jueves, 28 de julio de 2016

USA: E' una Hillary Clinton cospirazionista


Le nounours contre-attaque
E' stato Putin a rubare le mails della Clinton, dice il Partito democratico. Lavrov replica: "Non ho nessuna voglia di rispondere con una parola di quattro lettere" (Fuck).

La pirateria contro il Partito Democratico ha svelato ai profani la congiura interna dei suoi alti dirigenti, impegnati a falsificare il risultato finale per favorire la designazione della Clinton. Quel che più ha
sorpreso è la repentina accusa della Clinton che ha chiamato in causa direttamente Putin. Le fastidiose mails che tanti sospetti hanno sollevato, la vedrebbe priva di ogni responsabilità: è una bieca manovra della Russia, per appoggiare il "suo" candidato Trump. Si tratta di  mossa difensiva ambigua, di tipo "cospirazionista", che riporta alla memoria il maccartismo e gli anni 50, quando la colpa era sempre del Baffone Stalin. 

Sollecitato dai giornalisti, il ministro degli esteri russo Lavrov ha replicato: "Non ho nessuna voglia di rispondere con una parola di quattro lettere" (Fuck). Waw!
 L'improvvisata mossa della Clinton spinge Moon of Alabama, a ricordare la generosità dei finanziamenti recenti (qui) del Cremlino alla "Fondazione Clinton", quando Bill Clinton ricevette ben 2,5 milioni di dollari. 

Obama si è mostrato sicuro che lui conosce bene Hillary, "...è la candidata adatta a terminare il lavoro che non  mi è stato possibile portare a termine". Visto che non ha soddisfatto nessuna delle offerte fatte alla sua base elettorale -assistenza medica e indocumentati- è ovvio che si riferisce alla politica internazionale. E' sottinteso che Hillary "terminerà il lavoro" sui fronti dove si combattono le 8 guerre-aggressioni-regime change in cui è coinvolto il Premio Nobel della pace.
Sono temi scottanti, sui quali Trump ha una posizione univoca, sia prendendo distanza dall'attuale NATO non più difensiva (qui), sia rigettando la politica di aiuto ai terroristi che hanno distrutto la Siria. A tal riguardo, c'è stato la visita al Cremlino del generale Flynn, ex direttore della DIA, ora consigliere militare del candidato repubblicano (qui).

Per arrivare alla Casa Bianca diventa necessario definire la propria politica estera, la Clinton finora non l'ha fatto, e non basterà sottolineare la propria "esperienza" o limitarsi a denigrare l'avversario. Ha nell'armadio troppi scheletri, soprattutto il putsch in Ucraina e la disintegrazione della Libia. Sullo sfondo una questione cruciale: non basta accusare Baffone, Clinton deve chiarire se il suo partito ha affossato Bernie Sanders, oppure no.

Sparare sul messaggero, per di piú sbagliato, non annulla la gravitá del messaggio. Alla fine, é in gioco l'elezione presidenziale degli Stati Uniti, non del futuro inquilino del Cremlino.




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