domingo, 12 de septiembre de 2010

A NOVE ANNI DALL’ 11 SETTEMBRE


Thierry Meyssan www.voltairenet.org
Stiamo già commemorando il 9º anniversario degli attentati dell’11 settembre, che servirono da pretesto per scatenare una guerra i cui promotori aspiravano a un conflitto armato a carattere perenne. Dopo aver ammazzato circa 3000 persone negli Stati Uniti, gli organizzatori degli attentati causarono la morte di più di un milione di persone in più in Afghanistan e in Iraq. Il piano che avevano tracciato includeva la continuazione della strage mediante la distruzione della Siria e dell’Iran. Però non sono riusciti – per il momento – a concretizzare questa fase del loro progetto.

In occasione di questo triste anniversario, gli stessi che attribuivano agli islamici la responsabilità del loro stesso proprio crimine prima di devastare il Medio Oriente musulmano, adesso provano a mettere in piedi una nuova messinscena.. Un falso dibattito circa la nuova costruzione di un centro musulmano a Manhattan sconvolge gli Stati Uniti, mentre un altro falso dibattito accompagna l’annunciato rogo di esemplari del Corano.

Nel contesto di queste provocazioni, le autorità americane non si lasceranno sfuggire l’occasione di provare a farci credere che siano intervenuti per garantire la libertà di culto nel loro paese, con la speranza di farci dimenticare così che i massivi crimini che loro stessi hanno commesso in Medio Oriente fossero perpetrati in un clima di vera crociata contro l’Islam. Pretendono d’impedire così che prendiamo coscienza del loro fallimento nel convincerci. Nove anni fa, io mi trovai solo quando rifiutai le bugie sopra l’11 settembre, quando denunciavo che era in atto un colpo di stato orchestrato dal complesso militar-industriale, quando avvertivo dei progetti bellicisti del nuovo impero.

Nonostante gli insulti, nonostante le minacce e gli attacchi, ho attraversato il mondo aprendo gli occhi dell’opinione pubblica internazionale e smontando l’ideologia della guerra di civiltà. Non ho potuto sviluppare questo lavoro negli USA, dove fui dichiarato persona non grata. Nonostante ciò, dopo aver assimilato il colpo e accettato il dolore, coraggiosi americani hanno innalzato la bandiera della verità nel loro stesso paese.

I sondaggi dimostrano che ogni anno si aggiunge un 10% in più degli americani alla massa di gente che dibatte la versione ufficiale redatta dalla Commissione Kean-Hamilton.. Più del 70% degli americani, includendo gli stessi signori Kean e Hamilton – gli incaricati di imporre definitivamente la versione del governo-, oggi la mettono in dubbio. A questo ritmo, entro tre anni tutta la popolazione americana rifiuterà nella sua totalità la versione ufficiale. Oggi siamo la maggioranza quelli che a traverso il mondo esigiamo che si faccia luce su questi crimini.

Stati Uniti e Regno Unito utilizzarono l’11 settembre per giustificare davanti all’ONU l’invasione che scatenarono contro l’Afghanistan e l’Iraq. Non si tratta, per lo meno, di una questione di carattere strettamente nazionale ma di un argomento di importanza internazionale. È giunto il momento che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite instauri una commissione investigativa, riunisca gli elementi che già sono di pubblico dominio e adotti azioni concrete di accusa contro i veri sospettati.

Se i nostri cari trovassero la morte fra le rovine del World Trade Center o fra le macerie delle case bombardate a Kabul o a Bagdad, se i nostri figli cadessero sotto il fuoco delle forze occupanti o se morissero cercando di occupare il Medio Oriente, la realtà sarebbe la stessa per tutti. Tutti siamo vittime dello stesso sistema. Dobbiamo lottare tutti insieme affinché si sappia tutta la verità e affinché i colpevoli siano puniti, perché non avremo pace senza la giustizia.

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