martes, 4 de diciembre de 2012

FMI: Privatizzare salute e pensioni, terapia contro longevità dei poveri

Qui di seguito un estratto di un documento criminogeno del FMI: senza maschera
 TP - SuperMonti? No, Super Malthus. Thomas Malthus, di ritorno dalla notte dei morti viventi, reincarnato in Monti e colleghi del giro Goldman Sachs, che -dopo BCE- si sono aggiudicati anche la Banca d'Inghilterra. Costoro, ormai, non si mimetizzano più: sputano il rospo senza infingimenti. La media della vita si è allungata? Le loro calcolatrici misurano, ribattezzano e ridefiniscono, e lo chiamano rischio di longevità (sic) e sfornano la cura. A base di terapia delle privatizzazioni. Dopo i colpi di maglio alle pensioni -al debutto di SuperMalthus- ora i pensionati e i loro familiari si preparino alla privatizzazione progressiva del sistema sanitario nazionale. Poco importa chi "governerà" il prossimo anno. Pessimismo cosmico? No, tetro realismo postmoderno, che assale dopo l'angosciante  lettura di un documento del FMI. Stranamente, ora non è più reperibile nel sito ufficiale. E' uno studio in chiaro, senza  politichese, dell'aprile del 2012. Non c'è bisogno di criptografi. Il succo: si vive troppo bisogna privatizzare. Gli umani

devono adattarsi all'economia, non viceversa. Si deve campare di meno, di certo i banchieri non possono diminuire la loro bulimia. 

da "Utili sicuri: Pietra angolare del sistema finanziario? - Sulla stabilità finanziaria mondiale (GFSR)", aprile 2012. 

Preparato da Silvia Iorgova, Abdullah Al-Hassan, Ken Chikada, Maximilian Fandl, Hanan Morsy, Jukka Pihlman, Christian Schmieder, Tiago Severo y Tao Sun. 

"Oggi, la vita più duratura è un fatto positivo che ha migliorato il benessere individuale.Però il prolungamento della speranza di vita comporta costi finanziari per i governi -pensioni e sistema previdenziale- per le aziende e per le assicurazioni che vendono servizi di rendita vitalizia, ed anche per i privati esclusi dal regime pensionistico garantito.

Le implicazioni finanziarie rappresentate dalla gente che vive più del previsto (il cosiddetto rischio di longevità) sono molto grandi. Se per il 2050, la media della vita se eleverà di tre anni, i costi dell'invecchiamento -che sono già enormi- aumenterebbero del 50%.
Il rischio-longevità è una cosa que richiede attenzione, sia per la mole dell'impatto finanziario, sia per l'efficacia dei provvedimenti di alleggerimento che tardano anni prima di dar frutto.

Per neutralizzare gli effetti finanziari del rischio-longevità, è necessario combinare l'aumento dell'età pensionabile (obbligatoria o volontaria) , sia quello dei contributi ai piani di pensionamento con il taglio delle retribuzioni future.

I governi devono:

1) riconoscere che sono esposti al rischio-longevità
2) adottare metodi per spartire meglio questo rischio con il settore privato assicurativo
3) promuovere la crescita dei mercati con il trsferimento del rischio di longevità
4) divulgare più informazione sulla longevità e la preparazione finanziaria per i pensionamenti".

1 comentario:

Anónimo dijo...

Articolo molto bello a cui rispondo proponendomi il mio libro sulla moneta auto-emessa di proprieta' popolare, molto affine a questo pezzo. Se l'inidce vi incuriosira' potro' darvi piu dettagli...grazie per l'attenzione:

Click sul lik per la preview e l'indice

Nella crisi attuale tutti i politici avanzano l'ostacolo della reperibilità dei fondi e del pagamento dei debiti, mentre i cittadini chiedono costi dello Stato e sprechi minori. Ma a guardare bene, quelli che chiamiamo costi sono in realtà misurazioni della ricchezza prodotta e sembra illogico che un'unità di misura crei un debito. Questo libro è diviso in cinque parti. Dopo aver riassunto la storia e il funzionamento della moneta nelle prime due parti, nella terza l'autore affronta la questione fondamentale: la definizione giuridica del professor Auriti,e propone un ampliamento applicabile allaMoneta dell'Utopia. La quarta parte parla della moneta canadese di Paul Grignon per risolvere il problema nella quinta parte, con una proposta del tutto innovativa: una moneta unica globale di proprietà del portatore, senza debito ed auto-emessa da 7 miliardi di emettitori senza alcun potere centrale a governarla. Ogni emissione dei produttori e dei governi deve inoltre essere accettata dalla cittadinanza, che ha così un controllo esclusivo sul denaro, in modo da scongiurare corruzione e favoritismi politici, potendo decidere sull'etica produttiva, per una visione olistica della moneta. Meccanismi di auto-emissione di mutui e finanziamenti garantiscono la completa sostituzione dei servizi ora erogati a debito dal sistema bancario.
L'autore, autodidatta, descrive e divulga la sua visione/proposta per la moneta del futuro.


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