lunes, 16 de febrero de 2015

Negazionismo, Cardini: “Legge idiota. Basta derby tra Hitler e Stalin, pensiamo a scheletri delle democrazie”

“Una legge totalmente idiota”. Non usa mezzi termini lo storico Franco Cardini nel parlare della aggravante di negazionismo recentemente approvata al Senato e ora all’esame della Camera. E a chi vorrebbe, per “par condicio”, estendere gli stessi provvedimenti ad altre tragedie storiche, il noto medievista risponde: “Basta con il derby rivoltante tra Hitler e Stalin. Pensiamo piuttosto ai crimini delle gloriose democrazie”.

Professore, cosa pensa della legge approvata dal Senato per inserire l’aggravante del negazionismo alla legge Reale?
«È una legge totalmente idiota sul piano giuridico e inutile su quello politico».
Ci spieghi perché.
«Intanto ci sono già le leggi. Ci sono leggi sull’apologia di reato e sull’apologia di fascismo. Dato che una legge contro il negazionismo è in genere rivolta a coloro che, per fini apologetici verso il nazionalsocialismo, negano lo sterminio degli ebrei, direi che si tratta di un provvedimento chiaramente superfluo, le leggi che ci sono sono già largamente sufficienti».

E dal punto di vista politico e culturale?
«Le leggi che introducono reati d’opinione e che limitano la ricerca scientifica sono antidemocratiche e antigiuridiche. Se il reato di negazionismo consiste nel negare istericamente lo sterminio non servono. Se invece servono a colpire le persone che per ragioni scientifiche fanno ricerche e modificano la nostra conoscenza attuale sul numero delle vittime o sul metodo delle uccisioni di massa, beh, in tal caso si tratta della libertà di ricerca e non si può limitare. Del resto non credo che il problema sia davvero quello del numero delle vittime, il problema è la natura disumana e antigiuridica secondo qualunque legge umana e divina di quello sterminio».

Queste leggi ci sono già altrove, però.
«È infatti sono leggi inique che mandano in galera, come è successo in Austria, dei seri ricercatori scientifici che magari avranno le loro opinioni politiche contestabili finché si vuole, ma che stavano semplicemente facendo il proprio lavoro».

Qualcuno dice: “D’accordo, facciamo queste leggi, ma se valgono per l’Olocausto che valgano anche per i crimini di Stalin”. In questo caso la toppa è peggiore del buco?
«Si tratta di un ragionamento stupido e anche un po’ repellente. Non facciamo a chi ne ha ammazzati di più. Anche perché se ci mettiamo su questo piano, oltre a Hitler e Stalin, bisognerebbe chiamare in causa anche Sua Maestà britannica, che nelle colonie non ne ha ammazzati di meno. Certo, non si trattava di bianchi ed europei, non erano “persone civili”, ma allora se si ragiona così chi è il razzista? E ancora, penso all’eccidio degli indiani delle praterie, degli armeni, degli africani, ai due milioni di soldati tedeschi fatti morire di fame e di stenti dai vincitori dopo la Seconda guerra mondiale. E poi scusi, oggi non è il 12 febbraio?».

Sì, certo, perché?
«Ebbene, nessun giornale ne ha parlato, ed è una vergogna, ma il 12 febbraio 1945 ci fu il bombardamento angloamericano su Dresda, in una Germania ormai in ginocchio, in una città che non aveva nessuna difesa anti-aerea, che era piena di profughi dal fronte orientale e che pure fu bombardata al fosforo. Sa cosa significa? Che si muore bruciati, come il povero pilota giordano. Insomma, il derby rivoltante tra Hitler e Stalin non regge, bisognerebbe fare piuttosto un generale esame di coscienza e vedere quanti scheletri nell’armadio hanno le gloriose democrazie».
Intelligonews
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