martes, 23 de abril de 2013

Venezuela:A qualsiasi sanzione degli USA, la risposta sarà commerciale ed energetica

Dura replica alle ambigue minacce del Dipartimento di Stato
Roberta Jacobson, incaricata del Dipartimento di Stato per le relazioni con il Venezuela, ha rilasciato per l'ennesima volta dichiarazioni pubbliche che mettono in luce che Washington è il principale alleato dell'opposizione e del suo ex-candidato alle presidenziali. Capriles ha rimediato la seconda sconfitta consecutiva in un semestre, la prima per KO tecnico contro Chávez, e la settimana scorsa ha perso ai punti contro il nuovo Presidente Maduro.Gli Stati Uniti brillano per il loro isolamento continentale, rimangono in perfetta solitudine, mentre tutti i Paesi latinaoemricani hanno riconosciuto la legittimità delle elezioni venezuelane. Per l'UNASUR, Mercosur, ALBA, CELAC, le 115 nazioni del Movimento dei Paesi Non Allineati, tutte le nazioni europee, Russia, Cina India, Arabia saudita, Iran ecc, il capitolo delle elezioni è chiuso. Per gli USA no, che
insistono in una condotta finalizzata alla destabilizazione e a dare ossigeno mediatico alla destra.

La Jacobsons ha detto che "Non possiamo dire se applicheremo sanzioni o se non applicheremo sanzioni". L'ambiguo messaggio svela un interesse a proseguire con la deleggitamazione del Venezuela. Il ministro degli esteri Jaua ha replicato con chiarezza che "..se gli USA ricorre al espediente delle sanzioni economiche o di qualsiasi altra specie, noi risponderemo con misure in campo commerciale, energetico e politico che consideriamo necessarie per rispondere con forza a questa minaccia inaccettabile".

Il Presidente Maduro, in due ocasioni, ha menzionato che un addetto dell'ambasciata USA di Caracas, durante la campagna elettorale è stato intercettato, per riunioni clandestine con un esponente dell'opposizione venezuelana. Gli incontri sono avvenuti nella regione amazzonica dove esiste la più grande diga elettrica del Paese sudamericano e dov'è attiva la maggiore impresa idroelettricica. Il piano era l'interruzione forzata per tre giorni della elettricità a livello nazionale, per aggravare la serie di sabotaggi regionali che si sono stranamente susseguiti durante la campagna elettorale. E che sono stranamente terminati ad elezioni concluse.
Il contenzioso con gli USA è consistente, e si è alla vigilia della rivelazione degli inquietanti retroscena riguardanti il capitolo elettorale, che hanno elevato il livello di tensione.






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