jueves, 20 de septiembre de 2007

Stati Uniti: 200 arresti a Washington il 15 settembre?

Stephanie Westbrook - Statunitensi per la pace e la giustizia - Roma
info@peaceandjustice.it
http://www.peaceandjustice.it


Dopo i recenti fatti di Washington, con quasi 200 arresti, in molti ci hanno chiesto maggiori notizie sull´accaduto, raccontato di seguito.

Il 15 settembre si è svolta una manifestazione nazionale organizzata dalla ANSWER Coalition per chiedere la fine immediata della guerra in Iraq programmata in modo che coincidesse con la testimonianza del Generale Petraeus davanti al Congresso.
Essendo un momento molto importante per la Casa Bianca e il Pentagono, ci sono stati degli interventi repressivi nei confronti degli organizzatori. Alcune settimane prima della manifestazione, la Fox News di Rupert Murdoch, molto vicino all´amministrazione Bush, ha orchestrato una campagna che sollecitava la città di Washington ad intervenire contro
ANSWER per aver affisso manifesti in giro per la città. Il risultato è stato di due multe di $10.000 ciascuna.
In risposta alle multe, ANSWER ha organizzato una conferenza stampa per strada, durante la quale ha affisso un manifesto per ribadire il diritto all´affissione. La polizia a cavallo è intervenuta per interrompere la conferenza stampa, correndo tra i giornalisti e ferendone alcuni. Nonostante queste azioni repressive, alla manifestazione hanno partecipato, secondo gli organizzatori, circa 100.000 persone. In testa al corteo, che partiva dalla Casa Bianca diretto verso il Congresso, c´erano i Veterani dell´Iraq contro la guerra (http://tinyurl.com/yttsu9), altri veterani e i familiari dei militari. Alla fine del corteo i veterani dell´Iraq hanno organizzato un "die-in" di massa davanti al Congresso, coinvolgendo circa 5.000 persone che si sono sdraiate per terra per rappresentare i morti in Iraq.
(http://tinyurl.com/2acrrg)

Ai piedi della scalinata del Congresso la polizia aveva formato un blocco. I veterani hanno deciso di fare un atto di disobbedienza civile e superarlo per portare un messaggio al Congresso. Uno per uno hanno cominciato ad attraversare le barricate, per essere poi seguiti dai pacifisti. Alcuni si sono messi subito in ginocchio per essere ammanettati (con le manette di plastica) e venivano portati via. Altri, una volta ammanettati, hanno rifiutato di alzarsi e venivano trascinati via. Ancora altri hanno urlato slogan oppure alzato cartelli e sono stati trattati dalla polizia in una maniera molto violenta, incluso l´uso di spray chimici (http://tinyurl.com/yw7ffo). Mentre venivano arrestati, la gente gridava "Arrest George Bush" e "Il mondo intero sta a guardare." Fra gli arrestati tanti i leader del gruppo "Veterani dell´Iraq contro la guerra", insieme ai veterani di altre guerre come la Colonnella Ann Wright
(http://tinyurl.com/ytmj6h). Alla fine, gli arrestati sono stati 197, fatto che ha messo in difficoltà la stessa polizia che non era preparata per un così elevato numero di arresti tanto di dover ricorrere alla confisca di mezzi di trasporto pubblico per trasportare le persone fermate.

Ecco due video degli arresti:
http://www.youtube.com/watch?v=Pz9ekYNjaKQ
http://www.youtube.com/watch?v=W32T2BWdW64
E altre foto: http://tinyurl.com/yrl3hp

C´è stata anche una contro protesta organizzata da "A Gathering of Eagles", che non ha niente a che fare con le aquile. È invece un gruppo di violenti a favore della guerra formatosi recentemente. Si sono messi lungo il percorso del corteo con lo scopo di provocare i pacifisti. È il caso di Carlos Arredondo, padre di un soldato morto in Iraq, il quale, a manifestazione finita, è stato trascinato in una rissa e picchiato dopo che uno degli "Eagles" gli aveva strappato la foto di suo figlio. La polizia intervenuta per fermare l´attacco, non ha fatto nessun arresto.
Nonostante che di numero gli "Eagles" fossero solo 1000, cioè l´1% del numero dei partecipanti nel corteo, i media hanno scelto la par condicio, dando loro lo stesso spazio sul telegiornale dato ai pacifisti. Ma le azioni di ANSWER non si sono limitate al territorio statunitense. Con il Presidio Permanente No Dal Molin, che manifestava anche esso il 15 settembre piantando 150 alberi nel sito proposto per la nuova base statunitense, sono state scambiate dichiarazioni di solidarietà, lette a Washington e a Vicenza.
E a Washington non è finito con la manifestazione di sabato. Infatti, il calendario del mese di settembre è ricco di iniziative, e questa manifestazione ha avviato una settimana intensa di azioni, comprese atti di disobbedienza civile. La domenica dopo il corteo si sono svolti corsi di formazione e workshop su come fare pressione sui Congressisti e ogni giorno di questa settimana i pacifisti invaderanno i palazzi della Camera e del Senato.
Il movimento statunitense contro la guerra sta entrando in una nuova fase.