miércoles, 26 de marzo de 2014

NATO-economica: OCCHIO alla “COMMISSIONE” di BRUXELLES

Tito Pulsinelli - Non importa se ha quattro o cinque zampe, se appartiene o no alla famiglia dei gatti, l'importante è che sappia dare la caccia al topo liberista. L'importante è che la cupola dell'Unione Europea (UE), denominata mafiosamente lacommissione”, ci pensi tre volte prima di passare all'ennesimo golpe contro le genti d'Europa. Il più pericoloso, quello della mannaia -NATO economica- che regalerebbe agli Stati Uniti il mercato europeo (qui). “La “commissione” è a fine corsa, il gruppo Barroso va fuori a
luglio. La tentazione del colpaccio è reale, per ingraziarsi l'oligarchia finanziaria anglosassone. Stipendi d'oro in qualche think thank, superbanca USA o nei gruppi occulti della struttura reale del potere globalista. I “commissari” hanno precedenti scandalosi: vararono la “Costituzione” europea con maneggi parlamentari e tristi manovre di corridoio. Nonostante fosse stata bocciata nei referendum degli unici due Paesi che sollecitarono l'opinione dei cittadini (Francia e Olanda).
 

Dopo il catastrofico epilogo delle vicenda dell'Ucraina, in cui l'UE si è auto-castrata consegnado agli USA e Russia quella nazione, non c'è da aspettarsi nulla di buono da Bruxelles. L'arroganza sconfinata di chi avalla senza obiezioni ogni desiderata di Washington, impone estrema vigilanza. L'onnipotenza di chi si sente superiore e invulnerabile alla sovranità, leggi e parlamenti dei 28 menbri dell'entità-UE, fa temere un ultimo golpe liberista da questi non-eletti da nessuno. Per annullare o modificare ogni loro decisione è necessaria l'approvazione di tutti i 28 parlamenti nazionali.



Le elezioni del prossimo maggio non saranno certo la soluzione miracolistica, tuttaltro. Però ci vuole un altolà alle politiche concrete imposte dal liberismo, comiciando dal fiscal compact. I governi e partiti interscambiabili che si sono succeduti ad Atene, Lisbona, Madrid, Parigi, Roma, nei Balcani e nell'est europeo, hanno semplicemente applicato il pensiero unico finanziario. Cantano con lo stesso spartito. Bisogna gettare sulla bilancia il peso dell'iniziativa sovrana dei cittadini per spaiare il non-gioco di questi gemelli siamesi della truffa.



Preoccupati dai risultati elettorali provenienti dalla Francia, temono ancor più quelli di maggio, per questo lanciano striduli anatemi contro i dissidenti. Ricatti moralistici contro gli agnostici del monoteista “non avrai altra moneta al di fuori della mia”. Si apprestano a un'alluvionale campagna mediatica, intesa come vera e propria guerra psicologica. Come durante la guerra fredda, quando si dovette scegliere tra repubblica e monarchia o con la famigerata “legge truffa”.



E' tempo di fare spazio a chi non è prigioniero dell'automatismo psichico che coniuga forzosamente Europa con NATO, UE con euro, economia con FMI, finanziamenti pubblici con banchieri, relazioni e alleanze internazionali con vassallaggio ed aggressioni. Perciò non importa se abbia quattro o cinque zampe, è importante chi adesso concorre a tenere a bada e mettere in fuga il Gran Roditore transatlantico.
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