martes, 27 de noviembre de 2007

Destra sudamericana:con le buone o le cattive!

La destra è identica a La Paz, Caracas, Asunción, Quito o Città del Messico: vuole il potere, con le buone o con le cattive. Quando perde il potere politico o esce malconcia dalle elezioni, diventa automaticamente sovversiva, violenta, autoritaria, faziosa e razzista.
Se il governo lo ottiene con elezioni, allora è democratica; quando non ci riesce, comincia immediatamente a congiurare, organizzare golpes militari, sabotaggi. In poche parole: prepara la dittatura!

L'oligarchia latinoamericana, con l'appoggio delle classi medio-alte urbane, della tecnocrazia legata alle multinazionali, del monopolio dell'informazione, e dei vertici delle Conferenze Episcopali, passa all'azione diretta contro i governi
legittimi, legalmente eletti. A La Paz, Caracas o Quito.
Questo blocco egemonico, che esprime gli interessi del 20% della popolazione, non si rassegna alla perdita del potere politico, e per indurli alla ragione e al rispetto della legalità repubblicana, NON sono sufficienti solo i responsi delle urne.

In Venezuela, hanno perso 12 elezioni in 9 anni, ma la sconfitta vera l'hanno conosciuta quando fallì la serrata padronale del dicembre-febbraio 2003, cioè quando persero il controllo dell'industria petrolifera statale PDVSA.
In Bolivia hanno perso le elezioni, ma il blocco dominate non demorde e non rinuncerà a riconquistare il governo, con o senza voti.

La rottura del rapporto di forze tra l'oligrachia e il blocco sociale maggioritario, avverrà quando quest'ultimo estenderà il suo controllo reale sulla totalità delle istituzioni statali. E quando potrà resistere allo strapotere economico dell'oligarchia, con la coesione di una forza sociale decisa ad andare oltre l'attuale precario potere politico.
Per il momento, c'è una transizione in cui la destra applica questa politica: se non si può con la democrazia rappresentativa, allora sarà con la dittatura!