miércoles, 2 de diciembre de 2009

Ex capo della CIA di Milano coinvolto nella rete terrorista di Posadas Carriles

"Bob" Seldon Lady, l’ex capo della stazione della CIA a Milano, colui che comandava i 23 agenti della "super agenzia" yankee condannati in Italia per aver sequestrato, torturato e poi fatto "scomparire" l’iman egizio Abu Omar nella città italiana di Milano nel 2003, era una figura chiave nella rete che dall’Honduras ed El Salvador scambiò armi per cocaina a sostegno della contra nicaraguense negli anni’80.

Jean Guy Allard
Molto vicino a John Negroponte, Félix Rodríguez Mendigutía e Luis Posada Carriles, Lady è stato condannato in contumaccia da un tribunale di Milano. Il giudice Oscar Magi ha condannato i nordamericani al carcere, ma la sentenza non diventerà esecutiva perchè gli Stati Uniti continuano a coprire le proprie spie e si rifiutano assolutamente di incarcerarli o di concedere la loro estradizione, malgrado i loro crimini.

Lady, un nordamericano di 52 anni, è nato nell’Honduras e partecipò insieme a suo padre in operazioni dell’Agenzia Centrale d’Intelligence degli Stati Uniti nella guerra sporca contro i sandinisti nicaraguensi, prima di arruolarsi dopo il 2001 in una "Operazione Condor" in versione mediorientale.

Tra i 26 imputati della fase iniziale della causa in Italia, si trovava una donna - Betnie Medero - ora presuntamente residente in Messico che è stata a capo del comando così come una misteriosa funzionaria del Dipartimento di Stato, Mónica Courtney Adler. Questo processo costituisce la prima azione penale nel mondo sulle "consegne straordinarie" autorizzate da George W. Bush dopo l’11 settembre.

Questi sequestri furono corredati da carceri segrete, tortura e scomparse forzate. L’operazione si è ora conclusa con la nomina di John Negroponte, ex ambasciatore a Bagdad ed ex zar dell’intelligenza statunitense, a sottosegretario di Stato incaricato del dossier Iraq.

Abu Omar fu sequestrato in una via di Milano nel febbraio 2003, portato alla base militare di Guerzoni e, dopo essere stato caricato su una macchina senza finestrini, fu trasferito alla base aerea nordamericana di Aviano, da dove fu portato a quella di Ramstein, in territorio tedesco, con il contributo della Germania, e da lì ad El Cairo dove fu torturato alla presenza proprio di "Bob" Seldon Lady.

Il Parlamento Europeo ha riconosciuto che diversi governi europei, tra i più propensi a predicare sui diritti umani nel mondo, aiutarono a coprire i trasferimenti segreti di sospettati in carceri segrete dove furono sequestrati, torturati, e in più casi, resi desaparecidos.

Tra i membri del comando di sequestratori, è di particolare interesse il caso di Betnie Medero. Questa donna di 33 anni aveva l’incarico di seconda segretaria nell’ambasciata degli Stati Uniti a Roma. E’ arrivata in Italia nell’agosto 2001 con credenziali diplomatiche e - secondo il Corriere della Sera - ha personalmente diretto il sequestro in situ, oltre ad avere poi assicurato il trasferimento dell’’ostaggio fino alla base statunitense di Aviano, nel nord del paese.

Ora si ritiene che sia in Messico, con legami con la locale ambasciata USA, secondo lo stesso quotidiano italiano. Medero ebbe due complici principali in quest’azione, che sembra ripresa da un film di Hollywood: James Thomas Harbison, di 58 anni , e Vincent (o Vicent o Vicente) Faldo, di 57 anni. Comunque, le caratteristiche del capobanda, Robert "Bob" Lady, illustrano l’estensione delle operazioni dell’agenzia nordamericana in tutto il mondo.

Figlio di William "Bill" Lady, un vecchio agente della CIA radicato in Honduras, "Bob" Lady diresse insieme a Manuchar Ghorbanifar - un sulfureo negoziante iraniano - la vendita segreta di armi all’Iran che, insieme alle operazioni di narcotraffico dirette da El Salvador da Félix Rodríguez Mendigutía e Luis Posada Carriles, hanno provocato il più grande scandalo che colpi l’amministrazione Reagan.

Lady portò avanti i suoi loschi collegamenti sotto gli ordini del tenente colonnello dei marines Oliver North, che ha anche comandato le operazioni ad Ilopango, anch’esse allo scopo di fornire illegalmente armi alla contra nicaraguense. Queste operazioni si svilupparono anche in parallelo con la rete di contrabbando del multimilionario Gerard Latchinian, padrino dell’imprenditore Yehuda Leitner, attuale fornitore di armi ed di equipaggiamenti per reprimere della dittatura Micheletti.

"Bob" Lady continuava ad operare in America Centrale nel 1994, quando la spia Aldrich Ames "lo brusciò", rivelando il suo nome all’intelligence sovietica, secondo quanto sostiene la stampa nordamericana. Il suo nome fu poi associato al "Nigergate", quell’operazione di disinformazione che giustificò l’occupazione dell’Iraq con il pretesto - completamente inventato - che Saddam Hussein tentava di acquisire uranio in Niger.

Lady è fuggito precipitosamente dall’Italia nel giugno 2005, quando seppe che la magistratura di quel paese si interessava del sequestro di Abu Omar. Avvertita, sua moglie, cancellò tutti i files del suo computer, ma gli specialisti della polizia riuscirono a recuperarne una buona parte.

Anzi, gli inquirenti trovano prove del soggiorno di due settimane di Lady in El Cairo, proprio quelle in cui cominciò l’interrogatorio dell’iman di Milano. Alcune fonti assicurano che "Bob" Lady si trova ora di ritorno in America Centrale. Il suo ex capo Negroponte ha partecipato attivamente nell’elaborazione del piano fascista che ha portato al rovesciamento del presidente costituzionale del Honduras, Manuel Zelaya.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...