viernes, 23 de octubre de 2009

Obama si impegna a mantenere segrete le armi nucleari di Israele

poster nord-coreano

Eli Lake
Il presidente Obama ha riconfermato un accordo segreto di 40 anni fa che ha permesso ad Israele di mantenere un arsenale nucleare senza aprirlo alle ispezioni internazionali, secondo quanto detto da tre funzionari a conoscenza dell’accordo.

I funzionari, hanno parlato alla condizione di non essere nominati perché stavano discutendo su questioni private, hanno detto che Obama si è impegnato a mantenere l'accordo la prima volta che ha ospitato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca maggio.

Secondo l'accordo, gli Stati Uniti non hanno fatto pressione su Israele perché rivelasse le sue armi o firmasse il Trattato di non Proliferazione Nucleare (TNP) secondo il quale Israele avrebbe dovuto rinunciare, in base alle stime, a diverse centinaia di bombe nucleari. Israele era nervoso di fronte alla possibilità che il signor Obama non continuasse l’accordo del 1969 per il suo forte sostegno alla non proliferazione e la priorità d’impedire che l' Iran sviluppi armi nucleari.

Gli Stati Uniti e altre cinque potenze mondiali hanno ottenuto dei successi durante le conversazioni con l’Iran a Ginevra, giovedì, quando l’Iran ha accettato, all’inizio, di trasferire qualche combustibile nucleare al di fuori del paese e aprire all' ispezione internazionale un' installazione recentemente rivelata.

Netanyahu ha lasciato circolare la notizia della continuazione dell’accordo tra gli Stati Uniti ed Israele la settimana scorsa facendo un' osservazione che ha suscitato poca attenzione. Gli è stato chiesto dal Canale di Israele 2, se era preoccupato che ad Israele venisse applicato il discorso del signor Obama fatto all’ONU, chiedendo un mondo senza armi nucleari.

“Era molto chiaro, dal contesto del discorso, che stava parlando della Corea del Nord e dell’Iran”, ha detto il leader israeliano. “Ma voglio ricordarvi che nella mia prima riunione con il presidente Obama a Washington, che ho ricevuto da lui, e ho chiesto di ricevere da lui, un elenco dettagliato delle intese strategiche che esistono da molti anni tra Israele e gli Stati Uniti su tale questione. Non era per niente che ho chiesto, e non era per niente che ho ricevuto” (il documento).

Il principale accordo nucleare è stato realizzato durante un summit tra il presidente Nixon ed il primo ministro israeliano Golda Meir, iniziato il 25 settembre 1969. Avner Choen, autore di “Israel and the bomb” e principale autorità fuori dal governo israeliano sulla storia del programma nucleare d’Israele, ha detto che l’accordo equivale a che “gli USA accettino passivamente lo status di armi nucleari d’Israele mentre Israele non riveli pubblicamente la sua capacità o testi un’arma”.

Non esiste un registro formale dell’accordo, nè mai è stato riconosciuto da governi israeliani o statunitensi. Però, nel 2007, la biblioteca Nixon ha declassificato un documento del 10 luglio del 1969, del consigliere nazionale della sicurezza Henry Kissinger, che arriva quasi ad articolare la politica statunitense al riguardo.

Il memorandum dice: “Anche se potremmo idealmente fermare l'effettivo possesso di Israele, quello che vogliamo veramente è impedire che il possesso di Israele si trasformi in un dato di fatto internazionale”.

Il signor Cohen ha detto che la politica risultante era l’equivalente di “don't ask, don't tell” (non domandare, non dire). Il governo di Netanyahu ha cercato di riaffermare l’accordo in parte per la preoccupazione che l’Iran potesse ottenere rivelazioni israeliani sul suo programma nucleare in negoziazioni con gli Stati Uniti e altre potenze mondiali. L’Iran ha più volte accusato gli Stati Uniti di avere uno doppio standard e di non opporsi all’arsenale israeliano.

Il signor Cohen ha detto che la riconferma e che il signor Netanyahu ha chiesto e ricevuto un verbale di accordo suggeriscono che “ci sembra non solo che non vi era alcuna intesa in comune di quanto era stato concordato nel settembre 1969, ma è anche evidente che anche le note dei due leader non possano esistere. Vuol dire che Netanyahu ha voluto avere qualcosa per iscritto che implica che l' accordo. Afferma, inoltre, che gli Stati Uniti in realtà un partner nella politica di Israele di opacità nucleare”.

Jonathan Peled, portavoce dell’ambasciata israeliana a Washington, si è rifiutato di commentare, allo stesso modo il Consiglio Nazionale di Sicurezza della Casa Bianca. L’accordo segreto potrebbe debilitare l’obiettivo del governo di Obama di un mondo senza armi nucleari. In modo particolare, potrebbe colpire gli sforzi degli Stati Uniti di far entrare in vigore il Trattato di Proibizione Totale delle Prove Nucleari (CTBT, le sue sigle in inglese) e del Trattato per la Proibizione di Produzione di Materiale di fissione (FMCT), due accordi che i governi statunitensi hanno affermato che dovrebbero essere applicati a Israele. Vieterebbero le loro prove nucleari e la produzione di materiale per le armi.

Un membro del personale del Senato familiare con la riaffermazione di maggio, che ha chiesto di non essere nominato per la delicatezza dell’argomento, ha detto: “Quello che questo significa è che il presidente ha fatto dei compromessi, che politicamente non aveva un’altra alternativa sul programma nucleare israeliano. Però, allo stesso tempo mette in dubito tutta l’agenda di non proliferazione del presidente. Il presidente ha dato ad Israele una chiave per uscire dalla prigione del TNP”.

Daryl Kimball, direttore esecutivo dell’Associazione per il Controllo delle Armi, ha detto che questa scelta era meno dannosa per la politica USA. “Penso che sia normale che i due nuovi dirigenti , degli Stati Uniti e Israele, volessero chiarire gli accordi precedenti tra i loro governi su questo tema”, ha detto.

Tuttavia il signor Kimball ha aggiunto: “Rispettosamente sarei in disaccordo con il signor Netanyahu. Il discorso di Obama e la Risoluzione del 1887 del Consiglio di Sicurezza dell' ONU si applicano a tutti i paesi senza considerare accordi segreti tra gli USA e Israele.
Un mondo senza armi nucleari concorda con l’obiettivo dichiarato da Israele di riuscire ad avere un Medio Oriente libero da armi di distruzione di massa. Il messaggio di Obama è che le stesse responsabilità di non proliferazione e di disarmo devono essere applicate a tutti gli Stati e non soltanto a pochi”.

La dottrina nucleare israeliana è conosciuta come “il lungo corridoio”. Secondo questa, Israele comincerebbe a considerare il disarmo nucleare solo dopo che tutti gli altri paesi che sono ufficialmente in guerra con esso firmeranno trattati di pace e tutti i paesi vicini abbandonassero non solo i loro programmi nucleari ma anche i loro arsenali chimici e biologici. Israele vede le armi nucleari come una garanzia esistenziale in ambiente ostile.

David Albright, presidente dell’Istituto per la Scienza e Sicurezza Internazionale, ha detto che si aspettava che il governo di Obama non facesse troppe concessioni a Israele. “Uno si aspetta che il prezzo per simili concessioni sia l’accordo israeliano con il Trattato della Proibizione Totale delle Prove Nucleari e il Trattato per la Proibizione della Produzione di Materiale di Fissione e un’accettazione dell’obiettivo a lungo termine di una zona libera da armi di distruzione di massa in Medio Oriente”, ha detto. “In caso contrario, il governo di Obama, ha pagato troppo, considerando il suo obiettivo di un mondo libero da armi nucleari”.

Tradotto per www.vocidallastrada.com/ da VANESA
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