A quanto apprende Aki-Adnkronos International, sarebbe stato accreditato dal presidente Ortega a rappresentare Managua in Arabia Saudita, nel Maghreb e con delega anche ai rapporti economici con l'Italia.
Tunisi, 8 dic. (Adnkronos/Aki) - Francesco Cardella Palumbo, a quanto apprende Aki-Adnkronos International in ambienti diplomatici, sarebbe stato accreditato dal presidente Daniel Ortega (nella foto) a rappresentare lo stato del Nicaragua come ambasciatore in Arabia Saudita, nel Maghreb e con delega anche ai rapporti economici con l'Italia.
Cardella, 67 anni, padre direttore delle poste, madre pianista, fin da giovane coltivò la passione dell'editoria. Giornalista e poi editore, di note simpatie socialiste, rappresentante in Europa della setta degli ''arancioni'', conobbe il sociologo Mauro Rostagno, che diventò direttore della comunità 'Saman' di Lenzi, nei pressi di Trapani, realizzata sulla proprietà di Cardella. Rostagno venne misteriosamente ucciso nel 1988 e Cardella finì coinvolto nelle indagini, lasciando l'Italia e approdando in Nicaragua.
"Perché dovevo fare della galera ingiusta? - disse in un'intervista rilasciata nel 2003 a Claudio Sabelli Fioretti su 'Sette', il magazine del Corriere della Sera - Quando il mio avvocato Grazia Volo mi invitò a presentarmi, io dissi che l'avrei fatto. Erano anni strani in Italia, di collaborazione tra avvocati e Procure. A quel punto capii che era meglio andarmene. Avevo 10.000 dollari e me ne andai in Nicaragua". Qui, il padre degli 'arancioni' disse di avere vissuto su un albero. ''Mi sono messo a dipingere. Andavo a pescare, facevo il bagno, elaboravo il mio lutto. Avevo un terreno con un bellissimo albero. Ho chiamato due o tre amici e abbiamo fatto la casa sopra l'albero, come quelle dei bambini. Ma la mia ha tre piani, l'acqua, la luce, il telefono, la parabola satellitare".
Sempre nell'intervista a 'Sette', Cardella aggiunse di aver lavorato in un'agenzia di pubblicità e di aver portato in Nicaragua degli aliscafi russi. ''Flop tutti e due. Alla fine ho comprato un po' di terra che ho rivenduto. E' andata meglio. E sono diventato biscazziere. Ho il 50% di un piccolo casinò". Nel febbraio scorso, Cardella, accusato di peculato e truffa, ha ottenuto dalla corte d'Appello di Palermo una riduzione della pena, che non sconterà grazie all'indulto.
No hay comentarios:
Publicar un comentario