martes, 1 de marzo de 2011

Gran Bretagna, primo acquirente europeo del debito USA


La crisi nel Regno Unito non frena il finanziamento del debito USA - Albione ruba al suo popolo per finanziare gli USA.
Attilio Folliero
24 febbraio -Il Regno Unito sta vivendo una grave crisi economica come tutti gli altri paesi occidentali altamente indebitati. Nella classifica europea dei paesi con il più alto reddito medio pro capite occupa il dodicesimo posto, con 32.890 euro, superato recentemente dall’Italia, che ha un reddito medio pro capite di 35.390 euro; ne da notizia il “The Economist” di Londra (1), periodico notoriamente anti-italiano, da almeno un decennio fortemente impegnato a sparlare del Belpaese.

Il Regno Unito ha un enorme debito pubblico per cui deve ricorrere a misure di austerità per cercare di ridurlo o tentare che cresca ancora: tagli alla spesa pubblica, innalzamento del’età pensionistica, congelamento degli stipendi, incremento delle tasse, licenziamenti e privatizzazione di quanto è possibile privatizzare. La solita ricetta neo-liberista. 
Il BIS, Bank International for settlement, calcola (2) che entro la fine di questo decennio il debito pubblico del Regno Unito raggiungerà il 200% del suo PIL; nei paesi ricchi solo il Giappone avrà un debito superiore al Regno Unito, col 300%; paesi come Italia, Francia, Germani e Grecia si ritroveranno con debiti  pubblici intorno al 150% del PIL. Ovviamente, a maggior debito corrisponde un maggiore esborso di interessi.

Eppure, malgrado le previsioni del BIS, uno dei pricipali attori del capitalismo mondiale, assieme al FMI, al Banco Mondiale, alla Federal Reserve ed alla Banca Centrale Europea, malgrado le misure di austerità già annunciate dal governo di Sua Maestà, il Regno Unito continua a finanziare ed in maniera crescente il debito pubblico statunitense, come mostrano chiaramente i dati del debito Estero USA, pubblicati dal Tesoro USA  (3).

Il debito pubblico statunitense, alla fine del 2010 ha superato i 14.000 miliardi di dollari (4), e sembra che il debito possa condurre gli USA alla bancarotta (5). C’è da notare, che mentre le banche di Wall Strett (6) stanno diminuendo il possesso di titoli del Tesoro Usa (adducendo come scusa che il notevole miglioramento dell’economia statunitense impone di non rifugiarsi nei buoni del Tesoro) aumenta il debito estero.

Nel 2010 il debito estero degli USA è aumentato del 18,44%, ossia di 680,90 miliardi, passando dai 3.691,70 miliardi del 2009 ai 4.372,60 miliardi di dollari della fine del 2010. La Cina è il paese che continua a detener la parte più consistente di questi titoli, con 891,60 miliardi, davanti al Giappone con 883,60 miliardi ed al Regno Unito con 541,30 miliardi; seguono: il gruppo di paesi esportatori di petrolio, che complessivamente detengono 218 miliardi, quindi il Brasile, le Banche Centrali di alcuni paesi dell’America caraibica, Hong Kong, Canda, Taiwan, Russia e Svizzera, tutti con oltre 100 miliardi.

E’ da notare, però profondi cambiamenti in atto: mentre la Cina, che ha leggermente diminuito il possesso di titoli (-3,2 miliardi) e la Russia che ha diminuito fortemente, del 25%  il possesso di titoli USA rispetto all’anno precedente, altri paesi hanno aumentato e fortemente gli investimenti in titoli USA. In particolare, il Canada ha aumentato gli investimenti in titoli USA di oltre 80 miliardi (+154 % ripsetto all’anno precedente), la Tailandia quasi del 100%, Singapore del 78%, la Norvegia del 67%, la Danimarca e Israele del 50%, la Germania del 30%. 

Da notare come l’Egitto, un paese con grossi problemi economici, con rivolte interne ed una povertà diffusa ha aumentato di oltre 11 miliardi il suo possesso di titoli USA, il che significa un aumentato percentuale del 60%, rispetto all’anno precedente. Un altro dato che emerge è quello delle Banche centrali di alcuni paesi del Caribe (Bahamas, Bermuda, Isole Cayman, Antille Olandesi, Panama e Isole Vergini Britanniche) che hanno aumentato gli investimenti in titoli USA di ben 27 miliardi, con un aumento del 20% rispetto all’anno precdente; qui risulta evidente che l’intromissione USA nella zona, con il colpo di stato in Honduras e l’incremento delle basi statunitensi in vari paesi dell’aerea ha anche la finalità di invogliare tali paesi ad “aiutare” gli USA, nel momento del bisogno, ossia coprire il debito.

Il caso più clamoro ed evidente è però quello del Regno Unito, paese in crisi che sta facendo fronte con ingenti politiche di austerità, ma che dall’altro lato aumenta enormemente l’aiuto agli USA. Insomma il governo di Albione sta letteralmente spremendo e derubando il popolo inglese per poter trovare i soldi necessari a finanziare il debito senza fondo degli USA. 
Il Regno Unito negli ultimi 12 mesi ha trasferito agli USA, sotto forma di acquisti di titoli del debito pubblico, ben 361 miliardi, con un aumento nel possesso di tali titoli del 200% rispetto all’anno precedente. Praticamente il debito estero USA –come visto– è aumentato di 680,90 miliardi, il Regno Unito ha coperto oltre la metà di questo fabbisogno, il 53%. Non c’è dato più evidente di come il governo di Albione stia derubando il proprio popolo per finanziare la voragine senza fondo del debito USA.

1) Dati del The economista, riportati in Finanzalive, Url: http://www.finanzalive.com/flash-news/economist-italia-gran-bretagna/

4) Debito pubblico Usa aggiornato giornalmente, Url: www.treasurydirect.gov/NP/BPDLogin?application=np
5) Vedasi nostro articolo “Gli Usa verso la bancarotta”, url: 


6) Bloomberg, 10/01/2011




1 comentario:

Attilio Folliero dijo...

Il 28 febbraio il Tesoro USA ha ricalcolato i dati del debito estero USA, per quanto riguarda gli ultimi sei mesi (nuova serie); nella sostanza non sono cambiati di molto i valori, se non por alcuni paesi, come Regno Unito e Canada. Da Dicembre 2009 a giugno 2010 pone i dati della vecchia serie, da giugno in poi i nuovi; per il mese di giugno indice entrambi i dati. Il regno unito nella vecchia serie deteneva titoli dle debito usa per 363 miliardi, che scendono a 94,5 per la nuova serie; col passare dei mesi, il regno unita incrementa nuovamente i suoi trasferimenti agli USA, arrivando a 272; continua ad essere il terzo paese; il "riaggiusto" non ha provocato grandi cambiamenti, minimi scostamenti se non un aumento per la Cina (che passa da 843 a 1114 miliardi) ed una riduzione per Regno Unito e Canada. Aggiungo anch eche i rpecedenti dati, quellid a me indicati erano stati aggiornati il 15/02/2011. Per la precisione

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