miércoles, 27 de abril de 2011

NapoliNATO: "Naturale" la guerra a fianco della Cirenaica

Non è solo la vulnerabilità di Berlusconi - Classe dirigente succube persino del sub-imperialismo francese - Minimizzata residuale sovranità dell'Italia - 

Tito Pulsinelli
L'Italia si è schierata apertamente con la Cirenaica nella sua guerra di secessione contro il governo di Tripoli, trasformando i suoi aerei militari in aviazione dell'improvvisato "governo provvisorio" di Bengasi. Il sotterfugio della "zona di esclusione aerea", tempestivamente concesso dalla cupola dell'ONU sulla base di mendaci  informazioni televisive e flash delle solite agenzie, non è bastato a dare credibilità e spessore al canovaccio dell'iniziale "ribellione popolare". Sembrava dovesse essere un'avventura da risolversi trionfalmente in un fine di settimana, ma non è così. La "ribellione popolare" oggi conta sulla NATO e su una banca centrale frettolasamente aperta con la regia inglese, ma manca il territorio, la popolazione e la credibilità.

L'obiettivo ossessivamente ribadito dall'integralismo umanitario non è la salvaguardia della convivenza civile dei cittadini libici o la fine delle ostilità: è la capitale libica, la forma del suo governo, la sparizione del suo capo. La NATO ha bombardato la sua residenza -provocando 45 vittime civili- ripetendo le nefaste gesta di Reagan quando ordinò il lancio di missili sulla residenza di Gheddafi. L'ipocrisia ha immediatamente spinto i comandanti della NATO a specificare che si trattava di obiettivo militare, visto che la risoluzione dell'ONU -che contiene di tutto- non è una licenza d'uccidere un capo di Stato. Il Tribunale dell'Aja non l'ha ancora condannato, perchè tanta fretta?

Il capo del governo italiano ha messo a un lato la "riluttanza", cede non solo al diktat USA, ma concede molto di più al sub-impero francese allo sfascio: imprese, banche, commesse nucleari, ed il mercato libico da cui era escluso. Berlusconi cede malvolentieri, ma cede, senza remore. Sono solo debolezze soggettive? si tratta anche di una vulnerabilità storica dell'Italia che oggi vede ancora più minimizzata la residuale sovranità nazionale. Non gli è consentita la via della neutralità percorsa positivamente dalla Germania che -non si fa nemici in Africa- e manda avanti il progetto del gasdotto per rifornirsi direttamente dalla Russia e rafforzare la sua sovranità energetica. 

L'Italia dovrà concedere presto anche Finmeccanica e stracciare l'accordo sottoscritto con Mosca per il gasdotto "South stream" che garantirebbe la nostra diversificazione energetica. C'è il pollice verso degli Stati Uniti e di Londra contro l'ENI, e la strada spianata alla BP, Total e multinazionali d'oltreatlantico. Purtroppo, non è solo una debolezza d'un presidente del consiglio, d'un governo, si tratta della mediocrità conclamata d'una intera classe dirigente (non solo politica). Che ora cerca di spacciarci come vantaggiosa compensazione ai severi danni subiti, la nomina d'un uomo della Goldman Sachs (con passaporto italiano) alla testa della Banca Centrale Europea (BCE).

La "alternativa" politica al presente si limita ad un contenitore eterogeneo che continua a guardare con stupore ed animo gaio alle elites globaliste che hanno talmente aperto le economie nazionali che si sono portate via tutto. Persino quel che rimaneva delle riserve nazionali adibite al salvataggio dei bancarottieri. Persino quel poco che restava del potere legislativo designato con il suffragio universale. Paladini d'una Europa preda del nuovo totalitarismo della "commissione" e della BCE: poteri occulti, paralleli, di secondo o terzo grado, non eletti da nessuno. Dopo aver sacrificato lo Stato sociale, salvato i banchieri, oggi hanno usurpato anche il potere decisionale sulla politica economica, conferito ai governi nazionali dai cittadini. 

La guerra a favore della Cirenaica sarà un capitolo buio lungo come un romanzo di cui non si scorge l'epilogo, e misteriosi rimangono i vantaggi che deriveranno per creare dal nulla un protettorato o -se va male- una enclave neocoloniale. Qualcosa di simile ad un Kosovo petrolifero, da difendere militarmente per decenni. "Naturale conseguenza" ha definito Napolitano la nuova Campagna di Cirenaica: di che? Naturale? (sic). La storia si ripete, originariamente come dramma, ora come farsa. 

Ah, il direttore di Al Jazeera si è dimesso, denunciando che il canale dell'emiro del Qatar ha condotto una campagna di falsificazione e manipolazione contro la Libia, distorcendo o minimizzando gli avvenimenti anche  in Bahrein ed altrove. Per favorire gli interessi occidentali e dei loro alleati arabi. E pensare che il Consiglio di sicurezza delll'ONU, si riunì a tambur battente sulla base di notizie sfornate dai media. Stilò quella famigerata risoluzione onnicomprensiva, senza aver inviato nessuna delegazione a constatare de visu la veridicità delle informazioni oggi denunciate dal direttore Ghasan Ben Jeddo. Ancor oggi, l'ONU non ha inviato nessuna delegazione in Libia. 





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