lunes, 6 de junio de 2011

Perù:Ollanta Humala è il nuovo presidente

Ollanta Humala, Propuesta Nacionalista,vea texto de Humala aqui

Ha davanti a sè una missione difficile - Recuperare sovranità con maggiore equità sociale - Guerra economica preventiva dell'oligarchia e multinazionali - Meno 8% la borsa di Lima
Tito Pulsinelli
Il candidato della sinistra nazionalista Ollanta Humala ha vinto le elezioni presidenziali in Peru', battendo al ballottaggio Keiko Fujimori, figlia dell'ex presidente Alberto in carcere per corruzione e violazione dei diritti umani. L'ex tenente colonnello inviso all'oligarchia che -da sempre- ha saldamente in mano il controllo della nazione andina, ha ricevuto circa 400mila voti in più della candidata preferita dal partito globalista.
E' stata un'elezione dall'esito incerto, vinta al fotofinish dal rappresentante della nuova "sinistra latino-americana", capace di coniugare la rivendicazione di recuperare sovranità con l'urgenza di maggiore equità sociale.
Questa formula è stata finora efficace nell'emisfero sudamericano per risollevarsi dal saccheggio liberista, per frenare lo smantellamento definitivo dello Stato, e resitituire alla politica -almeno parzialmente- quel potere passato alle multinazionali e agli organismi internazionali che le sponsorizzzano.
Ollanta Humala ha davanti a sè una missione difficile, in un Paese in cui la discriminazione contro i settori indigeni e afro è atavica, viscerale, e si tramuta in un'esclusione classista marcata e spietata. Può contare su una nutrita rappresentanza nel parlamento, ma il potere politico che scaturisce da una coalizione elettorale non è ancora il potere reale, nemmeno sull'apparato statale e militare, che è sempre stato impenetrabile ai settori popolari e alla sinistra. Ollanta Humala lo sa, ed ha preannunciato un governo di "ampie intese", che rappresenti tutti i settori del Perù.


Però, a poche ore dalla sua vittoria, la Borsa di Lima è stata chiusa a seguito di una perdita dell'8%. Il potere economico locale e le multinazionali minerarie hanno già reagito con determinazione per mettere i bastoni tra le ruote del blocco  sociale che si è formato attorno ad Humala. Soprattutto le imprese minerarie che esportano senza limiti i minerali del Perù, pagando una tassa rachitica del solo 2%, o quelle che si appropriano ed esportano il poco gas esistente, mentre i peruviani pagano molto caro le loro bombole di gas.
Questi sono due punti su cui Humala è stato esplicito: gli hanno già risposto con una sorta di guerra economica preventiva.


I peruviani hanno dato un passo in una nuova direzione, ora devono difendere nelle trincee della vita quotidiana la decisione scaturita dal voto. Il nuovo potere politico ha davanti e contro di sè le elites locali, clero, banca, media, multinazionali, organismi finanziari globalisti, oltre agli USA che perdono una pedina preziosa lungo la colonna vertebrale delle Ande.

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