sábado, 8 de octubre de 2011

Libia: Sirte assediata resiste

Non é bastata Tripoli, ora il mainstream cerca di trasformare Sirte in nuova simbolica vittoria definitiva ma...
8 ottobre, Il CNT ha chiesto alla NATO due giorni in piú per conquistare Sirte, é una promessa formale di fronte all'evidenza sempre piú palpabile -anche fuori della Libia- che sono inchiodati. Non riescono a penetrare stabilmente all'interno di Sirte, né a controllare Beni Walid e Zawiyah. L'assalto finale é sempre annunciato come imminente, ma poi puntualmente differito.
Gli assedianti chiedono bombardamenti piú massicci ed ininterrotti su queste cittá. Nelle giornate di venerdí e sabato, la NATO li ha accontenti. Ben 200 missioni su Sirte, ed ha lanciato volantini "..abbandonate rapidamente la cittá perché intensificheremo i bombardamenti". Come a Dresda, Roma, Saigon, Panama, Belgrado,  lanciato volantini
Bagdad le strutture civili e quelli che le abitano diventano obiettivi di militari. Uomo avvisato, mezzo salvato...dicono i nuovi tecno-guerrieri  umanitaristi.

Wadi Shati : la popolazione si é armata ed aspetta il CNT che ha promesso di entrare nella loro cittá domenica.Zawiyah é sotto il controllo pieno dell'esercito libico, mentre a Tripoli -da dove erano stati ritirati 1000 armati per inviarli a rafforzare l'assedio di Sirte- i miliziani con bandiera verde riprendono il controllo di vari quartieri. Da Bab Al Aziza fino a varie zone periferiche della metropoli, sono scomparsi i posti di blocco del CNT, fatti segno ad intenso fuoco dei cecchini. I bersagli preferiti sono gli improvvisati ufficiali e capetti per frantumare la linea di comando.
Sabha: i pro-Gheddafi hanno ricacciato fuori cittá i miliziani della NATO. Sono falliti i negoziati con le locali autoritá tribali, epercióhanno minacciato di sferrare un attacco finale a breve.

Sirte si conferma come una Stalingrado, é diventata il simbolo della resistenza alla barbarie, teatro vivo d'una nuova e moderna rappresentazione delle scene immortalate da Picasso in Guernica. Sirte resiste contro i bombardamenti, la mancanza d'acqua e di cibo. Durante tutta la giornata di sabato, i ribelli della NATO hanno realizzato incursioni ed occupato vari edifici per cercare di farne delle trincee, senza riuscirvi. L'appoggio aereo della NATO non ha potuto impedire la ritirata degli incursori, che hanno semidistrutto il Centro di conferenze Ouagadougou.  Gli assediati praticano una tattica di “avanzata-arretramento”. Eseguono operazioni offensive a sorpresa, per poi ritirarsi e disseminare il campo con trappole e mine sulle quali cadono gli incursori.

Ragdaline, cittadina a 130 chilometri a sud-ovest di Tripoli, continua sotto il controllo dei "verdi" che hanno respinto sul nascere un'incursione degli armati di Bengasi. A
Gli anziani di Zinta, Al Jalat e Surman (qui) che finora avevano mantenuto una posizione neutrale o favorevole al CNT, stanchi del caos e del disastro nel quale hanno condotto la Libia, e hanno deciso di chiamare le tribù alla resistenza contro CNT-NATO. Esprimono il desiderio di ritornare all’organizzazione sociale della Jamahiria libica e si rammaricano per non averla difesa fino ad oggi.
Gli insegnanti di Misrata (qui) hanno chiuso oggi tutte le scuole. Si rifiutano di cantare l’inno dei ribelli golpisti e di giurare lealtà alla bandiera del CNT.

Per ragguagliarsi sui retroscena e le modalitá tattiche applicate dagli "occidentali" per la seconda ricolonizzazione della la Libia, qui trovi (in italiano) un punto di vista "interno", direttamente dalla linea del fuoco. E' di Ilya Korenev, ufficiale dell’ex Unione Sovietica, poi tenente colonnello nella Federazione Russa, ufficialmente in pensione. Fino a qualche settimana fa, ha ricoperto l’incarico di consulente militare per la Jamahiriya con una squadra di collaboratori russi. L’intervista é stata pubblicata il 5 ottobre dal sito Argumenti.ru, vicino ai servizi segreti russi. Apprendiamo diversi dettagli inediti della sporca guerra contro il popolo libico.



2 comentarios:

ventopiumoso dijo...

la resistenza continua e si intensifica, ma quanto reggerà? nel frattempo, la disinformazione ha ritirato nuovamente dentro l'iran, http://occhioclinico.blogspot.com/2011/10/ih-ho-ih-ho.html
saluti!

Anónimo dijo...

La NATO ha bisogno urgente della capitolazione di Sirte, per proclamare una seconda vittoria definitiva (insomma, il bis mediatico pot Tripoli). Ma le cose non vanno per il verso giusto, e sono francamente sorpresi dalla tenace resistenza degli assediati.

Da Napoli, il portavoce ufficiale della NATO, é stupito perché -a suo modo di vedere- sebbene l'equilibrio sul terreno non possa essere modificato, i libici poongono una caparbia e ostinata resistenza.

La NATO vorrebbe sganciarsi, simulare la "consegna" del territorio al CNT, ma questi sono manifestamente incapaci di conquistare almeno le importanti cittá costiere. Tutto il sud é nelle mani dell'esercito Libio, come pure tutta la frontiera con l'Algeria e il Niger.

Insomma, i "CNT" sono incapaci ad operare militarmente, ed incapaci di formare una parvenza di governo. Il Qatar che sborsa quattrini, armi ed uomini, non sembra in grado di "fare la regia", per mantenere defilai USA, Francia, Inghilterra.

In Libia, non ci sará nessuna "vittoria", ma l'inizio di una guerra di resistenza sovranazionale che raccoglierá tutte le tribú del desero, e sará il primo vero e proprio fronte africano anti-occidentale.

Quel che preme é il petrolio, riusciranno ad averlo con continuitá e sicurezza?