere la popsizione della Grecia. Nel frattempo le piazze si agitano e sono in coraso manifestazioni e disordini nelle varie vcittà greche e dalle piazze arrivano forti accuse di tradimento nei confronti degli esponenti del Governo Tsipras.
Gli osservatori notano che i problemi che possono ancora esplodere sono legati anche alle sofferenze bancarie del paese ed alle privatizzazioni previste dei servizi pubblici  che determineranno un aumento nel costo di tutti i servizi.
Nessun allegerimento o rallentamento delle misure risulta previsto per causa della crisi migratoria e degli alti costi per l’accoglienza dei rifugiati, come stabilito dal ministro tedesco Schaeuble.

In questo contesto di forti difficoltà finanziarie si manifesta una situazione sociale al bordo del collasso e di aperta ribellione contro i diktat della Troika. Continuano ad essere presenti sulle strade posti di blocco degli agricoltori sulle strade, mobilitazione indetta dai sindacati 24 ore su 24 in attesa del ritorno della Troika ad Atene per darle la “giusta accoglienza” , tutte le categorie economiche, inclusi i notai, medici, infermieri, e persino i bancari, annunciano scioperi a catena.

Risulta impensabile che il governo Tsipras sia in grado di applicare la macelleria sociale che la Ue, la Bce e l’Fmi vorrebbero attuare senza che la situazione precipiti in rivolte di piazza.
Nere prospettive si aprono davanti alla Grecia ed anche per l’Europa.

Fonti:    Greece greek reporter        El Boletin.com     
controinformazione.info 
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