martes, 18 de marzo de 2008

EXXON-Mobil sconfitta dal Venezuela

Il tribunale di Londra ha rigettato la pretesa della multinazionale Exxon-Mobil di ottenere dallo Stato venezuelano un risarcimento di 12 miliardi di dollari, come riparazione alla legge che aumentava fino al 40% il contributo fiscale da versare. La compagnia esigeva il congelamento di beni che la statale PDVSA dispone all'estero, e a tal fine si era rivolta ai tribunali olandesi e britannici.

La mossa della Exxon rispondeva ad una logica esclusivamente politica, e scavalcava l'organismo internazionale in cui si dirimono questo tipo di controversie, che è il CIADI dell'Organizzazione Mondiale del Commercio. La Exxon lo ha scavalcato e pretendeva che un tribunale inglese prendesse posizione a suo favore, e annullasse una decisione sovrana del governo del Venezuela riguardante le riserve energetiche dell'Orinoco.
Oltretutto, il CIADI ha sempre condannato gli Stati e favorito le multinazionali, con una sola eccezione a favore del governo di Washington.

Il Venezuela ha elevato la quota che le multinazionali devono versare all'erario nazionale ed esige che le compagnie straniere formino società miste, in cui il Venezuela deve avere la maggioranza azionaria.
La Exxon ha coltivato l'illusione di poter annullare una decisione sovrana di un Paese, esercitando una rappresaglia contro la multinazionale statale PDVSA, che non ha potere
deliberante nè scrive le leggi venezuelane.

Tutte le 43 multinazionali che operano nel bacino all'Orinoco avevano accettato le nuove condizioni stabilite dal Venezuela; anche l'ENI aveva firmato in febbraio. L'unica eccezione è la Exxon, che ne esce sconfitta, estromessa da un'area energetica in cui giacciono quantità di gas e petrolio superiori a quelli consumati nel mondo sino ad oggi.

I giudici inglesi hanno deliberato che la Exxon deve risarcire i danni che premeditamente ha arrecato al valore delle azioni della multinazionale sudamericana, e quelli ancora più consistenti subiti dallo Stato venezzuelano con la modificazione dell'indicatore finanziario "rischio Paese".
La sentenza è importante perchè ribadisce la superiorità delle leggi sovrane degli Stati nazionali sugli appetiti delle multinazionali.

Questa è una buona notizia per tutti i Paesi del mondo non-industrializzato, che rinsalda la sovranità nazionale contro il "nuovo diritto" della globalizzazione, scritto dagli avvocati delle grandi multinazionali ed imposto con la forza del denaro e della comunicazione.

Se i giudici inglesi avessero detto OK alla Exxon, quanto costerebbe oggi il barile di petrolio?

Tito Pulsinelli

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