lunes, 26 de agosto de 2019

Carne e soya: il mundo e' colpevole degli incendi in Amazzonia - Perche'?

Porto Velho in Brazil's Rondonia 

Due delle industrie coinvolte nell'inferno che sta distruggendo la selva amazzonica, attirano l'attenzione delle potenze del G7 riunite in Francia. Sono comuni in tutto il mondo: sovia e carne bovina. Il Brasile e' il maggior esportatore di carne bovina, con un record di 1,64 milioni di tonnellate spedite ai suoi principali clienti. Nel 2018 la Cina, Egitto ed Unione Europea, secondo l'Associazione degli Esportatori Brasiliani di carne bovina. Negli
ultimi 20 anni, Il paese ha
conosciuto un aumento della sua produzione, con l'esportazione accresciuta in volume e valore 10 volte superiore -tra il 1997 e 2016- soprattutto per tre grandi compagnie giganti JBS, Minerva y Marfrig. Tutto questa cresciuta e' avvenuta sacrificando la selva amazzonica. "L'allevamento estensivo e' la causa principale della deforestazione dell'Amazzonia. Piu' del 65% delle terre deforestate nell'Amazzonia sono ora adibite a pascolo", dice Romulo Batista, ricercatore di Greenpeace. 

La soya, e' l'altro importante coltivazione commerciale del Brasile, ed e' l'altro fattore che contribuisce alla deforestazione. Negli anni 70, questa coltivazione sperimento' un aumento drammatico, spingendo all'emigrazione degli agricoltori, allo sviluppo di nuove tecniche di agricole e all'uso dei pesticidi. Nel 2028 il Brasile riusci' ad esportare ben 83.3 milioni di tonnellate, ossia quasi un 30% in piu' rispetto al 2017, secondo il Ministero dell'Economia.
Economía. Il paese e' il principale fornitore di soya agli Stati Uniti, pero' la maggior parte la vende in Cina, che aumentarono del 30% in un anno, grazie al conflitto commerciale con Washington, che obbligo' Pechino a cercare altre fonti  per alimentare la popolazione di bovini. Circa il 65% delle terre deforestate nell'Amazzonia viene utilizzata per l'agricoltura, pero' la soya incide progressivamente in maniera minore.

Nal 2006 entro' in vigore una moratoria sulla compra di soya nelle eree deforestate da poco e "meno del 2% della soya piantata nella regione amazzonica proviene dalle aree deforestate dal 2008 " ha detto Batista. Tuttavia, altre regioni boschive in Brasile, come la savana tropicale fitta, sono state disboscate per la coltivazione della soya. In giugno, Greenpeace denunció la “dipendenza” europea alla soya brasiliana, usata negli allevamenti di maiali e polli.

I dati ufficiali pubblicati sabato dimostrano che centinaia di nuovi incendi stanno sviluppandosi nell'Amazzonia, nonostante migliaia di soldati erano pronti per aiutare a combattere i piu' maligni incendi in molti anni. Le cifre ufficiali ilustrano che si sono sviluppati 78.383 incendi forestali in Brasile nel presente anno, il maggior numero dal 2013 in qua. Gli esperti dicono che l'abbattimento di alberi durante la stagione secca per fare posto alle coltivazioni e ai pascoli,  ha aggravato il problema.

Prima abbattono alberi pregiati, poi incendiano tutto

Piu' della meta' deegli incendi sono situati nell'enorme conca amazzonica, dove gia' vivono piu' di 20 milioni di persone. Tra giovedi e venerdi scorso, secondo Instituto Nacional de Investigación Espacial (INPE) de Brasil, si svilupparono piu' di 1663 nuovi incendi. I nuovi dati si resero noti dopo che Bolsonaro autorizzó lo scheramento di militari per debellare gli incendi e prendere misure energiche contro l'attivita' criminale. Sette regioni hanno richiesto l'aiuto dell'esercito nell'Amazzonia. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il Regno Unito hanno offerto aiuti per spegnere gli incendi.

Questi, hanno suscitato indignazione in tutto il mondo, con proteste di migliaia di persone sia in Brasile che in Europa. La grave crisi  sta mettendo in discussione anche l'accordo commerciale tra l'Unione Europea e i paesi sudamericani -Brasile incluso- che costo' 20 anni di trattative. Il presidente della UE Donald Tusk, ha detto ai giornalisti che e' difficile immaginare che la UE ratifichera' il patto commerciale con il blocco del Mercosur, se il Brasile e' incapace di frenare gli incendi in Amazzonia, che viene comunemente definita "polmone del pianeta", per la sua funzione di mitigare il cambio climatico.
.Il presidente francese Emmanuel Macron, che ha preceduto tutti nel far pressione sul suo omologo brasiliano, aveva precedentemente accusato Bolsonaro di mentire riguardo la posizione del Brasile sul cambio climatico.

In una ecente schermaglia tra i due leaders, Bolsonaro accuso' di Macron di avere una "mentalita' colonialista". A sorpresa, Macron disse che aveva deciso di bloccare l'accordo UE-Mercosur e accuso' Bolsonaro di minimizzare le preoccupazioni sul cambio climatico.
L'addetto stampa della Merkel invece, dichiaro' che non firmare il patto con il Brasil, Argentina, Uruguay y Paraguay, “non era la risposta adeguata a quel che succedendo adesso in Brasile”.

Da molto tempo, la rancia aveva mostrato riserve sul patto con il Mercosur, e a giugno Macron avviso' che non l'avrebbe firmato se Bolsonaro si ritirava dall'accordo climatico firmato a Parigi.

Specialisti ambientali affermano che gli incendi stanno verificandosi nel mezzo della crescente deforestazione in Amazzonia, che nel mese di luglio si moltiplico' a un ritmo 4 volte superiore allo stesso mese del 2018, secondo l'INPE.Bolsonaro ha attaccato prevenivamente all'Istituto, dicendo che i dati forniti come menzogne. Venerdi scorso insistette nel dire che gli incendi sono un pretesto castigare il Brasile.

"Ci sono incendi forestali in tutto il mondo, e questo non puo' esser usato come scusa per possibili sanzioni internazionali" disse Bolsonaro. Il poderoso settore agro-esportatore del Brasile -che difende Bolsonaro a spada tratta- ha manifestato la preoccupazione per la retorica del pressidente e teme boicottaggi a suoi prodotti nei mercati importanti.
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Sabato scorso, in un editoriale del giornale Folha de S.Paul, ha messo in guardia circa le "spacconate" del Bolsonaro avrebbero peggiorato la crisi provocata dalla deforestazione accelerata."Il danno all'immagine del Brasile ormai e' fatto e potrebbe avere anche ripercussioni negative a livello commerciale. La sbruffoneria nazionalista stavolta non avra' la meglio".

fonte QUI 
traduzione SELVAS



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