sábado, 22 de septiembre de 2007

Honduras- Il BID continua a finanziare la distruzione dell'ecosistema

LAGUNA DE MICOS E CAMISEA:

Il Banco Interamericano di Sviluppo (BID) ha dato luce verde prestito di 14.9 milioni di dollari destinati all’inizio delle opere di infrastruttura del controverso progetto conosciuto come laguna Micos, Tela, senza prendere in considerazione le osservazioni presentate nella relazione tecnica della Fundaciòn PROLANSATE, come risposta allo studio di impatto ambientale presentato per il progetto LOS MICOS BEACH & GOLF RESORT.

Il documento segnala il pericolo che comporterebbe il riempimento di 80 ettari dentro della Laguna de Micos in caso di uragani come il Mitch o Latrina; rischio che aumenta come conseguenza del riscaldamento globale ed i suoi effetti sui fenomeni meteorologici, oltre che delle alterazioni della batimetria della baia Tela da dove si pretende estrarre il materiale per il riempimento della palude.
La laguna Micos è registrata con il numero 722 nella lista delle paludi protette dalla Convenzione Internazionale di protezione delle paludi, conosciuta come RAMSAR. Ciò nonostante questo fatto non impedisce le intenzioni del BID e dell’elite del potere honduregno di distruggere un luogo essenziale per gli uccelli migratori, quanto meno di prendere in considerazione la crisi idrica per le comunità negli dintorni del progetto, che competeranno con il campo di golf e gli hotel di 4 stelle per il uso dell’acqua, liquido basico per la sopravvivenza della umanità.

Il progetto Laguna de Micos è parte del progetto del BID conosciuto come il Programma Nazionale di Turismo Sostenibile (HO-0195), che prevede anche la costruzione di un aeroporto accanto alla Rovine Maya di Copàn, in un luogo conosciuto come Pietra Amarillas.
L’intervento dell’UNESCO è riuscito a frenare le intenzioni del BID e degli imprenditore turistici, che arrivarono all’estremo di utilizzare l’attuale ministro della Cultura per fare pressione sull’organismo internazionale affinché ritiri la distinzione di patrimonio della umanità alle Rovine Maya, per così poter procedere con la costruzione dell’aeroporto.

Il comportamento ambiguo del BID rispetto al cosiddetto sviluppo non è niente di nuovo. La distruzione ambientale causata nell’Amazzonia peruviana attraverso perdite avvenute nel gasdotto della Camisea, lasciano un’enorme dubbio sul ruolo ambientale che gioca questo organismo internazionale.
I popoli Nahua, Nanti e Matsigenka abitarono la conca del rio Usumacinta. Tanti di loro appena hanno incominciato un’interazione con la società peruviana, essendo considerati alcuni dei matsigenka come popoli non contattati per essere altamente vulnerabili alle malattie portate da persone da fuori.

L’esplorazione e l’estrazione di petrolio in questa zona amazzonica ha provocato gravi conseguenze per i popoli indigeni. La relazione dell’agenzia di consulenza californiana E Tech, evidenzia gravi deficienze in qualità di materiale e di procedimenti applicati per la costruzione del gasdotto.Ciò nonostante, due studi effettuati per il BID contraddicono i risultati della E Tech. Negando in questa maniera le gravi conseguenze ambientali del progetto Camisea hanno autorizzando un nuovo prestito per la seconda fase del progetto.

Laguna de Micos e Camisea sono due esempi di un ampio portafoglio di disastri ambientali che si stanno causando con il Plan Puebla Panamà ed il IIRSA. Con il dettaglio particolare che la maggioranza dei futuri danneggiati di questi disastri sono i popoli indigeni e neri del continente.
Nonostante le “buone intenzioni” che presenta la nuova politica ambientale del BID, quest’ultima non è retroattiva, considerando che la maggioranza di progetti più distruttivi sono stati approvati prima della nuova operativa ambientale.

A nostro parere i funzionari del BID non hanno mai sentito parlare del riscaldamento globale, i legami con lo spreco di energia e le gravi conseguenze per la umanità, in particolare coloro che vivono nei paesi tropicali. In nome del cosiddetto sviluppo si insiste su una visione basata unicamente nella accumulazione del capitale provocando infine un incremento della povertà.

Gli ecosistemi della costa e dell’Amazzonia sono di una fragilità estrema e richiedono un mantenimento adeguato per evitare le gravi conseguenze che implicano gli abusi delle paludi e dei fiumi. La lezione che abbiamo ricevuto rappresenta una ipocrisia totale: mentre ci danno conferenze magistrali sulla conservazione ambientale, allo stesso tempo ci insegnano a distruggere la natura.

Una volta per tutte rendiamo responsabili diretti al BID di qualsiasi catastrofe che possa accadere sulla costa tra le comunità di San Juan Tela, Tornabè, Miami e la laguna Quemada e di Los Micos. Ogni anno, nei mesi di ottobre e novembre la nostra costa soffre l’impatto di uragani e tormente tropicali. Dobbiamo richiamare ai nostri antenati per chiedergli di proteggerci della catastrofe ecologica che sta al punto di verificarsi.
La Ceiba, 21 giugno 2007
Miriam Miranda Organizacion Fraternal Negra Hondurena, OFRANEH Convergencia de los Movimientos de los Pueblos de las Americas, COMPAOFRANEH
Organización Fraternal Negra Hondureña Av La República, Contiguo Celtel Telefax 504-4432492
La Ceiba, Atlántida Honduras, C.A