lunes, 7 de junio de 2010

Miserabili proposte dal miserabile FMI

Il Fondo monetario internazionale ha preso di nuovo le redini mesi fa e si prepara per continuare ad imporre la sua dottrina, adesso con il pretesto che le misure proposte sono indispensabili per superare la crisi e il problema del debito che questa ha provocato.

Juan Torres López
Gli economisti del Fondo che sono venuti a condannare la Spagna,
come fanno in molti altri paesi, sono quelli che predicano austerità per chi guadagna poche centinaia di euro, mentre fissano per se stessi stipendi miliardari, quelle che richiedono tagli di spesa ai Governi da alberghi a cinque stelle e limousine che paghiamo noi contribuenti. Coloro che si dichiaravano politicamente neutrali, ma trattano con favore i dittatori e alterano senza vergogna decisioni democratiche che prendono i poteri rappresentativi.

Il Fondo è l'istituzione che richiede il buon governo degli Stati, ma che opera con un' opacità assoluta e senza nessun controllo, che dice di difendere la libertà, ma ha internamente un funzionamento completamente antidemocratico. Che richiede rigore e precisione ai governi, ma che non ha mai fatto un' autocritica efficace, né ha valutato seriamente i suoi tanti errori fatali.

Il FMI che ora dice alla Spagna quello che deve fare è un' istituzione dottrinaria che applica sempre lo stesso credo a prescindere dalle circostanze o il paese che prende in esame:
tagli alla spesa pubblica, privatizzazioni, liberalizzazione di servizi, deregolamentazione finanziaria, libera circolazione dei capitali, aprendo le porte al capitale straniero ...sempre lo stesso, sempre il vecchio credo liberale, qualunque sia la gravità dei problemi causati dalla sua attuazione.

Ma il problema più grande del fondo non è nemmeno la sua dottrina, ma il fatto che
è un' istituzione incompetente. I suoi economisti falliscono costantemente in maniera strepitosa. I loro pregiudizi ideologici non permettono loro di contemplare e analizzare correttamente la realtà, si sbagliano nella diagnosi, non sanno fare previsioni adeguate e, naturalmente, non raggiungono gli obiettivi che si prefiggono quando agiscono (ad eccezione, quello sì, di dare via libera sfogo ai potenti).

Potrebbero essere portati a confronto decine di esempi di errori e di
eclatanti fallimenti nelle loro relazioni e stime completamente sbagliate, più di dilettanti che di autentici professionali.

Vale come una semplice dimostrazione la stupidità colossale che hanno manifestato gli economisti dell' FMI sulla situazione dell'economia mondiale nel 2007, quando molti altri, più intelligenti e più preparati, o semplicemente più onesti, avevano notato quanto stava accadendo.

Ha detto poi il Fondo in
"Prospettive dell'Economia Mondiale" (p. XII): "i rischi per l'economia globale sono diminuiti da settembre 2006 (...) quello che sembra più probabile è che la forte crescita globale duri (...) confrontando i dati attuali di settembre (2006), non ci sono molte ragioni per preoccuparsi dell'economia mondiale (...) L'economia statunitense rimane forte in generale". O anche l' errata diagnosi di ciò che potrebbe accadere nel nostro paese quando in marzo 2009 ha detto che il disavanzo pubblico spagnolo sarebbe del 6% nel 2009 e 2010, solo la metà di quello effettivamente registrato.

Con una tale mancanza di occhio attento, è normale che il Fondo Monetario Internazionale non potrà mai conseguire ciò che si prefigge, neanche in termini di tassi di crescita, e tanto meno nella stabilità macroeconomica e finanziaria. L'evidenza empirica indiscutibile è che nel periodo in cui le politiche sono state attuate, come raccomandato dal Fondo Monetario Internazionale, da primi anni Ottanta, la crescita delle economie (molto di più se si considera quella della Cina e di altre nazioni che non seguono le sue politiche) è stata molto inferiore rispetto a paesi in cui non sono state attuate.

E un recente studio ha dimostrato che c'è stata più crisi quando hanno predominato le politiche liberali sostenute dal FMI, negli anni Trenta e a partire dagli anni Ottanta del XX secolo, e vi è una forte correlazione tra la maggiore mobilità dei capitali (un altro dei principi politici del Fondo) e le crisi bancarie. (Carmen M. Reinhart y Kenneth S. Rogoff, Banking Crises: An EqualOpportunity Menace , National Bureau of Economic Research, Working Paper 14587, 2008)

I poteri finanziari internazionali beneficiano delle politiche del Fondo, non perché sono efficaci in quello che dicono di cercare (crescita, occupazione, stabilità ...) ma perché
sono quelli che forniscono loro le migliori condizioni per aumentare i loro profitti. E questo si ottiene in quanto il Fondo non valuta l'impatto sociale sulla disuguaglianza e la povertà che hanno le sue politiche, come esso stesso ha ammesso (IMF, Poverty and Social Impact Analysis in PRGF- Supported Programmes, Washington, 2002) perché è completamente ignaro e cieco rispetto a qualsiasi questione relativa al benessere sociale o alla cura dell'ambiente.

E questa istituzione di
economisti del tutto incompetenti ora giunge in Spagna per dire cosa dovrebbe fare un governo legittimo, eletto dai cittadini per affrontare una crisi che ha provocato il settore bancario internazionale.

Le sue tre principali proposte sono esattamente le stessi che fanno i datori di lavoro, la banca, la Banca di Spagna e gli economisti che sono al suo servizio.

La prima è la progressiva privatizzazione del risparmio.

Il FMI non dice nulla circa la banca spagnola, tace oer nascondere che la sua situazione è esattamente come quello delle scatole (cinesi, Ndt). Non esige trasparenza, non fa nè dice niente per costringere le banche a essere quello che dovrebbero essere: la fonte di finanziamento dell'attività economica. Non propone nulla per le imprese e le famiglie tornino ad avere i prestiti di cui hanno bisogno per recuperare l'attività.

La bamca è quella che ha fallito e quella che ha causato la crisi e quello che il FMI propone è come una ricompensa che verra consegnata alle casse di risparmio.

E 'difficile immaginare una scelleratezza superiore. Con un gran parlare, ma senza svelare la situazione bancaria, l'unica cosa che cerca il Fondo Monetario Internazionale è mettere le casse di risparmio nel cassetto del capitale privato in modo da recuperare una banca fallita, approfittando del mercato che lascierebbe le casse aperte e acquistando i loro attivi, Come su tante altre occasioni, a prezzi stracciati.

La seconda proposta del Fondo è già nota, la riduzione della spesa pubblica. Ho già spiegato in altri testi in una recessione questo non può che portare alla depressione più profonda della nostra economia. Questo è successo in molte altre occasioni e in altri paesi quando si è attuato.

Come sottolineato dal premio Nobel Joseph Stiglitz
"l'austerità conduce al disastro" (Le Monde, 2010/05/22), ed è lì dove ci vuole portare il FMI affinchè le banche e le grandi aziende guadagnino più denaro.

La terza proposta è la riforma del lavoro "radicale ed urgente" sulla linea che richiede il sindacato e
basata principalmente sulla riduzione del potere contrattuale dei lavoratori attraverso il decentramento della contrattazione collettiva e la creazione di nuovi tipi di contratto.

Dire che può essere risolto il problema dell' occupazione rendendo più flessibile il mercato del lavoro, mentre, come ho detto, deprime l'attività indebolendo la domanda effettiva, è semplicemente una grande e grottesca bugia. In questo modo è impossibile che le imprese (soprattutto medie e piccole) creino posti di lavoro. Si riece solo ad ottenere che guadagnino di più le grandi che hanno richieste di riserva grazie al loro potere sul mercato, di quello che si cerca di salvare.

In breve, il FMI mente quando presenta le sue proposte per l'economia spagnola, perché non dice ciò che vuole veramente, nasconde i reali effetti che avranno le politiche che propone e, per di più, non consente il dibattito sociale su di esse, ma semplicemente le impone, perché la sua incompetenza gli impedisce di argomentarle in modo rigorosamente scientifico.

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