martes, 22 de febrero de 2011

Russia: Pericolo di disintegrazione per alcuni Paesi del Medioriente

Per Stati Uniti e Gran Bretagna, gas fa rima con separatismo - Problemi per il sud-Europa - Turchia a Gheddafi: Errore trattare il popolo come nemico - Il "fattore-cibo" -
Tito Pulsinelli
* Il presidente russo Medvedev, durante una riunione del comitato anti-terrorista, ha segnalato con preoccupazione che i Paesi più popolati della regione mediorientale e africana corrono il pericolo di subire l’arrivo al potere dei “fanatici”. Segnala anche che vari di essi possano sparire dalla carta geografica
e “disintegrarsi”.
** “La situazione in Medioriente e nel mondo arabo è gravissima, racchiude il pericolo di disintegrazione delle nazioni più popolate e l’arrivo al potere dei fanatici” ha espresso così la sua preoccupazione Medvedev. “Se avvenisse questo, l’estremismo continuerà a espandersi e per qualche decina d’anni i conflitti non cesseranno” Il leader del Cremlino è stato ancora più chiaro quando ha aggiunto: “Questo stesso copione era stato preparato per la Russia, solo che non riuscirono a realizzarlo nè ci riusciranno”

*** Il presidente turco Erdogan ha chiesto oggi a Gheddafi di detenere la violenza perchè “..nessun regime conserva a lungo il potere se vede il popolo come una minaccia e utilizza la forza militare per reprimere la protesta”.

**** L’ingerenza esterna che fa leva su problemi endogeni al fine di fomentare il separatismo nelle zone dei giacimenti di idrocarburi o ricche di materie prime, è un modus operandi applicato anche recentemente –senza succeso- in Bolivia e Venezuela. Dopo la nazionalizzazione del gas decretata da Evo Morales, gli Stati Uniti richiamarono il loro ambasciatore nel Kosovo e lo spedirono a La Paz.

***** Nel giro di poco tempo, la minoranza di latifondisti di origine croata della regione amazzonica boliviana di Santa Cruz –con i giacimenti di gas- cominciò una spietata operazione separatista, truccata da “aspirazione autonomista”. La violenza crebbe esponenzialmente, fino ad indurre i separatisti ad una condotta di aperta ribellione contro il governo della Bolivia. La manovra fallì per l’intervento rapido e deciso dell’UNASUR –non della OEA o dell’ONU- che non permise alle multinazionali anglosassoni la depredazione del gas. Il blocco sudamericano stabilì come norma che romperà relazioni diplomatiche, commerciali, chiusura di frontiere,  con quanti arrivano al governo con golpe o separatismo.
Il replay per staccare la zona petrolifera occidentale dal Venezuela –con l'aiuto dei paramilitares colombiani- conobbe la medesima sorte.

****** Gas, petrolio, minerali sono elementi che le multinazionali occidentali hanno sempre coniugato con conflitti etnico-religiosi, golpe e separatismo, quando si tratta di recuperare posizioni perdute. Per mano di governi nazionalisti o “populisti”che osano nazionalizzare il loro business. La britannica BP è rientrata nel giro del petrolio della Libia da poco. Non si è fatta alcun scrupolo di rispedire in patria il celebre terrorista dell’aereo precipitato in Scozia. Non vi è dubbio che Londra guarda ben oltre il contratto di esplorazione recentemente firmato con Gheddafi. Il premier Cameron ha appena terminato una tournèe  nelle zone calde arabe, ed ha firmato succosi contratti per l'export di armamenti. Proprio nelle ex colonie del Medioriente, ancor oggi monarchiche, tra cui l'imperscrutabile Arabia saudita.

******* Con i loro sodali d’oltreatlantico non si fermeranno davanti a nulla: nemmeno ad imporre all’Unione Europea -attraverso la NATO- dopo la frantumazione dell’unità territoriale libica, la nascita d’un altro “emirato petrolifero” in pieno Mediterraneo. In fondo, Gran Bretagna e Stati Uniti non rischiano molto, visto che da 40 anni non fanno grandi affari con i libici. L’esodo di profughi non raggiungerà certo le loro coste e l’interruzione dei rifornimenti danneggerà soprattutto i “meticci” sud-europei.

******** Il “fattore cibo”, acutizzato dall’ormai inoccultabile cambio climatico, agisce –ed agirà- con più gravità nelle zone aride e desertiche, dove l’insufficienza dei raccolti oggi significa solo prezzi proibitivi, ma a breve sarà scarsità alimentaria e insufficienza di calorie. Più caldo meno piogge, cibo scarso, moltiplicazione dei “moti del pane. E di nuovi “emirati petroliferi”?

2 comentarios:

Alba kan. dijo...

E' interessante notare come il potere dei "fanatici" corrisponde sempre a coloro che non "molleranno" tanto facilmente le risorse energetiche...
Credo che abbia ragione Fidel....
;)

titus dijo...

Persino Sergio Romano è intervenuto per frenare la scompostezza indecente del bifronte "fronte politico" atlantista. Ha messo i puntini sulle i. Prodi ha già dimenticato che non firmo il trattato con la Libia -con riparazioni e tutto- solo perchè venne mandato a casa?

Romano scrive:
"Buona o cattiva, questa fu la linea politica di tutti i ministri degli Esteri italiani da Giulio Andreotti a Gianni De Michelis, da Lamberto Dini a Massimo D'Alema. Come in altre questioni l'Italia ha dimostrato che nella storia della politica estera soprattutto degli ultimi quarant'anni la continuità è molto più frequente della rottura. Ogni governo, quale che fosse il suo colore, ha cercato di negoziare con Gheddafi una specie di trattato di pace".

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