miércoles, 31 de agosto de 2011

Libia: Chi proteggera' i "civili negri"?

Le emergenze umanitarie sopraggiunte di pari passo con l'arrivo dei "ribelli" diretti dalla NATO sono molte. Ma chi restituirá il servizio dell'aqua potabile ai cittadini, attivo ed autosufficiente fino a 10 giorni fa? Fino all'entrata a Tripoli dei protettori di popolazioni civile.
Chi proteggera' quel 30% di libici con la pelle nera che la galassia di gruppi armati dalla Francia&soci
continuano ad ammazzare, bollandoli come "mercenari"? Si intensifica il ritrovamento di molti cadaveri con segni di tortura, mani legate dietro la schiena. Sono cittadini libici, non "mercenari", e fino a qualche settimana fa non esisteva la discriminazione razziale, ne' le esecuzioni sulla pubblica strada o i saccheggi delle abitazioni degli ostili alla NATO e ai suoi miliziani locali o stranieri.

martes, 30 de agosto de 2011

Conferenza di Parigi: Nuovo relativismo coloniale


"Ribelli" travestiti da kommandos della NATO
1884, Bismarck assegna territori e ricchezze del continente Africano alle potenze europee -
2011, Sarkozy spartisce il bottino di una nazione africana ad "occidentali" e vassalli delle petro-monarchie arabe - Neoliberisti e monarchici uniti nella lotta "umanitarista"
GilGuySparks blog, news, video dalla Libia GilGuySparks
Tito Pulsinelli
Berlino, 15 novembre del 1884, Bismarck convoca  una conferenza internazionale per l'assegnazione dei territori  e dei relativi commerci dal continente africano. Per la spartizione regolamentata dell'Africa arrivano a Berlino le delegazioni dell' Austria, Belgio, Danimarca, España, Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Olanda, Italia, Portogallo, Russia, Svezia y Turchia. I negoziati si protrassero fino al febbraio del 1885, e i delegati ripartirono con una nuova mappa dell'Africa in tasca

lunes, 29 de agosto de 2011

11 de septiembre: Pero no lo contó la TV (videoRap)

..a 10 años del ataque terrorista más improbable de la historia
diez estrofas de MERO


Appunti scritti con il gesso (1)

foto Aldo Bonasia
T.P. Questo e' un viaggio nel passato di un Paese, di una cittá e di una generazione, dove Fausto Rizzotti ci sospinge con la fermezza lieve di chi si misura con la memoria della sua adolescenza. E lo fa con le assonanze, i significati e le metafore utilizzate in quelle periferie, dove si incrociavano risonanti gli echi molteplici degli idiomi della terra.Ancora vergini, non dialetti, non neo-lingue glob o blob. F. Rizzotti si esprime con la lingua schietta e scarna della memoria.Ci offre i segni rupestri primigeni di un sottosuolo comune a molti di noi, che scolpí un'ampia tappa del passato contemporaneo.Da lí poterono germinare i sussulti d'una ribellione che seppe protrarsi e che non fu mai riducibile solo a "politica". Questa e' la prima (di sei) parti di un racconto lungo che inseriremo qui ogni sabato.
Fausto M. Rizzotti
Era l'anno che mio papà si era quasi lasciato convincere dal suo capo ufficio a investire un po' di soldi nella carne in scatola. Ne aveva parlato con mia mamma, le aveva spiegato che si trattava di una nuova ditta che inscatolava carne argentina, che la signora Ada, una nostra vicina coi parenti a Buenos Aires, la vantava tanto. Nell'affare c'entravano anche i dirigenti del cotonificio, perfino uno svizzero, più sicuro di così! Ma lei niente: "Vendere i Bot? Ma se sono per quando si sposa la prima!" Voleva dire la mia sorella maggiore. Così una volta, a pranzo, io e mia sorella più piccola abbiamo saputo che esistevano i Bot e che erano per la maggiore, ma non abbiamo capito che cos'erano. Quell'anno mio papà mi ha spiegato che il comunismo è come il mondo delle formiche, io mi sono meravigliato, allora mi ha fatto l'esempio delle api.

jueves, 25 de agosto de 2011

La “parasitaria” economía de EU amenaza a la humanidad

Alfredo Jalife
Bajo la Lupa
El género más salvaje del capitalismo, el financierista neoliberalismo global, sufre poderosos embates centrífugos en sus dos principales polos: Estados Unidos (EU), en quiebra técnica que no se atreve a pronunciar su nombre, y la Unión Europea (UE), presa de descomunales deudas en la zona que despectivamente los oligopolios multimediáticos anglosajones (y sus repetidoras locales) califican de PIIGS (Portugal, Irlanda, Italia, Grecia y España, por sus siglas en inglés), como si las desfondadas finanzas británicas (muy similares a su socia y sosias de EU) estuviesen en mejores condiciones.
Se trata del desplome del modelo anglosajón financierista y su fantasía globalizadora desregulada

Libia: Al Jazira, fonte primigenia di menzogne

Omar al Mukhtar (1862 -1931)
Tito Pulsinelli
Un editoriale apparso su Russia Today (qui), indica che Al-Jazira e' la fonte primigenia che ha eretto un'Himalaya di menzogne per smontare pezzo per pezzo la nazione libica, a suon di bombe. La rete dell'emiro del Qatar é stata in prima linea nella guerra psicologica per l'intossicazione delle menti e l'imbarbarimento dei cuori. Questi specialisti della novella neochirurgia catodica hanno -dapprima- spianato la strada per strappare il "pezzo di carta" all'ONU. La famigerata "zona di esclusione di volo" -con l'astensione della Russia e Cina, che paghera' con moneta pesante- trasformata poi in 14 mila missioni aeree per bombardare tutte le strutture militari e civili della Libia. Al Jazira ha letteralmente fabbricato scenografie di cartapestanei propri studi per conferire maggiore verismo alle sue narrazioni riguardo (qui) le famose "primavere arabe".

miércoles, 24 de agosto de 2011

Libia: Il dopo-Gheddafi (visto da Apicella)

 
DESPUÉS de KADAFI:  EL PELIGRO SON LAS DIFERENTES TRIBUS !
vedi aggiornamenti dall'interno della Libia: blog, video ecc 

Fuerzas británicas, francesas, jordanas y qataríes detrás del enfrentamiento en Trípoli

La fecha límite del mandato de la ONU era el 2 de septiembre, entonces la OTAN ha enviado tropas élites inglesa, de Francia, Qatar, Jordania - Los medias en primera línea con la guerra psicológica - Al Jazeera maestra del engaño (vea aquí)
Según un informe de Debkafiles, lejos de ser meramente un levantamiento rebelde, el enfrentamiento en Trípoli en las últimas 48 horas está siendo “dirigido” por fuerzas especiales de operación británicas, francesas, jordanas y qataríes. “Esta es la primera vez que tropas terrestres occidentales y árabes han combatido en el mismo campo de batalla en cualquiera de las revueltas árabes de los últimos nueve meses y la primera vez que soldados árabes participan en una operación de la OTAN”, informa Debkafiles.
La operación llamada “Sirena del Amanecer” está siendo dirigida por fuerzas de EE.UU. y la OTAN.

martes, 23 de agosto de 2011

La battaglia di Tripoli

Il 2 di settembre spirava il mandato dell'ONU appaltato alla NATO - Giá circolano  le foto del cadavere di Gheddafi - Gigantesca intossicazione mediatica della NATO - Sei mesi fa fabbricarono il "cimitero a cielo aperto", ora la morte del leader - Il Tribunale Penale Internazionale fa marcia indietro: figlio di Gheddafi è libero - Dice che 70% di Tripoli è sotto controllo del governo -Dopo 15mila missioni dei bombardieri, aumenta ricorso "occidentale" ai mercenari-
Al Jazeera in prima linea per ingannare (qui e qui)- L'Hotel della stampa è obiettivo di jihadisti e NATO - Liberarsi della stampa internazionale, poi si scatenerà la caccia grossa -
Daniele Scalea
Mentre la stampa italiana, sulla falsariga della posizione espressa ufficialmente dal ministro Frattini (che più d’ogni altro s’è sbilanciato nelle ultime 24 ore), continua a parlare dell’avvenuta “liberazione di Tripoli” e della “caduta del regime”, altre fonti – pur schierate con la NATO – cominciano a farsi più caute. Persino “Al Jazeera” stamane arriva a mettere in dubbio l’affidabilità delle rivendicazioni dei ribelli di controllare quasi tutta la capitale. Nella confusione di notizie che rimbalzano dalla Libia e dai paesi belligeranti, sembra adesso opportuno cercare di mettere un po’ d’ordine ed ipotizzare una ricostruzione dei fatti

La tragedia di Tripoli e del Mediterraneo

TIPICA GUERRA della NATO del XXI SECOLO ? - CIVILI CONTRA DITTATURA? NO, AEREI CONTRO ABITANTI delle CITTA'
Pino Cabras - Megachip.info
Si consuma una grande tragedia, in queste ore, sulle altre sponde del nostro mare, tra Tripoli e Gaza. Sono le avvisaglie di un dramma e di un disordine più vasto, che arriverà addosso anche a milioni di cittadini europei inconsapevoli. In Libia, le notizie provengono in prevalenza dalla NATO, nel suo ruolo di armata coloniale. È una fonte interessata, ed è una fonte che finora è stata smaccatamente inattendibile. Pur scontate le sue menzogne, la spallata contro Tripoli registra un successo militare reale, perfino mettendo da parte le notizie esagerate sulle folle festanti. C’è morte e distruzione e c’è la fine di uno stato sovrano. La spallata si è sostanziata nella stessa tattica usata dalla NATO nelle altre città fatte conquistare per poche ore ai “ribelli”, altrimenti incapaci di qualsiasi progresso: anche a Tripoli la condotta militare è consistita in un attacco aereo spietato che ha colpito i civili, creato panico,


lunes, 22 de agosto de 2011

OTAN: Ocupar Libia, ir hacia Nigeria y Sudán (video)


Informe Libia - EEUU, ANA ESTHER CECEÑA. Economista, adscrita al Instituto de Investigaciones Económicas de la Universidad Nacional Autónoma de México.




domingo, 21 de agosto de 2011

Unión Sindical Obrera saluda Nacionalización de La Industria de Oro en Venezuela

Bogotá, 20 de agosto de 2011. –USO, filial de la CUT, saluda la decisión patriótica de la República Bolivariana de Venezuela de trasferir al Estado las actividades de exploración, explotación del oro y todas las actividades conexas, para convertirlo en reserva internacional, aprovechando para el país el precio record de este metal.

Como lo recordó el Presidente Hugo Chávez: “Venezuela tiene el 64,8% de sus reservas internacionales en oro  (nira aquí); en estos momentos

viernes, 19 de agosto de 2011

Venezuela: Repatriación del oro, nacionalización de las minas (video)

VENEZUELA RIMPATRIA l'ORO e NAZIONALIZZA le MINIERE AURIFERE

A casa 11 miliardi di dollari in oro e 6 di liquiditá - Sudamerica crea Fondo economico regionale con i suoi 600 miliardi di riserve monetarie
Tito Pulsinelli
Caracas - Il governo di Caracas ha decretato la nazionalizzazione delle miniere d'oro situate lungo la frontiera amazzonica con il Brasile. Ha deciso altresí di riportare a casa i lingotti d'oro depositati soprattutto nei caveaux delle banche inglesi. E' la risposta sovrana alla destrutturazione inarrestabile in atto nelle economie dei Paesi industrializzati -altamente indebitati- sia in Europa che negli stati Uniti. E' il preludio alla imminente costituzione di un Fondo regionale  deciso dai ministri del blocco sudamericano, alimentato dai 600 miliardi

Che succede con BLOGSPOT?

Chiediamo scusa ai lettori per sempre i piú rari aggiornamenti. Da  luglio é praticamente impossibile accedere per inserire nuovi testi. Sappiamo che altri siti "scomodi" che escono su BLOGSPOT si trovano nella stessa situazione. Due le ipotesi:
* )    é vistosamente peggiorata la qualitá del servizio fornito da Blogspot
**)   si tratta di una pratica deliberata tendente ad asfissiare lentamente; é notorio che alcuni anni fa, vennero unilateralmente -senza alcuna spiegazione- cancellati migliaia di siti. Stavolta non si tratta di una brutale strozzatura ma di una piú discreta e progressiva asfissia?
Se questo blog scompare o sará condotto all'eclisse, i lettori sappiano quali ne sono le cause.

miércoles, 17 de agosto de 2011

Rapporto NATO Operazioni 2020


Rapporto Urban Operations in the Year 2020 (sintesi commentata in italiano) originale sul sito N.A.T.O. http://www.rta.nato.int/pubs/rdp.asp?RDP=RTO-TR-071
Redatto dalla RTO (Studies Analysis and Simulation Panel Group, SAS-030). La RTO, l’Organizzazione per la Ricerca e la Tecnologia della NATO è il centro di convergenza delle attività di ricerche/tecnologiche (R&T) per la difesa in seno della NATO.
L’Operazione Terrestre o Operazione Urbana (UO-2020) all’orizzonte dell’anno 2020 è uno studio che esamina la natura probabile dei campi di battaglia, i tipi di forze terrestri le loro caratteristiche e capacità. Lo studio ipotizza l’andamento della popolazione mondiale entro l’anno 2020. Entro questa data il 70% della popolazione mondiale vivrà all’interno di zone urbane.
Il numero delle persone nel mondo supererà i 7,5 miliardi e ciò sarà causa di una spaventosa crescita demografica nelle città e/o metropoli incrementando l’urbanizzazione, provocando povertà, scontri e tensioni sociali.

lunes, 15 de agosto de 2011

Chile: Lucha estudiantil detiene privatización del estudio (video)

Arrinconado el gobierno, frenada la liquidación del sistema de enseñanza no-privada
 

domingo, 14 de agosto de 2011

La spinta propulsiva del capitalismo è finita

La finanza mette in ginocchio gli Stati, anche gli USA, e vuole imporsi come unico potere reale mondiale- La sua legge é il tasso d'interesse non il plusvalore, cioé l'estorsione illimitata all'economia produttiva- Ora va all'arrembaggio di tutti i beni delle nazioni e dei popoli - E' in corso una battaglia contro un'élite oscurantista che annulla i poteri derivanti dal suffragio universale -

Rodolfo Ricci
L’affannosa discussione agostana sui turbinii delle borse mondiali intorno al vacillare dei debiti sovrani (cioè degli Stati in quanto istituzioni), di fronte al mercato globalizzato della finanza, è penosa. Si approccia il problema, generalmente, come scarsa capacità degli Stati di assecondare la fiducia dei mercati, ovvero, per la condizione transitoria, degli

jueves, 11 de agosto de 2011

Cameron pensa all'uso dei soldati e blocco di internet




ATENE, MADRID, LONDRA: CRESCE LA RESISTENZA CONTRO IL NEOLIBERISMO SELVAGGIO
A Londra e nelle altre metropoli del regno, si espande un'ondata di ribellione che prende forma di scontri di strada con la polizia, incendi e saccheggi. Perché? E' un'esplosione di crimininalitá, dicono all'unisono le autoritá del regno! Punto. Nulla a che vedere con l'esecuzione dell'emigrato afro dei Caraibi con un proiettile in dotazione alla polizia? La crisi e la disoccupazione nelle misere periferie non  é mai esistita? E' un'invenzione propagandistica dei nemici del "mercato" e dei mercanti?
No, sono criminali, senza alcun diritto di esistere nei pittoreschi e gioiosi sobborghi del regno fatato. Parola di Cameron e degli altri ligi esecutori di diktat emanati dal FMI o dalla BCE, o dei servi habitué di un'ideologia apertamente smentita dai fatti. Ora, come mai prima d'ora, addirittura nella ridente e savia nordEuropa, mica nelle remote e meridionali longitudini mefitiche dell'ex impero! I media rilanciano il messaggio e tacciono l'evidenza. E a londra: cameron non esclude l'utilizzo dell'esercito e il blocco dei social network

Qui   LONDRA IN RIVOLTA,  TUTTI I VIDEO E LE TESTIMONIANZE 
vedi anche Londra come Damasco, ma non per la comunità internazionale


Amnistía Internacional pide indulto de los cinco cubanos en EEUU (video)

...pero todos  los medios lo ocultan

miércoles, 10 de agosto de 2011

Chiudete la borsa (inizialmente USA s.p.a.)

Piu' la politica obbedisce ai mercati, piu' il rating si abbassa. Meno il governo obbedisce, piu' il rating si alza. Si dice che i mercati dicono si o no alla politica del governo, in Cina e Russia i mercati dicono di si oppure di si alla politica del governo. Se non vogliono essere rieducati a dire di si, ovviamente...
Uriel Fanelli
kein pfusch  www.appelloalpopolo.it
Il titolo e' provocatorio, ma anche no, nel senso che si tratta della misura presa da Putin dopo la "tempesta perfetta" (cosi' l'aveva definita lui) del credit crunch. Perche' vedete, sono pochi coloro che, nel mondo hanno capito cosa stia succedendo. Alcuni dicono che tutto ruoti attorno al debito, altri dicono che tutto ruoti attorno alla speculazione, o al capitalismo. No, sta succedendo qualcosa di molto piu' ampio. Solo che non lo si e' voluto capire prima.
Allora, facciamo un salto indietro. Se siamo in un tempo T0, e vogliamo capire come sara' la politica diciamo fra 100 anni, come facciamo a fare una previsione? Beh, un modo c'e'. Basta osservare chi forma la classe dirigente, come si forma e in che zone sociali si forma. 

domingo, 7 de agosto de 2011

Migranti annegano, NATO sta a guardare

SOS: negazione della legge del mare e dell'antica etica dell'aiuto ai natanti alla deriva
Il blocco navale delle coste libiche effettuato dalla flotta della NATO "per aiutare la popolazione civile" non esclude il soccorso alle centinaia di  migranti che affondano in pieno Mediterraneo. La missione militare delle armate della NATO é passata dall'iniziale proibizione di volo all'aviazione della Libia, all'imposizione di una nuova classe dirigente a Tripoli, persino il sequestro piratesco dei fondi finanziari. Poi, divenuta padrona assoluta dei cieli, é arrivata la vera e propria missione umanitaria di "protezione dei civili". In pratica, bomabrdamenti a man salva sulle strutture militari che -una volta distrutte- sono stati estesi a scuole, fabbriche, centrali elettriche, edifici civili , magazzini di derrate alimentari, centri di soccorso, studi televisivi ecc.

sábado, 6 de agosto de 2011

COLOMBIA: UN REPLANTEAMIENTO ESTRATÉGICO

Fernando Dorado
Popayán, 5 de agosto de 2011
“A un año de la posesión de Santos, la fisura con Uribe se convierte en fractura al interior del bloque de poder oligárquico colombiano”. En noviembre de 2010 se afirmó que ‘Santos sacrificaría a Uribe’[1]. Hoy es un hecho. Al bloque de poder le urgía re-legitimar el Estado. Su imagen democrática se había deteriorado. Hacer a un lado a la mafia era una prioridad. Claro, sin enfrentar el narcotráfico que – como lo insinúan las cifras de la Fiscal General[2] –, es un soporte importante de la economía colombiana. Fue un “viraje” hecho en EE.UU.

jueves, 4 de agosto de 2011

Qualcuno avvisi le tre scimmiette: nessuno più investe su di loro.

Opportunità perse e prospettive incerte. Le economie ex-regnanti stentano a riconoscere un cambio globale dei giochi finanziari. Assente anche l’informazione “occidentale” - e nostrana - ad aprire occhi, orecchie e bocca delle classi politiche dirigenti. L' Europa politica demanda alle magistrature la funzione di riparare i guasti: è un'abdicazione?

Di Martin Iglesias  - Osservatorio Selvas.org
4 Agosto 2011
Ubi cadaver, ibi aquila - Dove c'è il cadavere volano gli avvoltoi. Può essere questa la locuzione più appropriata per tentare di dare un senso a questo periodo di incertezze economiche mondiali? La mancanza di tenuta e di affidabilità dell’economia per eccellenza dell’ultimo mezzo secolo, gli Stati Uniti d’America e la moneta unica mondiale, il dollaro, scatena la caccia allo speculatore come fosse un alieno piuttosto che, come ovvio che sia,  una naturale evoluzione insita nel nostro sistema economico.
Le agenzie di rating si trasformano dunque, da consulenti affidabili e fonti d’ispirazione per politiche economiche mondiali a pericolo pubblico, pirati della valutazione insider trading o avvoltoi che bramano la carogna per alimentarsene.

L’Europa monetaria, che è al giro di boa di una difficile prova di resistenza e credibilità di coesione politica dopo l’allargamento a 27 Stati, si sente soffocare dalle spire delle agenzie private che per anni ha sdoganato come un valore aggiunto per il bene pubblico, arrivando, per ora solo singolarmente, a tentare azioni giudiziarie contro il monopolio dei tre colossi anglosassoni. Standard & Poor’s, Fitch e Moody’s, che da sole controllano il 90% del mercato con oltre 2 miliardi di dollari di profitti annui, sono state denunciate da autorità di Germania, Austria, Spagna, Portogallo e persino Italia, con accuse di speculare sulle crisi locali. Anche l’Europa politica demanda alle magistrature la funzione di riparare i guasti, o rimediare consensi, di un omissione di previsione, della carenza assoluta di utilizzare la politica con una visione seppur minima del medio e lungo termine: non vedo - non sento - non parlo, sono il riassunto di anni di legislazioni comunitarie. Torna perciò attuale, come un monito purtroppo, la sempreverde domanda di Bobbio “Chi controlla i controllori?”. In particolare bisognerebbe aggiungere come controllare i controllori, viste le scarse soluzioni fin’ora adottate e la manifesta non volontà della politica addirittura di affrontare il problema, oltre le fumose dichiarazioni.

Indubbiamente, visto le attuali proporzioni del mercato planetario, sarebbe utile per tutti, ed in particolare per i nostri legislatori,  rileggere la decade del ‘90, gli anni detti anche delle Tigri Asiatiche e di come il cosiddetto occidente si stupì dell’impatto violento della globalizzazione finanziaria. Ma d’altronde potremmo forse pretendere di trarre insegnamento da uno tzunami finanziario che colpì e affondò milioni di persone, quando queste erano per la maggior parte asiatiche e non occidentali? L’esperienza di quegli anni doveva portare a considerare le nuove entità economiche extranazionali come una sfida politica, addirittura come una potenza che in contrapposizione avrebbe potuto mettere a rischio le sovranità nazionali.

Ora, pare non ci resti che stare a scrutare il cielo con lo sguardo, alla ricerca delle grandi ali degli avvoltoi che veleggiano sulla prossima vittima, e prendere atto seriamente, a questo punto, ogni singola dichiarazione d’intenzione dei capitani delle agenzie di rating, considerandole confessioni pre-delitto. L’informazione e la politica sono chiamate, con le rispettive responsabilità, a interrompere il digiuno intellettuale e le omissioni di approfondimento a proposito del sistema economico attuale, e intraprendere, anche se in ritardo, un serio dibattito costruttivo sulle forme alternative di convivenza globale.

Impossibile a questo proposito nascondere  e non suggerire l’articolo scritto dal Presidente di Goldman Sachs Asset Management, Jim O’Neill, pubblicato da “The Moscow Time” il 2 agosto scorso (qui) e non ripreso dalle principali agenzie internazionali di informazione. In questa sua analisi dal titolo eloquente “Pronti per un secolo di BRIC”, O’Neill configura lo spostamento delle attenzioni delle agenzie finanziarie sul nuovo asse formato dai cosiddetti Paesi emergenti (Brasile, Russia, India, Cina - curiosamente omettendo il Sudafrica), che rischiano di essere, secondo tutti i dati, gli unici a essere “emersi”, mentre le altre economie - UE e USA - affondano e perdono di interesse e attrattività. 
Tra le altre dichiarazioni d’intenti dello stesso O’Neill, risuona tragicamente pragmatica dal suo punto di vista, l’opinione e il suggerimento verso il disinteresse della crisi greca, essendo questa economia nel suo volume totale, “solo un terzo dell’aumento di Prodotto Interno Lordo previsto per quest’anno della Cina”: come dire “per Atene non val bene neppure una Messa”. Europa avvisata…
Segue l’articolo di J.O’Neill
Pronti per un secolo BRIC 

BRASIL… ¡UN ESFUERZO MÁS PARA SER VERDADERAMENTE INTEGRACIONISTA!

Es la hora de un fuerte Banco del Sur
Tito Pulsinelli 
La “desestructuración” de la economía gringa es un hecho cumplido. Llegan a las primeras planas de los periódicos lo que en los últimos 8 años eran evidencias subterráneas, visibles sólo para unos pocos. Es la caída de los “dioses imperiales” que pasan al rango de simple y comunes mortales. La inocultable decadencia imperial estadounidense va a conducir al mundo a un nivel superior de guerra económica y monetaria. Ante el ocaso del dólar, las reservas monetarias del bloque de naciones suramericanas (UNASUR) corren el peligro de reducirse sensiblemente. Nunca como ahora se perciben las consecuencias negativas del retardado arranque del Banco del Sur, propuesto hace siete años por Venezuela. 

martes, 2 de agosto de 2011

Cina: ECCO il NUOVO RATING DAGONG

giu' tutte le economie più dipendenti dal dollaro
http://mercatoliberonews.blogspot.com/ 
" Ecco i nuovi rating dagong con l'outlook (il rating greco è stato cambiato a inizio giugno, ma sulla pagina iniziale non l'avevamo trovato)
Australia: AAA stabile;
Danimarca: AAA stabile;
Hong Kong: AAA stabile;
Lussembugo: AAA stabile;
Norvegia: AAA stabile;

UNASUR: CONTROMISURE COMUNI CONTRO SVALUTAZIONE DEL DOLLARO

DM  Nel vertice presidenziale del blocco sudamericano, cha si è tenuto recentemente a Lima in occasione dell’assunzione formale dei poteri da parte di Ollanta Humala, di fronte alla manifesta instabilità dell’economia e della moneta degli Stati Uniti, è stata decisa la riunione d’urgenza dei ministri dell’area economica dell’Unione delle Nazioni Sudamericane  (UNASUR) per il 5 di agosto. Di fronte al rischio concreto dell’insolvenza, sospensione o ritardo dei pagamenti, e una più che certa accentuazione della svalutazione del dollaro, è stata ribadita la necesità di  adottare contromisure comuni