jueves, 24 de febrero de 2011

Russia teme "effetto Libia" nel Caucaso

Putin: “..è necesario che siano i popoli a determinare il loro destino, e che possano farlo senza intervente esterni”.
Mentre la produzione di petrolio crolla da 1 milione e mezzo di barili a 4oocentomila, la segretaria di Stato H. Clinton parte per un giro di consultazioni con i leader europei che non hanno ancora consolidato una posizione comune, preoccupati dall’alto costo delle conseguenze di un "intervento" e con che criterio suddividerlo. La Clinton esplorerà quali delle soluzioni della “ampia gamma” accennata da Obama sarà adottata per affrontare il rebus libico. E’ indispensabile unità di intenti e di azioni, poichè gli USA sono impegnati in due guerre simultanee –in cui hanno coinvolto la NATO- e non si intravede nessuna via d’uscita favorevole o onorevole.

La NATO non ha un piano d’intervento perchè le proteste non sono una minaccia” ha detto in Ucraina il segretario atlantista A.V.Rasmussen.
 Ha aggiunto che loro non hanno finora ricevuto nessuna richiesta d’intervento, e questa deve contare con il sigillo del Consiglio di sicurezza. Dal suo canto, Gheddafi ha ribadito le accuse contro “i fanatici”, dicendo apertamente che dietro i ribelli della Cirenaica c’è Alqaeda.


Gli fa eco Putin che è allarmato dall’aumento dell’influenza del radicalismo in Nordafrica, che avrebbe un sicuro impatto negativo nel Cáucaso del Norte. Questa prospettiva suscita forte preoccupazione al Cremlino. “Non può che preoccuparci le numerose vittime e l’eventuale arrivo al potere o il rafforzamento delle posizioni dei gruppi radicali nei Paesi nordafricani. Nonostante la tesi tranquillizzante che indica come improbabile un evoluzione di questo tipo”. Putin ha espresso che è indispensabile un atteggiamento rispettoso di fronte a questi avvenimenti “..è necesario che siano i popoli a determinare il loro destino, e che possano farlo senza intervente esterni”.


Dopo la rapida unanimità di principio nel Consiglio di sicurezza -convocato alla velocità della luce- sembra che la Russia e la Cina, dopo il biasimo d’obbligo, stiano valutando con molta attenzione le coseguenze negative d’un intervento esterno in Libia. I russi temono la propagazione degli effetti nel Caucaso e la Cina soppesa l’impatto negativo sui suoi considerevoli investimenti finanziari in Africa. Si tratta di miniere e giacimenti da salvaguardare e mettere al riparo dai secessionismi e “guerre umanitarie”.
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