martes, 14 de octubre de 2014

Diritto dei gay ad adottare chi?

 Da dove verranno i bimbi per le "nuove coppie" autorizzate?

Il matrimonio tra persone dello stesso sesso e il diritto all'adozione sono attualmente l'unico terreno autorizzato, direi istituzionalizato, per espandere i diritti civili. Sorge spontaneo un interrogativo: da dove proverranno i nascituri adottabili dalle nuove coppie di identici -e perciò- sterili?
Come si potrà soddisfare la domanda di paternità e/o maternità da parte di chi non può manifestamente procreare? Tralascio ogni considerazione sull'importanza della
presenza del modello maschile e femminile nella formazione della personalità degli “adottati”, per l'acquisizione dell'identità e nel processo educativo.


E' facile supporre che nel ”terzomondo” -mercato in cui la crisi demografica trova una parziale risposta- vi sarà un incremento della domanda di bimbi pret-a-porter per le coppie tradizionali. La concorrenza alimentata dalle “nuove coppie” -infeconde per appartenere allo stesso sesso- si farà più aspra. 
 

Il “ventre in affitto” o il noleggio di uteri femminili con finalità di procreazione ad hoc, è il tipo di soluzione prescelto da artisti gay o coppie non-fertili ad alto reddito (su tutti, vedi il cantante di Portorico Ricky Martin, padre/madre di due bimbi). E' senza dubbio una nuova frontiera dell'economia liberista che riesce a trasformare anche la maternità in un'attività salariale, creando la figura della proletaria-incubatrice. Siamo lontani anni luce dall'arcaismo del jus primae noctis. Il modernismo scientista sa offrire alternative e inventa nuove profesionalità per le latitudini non-industrializzate: incubatrice di prole altrui.


Non risulta arduo immaginare in un futuro molto prossimo -mettiamo in Nigeria o in Colombia- il diffondersi di “reti produttive” decentralizzate di nuove salariate (con contratto di nove mesi), come alternativa alla prostituzione e alla sua esportazione. Naturalmente gestite da mafie, e specializzate nell'offerta di bimbi su commissione. E' anche ipotizzabile che queste “reti” capillari e informali saranno un comparto dinamico dell'economia illegale. Dopo l'autorizzazione dell'Unione Europea a considerare la prostituzione e la droga come attività  contabilizzabili nel prodotto interno lordo (PIL), non c'è più posto per lo stupore e lo sdegno.


Tutto questo non e´un problema e non riguarda i forgiatori di nuovi diritti maturati nella decadenza, nella dimensione conclamata della negazione frontale di tutti i superstiti diritti sociali. Non si pongono il problema se sia indispensabile il punto di riferimento della bipolarità (uomo-donna, ying-yang ecc) nella riproduzione della specie o nel processo formativo degli umani.  

Per le lobbies moderniste si tratta di pretesti di nulla importanza, cavilli di retroguardia o retaggi oscurantisti del mondo antico e trapassato. Vedono solo un ostacolo della tradizione da rimuovere senza indugio, per irradiare l'etica del modernismo globalista, fondata sull'atomizzazione sociale e l'individualismo assoluto. Non si stancano di predicare come imbonitori meccanici che nessun'altra identità ed esistenza è possibile all'esterno del dominio reale dell'economia sulla vita. Tutto è merce, il resto son chiacchiere reazionarie, sostengono baldanzosi i nuovi barbari.
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