sábado, 8 de marzo de 2014

UCRAINA:KIEV COME CARACAS 2002 - Cecchini "atlantisti" in azione


 E' l'opinione del ministro degli esteri dell'Estonia Urmas Paet 
Il lupo non cambia pelo e non cambia vizio. Il "cambio di regime" promosso e finanziato dagli USA, UE e NATO è andato a buon fine grazie ai cecchini che hanno fatto il tiro al bersaglio sui manifestanti e sui poliziotti ucrainiani. E' lo stesso manuale operativo utilizzato l'11 aprile del 2002 a Caracas per spazzar via il governo di Chàvez. Stessa sceneggiatura: prolungata campagna di intossicazione mediatica, moti sediziosi nelle strade, e alla fine i cecchini che dai tetti spararono sui manifestanti dell'opposizione e quelli che difendevano la

 Vedi video sui manifestanti inviati deliberatamente al massacro  qui
residenza presidenziale del Venezuela. Tutti colpiti alla testa, con un solo proiettile, fulminati all'istante, con le telecamere già istallate preventivamente per inondare -in diretta tv!- il mondo sui massacri ordinati dal "dittatore" di turno che "deve andarsene". A Caracas, però, non riuscì il copione romantico dell'assalto del terzo stato al castello del tiranno, e il golpe fallì. A Kiev, Yanukovitch è stato spodestato prima della fine del suo mandato legittimo, per il delitto di non piegare la testa all'UE e alla NATO. Ma non è stato lui ad assoldare gli snipers, ma i patibolari personaggi che l'hanno rimpiazzato o i loro finanziatori e "registi" occidentali

E' l'opinione del ministro degli esteri dell'Estone Urmas Paet mentre telefona alla baronessina Catherine Ashton, ministro degli Esteri de facto della UE.
 "Tanto tra le persone quanto tra i manifestanti ci sono stati morti uccisi dai cecchini. Gli stessi cecchini uccidevano persone su entrambi i fronti. C'è l'impressione sempre più forte che dietro i cecchini non ci sia Yanukovych ma qualcuno della nuova coalizione." 
Paet cita la testimonianza di Olga Bogomolets, medico e fisico vicina ai manifestanti di piazza Maidan, che gli racconta come le ferite sui cadaveri tanto della polizia quanto dei manifestanti portassero le impronte "della stessa mano, gli stessi proiettili. L'impressione è che non ci sia fiducia verso i politici. Le persone di Maidan e della società civile dicono che gli esponenti del nuovo governo hanno un passato losco".
  
La Ashton dal canto suo replica dicendo di essere sbalordita da notizie che apprende solo al momento della telefonata, e promette indagini in proposito.

 Il resto del copione, a Caracas e a Kiev, è identico: ministeri economici assegnati a oligarchi, monopolisti, alti incarichi a "politici" con doppia nazionalità o formati all'estero (USA e Germania), a ceffi nazi o docili burattini fabbricati dal monopolio mediatico. Dopo le prime 24 ore del golpe, è immancabile l'offerta di "liquidità" -mai sollecitata- del FMI, accompagnata dalla lista dei beni nazionali da privatizzare, cioè da consegnare a costo simbolico alle banche e multinazionali degli USA e Germania. 
Stesso manuale, medesimo sceneggiatore, identico copione, scompare la creatività, se non altro come diversivo.

Sono i classici conti senza l'oste. A Caracas il popolo -sì, esiste ancora- sottrasse Chàvez dalle mani dei golpisti e impedì che finisse nel gulag di Guantanamo. A Kiev hanno trovato sulla loro strada un certo Putin, che significa una Russia non disponibile a farsi rinchiudere e assediare dalla City, Wall street, banca d'Israele e complesso militar-mediatico. La Russia non ha sparato un colpo e conserva la presenza vitale in Crimea.



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